Maria a Medjugorje Messaggio del 27 febbraio 1985:Quando sentite fiacchezza nella vostra preghiera, non vi fermate ma continuate a pregare con tutto il cuore. E non date retta al corpo, ma raccoglietevi completamente nel vostro spirito. Pregate con forza ancora maggiore così che il vostro corpo non vinca lo spirito e la vostra preghiera non sia vuota. Tutti voi che sentite fiacchezza nella preghiera, pregate con maggior ardore, lottate e meditate su quello per cui pregate. Non lasciate che nella preghiera vi inganni un qualunque pensiero. Allontanate tutti i pensieri, eccetto quelli che uniscono me e Gesù a voi. Scacciate gli altri pensieri con i quali Satana vuole ingannarvi e portarvi lontano da me.

Dar credito alle profezie di sventure?




“Sono da prendere alla lettera le predizioni di catastrofi imminenti di cui sono pieni molti messaggi arrivati a noi attraverso veggenti? Come Giovanni XXIII, non amo i profeti di “sventure”: perché non sono infallibili, offuscano la verità e, infine, possono creare fenomeni psicologici di massa, inibizioni o eccessive precauzioni inutili e costose. Eccone un esempio: qualche tempo fa, alcuni gruppi carismatici, diedero troppa credibilità a un “profeta” che aveva annunciato la distruzione di una grande città del Quebec, Sherbrook. La profezia ebbe una grande influenza, provocando un crollo dei prezzi immobiliari, permettendo a veri e propri “sciacalli” di comprare case e appartamenti a basso prezzo. Altri, impauriti, prepararono tutto per la fuga; tutto questo per niente. Siamo chiari: una profezia non è mai fatale! Il Libro di Giona ce lo insegna. Il profeta dice: Ninive sarà distrutta. Ma gli abitanti fecero penitenza e Ninive si salvò. Il profeta si adirò, racconta ironicamente l’epilogo del libro, perché la sua parola era stata smentita.

I tre giorni di tenebre - Molti parlano di tre giorni di tenebre assolute che oscureranno la terra. Questa predizione non è nuova, ma è stata largamente diffusa in Canada all’inizio del 1990, quando un giornale di Quebec, il Michael Journal riferiva la profezia che avrebbe ricevuto a Medjugorje il 15 agosto ’87 un religioso dell’eremo di Ternora nel Texas, David Lopez: “Durante i tre giorni di tenebre non ci saranno più demoni all’inferno, saranno tutti sulla terra. Alcuni popoli saranno martirizzati. Ci sarà così buio che non vedremo più le nostre mani. Chiudete le finestre e non ascoltate nessun richiamo esterno in quei giorni... Ma non dovranno temere nulla quelli che sono nelle mani di Dio. Poi ritornerà il sereno, l’acqua pura e vita nuova nei popoli...”. I veggenti di Medugorje., in particolare Ivan a cui si attribuiva la profezia, hanno escluso categoricamente che partisse da loro.
Di questo fatto hanno parlato la veggente Annamaria Taigi (morta nel 1837) e moltissimi altri (elencati dal Grande libro delle Profezie, ed.Segno) in questi due secoli, ma nessuno precisava quando sarebbe avvenuto. Molti hanno aggiunto che solo le candele benedette in quei giorni potranno dare luce ai credenti protetti da Maria! Quindi Maria proteggerebbe solo una parte di uomini: quelli che avranno acquistato candele benedette! Ma questo è ridicolo e sommamente egoistico.
Se tenebre verranno, secondo l’immagine biblica della nona piaga d’Egitto, saranno anzitutto le tenebre dell’oscuramento della fede, dei peccati e dei disordini dell’umanità, da cui ci difenderemo solo con la luce della fede custodita nel nostro cuore.
Sappiamo che il vero male è il peccato e la perdita di Dio. Tutto il resto, compresi i castighi materiali minacciati, sono conseguenza di questo vero male o sono figure che ce lo rappresentano o avvertimenti perché abbiamo a fuggirlo. Dio difatti ci ha ammoniti fin dall’inizio: Io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione: scegli dunque la vita perché viva tu e la tua discendenza, osservando le mie leggi e i miei comandi (Deut 30,15-20). Tutto serve a provocarci più intensamente alla conversione, alla preghiera e ai sacrifici personali e collettivi per la salvezza di tutti, oltre che invitarci ad essere vigilanti. Conosciamo anche il posto della Croce e delle sofferenze umane nell’opera della redenzione e della nostra purificazione; ma Gesù ci invita alla fiducia, alla gioia, alla speranza. Il fissarci sulle profezie di sventura ci fa perdere tanto tempo, perché ci distrae dall’unico impegno a una condotta santa secondo i precetti del Signore e dalla preghiera fiduciosa dei figli nella bontà e provvidenza del Padre, il quale non lascerà cadere neppure un capello del nostro capo: a Lui appartiene il futuro.
“Altra cosa da ricordare: una profezia non è mai certa e nella migliore delle ipotesi non è che una finestra aperta sulle problematiche dell’avvenire. L’avvenire appartiene solo a Dio e il nostro atteggiamento può mutare le sue scelte. Una vera profezia è generalmente incomprensibile prima della sua realizzazione; spesso confonde il profeta, perché si può realizzare in un contesto diverso da ciò che si può immaginare”. Così Laurentin (Stella Maris, febbraio’95). E i segreti di Fatima? Papa Giovanni li aprì nel 1960, ma credette bene di non svelarli: non era compito di un Papa rendere pubblica una rivelazione privata; poteva farlo semmai il Vescovo di Leiria. Ma questo segreto non svelato divenne per molti una leggenda, per altri uno spauracchio. Probabilmente avvertiva delle sventure che si sarebbero abbattute sulla Chiesa dopo il Concilio per una sua sbagliata interpretazione: caduta della fede e della pratica ed educazione cristiane, crisi del clero (abbandono di 40 mila preti) e crollo dei valori morali. La conoscenza anticipata di tale pericolo poteva aprire gli occhi e suscitare nelle anime un impegno di preghiera e di vigilanza, che avrebbero impedito al principe delle tenebre di compiere tanta devastazione. Ma c’era il pericolo che ci si limitasse a vedere l’aspetto materiale delle previsioni catastrofiche, e quindi suscitare scomposti allarmismi, senza coglierne il messaggio spirituale in ordine alla conversione.
“Noi viviamo tempi molto gravi, conclude Laurentin. Dio ha bisogno, non delle nostre divinazioni o di pronostici illusori, ma della nostra preghiera, generosità e vigilanza per realizzare l’esplosione di cui il mondo ha bisogno: l’opera della grazia nell’ascolto dello Spirito Santo”.

Fonte: Eco di Maria

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