Maria a Medjugorje

Messaggio del 2 settembre 2005:Cari figli, io come Madre vengo a voi e vi mostro quanto vi ama Dio, vostro Padre. Voi, figli miei, dove siete? cosa è al primo posto nel vostro cuore? Cosa vi ostacola nel mettere mio Figlio al primo posto? Permettete, figli miei, che la benedizione di Dio scenda su di voi. Che la pace di Dio vi penetri. La pace che dà mio Figlio, solo Lui.

Civitavecchia: cosa accadde nel 1995

08/12/2020 - Visite: 497
IncrFont Stampa IncrFont Facebook Twitter

Raccontano che quando il Presidente del Consiglio francese Georges Clémenceau, soprannominato “tigre” per la sua volontà di battersi (purtroppo anche contro la Chiesa), in veste ufficiale assistette a un concerto in cui venne cantata anche l’Ave Maria di Gounod, si commosse fino alle lacrime. Chiese ai suoi collaboratori chi avesse composto quella musica celestiale; poi domandò: «Sì, ho capito che la musica è di Gounod, ma di chi sono quelle parole magnifiche?». Esponente del Partito Radicale francese, era rabbiosamente anticlericale, e senz’altro anche molto ignorante in materia religiosa. E qui viene da dire: basterebbe diffondere, come contribuisce a fare La Croce assieme ad altri media, le conoscenze giuste e le testimonianze giuste sul cristianesimo, basterebbe testimoniare intorno a sé la devozione alla Madonna, perché poi la Madonna chiami a sé coloro che vogliono ascoltarla.

Ricordiamo uno straordinario evento testimoniato da varie persone, accaduto a Pantano, presso Civitavecchia, dal 2 al 6 febbraio del 1995: una statuina di Maria (prodotta e acquistata a Medjugorje) raffigurante la Regina della Pace lacrimò sangue per tredici volte (questo accadde anche davanti a migliaia di persone). Pianse ancora sangue il 15 marzo nelle mani del vescovo Gerolamo Grillo, il quale non credette ai suoi occhi: fino a quel giorno era persuaso che si trattasse di un inganno. Molte cose singolari accaddero in seguito: una seconda Madonnina, identica alla precedente, dono del cardinale Deskur, iniziò a effondere un olio profumato durante alcune feste religiose o di fronte a persone riunite in preghiera. La Vergine stessa in quei frangenti iniziò ad apparire ad una famiglia normalissima (padre, madre e tre figli), la famiglia Gregori. Giovanni Paolo II, attraverso il cardinale Angelo Sodano, volle essere tenuto al corrente della vicenda, e nascostamente venne a pregare con il cardinal Sodano davanti alla statuetta miracolosa, in presenza del vescovo Grillo.

È quanto si apprende con stupore leggendo il testo di Flavio Ubodi (già Provinciale della Provincia romana dei Frati Minori Cappuccini), La Madonna di Civitavecchia – Lacrime e messaggi, disponibile anche sul sito www.ares.mi.it Ubodi fu all’epoca incaricato dal vescovo Grillo di seguire da vicino la famiglia Gregori. Docente di Teologia Dogmatica, è fra i massimi conoscitori degli eventi in questione, che egli stesso narra con semplicità. L’inchiesta a livello diocesano si basò tra l’altro sull’analisi scientifica delle lacrime e delle statuine e concluse che non è possibile si tratti di truffe o manipolazioni. La Parrocchia di Sant’Agostino a Pantano, dove oggi si venera la prima statuetta miracolosa, è stata eretta a Santuario ed è mèta di numerosi pellegrini.

Grazie alla testimonianza dei Gregori, è stato possibile riportare nel libro i testi dei messaggi che in quell’occasione la Vergine volle trasmettere. Ne cito solo uno: «Da voi, cari figli, dovrà partire un cammino di evangelizzazione della Parola di Dio, nostro Padre, non solo nella preghiera, ma anche nell’unione massima di amore della famiglia, educando voi stessi e i vostri e nostri figli» (16 luglio 1995). La Madonna ha pianto il sangue stesso di Cristo – si tratta evidentemente di un grande mistero – tra l’altro per manifestare il dolore di fronte all’apostasia di tanti sacerdoti non più fedeli a Gesù. Più volte durante le apparizioni ha chiesto, anche agli stessi vescovi, di rimanere uniti a Giovanni Paolo II, definito «il più grande dono che il mio Cuore Immacolato abbia ottenuto dal Cuore di Gesù». Ha denunciato il fatto che Satana sta cercando di impadronirsi del mondo. Si è presentata come «Madonna delle Rose dal Cuore Immacolato, Regina del Cielo, Madre delle famiglie, Portatrice di Pace nei vostri cuori» (29 agosto 1995). Maria si è lamenta del fatto che sta parlando agli uomini in varie parti del mondo, ma pochi la ascoltano.

Fabio Gregori, il padre della famiglia, elettricista di professione, si è fatto lungamente intervistare sia dai magistrati, sia dagli ecclesiastici inviati dal vescovo. Alla fine del volume in questione, si confida con il giornalista Riccardo Caniato, autore anche della lunga prefazione al testo. La Vergine apparve esattamente come la videro a Fatima: la prima volta fu il 16 luglio 1993 alle ore 18 e 30, durante la santa Messa. Il lettore si chiederà spontaneamente: «E io che cosa devo fare?». Riccardo Caniato, a pagina 4, offre una prima, convincente risposta: «Ciò che è veramente importante, ciò che va svelato [...] è che, in questa campagna isolata e riarsa, la Regina del Cielo è apparsa e lo ha fatto più volte, spesso sofferente, indicando con largo anticipo ed esplicitamente il male che attraversa la Chiesa e l’odio che serpeggia nel mondo, e annunciando con fiducia una possibilità di riscatto dell’umanità e della Chiesa a partire dalle famiglie, definite il nucleo originario della comunità cristiana e della società civile». Magnifico messaggio davvero, tanto più per noi de “La Croce”, che amiamo definirci (anche al di là di quello che è l’audace esperimento politico portato avanti da Mario Adinolfi) “Popolo della Famiglia”.

Ho più volte esitato prima di riportare tutto questo, perché i fatti sono così sorprendenti che probabilmente rischiano di suscitare perplessità, soprattutto se trascritti così succintamente e a freddo. La Congregazione per la dottrina della Fede sta continuando le indagini, adesso che quelle diocesane si sono concluse positivamente. I lettori che vorranno approfondire potranno (oltreché recarsi al Santuario, naturalmente) leggere il libro, che di fatto è la sintesi che lo stesso padre Ubodi ha voluto pubblicare dell’inchiesta diocesana. Come scrive Caniato, in questo momento storico la posta in gioco è molto alta. «In gioco è la sopravvivenza del mondo, minacciato, ci dice la Vergine, dal rischio di nuovi orribili conflitti; e, soprattutto, la salvezza delle anime. È su questo doppio binario dell’apocalisse di ognuno e dell’Apocalisse della Storia che bisogna addentrarsi nel Mistero di Civitavecchia» (p. 8). Maria chiama tutti, indipendentemente dalle qualità personali, per il solo fatto di essere figli di Dio, a cooperare liberamente e altrettanto responsabilmente alla redenzione, perché «le tenebre di Satana stanno oscurando ormai tutto il mondo e stanno oscurando anche la Chiesa di Dio» (p. 8). Peraltro in quegli anni – è sempre Caniato a ricordarlo – Giovanni Paolo II, estremamente preoccupato per la situazione globale, parlò del pericolo di un’apostasia della Chiesa nelle conclusioni della sua esortazione apostolica Ecclesia in Europa. Alcuni fatti di cronaca forse fin troppo noti (vari scioccanti scandali di pedofilia nella Chiesa) non hanno fatto che rafforzare la sensazione da “fine dei Tempi” che stiamo vivendo.

Fonte: La Croce Quotidiano Aprile 2016