Maria a Medjugorje Messaggio del 20 gennaio 1985:Figli miei! Io vi amo! Vi amo d’un amore senza limiti, senza confini! Vorrei che comprendeste il mio amore e l’amore di Dio. Desidero che ciascun membro del gruppo vada da solo all’aperto in mezzo alla natura, per contemplare Dio attraverso la natura. Lì preghi da solo e poi raccolga un fiore, una foglia o qualunque altra cosa che attiri la sua attenzione e la porti con sè alla prossima riunione del gruppo.

I «fatti delle Tre Fontane» e i diversi atteggiamenti della stampa





Le prime reazioni

Nell’ultimo dopoguerra le apparizioni mariane costituirono materia privilegiata di un consistente numero di giornali, i quali, se non creavano questi fenomeni, certo li alimentavano fortemente. La cronaca rispondeva ad un diffuso bisogno della gente, che sperimentava così una forma quasi tangibile del sacro. Il rapporto di ciascuna testata con i diversi tipi di mariofanie (apparizioni, lacrimazioni, ecc.), dipendeva, con qualche eccezione, dalla sua collocazione politica e religiosa, e, all’interno di quest’ultima, dal grado di dipendenza dall’autorità ecclesiastica.
I toni polemici che caratterizzavano l’agone politico e le forti contrapposizioni ideali, si trasferivano anche nella discussione su questi fenomeni, non risparmiati da letture spesso strumentali.
In genere i più assidui e meno critici nel riferire difatti miracolosi erano i quotidiani di tendenza monarchica, seguiti da quelli più o meno filo governativi.
La notizia dell’apparizione alle Tre Fontane è data la prima volta il 31 maggio da tre giornali della capitale, che rientrano nelle categorie sopra descritte:
«Il Giornale d’Italia», «Il Messaggero» e «L’Ora d’Italia». Tutti pongono l’accento sulla conversione di un apostata, un nemico della Chiesa:
Sappiamo ché il Cornacchiola era Pastore della sua setta per Roma e per il Lazio e che portava un odio mortale contro il Cattolicesimo e la Madonna.
Il dopoguerra vide il mondo cattolico assumere un atteggiamento guardingo nei confronti del Protestantesimo, talora considerato pregiudizievole per il suo avvenire almeno quanto il comunismo.
Tuttavia i quotidiani che man mano si occupavano delle Tre Fontane richiamavano alla prudenza, in attesa del giudizio delle autorità ecclesiali, anche se ciò non frenava gli entusiasmi:
È dovere di ogni cattolico attendere il responso della Chiesa, unica giudice in materia. Essa dirà se la folla che già si riversa presso la grotta portando fiori e recitando preghiere, può continuare i suoi pellegrinaggi. L’accostamento con Lourdes viene spontaneo, tanto più che la diffusione delle notizie riguardanti i primi miracoli ottenuti con la terra della grotta, crea grosse aspettative nei fedeli.
Vi furono anche reazioni diverse, ispirate da considerazioni di opportunità politica, come quella della «Voce Repubblicana» del 1 giugno, che così ironizza nelle sue cronachette:

I giornali sono pieni di questa storia meno quelli democratici cristiani: come «Il Popolo». Forse si tratta di una Vergine non ufficiale...

Sembra una anticipazione di quelle schermaglie che caratterizzeranno i primi mesi del 1948. Lo stesso giorno però il quotidiano democristiano pubblica un articolo dal titolo significativo: Profumo di gigli nella grotta delle Tre Fontane . Sottolineare in tal modo l’osmogenesi, preparava il lettore non già a conoscere un evento sacro, quanto piuttosto un fenomeno di costume, senza che ciò fosse disgiunto da una prudente adesione. «Il Popolo» conserverà tale atteggiamento per il resto dell’anno6> e non si occuperà invece delle Tre Fontane per tutto il 1948, quando era ormai chiaro che ciò non era gradito alla autorità ecclesiale.
In effetti la gente attendeva con ansia una parola della Chiesa gerarchica e numerosissime furono le richieste ricevute in tal senso dall’Osservatore Romano»”, che intervenne alla fine di ottobre per chiarire l’estraneità dell’autorità ecclesiastica rispetto ad un comitato sorto alla grotta dell’apparizione. Così si esprime in prima pagina il giornale della Santa Sede il 26 ottobre 1947:

Poiché si è costituito in Roma un comitato che si propone di stabilire e di promuovere il culto della Vergine SS.ma in una grotta presso le Tre Fontane, ove si asserisce essere avvenuta un’apparizione della Madonna, si rende noto che l'Autorità Ecclesiastica, la quale non si è pronunziata in merito alla detta apparizione, è del tutto estranea alla costituzione del Comitato in parola, ed alla raccolta delle offerte promossa dal medesimo. Non era un caso che tale precisazione giungesse nel momento di massima euforia, seguita alla benedizione della statua della Vergine della Rivelazione da parte di Pio XII a piazza San Pietro davanti ai numerosi fedeli convenuti. Si cercava così di frenare gli entusiasmi per forme di devozione non controllabili dalla gerarchia e che potevano spostare l’attenzione della gente dai fondamenti dogmatici della fede verso manifestazioni periferiche e di dubbia autenticità. Tuttavia il giornale della Città del Vaticano non sempre riesce a seguire una linea coerente, anche perché, insieme all’esaltazione del ruolo del pontefice, è questo il momento di una forte propaganda mariana:

... un po’ dappertutto sentiamo di apparizioni della Vergine, di suoi interventi prodigiosi, di nuove sue familiarità con le anime. Quando i tempi si fanno grossi e i pericoli sovrastano, nel seno della Chiesa riarde l’antichissimo affetto per Maria, quell‘affetto che in ogni secolo ha conosciuto una nuova e più potente gloria. E Maria torna visibilmente tra i suoi figli e fedeli.

Dalle pagine della «Civiltà Cattolica» si ricava una immagine significativa della crociata promossa a difesa della civiltà cristiana, che elegge la Madonna come sua più alta sostenitrice. Quella presente doveva essere «l’era del trionfo di Maria», che «avrebbe precorso il trionfo di Cristo e della sua Chiesa». Si facevano numerosi richiami alle apparizioni riconosciute, ultime delle quali erano state quelle di Beauraing del 1932 e di Banneux del 1933, entrambe in Belgio.
C’erano stati anche atti solenni come la consacrazione di tutto il mondo al Cuore Immacolato di Maria, fatta da Pio XII durante il radiomessaggio ai cattolici portoghesi del 31 ottobre 1942, motivata proprio da quanto richiesto a Fatima”. Il medesimo intento avrà, nel corso del 1948, la «Peregrinatio Mariae» che doveva «chiamare le anime attorno alla Madonna in grandi adunate di preghiera e di penitenza, dispone a consacrarsi sinceramente e consapevolmente al suo Cuore, e in tal modo riportarle a Gesù: Per Mariam ad Iesum».
Tuttavia l’imbarazzo era palese per le apparizioni non ancora giudicate, che non potevano costituire comunque un punto di riferimento.
La rivista di alta cultura religiosa «La Scuola Cattolica», riferendosi ad alcuni fatti che «hanno destato il rumore popolare» fra i quali cita la Madonna delle Tre Fontane, si chiede, senza peraltro poter dare una risposta, se «è il Cielo che da convegno alla Terra o è la Terra che, bramosa d’incontri col Cielo, se li finga più o meno inconsapevolmente».
Si teme che tale proliferazione del soprannaturale diffonda un pericoloso irrazionalismo, e tra le cause del fenomeno si include la forza suggestiva del cinema, particolarmente del film Bernadette.
Anche per l’apparizione delle Tre Fontane si parlò da più parti di fenomeno indotto, giacché proprio in quei giorni la pellicola era in programmazione nelle sale romane.

L’opposizione dei protestanti e delle sinistre

Quello delle mariofanie non era solo un problema interno del mondo cattolico, ma coinvolgeva anche la questione dei suoi rapporti con le chiese riformativate.
Il ruolo della Madonna nella storia della salvezza era uno dei punti più controversi nelle relazioni tra la Chiesa cattolica e le altre confessioni cristiane, che vedevano nei dogmi mariani un ulteriore ostacolo al dialogo ecumenico. Si accusava in particolare la Chiesa cattolica di marialatria, di attribuire cioè alla madre di Cristo un culto dovuto solo a Dio:
Invece di porre un freno allo stravagante culto mariano del popolo, all’epidemia delle visioni e rivelazioni private di Maria, la chiesa romana li promuove. Gli evangelici temono che la chiesa romana si stia sempre più trasformando in una chiesa mariana.
La stampa protestante accusava i cattolici di favorire il miracolismo, continuando così a distogliere i fedeli da Cristo, unico e vero oggetto della fede:
È sintomatico che questi fatti avvengano soltanto nei Paesi cattolici e fra un popolo religiosamente bambino, bisognoso di “cose meravigliose” per sentire il divino. Ignorante in materia religiosa, pagano e superstizioso come un Caffro, si lascia sedurre dai fatti che colpiscono i sensi e l’immaginazione. Siamo in piena apostasia come è stato chiaramente predetto da Gesù e dagli Apostoli.

Raramente le confessioni protestanti riuscivano a comprendere e a giustificare l’importanza che gli interlocutori cattolici attribuivano alla figura e al ruolo di Maria nella economia della salvezza. A volte le reazioni erano sprezzanti e piene di livore come in questo commento di «Unione Evangelica»:
Oggi a Roma nella grotta del miracolo alle Tre Fontane, è la volta di un ex protestante che, ritornato al suo vomito, serve a meraviglia per far parlare i giornali e far accorrere sul masso dove la Vergine gli sarebbe apparsa, il popolino osannante e superstizioso.
Si cercò di far apparire poco credibile la figura del veggente, raccontando di un suo passato circense e del suo desiderio di diventare ricco, invocando perciò un rapido e negativo giudizio da parte della autorità ecclesiastica.
La stessa chiesa avventista, piuttosto imbarazzata per l’accaduto, cercava di sottolineare la sua estraneità al proposito del Cornacchiola di uccidere il papa. Il pastore Giuseppe Cupertino, scrive una preoccupata lettera al direttore del periodico «I Segni dei Tempi» dì Firenze:
L'église adventiste comme on le sait, est en désaccord avec église catholique sur des questions de dogme et de doctrine. Mais ce serait faire violence à la pure vérité que d’essayer de faire croire que les projects du nouveau converti aient été suscité pendant sa permanence d’un an et demi au soin de l’église adventiste.

Anche a distanza di anni, sebbene fosse stato ovunque chiarito che l’intendimento del veggente di uccidere il pontefice era precedente il suo ingresso nella chiesa avventista, lo stesso pastore precisa:
Non predichiamo contro le persone, bensì contro la dottrina deviata. Non è agli uomini eliminare gli avversari del vero cristianesimo sulla terra, ma il tutto dobbiamo lasciarlo giudicare a Dio nel Gran Giorno.
Tuttavia, allo stato della documentazione, non si può affermare che le chiese riformate in Italia avessero scelto una linea di dura opposizione verso le manifestazioni mariane, scegliendo piuttosto il silenzio e la sospensione del giudizio.
La polemica contro il proliferare delle presunte apparizioni mariane fu fatta ben presto propria dalle sinistre, che le consideravano un semplice stratagemma elettorale:
Non c’è scandalo finanziario o borsistico in cui non siano immischiati uomini della dc. Non hanno scrupoli: fanno muovere gli occhi alla Madonna, moltiplicano le guarigioni miracolose, pur tenendosi, prudentemente, tra le quinte. Il partito del Sillabo e della paura riagita disperatamente i suoi vecchi spettri.
I giornali socialisti e comunisti mostravano rispetto per il cristianesimo, ma condannavano quelle che consideravano manipolazioni del sacro operate dal clero, da partiti o personaggi comunque interessati. Furono il quotidiano «La Repubblica d’Italia» ed il settimanale anticlericale «Don Basilio» ad occuparsi più diffusamente del fenomeno delle Tre Fontane, con l’obiettivo di palesare al pubblico i motivi e gli interessi di una messinscena. A tal fine inviarono sul posto i loro cronisti, che conducevano indagini i cui risultati dovevano produrre lo scandalo:
Siamo tutti ricchi, tutti belli, tutti giovani e sani! A condizione che in certi luoghi molto opportunamente indicati, sorga un santuario, una grotta, uno spremimoneta, infine [...] Ma quand’è che Cristo, il Sublime, tornerà per cacciare i mercanti dal Tempio?
Si accusarono ad esempio i frati Trappisti, che hanno il loro monastero vicino alla grotta della apparizione, di aver inventato tutta la storia per rientrare in possesso del bosco di eucalipti, che era stato loro espropriato per le necessità della Esposizione Universale di Roma del 1942.
Non era poi difficile fare dell’umorismo su quanti ricorrevano alla terra della grotta con la speranza di ottenere guarigioni. A proposito di un miracolo riferito dal «Gazzettino» di Venezia , il «Don Basilio» commenta:
A questa rivelazione i poveri e sciocchi medici chinano il capo avviliti. Qualcuno diede del capo nelle pareti, altri fuggirono ululando nella notte. Tutti maledissero il ministro della pubblica istruzione che aveva introdotto nelle Università di Medicina tante materie di studio inutili e non aveva pensato ad istituire un corso sulla Grotta delle Tre Fontane.
Il foglio anticlericale insieme a «La Repubblica d’Italia» non risparmiò accuse contro nessuno, come quella che riguardò il presidente ed il vice presi- dente del comitato pro Grotta delle Tre Fontane, segnalati come appartenenti rispettivamente alle bande Arcurio e Koch.
Questi giornali presero più volte parte per le confessioni protestanti e le accuse che rivolgevano al veggente erano le stesse. Venivano riportate interviste ai pastori delle chiese battista e avventista, che dovevano servire a screditare definitivamente Cornacchiola e i suoi figli. A proposito del messaggio che la Madonna avrebbe pronunziato durante l’assenta apparizione e che era parso superiore alle ritenute possibilità e conoscenze di un fattorino dell’Atac, il pastore battista Veneziano diceva:
Bruno è tutt‘altro che un ingenuo. Egli ha saputo toccare i cattolici nel loro lato debole. Era stato informato da me che la Chiesa Cattolica sta elaborando un dogma per poter introdurre la Madonna nella Trinità.

La risposta dei piccoli giornali cattolici

L’avversario naturale di questo tipo di stampa era il settimanale organizzato da Egilberto Martire e don Umberto Terenzi, parroco del Divino Amore, «Rabarbaro». È un momento questo di forti contrapposizioni ideali, e le pagine dei giornali sono piene di polemiche, spesso sorrette da una satira feroce. In un lungo articolo sugli anticlericali e le apparizioni si difende la Chiesa dalle accuse dei frontisti i quali sostengono ovunque una campagna tesa a screditare l’autorità ecclesiastica, che avrebbe favorito il fenomeno delle visioni per la propaganda elettorale:

Contro la menzogna anticlericale parlano i documenti. Parla la dottrina della Chiesa. Parla la vera e santa devozione alla Madonna, che può bene esprimersi anche nelle apparizioni, ma che non ha nessun bisogno di esse, perché è fondata sulla fede e sul nostro amore filiale.
come altri giornali cattolici, intendeva istruire i fedeli sul fenomeno delle apparizioni, perché si evitassero entusiasmi eccessivi, salvando così il deposito razionale della fede:

... Da allora noi viviamo, giorno per giorno, in una singolare abbagliante primavera mariana, che ci batte incessante gli occhi, le orecchie, il cuore, con una dovizia inaudita di splendori e di ombre, di voci ed echi, visioni e sogni nei quali pietà e fantasia, realtà ed illusione,fede e credulità si intrecciano in ritmo così serrato e travolgente, che il nostro spirito, dico, soprattutto il nostro spirito religioso, cristiano, resta pensoso e perplesso.

Lo stesso settimanale replicava alle accuse di un periodico protestante, che a proposito delle Tre Fontane, aveva parlato di manovra cattolica abortita, affermando che «non vi era tra i credenti della capitale qualcuno che pensasse di servire la causa della fede con le interviste di un tranviere» .
Se l’estraneità delle autorità ecclesiastiche alla proliferazione di notizie relative a fatti soprannaturali è cosa certa, tuttavia il clima che instauravano poteva senz’altro recare vantaggi alla democrazia cristiana e pregiudizio alle sinistre.
Per esempio, un periodico di sostegno al partito di De Gasperi, come era «Parola Nuova», accoglieva con entusiasmo l’apparizione romana e la collegava alle difficoltà del tempo:

Che cosa ci sarebbe di strano se Dio - in questo momento sempre più buio per la pazzia e la perfidia del genere umano - nella Città Universale dove siede il suo terreno Vicario, avesse voluto farci arrivare il suo appello definitivo per mezzo della Madre di tutti i dolenti e dell’Avvocata di tutti i peccatori?

Si parla spesso del dilagare del materialismo, di un’epoca che vuole soffocare lo spirito, di pericoli immani per la religione e la sua civiltà, pericoli cui verrebbe incontro Dio con i suoi interventi:

Tocca al tranviere comunista di Roma, agli innocenti bambini lombardi, all ‘analfabeta calabrese, al frate di Puglia, alle folle di Assisi e avanti a non finire.

Le polemiche dopo il 18 aprile

Le elezioni del 18 aprile 1948, che videro trionfare il partito di De Gasperi, furono seguite da un perdurare delle polemiche, dovute alla frustrazione degli sconfitti che intendevano additare i responsabili dell’insuccesso. Nell’estate, un’erronea notizia circa la chiusura al culto della grotta dell’apparizione da parte del Vicariato, non era rimasta senza reazioni:

Il 18 aprile è passato, le popolazioni credule hanno votato d.c. ed a poco a poco vengono smobilitate le Madonne ed i Santi che possono finalmente riposare e non sono più costrette a muovere occhi od arti vari in funzione elettorale [..] Oggi, soddisfatta la sete di prepotere dei clericali nostrani, la sconfessione della Grotta delle Tre Fontane appare per lo meno tardiva.

Le accuse del quotidiano socialista, cui faceva eco lo stesso giorno «Il Paese», condussero ad una smentita dell’«Osservatore Romano» dal tono ironico:

Il quale (Avanti!), finalmente, si sarebbe risparmiata questa nuova e non proprio necessaria prova della sua attitudine a dare notizie alla leggera quando gli bastino al pretesto per colpire le Autorità Ecclesiastiche, se meglio informato, avesse saputo che la Grotta delle Tre Fontane, sebbene munita di cancello, non è stata chiusa affatto.

La polemica sembrava non finire mai, ciascuno volendo dire l’ultima parola, che toccò in questo caso al periodico del partito comunista «Vie Nuove», il quale concludeva che la funzione del cancello sarebbe stata quella di «disciplinare l’afflusso dei miracolati in occasione delle prossime elezioni regionali»
. Questa stessa interpretazione del proliferare del soprannaturale come manovra ecclesiale e politica, passò anche in certe analisi storiche e sociologiche che assumeranno il fenomeno in blocco e senza riuscire ad operare distinzioni. Ancora nel 1960, Andrea Barbato condusse sulle pagine dell «Espresso», che teneva un atteggiamento pesantemente critico, una inchiesta in tre puntate sul soprannaturale in Italia, che si occupò polemicamente delle vicende finanziane di padre Pio e delle lacrimazioni, dedicando una puntata alla Madonna delle Tre Fontane. Il giornalista definisce quest’ultima un tentativo di rilancio del santuario del Divino Amore, che dopo essere stato individuato dal Vaticano come fulcro d’una mobilitazione religiosa della città di Roma, non era riuscito ad imporsi tra gli itinerari della pietà mariana internazionale. Egli considerava emblematica del nuovo atteggiamento degli italiani di fronte alle tradizionali processioni, la scena descritta da Fellini nel film Le notti di Cabina, che rappresentava un pittoresco corteo che raggiungeva il santuario e che si concludeva con una merenda sul prato. Con la storia della Madonna delle Tre Fontane era dunque finito il tempo in cui la Chiesa accettava «di scorgere il soprannaturale in quegli episodi dai quali è certa di ricavare un beneficio diretto ed immediato».

La stampa fuori dell’Urbe

A parte tutte queste polemiche, non sempre frutto di un giudizio sereno, l’analisi della stampa del periodo immediatamente successivo alla apparizione al fattorino dell’Atac, dimostra un certo interesse ed una prudente adesione anche fuori Roma:
Anche a Roma, come già a Fatima e Lourdes, è apparsa la Madonna a due bambini e alloro babbo, il pastore protestante Bruno Cornacchiola.
Come accadeva anche per i quotidiani della capitale, numerose erano le imprecisioni nel raccontare fatti e protagonisti, essendo prevalente la necessità di pubblicare la notizia sulla sua esatta verifica. Fra i giornali più assidui nel riferire i fatti delle Tre Fontane, ci sono il «Giornale dell’Emilia» e «Il Tirreno», che pure pongono l’accento sulla conversione di un protestante:

Il Cornacchiola comprese che la Vergine voleva rimproverargli il male che la sua propaganda aveva fatto.

Saranno poi i miracoli a tenere desta l’attenzione dei quotidiani, che comunque privilegiavano tutto ciò che potesse emozionare i lettori, in un periodo in cui sulla stampa prevale una certa ingenuità.
Particolare risonanza ebbe la guarigione di un giovane soldato ricoverato all’ospedale militare del Celio di Roma per un tumore al cervello:

La madre del militare, consigliata da una suora, si recava alla Grotta delle Tre Fontane, ormai famosa a Roma, e raccolse un pugno di terra che sfregò poi sulla testa del figlio, il quale era stato ormai legato alletto. Oggi il Cucugliata si è recato alla Grotta a ringraziare la Vergine, poiché da quel giorno sta benissimo, senza accusare il benché minimo dolore alla testa.

Alcuni periodici

Ben presto anche i settimanali di maggior diffusione si occuparono dell’apparizione alle porte di Roma, potendo inoltre offrire un migliore corredo fotografico, che consentiva di farsi un’idea concreta del luogo e della gente che vi affluiva.
«La Domenica del Corriere», termometro importante dei fenomeni di costume, si occupò a più riprese delle Tre Fontane, mostrando ossequio per le autorità ecclesiali, ma anche una certa adesione:

La Chiesa è cauta perché si sono verificati non infrequenti casi di suggestione, di allucinazione, anche collettiva. Tuttavia senza concedere tanto solenni e incondizionate approvazioni come per Lourdes o per Fatima, ha riconosciuto a volte localmente la fondatezza di certe apparizioni; o, in attesa di giudizio, tollera, come nel caso delle Tre Fontane, le manifestazioni spontanee dei fedeli, quando non vi sia pericolo di superstizione.

Si ammette la possibilista che sia la vasta cnsi sociale del dopoguerra e il conseguente senso di frustrazione e di stanchezza degli «uomini innervositi e resi ipersensibili», a trasformare «le invocazioni all’aiuto celeste in allucinazioni».
«Oggi» dedica all’avvenimento una copertina, sulla quale appare la grotta con un gruppo di persone che pregano, soprattutto bambini e il titolo: Va a vedere la Madonna quando è libero dal servizio, ha uno stile tipico dei settimanali illustrati dell’epoca.

Note di colore

Da molte parti si invoca il riconoscimento ufficiale della visione, qualcuno considera il cancello posto davanti all’ingresso della grotta e lo scioglimento del comitato laico come altrettanti segni che la «Chiesa prende in seria considerazione l’apparizione e le altre successive manifestazioni miracolose connesse a questo luogo di cui già il popolo ha decretato la santità».
In genere l’attenzione da parte del clero, particolarmente dei gradi più alti della gerarchia, unita a quella delle autorità civili e della nobiltà, conferisce maggiore credibilità ai fatti e consacra la grotta alla pietà mariana:
E non soltanto gente del popolo o infelici attirati dalla speranza di guarigioni convenivano in quel luogo, ma anche sacerdoti, vescovi, persino cardinali si sono susseguiti ai piedi della Vergine della Rivelazione, oltre a personalità della diplomazia, dignitari civili e militari, esponenti del patriziato romano e principi di sangue reale.

Alcuni quotidiani di sinistra, dopo aver polemicamente taciuto i fatti delle Tre Fontane alloro emergere, palesano il loro livore in occasione del mancato suicidio di un giovane elettricista del quartiere Testaccio, disarmato davanti alla grotta dagli agenti di polizia che vi prestavano servizio:
Quando poi il tentativo di spararsi un colpo di pistola alla tempia è compiuto davanti a una chiesa alla moda, come è diventata da tempo quella delle Tre Fontane, allora il gesto diventa doppiamente sacrilego e passibile di denuncia all ‘autorità giudiziaria.

Qualche giorno dopo è la volta di un giovane reduce che viene trovato morto nel bosco di eucalipti dell’E.U.R.; alcuni testimoni lo avevano visto poche ore prima sostare in preghiera alla grotta, «L’Umanità» titola: Il suicidio degli eucaliptus, pellegrinaggio di morte alla Grotta delle Tre Fontane . Vi erano poi giornali che tenevano un atteggiamento contraddittorio, a volte esprimendosi con grande entusiasmo su tutto quanto riguardasse l'apparizione al fattorino dell’Atac, altre volte attribuendo il fenomeno alla fede e superstiziosa del popolo.
A proposito del commercio della terra ritenuta miracolosa, sul «Momento», che fino ad allora era parso fra i sostenitori del nascente santuario, si legge:
Ora i soliti intraprendenti individui han pensato di trarre profitto dalla credulità popolare e da quella specie di disperata ingenuità che prende tutti coloro i quali hanno bisogno d’un miracolo.

Quella delle Tre Fontane non era stata l’unica apparizione della Madonna segnalata nel 1947 e non senza eco erano rimaste le numerose visioni che sarebbero occorse ad una bambina di Casanova Staffora in provincia di Pavia. Il monarchico «L'Ora d Italia» collega cosi i due fenomeni: Il Nord e il Sud, come tante manifestazioni della nostra Italia d’oggi, rivaleggiano anche nelle apparizioni della Vergine.
L’immagine che la stampa rende di questi avvenimenti è molto superficiale, raramente è in grado di cogliere le motivazioni e quanto si agita nell’animo di chi accorre in quei luoghi. Neppure i giornali cattolici non ufficiali sanno rendere la complessità del fenomeno, risolvendo le manifestazioni della pietà popolare in una incomprensibile, convulsa esteriorita:
La curiosità è nel più dei casi la molta che spinge uomini e donne dai punti più lontani di Roma alle Tre Fontane; una volta giunti sul posto ognuno racconta alla statua della grotta i propri dolori e allora la fede subentra.

Vi è poi la prudente posizione del «Quotidiano», organo dell’Azione cattolica, che si muove con difficoltà tra l’ossequio all’autorità ecclesiale e una spontanea simpatia per un fenomeno di sincera devozione popolare, nell’attesa che i «pastori, giunti per primi», facciano seguito «i Re Magi del tempo moderno».
Nel corso del 1948 l’attenzione dei giornali si spostava da un’apparizione all’altra e, nel solo Lazio, se ne registrarono a Castel Madama, a Montopoli Sabino, a Marta, ancora a Roma nella zona di Torpignattara e a Frascati. Si trattava però di fatti che, almeno sulla stampa, non duravano che pochi giorni.
L’interesse per le Tre Fontane come avvenimento straordinario subiva un naturale declino, tuttavia la grotta dell’apparizione aveva trovato una collocazione definitiva fra gli spazi sacri della città, nella sua tradizione e nel suo folklore: Ben pochi sono i pellegrini che, durante il loro soggiorno romano, trascurano di recarsi alle Tre Fontane, la cui antica fama è stata ravvivata dalla Grotta dei miracoli.

Col trascorrere del tempo, numerosi erano stati i giornali che avevano riportato alcune frasi del messaggio che la Madonna aveva riferito al fattorino romano. Fra il 1947 ed il 1950 si era intanto intensificato il dibattito sulla definibilità del dogma dell’assunzione di Maria e «La Civiltà Cattolica» se ne era occupata a più riprese. A questo proposito interveniva il periodico «L’Elefante», affermando che «La Madonna delle Tre Fontane» sarà per il dogma dell’Assunzione quello che fu il santuario di Lourdes per il dogma dell’Immacolata».
Era questo il primo esplicito collegamento in tal senso, ed è significativo perché sarà caratteristico della devozione alla Vergine della Rivelazione.
Ci fu verso la fine del 1949 un episodio che ebbe una fortissima risonanza sulla stampa e che, via via riempito di particolari, entrò a far parte delle diverse storie delle Tre Fontane.
Il 9 dicembre, in occasione della chiusura della Crociata della bontà, Pio XII recitò nella sua cappella privata un rosario radiotrasmesso, presente una rappresentanza dei tranvieri romani, tra i quali era Bruno Cornacchiola. Alla fine della preghiera, secondo quanto descrivono giornali e riviste, il veggente si sarebbe avvicinato al pontefice per consegnargli la bibbia protestante ed il pugnale col quale aveva ideato di ucciderlo:
Pio XII - si legge sul «Corriere della Sera» - si è fermato un po’ pensieroso; poi ha posto la mano sul capo dell ‘uomo inginocchiato che chiedeva perdono ed ha detto: “Il Signore ti benedica “.
Ciò veniva sottolineato non soltanto come gesto di bontà del papa verso un penitente, ma anche come segno inequivocabile di una seria presa in considerazione dei fatti delle Tre Fontane da parte della massima autorità della Chiesa cattolica.
I primi anni ‘50 furono un periodo di relativo silenzio circa la grotta delle Tre Fontane, interrotto a tratti da qualche piccolo scandalo o ancora da nuovi miracoli, rimanendo inalterate le posizioni intorno al recente spazio sacro.
Fra le voci contrarie risalta senz’altro quella del «Borghese», che si serve di una pesante ironia per descrivere un fenomeno che riteneva potersi ridurre a manovra elettorale o a mera fandonia popolare.
Anche gli ex voto trovano posto sulla stampa, come nel 1966, quando «il Papa ne ha autorizzato l’alienazione per aiutare le popolazioni alluvionate», o con pretesa funzione illuminante, come sulle pagine di «ABC»:
Questa storia è attuale, anche se riporta per molti aspetti al medioevo. A Roma, nella zona dell’Eur, c’è una grotta trasformata dal delirio mistico in santuario....

Gli anni trascorrono, ma le conclusioni di ciascuno sono le stesse, perpetuandosi l’uso strumentale delle notizie, che vuole riprodurre una realtà in cui si agitano, incoscienti, denigratori e sostenitori del santuario, mai pienamente capaci di riconoscere e valutare la bontà degli avvenimenti. Così accadeva per i cosiddetti fenomeni del sole, che a partire dal 12 aprile 1980 riempiono di un nuovo interesse le celebrazioni degli anniversari dell’apparizione, ma che danno luogo ai consumati quesiti sulla capacità di discernimento del popolo:
...Suggestione collettiva. Guai ad azzardare l’ipotesi. Sarebbe un colpo basso Da qui a parlare di miracolo ce ne corre: anche perché è necessaria estrema cautela.

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