Maria a Medjugorje Messaggio del 2 marzo 2007:Oggi vi parlerò di quello che avete dimenticato. Cari figli, il mio nome è amore, per questo sono con voi così tanto del vostro tempo, e questo è amore, perchè un grande amore mi manda. Cerco da voi lo stesso. Chiedo l'amore nelle vostre famiglie. Chiedo che nel vostro fratello riconosciate l'amore. Solo così, tramite l'amore, vedrete il volto del più grande amore. Che il digiuno e la preghiera siano la vostra guida. Aprite i vostri cuori all'amore, anzi alla salvezza. Grazie.

Appunti trascritti dal mio diario personale + Girolamo Grillo vescovo di Civitavecchia




Poiché mi sono accorto che dopo la lacrimazione di sangue della «Madonnina di Civitavecchia», avvenuta tra le mie mani il 15 marzo 1995, sono rimasto alquanto traumatizzato per un certo periodo di tempo, preferisco attingere direttamente dal mio diario personale, dal quale specialmente per quanto attiene i giorni precedenti la suddetta lacrimazione, appare in maniera chiara la lenta evoluzione del mio atteggiamento dallo scetticismo iniziale in poi…
Fino al 5 febbraio non ho annotato nulla, pur essendo stato informato dall’allora parroco di S. Agostino, del fatto accaduto in un giardino nel territorio della sua parrocchia in data 2 febbraio 1995: evidentemente avevo pensato che si trattasse di uno dei soliti scherzi delle statue che piangono (e in quello stesso periodo ne piangevano tante in tutta l’Italia)… Il 5 febbraio annoto, invece, quanto segue:
Che brutta storia quella delle Madonne che piangono. C’è sempre qualche burlone che si prende lo sfizio di imbrattare gli oggetti sacri. Poveri noi, dove siamo capitati. Con il parroco che va dietro anche a queste stupidaggini. Mater Boni Consilii, ora pro me! La pagina del 6 febbraio è interamente dedicata al suddetto avvenimento:
La giornata è stata piena di incontri e di interviste sulla «Madonnina» che avrebbe pianto lacrime di sangue. Non c’è di che rallegrarsi di questa specie di prurito di curiosità che prende le masse quando sentono parlare di questi fenomeni. Bisogna aprire gli occhi e non lasciarsi travolgere né dallo scetticismo né dalla faciloneria. Bisogna che tutto si sgonfi da sé, senza creare falsi allarmismi, ma senza neppur lasciare correre. Occorre tenere il polso fermo. La Chiesa deve essere sapiente, attenta, prudente e deve saper attendere. La fretta, specialmente in queste cose è cattiva consigliera. La gente che ci ascolta alla radio o alla televisione o che legge i giornali ha bisogno di essere aiutata a giudicare gli eventi con serenità. Interrogherò a giorni i protagonisti di questa vicenda. Poi si vedrà. «Mater mea, fiducia mea!» Il giorno 7 febbraio trovo scritto, in fondo alla pagina, questo inciso:
Ho incontrato il Dott. Vignati (allora Vice Questore) pregandolo di indagare sulla Famiglia Gregori (quella dove avrebbe pianto la «Madonnina») e di riferirmi segretamente.
Anche l’intera pagina del giorno 8 febbraio è dedicata alla «Madonnina»:
È stata una giornata super affollata di persone interessate alla presunta lacrimazione di sangue della Madonna. La gente è avida del sensazionale; non si accontenta di quello che la Chiesa annunzia a nome del Cristo. C’è tanta ignoranza in giro, unitamente però ha tanta voglia di sacro. Forse, quest’ultimo aspetto è l’unico fatto positivo di questa curiosa e strana vicenda. Signore, aiutami a scoprire gli eventuali trucchi, cui questa gente interessata ha potuto ricorrere.
Debbo essere molto cauto e prudente e mantenermi quasi scettico. Satana, oltre tutto, può ricorrere a qualunque espediente per trarre in inganno gli uomini. Questo è il suo mestiere. Il Vescovo deve essere come l’angelo custode del suo gregge; deve cioè, tenere sempre aperti gli occhi, al fine di smascherare ogni cosa. «Madonna mia, tu lo sai quanto ti voglio bene. Debbo, però, agire così per il bene della Chiesa. E tu desideri la stessa cosa. “Maria, Mater Ecclesiae, ora pro me et pro nobis”».
Anche di sera mi hanno disturbato su questa strana vicenda di una Madonnina che avrebbe pianto. Quanta pazienza ci vuole con questi giornalisti che vanno in cerca sempre del sensazionale, pur trattandosi spesso di stupidaggini.
Nel frattempo proibisco ai miei sacerdoti, in maniera categorica, di accedere al luogo dove sarebbero accadute le lacrimazioni. Tralascio ovviamente altre cose un po’ delicate che, al momento, non è opportuno far conoscere. Credo che valga la pena, però, riportare alcune considerazioni da me scritte in data 9 febbraio:
Si osserva attorno una grande sete di sacro. Verrebbe da esclamare con il profeta: «Questo popolo si rende conto che qualcosa non va nell’ingranaggio della vita corrente, fatta di consumismo e di cose effimere». Appena i giornali danno notizia di qualcosa di eclatante, di miracoloso, subito corre, anzi si precipita per vedere, per rendersi conto ed anche si entusiasma… Poveri noi!
Ho conosciuto i protagonisti della vicenda: sono gente semplice; appaiono quasi traumatizzati. Può darsi che siano stati oggetto di un raggiro malvagio o maligno, ma potrebbe darsi che tutto sia vero. Povero me, se fosse vero! Questo mi vien da pensare istintivamente. Ma sono sicuro che il Signore mi aiuterà a vederci chiaro in tutto e la Vergine Santa mi proteggerà.

Giorno 10 febbraio aggiungo alle suddette annotazioni: Mi ha fatto pena il protagonista della vicenda di S.Agostino (Fabio Gregori). Ha pianto, quando si è appartato con me, ritenendosi un uomo pieno di peccati e quasi oggetto di una maledizione di Dio. Il pomeriggio sono stato all’Istituto di Medicina Legale del Policlinico Gemelli, dove il Prof. Angelo Fiore, Direttore del medesimo Istituto ha fatto i prelievi del presunto sangue della Madonnina. Sarà affiancato dal Prof. Giancarlo Umani Ronchi, Direttore dell’Istituto omonimo dell’Università «La Sapienza» di Roma (per volontà della Famiglia Gregori, la quale teme che io riesca a far dire che si tratti di un imbroglio). Un primo risultato immediato è questo: non vi sono marchingegni di sorta entro la statuina, cioè la lacrimazione non è dovuta né a cause meccaniche, né alla natura del materiale della statua. Non resta da pensare, quindi, se non a qualche burlone che abbia fatto uno scherzo di cattivo genere.
Ho fatto numerose domande al Prof. Fiori, soprattutto in ordine ad altre possibilità scientifiche che potrebbero far piangere lacrime di sangue. Mi ha risposto che, a suo parere, non esiste alcun’altra possibilità scientifica.
Giorno 11 febbraio annoto qualcosa, di cui tuttora non mi è lecito parlare.

Giorno 13 febbraio:
In serata ho avuto un incontro con tre persone della località di S.Agostino. Non ho avuto una buona impressione, ma posso anche sbagliarmi. Penso sempre che la famiglia Gregori sia vittima di qualche macchinazione di gente che le abbia voluto tendere un brutto tiro. Speriamo che tutto si chiarisca con gli esami scientifici che stanno ultimando al Policlinico Gemelli.

Giorno 16 febbraio:
Mentre scrivo queste righe so già che le lacrime sgorgate dalla piccola statua della Madonna sono sicuramente di sangue umano. Devono ancora approfondire l’esame sui cromosomi (maschile o femminile)… A sera penso: ma non potrebbe essere tutto un inganno del demonio? È strano, però… Non ci capisco niente.

Giorno 22 febbraio:
Oggi il Prof. Angelo Fiori, Direttore dell’Istituto di Medicina Legale del «Gemelli» mi ha informato che le lacrime della Madonnina sono vero sangue umano di donna…

Giorno 23 febbraio:
Domani la statuetta sarà sottoposta alle ultime indagini radiologiche e poi si vedrà…

Giorno 27 febbraio:
Dopo tre indagini ripetute sul sangue, la risposta definitiva è: sangue umano maschile. Che cosa strana; non ci capisco niente! Non resta altro che chiedere un segno alla Madonna, qualora fosse veramente Lei a piangere.

Giorno 1 marzo:
…Gli Organi competenti della Chiesa hanno bisogno di esaminare attentamente l’intera questione, sulla quale anch’io dovrò inviare loro un’accurata e circostanziata relazione scritta. Successivamente mi faranno conoscere gli ulteriori passi da compiere. Saggezza e prudenza della Chiesa, la quale in questi fenomeni non deve essere mai frettolosa nella loro valutazione. Durante la giornata c’è stata una continua gragnola di telefonate da parte di giornalisti, agenzie, radio, televisioni, che stanno generando una immensa confusione. È il lato coreografico di una vicenda che potrebbe essere anche seria (non si sa mai). Ma con questi giornalisti non ci posso far nulla! Tanto scrivono quello che vogliono.

Giorno 7 marzo:
Ho assistito alla trasmissione televisiva «Chi l’ha visto», in cui sono stati sollevati forti dubbi sulla vicenda della Madonnina. Anch’io… ho espresso molta cautela in queste cose…

Giorno 13 marzo ricevo una telefonata dal noto esorcista don Gabriele Amorth, il quale non esclude l’influsso diabolico per tutte le altre statue che stanno piangendo in Italia, ma non per la Madonnina di Civitavecchia, pregandomi di non essere molto scettico, perché egli era venuto a conoscenza fin dalla scorsa estate da un’anima da lui diretta spiritualmente che una Madonnina avrebbe pianto a Civitavecchia e che questo segno sarebbe stato di non buon auspicio per l’Italia, ragion per cui sarebbe stato opportuno far penitenza e pregare molto… Naturalmente non ho creduto a questa telefonata, anche se successivamente ne ho parlato con mia sorella Grazia… tanto per farla sorridere un po’.

Giorno 15 marzo, alle ore 8,15, accade l’incredibile, dopo la celebrazione della Santa Messa e dopo la colazione. Mia sorella, ricordando le parole di don Amorth, mi chiede di permetterle di pregare la Madonnina, facendo accedere anche mio cognato, il quale, per delicatezza, non mi aveva mai chiesto di vedere la piccola statua, che era riposta chiusa nell’armadio di una delle mie suore. Attesa l’insistenza di mia sorella, domando alla suora il permesso di poter accedere alla sua stanza assieme a lei stessa. Quindi, in quel momento eravamo in quattro. Prendo la Madonnina riposta in un piccolo cestino ed incominciamo a pregare in silenzio, quando dopo qualche attimo mio cognato (io personalmente pregavo con gli occhi socchiusi), mi dice: «Guarda, guarda, che cosa sta accadendo?». La Madonnina aveva ricominciato a piangere dall’occhio destro: un filo sottilissimo, un po’ più grande d’un capello, dapprima bianco come una lacrima normale, che si bloccava davanti alla piccolissima gota, dove formava come una piccola perla di rubino, che riusciva a scavalcare la gota e a scendere, riformando la lacrima di sangue che già era stata asportata al Policlinico Gemelli… Stavo recitando la «Salve Regina» in latino… Stranamente ero arrivato alle parole: «Illos tuos misericordes oculos ad nos converte». Mia sorella, vedendomi sbiancare in viso, grida aiuto a squarciagola e si macchia il dito con il sangue della Madonnina. Accorre, quindi, l’altra suora che era in cucina, mentre mio nipote Angelo si precipita dal letto.
Quasi svenuto mi accascio su di una sedia e vengo soccorso dal Primario cardiologo di Civitavecchia, Dott. Marco di Gennaro, il quale anche lui constata la lacrima ancora fresca. Tralascio tutto il resto. Dopo aver ottenuto il permesso del Dicastero competente, il quale mi aveva raccomandato di vigilare sulla ortodossia della devozione, il 17 giugno di quello stesso anno colloco la piccola statua nella Chiesa di Sant’Agostino, dopo che la Magistratura aveva chiesto alla Criminalpol di togliere il sangue per controllare il DNA. Ma su questo argomento riferirà l’Avv. Forestieri (avvocato della Famiglia Gregori)

In quello stesso anno 1995, la piccola Jessica Gregori, mi ha confidato alcuni messaggi, cui allora io non ho creduto, ma che successivamente si sono verificati puntualmente. La piccola di allora, oggi più che quindicenne, ricorda benissimo quei segreti, anche se lei non tutto ha compreso. Tali segreti devono rimanere tali per lei e per me. Per ora non resta altro che pregare e fare penitenza.
Sono più che contento che il mondo abbia compreso che a «Pantano» (si chiama così la località dove ha pianto per tredici volte la Madonnina), si venga soltanto per pregare, per fare penitenza e per ritrovare la fede perduta in Cristo Signore, Figlio di Dio e Figlio di Maria.
Prima di concludere questa parte che, dal primo evento delle lacrimazioni, perviene alla quattordicesima lacrimazione avvenuta nelle mie mani, ritengo opportuno trascrivere la lettera del Prof. Giancarlo Umani Ronchi (scienziato laico), a testimonianza di quanto allora accaduto. La lettera mi è stata inviata dopo la sentenza della Magistratura di Civitavecchia, la quale, pur aprendo alla possibilità di un fatto soprannaturale, in cui è competente la Chiesa, stranamente sostiene che ci sia stata una sola lacrimazione.
Civitavecchia, 21 dicembre 2004.

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