Maria a Medjugorje Messaggio del 25 maggio 2000: Cari figli, gioisco con voi e in questo tempo di grazia vi invito ad un rinnovamento spirituale. Pregate, cari figli, che lo Spirito Santo dimori in pienezza in voi così che siate capaci di testimoniare nella gioia a tutti coloro che sono lontani dalla fede. Pregate, cari figli, specialmente per i doni dello Spirito Santo, affinché nello spirito dell' amore ogni giorno ed in ogni situazione siate più vicini al fratello e nella sapienza e nell' amore superiate ogni difficoltà. Io sono con voi ed intercedo per ognuno di voi presso Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Tre Fontane: Gli scritti divulgativi




Non si può dire che gli scritti celebrativi sui fatti delle Tre Fontane siano numerosi, risentendo anche questo tipo di pubblicazioni della mancanza di una promozione dall’alto ed anche di una certa diffìdenza delle autorità ecclesiali.
I primi a ricostruire per il pubblico l’apparizione al fattorino dell’Atac furono dei laici, che potevano disporre di una più ampia libertà di azione e non si sentivano gravati dalle responsabilità che il religioso sente d’avere in relazione al suo stato.
Fu il presidente del comitato, lo scrittore di modesto successo Enrico Contardi, a confezionare il primo opuscoletto’, che si vendeva alla grotta già alla fine del giugno 1947 e che non era gradito alla autorità di pubblica sicurezza:
...Dagli Agenti di P.S. in servizio di vigilanza presso la Grotta è stato proceduto - d’intesa con i Frati Trappisti del Convento omonimo - al sequestro di 500 copie di uno stampato illustrato, inneggiante alla “Vergine della Rivelazione”, che veniva venduto, al prezzo di lire 10 alla copia, da alcune donne, senza alcuna autorizzazione...

L’autore era riuscito a guadagnarsì la fiducia e le confidenze del veggente, presentandosi come fervente cattolico e del tutto scevro da interessi economici.
Lo scritto, come del resto quelli che lo seguirono, era privo di imprimatur, contenendo però la classica protesta, nella quale si manifestava la «sottomissione ai decreti di Urbano VIII» e la volontà di «non prevenire in alcun modo il giudizio dell’Autorità Ecclesiastica».
L’apparizione era descritta in ogni particolare, compreso il messaggio, che costituiva il momento più originale dell’asserito evento sacro e tale da convincere anche molti sacerdoti.
Gli scritti del Contardi furono tradotti in diverse lingue, soprattutto ad opera di singole comunità di religiosi, che li inserivano spesso nei loro periodici. Come accadde per i Cappuccini del Santuario di Notre Dame de la Trinité a Blois, i quali avevano individuato significative analogie fra la devozione da loro propagandata e quella recentemente stabilitasi a Roma:
La révélation de li Vierge sous cette Expression: “le suis Celle qui suis dans la Trinité Divine” ne pouvait que nous émouvoir profondément. C’etait une confirmation par la Vierge Elle-méme de la dévotion t Notre Dame de la Trinité...

Il secondo scrittore fu il conte Giulio Loccatelli, che si occupava della cronaca di Roma per il «Giornale d’Italia», il cui tentativo di dar vita ad un nuovo bollettino della grotta nel corso del 1950 non sopravvisse al primo numero, ancora una volta per l’intervento del Vicariato. Il suo opuscolo si vendeva a partire dall’ottobre 1947 e fu aggiornato più volte, fino all’ultima edizione, postuma, del 1959. Rispetto al lavoro del Contardi c’era in più la descrizione dei miracoli e il tentativo di leggere il significato teologico del messaggio. I lavori di questi primi due scrittori rappresentarono la base di tutte le ricostruzioni successive.
Dopo la prima metà degli anni ‘50 si cominciano a vedere le autorizzazioni ecclesiastiche e gli imprimatur, mai però concessi dal Vicariato di Roma: Il vescovo di Cortona, Giuseppe Franciolinitm, quello di Norcia, Ilario Roatta, e quello di Gaeta, Dionigio Casaroli9, tutti personalmente convinti della bontà dei fatti delle Tre Fontane.
La lettura antiprotestante e anticomunista era, con varie sfumature, una costante di questi volumetti, le cui considerazioni non si discostano da una religiosità banale e celebrativa:
Il Credo del nuovo apostolo - assolutamente in malafede era la miscredenza, la faziosità e l’odio più accanito contro la Chiesa Madre. Nessuna meraviglia - dati i suoi principi religiosi - se anche nel campo sociale e politico si barcamenasse tra il Partito d’Azione e quello Comunista.

Fuori d’Italia, già nel 1948, l’arcivescovo di Santiago del Cile Caro Rodriguez, aveva scritto nel pròlogo ad un libretto divulgativo dei fatti delle Tre Fontane:
...La reina de los cielos y Madre de Aquel que es el “Camino, la Verdad y la Vida” no habra venido a hacer volver a sufé catolica al que se habfa separado de ella, si e! camino que lievaba era el Camino de la Verdad y de la Vida.

Per quanto riguarda gli scritti divulgativi comunque circolati in Italìa, sì contano 18 autori diversi, alcuni dei quali si ripresentano a volte con degli pseudonimi. È il caso di Enrico Contardi, che impedito dall’autorità ecclesiastica dì occuparsi ulteriormente della grotta dell'apparizione, è di nuovo presente nel 1955 come Mario Carloya a raccontare la vera storia delle apparizioni alle Tre Fontane. Altra volta il ricorso allo pseudonimo è relativo al semplice desiderio di celare la propria identità al pubblico.
Nei primi dodici anni di vita del santuario gli opuscoli distribuiti in Italia sono stati scritti esclusivamente da laici, nel complesso undici autori diversi e in alcuni casi non si stampano che pochi esemplarità. In prosieguo di tempo si inverte completamente la situazione, essendo in prevalenza sacerdoti i nuovi scrittori, che uniscono all’intento meramente divulgativo anche quello pedagogico e catechetico:
La rivelazione formale è finita con la morte dell’ultimo degli Apostoli, scelti e posti da Gesù per diffondere la sua Chiesa,fondata sul principe degli Apostoli, san Pietro.
Certi autori pare si rifiutino di aggiornare contenuti e linguaggi, come se si dovesse vivere in un’atmosfera di crociata permanente, nella quale il sacerdote ha il compito di illuminare e proteggere un popolo mai in grado di uscire dalla propria condizione di minorità:
... Basti questo accenno per comprendere l’assurdità e le stupidaggini di una certa propaganda protestantica. Essa fa leva sull‘ignoranza della povera gente, magari assillata dalla miseria, e sensibile ai doni..

L’unico autore laico di quest’ultimo periodo è stato il vaticanista della R.A.I. Dante Alimenti, che non va al di là di un opuscoletto illustrato ad uso dei visitatori occasionali.
Più articolati i libri di mons. Fausto Rossi e del minore conventuale padre Ernesto Piacentini, che usano un linguaggio sobrio e più preoccupato di capire ciò che la Madonna vorrebbe insegnare, piuttosto che la consueta lista di ciò che intenderebbe condannare.
La decisa presenza dei religiosi nel settore della letteratura sulle Tre Fontane può essere letta come una lenta, ma decisa integrazione ecclesiale di questo culto, che non può sempre rimanere in una condizione sospesa e indecifrabile, come appare agli occhi di chi lo osserva.

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