Maria a Medjugorje Messaggio del 25 maggio 2015:Cari figli! Anche oggi sono con voi e con gioia vi invito tutti: pregate e credete nella forza della preghiera. Aprite i vostri cuori, figlioli, affinché Dio vi colmi con il suo amore e voi sarete gioia per gli altri. La vostra testimonianza sarà forte e tutto ciò che fate sarà intrecciato della tenerezza di Dio. Io sono con voi e prego per voi e per la vostra conversione fino a quando non metterete Dio al primo posto. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Giudizio particolare e universale




Giudizio Particolare
Il Giudizio Particolare è una delle verità rivelate. Infatti l’Apostolo Paolo (Ebrei 9,27) dice: E stabilito che gli uomini muoiano una sola volta; e dopo la morte venga il giudizio.
Il Catechismo di S. Pio X, in risposta alla domanda 97, risponde: «Ci sono due giudizi: l’uno particolare, di ciascun’anima, subito dopo la morte; l’altro universale, di tutti gli uomini, alla fine del mondo».
Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al n. 1022, afferma: «Ogni uomo fin dal momento della sua morte riceve nella sua anima immortale la retribuzione eterna, in un giudizio particolare che mette la sua vita in rapporto a Cristo, per cui o passerà attraverso una purificazione, o entrerà immediatamente nella beatitudine del Cielo, oppure si dannerà immediatamente per sempre».
Il Giudizio particolare esprimerà con esattezza la condizione in cui l’uomo, nei riguardi di Dio, si troverà al momento della morte: condizione d’amore (se è morto in grazia di Dio), o di odio (se è morto in peccato grave).
Il giudizio particolare è immutabile, perché l’uomo, dopo la morte, non può più cambiare l’orientamento della sua volontà sia verso il bene, sia verso il male.
Non dobbiamo però pensare al giudizio particolare alla maniera dei tribunali umani, perché la sentenza del giudizio particolare viene percepita dall’uomo nell’intimo della sua coscienza, la quale, nella luce sfolgorante di Dio, sarà pienamente illuminata nell’esatta valutazione di se stessa e del giudizio divino a suo riguardo. Il Papa Paolo VI, nella sua Professione di Fede, afferma: «Coloro che hanno risposto di sì all’Amore e alla Misericordia di Dio, andranno alla vita eterna (del Paradiso); e andranno nel fuoco inestinguibile (dell’Inferno) coloro che fino all’ultimo vi hanno opposto il loro rifiuto».
Perciò la salvezza o la perdizione eterna di ciascun uomo dipende dal suo giudizio particolare, per cui il Conc. Vat. II (Lumen Gentium - n. 48 d) afferma: «Siccome non conosciamo né il giorno né l’ora (della nostra morte) bisogna, come ci avvisa il Signore, di vigilare assiduamente affinché, finito l’unico corso della nostra vita terrena, meritiamo entrare con Lui al banchetto nuziale (cfr. Mat. 25,31 e 46), ed essere annoverati fra i Beati (in Paradiso), né ci si comandi, come ai servi cattivi e pigri (cfr. Mat. 25,26 e 41) di andare al fuoco eterno, nelle tenebre esteriori dove ci sarà il pianto e lo stridore dei denti (cioè all’Inferno)».


Giudizio Universale
Il Giudizio Universale, che avverrà alla fine del mondo, non riguarda direttamente il singolo uomo, già giudicato col giudizio particolare, ma riguarda l’umanità intera per la manifestazione pubblica dell’infinita Bontà, Misericordia e Giustizia di Dio, che ha voluto o permesso (per rispetto alla libertà umana) tutti gli avvenimenti dei singoli individui, e tutti gli avvenimenti sociali dell’umanità intera.
Il giudizio universale è una verità rivelata. Gesù Cristo ne ha parlato più volte in termini chiari e precisi.
Mat. 24: «Quando verrà il Figlio dell’uomo, verrà nella sua gloria con tutti i suoi Angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno radunate davanti a Lui tutte le genti, ed Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore (cioè i buoni) alla sua destra e i capri (cioè i cattivi) alla sinistra... Allora dirà a quelli di destra Venite, benedetti dal Padre mio, possedete il Regno preparatovi fin dalla fondazione del mondo! E poi dirà ai cattivi: Via da me, maledetti, al fuoco eterno, preparato al diavolo e ai suoi angeli... E questi andranno all’eterno supplizio; i giusti poi alla vita eterna».
Questo linguaggio è molto chiaro e non ammette dubbi, tuttavia, perché fosse ben compreso da tutti, volle chiarirlo ancor meglio raccontando la parabola della zizzania cresciuta in mezzo al grano (Mat. 13,24-30):
« Un uomo ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No — rispose — perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio».
Cosa volle significare con questa parabola, il Signore? Ecco la spiegazione data dallo stesso Gesù: «Colui che ha seminato il buon grano è il Figlio dell’uomo (cioè Gesù Cristo); il campo è il mondo (cioè gli uomini che sono nel mondo); il buon seme sono i figli del Regno (cioè i buoni); la zizzania sono i figli del maligno (cioè i cattivi); il nemico che ha seminato la zizzania è il Demonio; l’epoca della raccolta è la fine del mondo, e i mietitori sono gli Angeli. Come dunque, all’epoca della raccolta, si raccoglie la zizzania e si getta nel fuoco, così alla fine del mondo il Figlio dell’uomo manderà i suoi Angeli che separeranno tutti gli operatori d’iniquità e li getteranno in quella fornace di fuoco (cioè l’Inferno) dove vi sarà pianto e stridore di denti; mentre i giusti risplenderanno come il sole nel Regno del loro Padre Celeste (cioè in Paradiso)». Poteva Gesù assicurarci in modo più chiaro della realtà del Giudizio finale, universale?


I motivi del Giudizio Universale
Il Giudizio Universale, ci dice il Catechismo, si farà per la gloria di Dio, per la gloria di Gesù Cristo, per la gloria degli eletti, per la vergogna e la confusione dei cattivi.
1) Per la gloria di Dio. - Ci furono e ci sono uomini arroganti, superbi, ribelli che hanno criticato e criticano la condotta di Dio nel governo del mondo. Il fatto che spesso i cattivi trionfano e prosperano, mentre i buoni soffrono nell’umiliazione e nelle avversità, dà motivo a molti di bestemmiare la divina Provvidenza. Col Giudizio universale Dio farà conoscere a tutti la sua infinita Sapienza, Giustizia, Misericordia, Santità e Amore nel governo del mondo e di ogni singola creatura, darà la risposta a tutti i nostri «perché» insoluti.
2) Per la gloria di Gesù Cristo. - Egli, Figlio di Dio e fatto Uomo per la nostra salvezza, quanto soffrì nel la sua vita terrena, a cominciare dalla sua concezione nel grembo materno fino al supplizio più infame riservato agli schiavi, la croce. Quanti insulti, quante umiliazioni, quante offese da parte dei suoi nemici di allo ra. E chi può numerare tutti gli insulti, le bestemmie, le offese dai suoi nemici lungo i secoli! Col Giudizio universale Egli verrà pieno di maestà e di grandezza a rivendicare il suo onore, a confondere i suoi nemici, a mostrare a tutti la sua innocenza, la sua giustizia, la sua santità, la sua divinità... Mostrerà a tutti la sua Maestà divina e l’esaltazione e il trionfo come Giudice supremo!
3) Per la gloria dei buoni. - Vi sono sulla terra molte anime elette, tanto care al Signore, ma sconosciute, disprezzate, spesso perseguitate, calunniate, derise. Il Giudizio universale mostrerà a tutti la grandezza e le virtù dei buoni, restituirà l’onore a tanti innocenti con dannati ingiustamente, esalterà i Martiri davanti ai loro carnefici, gli oppressi davanti ai loro oppressori; esalterà davanti a tutti il bene immenso che i buoni hanno fatto all’umanità intera con la loro santa vita!
4) Per la vergogna e confusione dei cattivi. - Quanti peccatori ci sono nel mondo le cui opere cattive non sono conosciute e vengono stimate persone onorate e degne di rispetto! Quanti dal mondo vengono chiamati «grandi», vengono rispettati, stimati, esaltati, applauditi, perché sanno mascherare le loro sozzure con l’astuzia e l’ipocrisia. Quanti scandalosi, tanto applauditi nel mondo, hanno trascinato nel fango innumerevole anime! Ebbene il Giudizio Universale smaschererà dinnanzi a tutti le magagne di tutti questi figli del maligno, i quali, per la vergogna pubblica e per la paura del Divin Giudice, (Luca 23,30): «Cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci!».

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