Maria a Medjugorje Messaggio del 25 aprile 1996:Cari figli! Oggi vi invito di nuovo a mettere la preghiera al primo posto nelle vostre famiglie. Figlioli, se Dio è al primo posto, allora, in tutto ciò che fate, voi cercherete la volontà di Dio. Così, la vostra conversione quotidiana sarà più facile. Figlioli, con umiltà cercate ciò che non è in ordine nei vostri cuori e capirete ciò che bisogna fare. La conversione sarà per voi un dovere quotidiano che adempirete con gioia. Figlioli, io sono con voi, vi benedico tutti e vi invito a diventare miei testimoni attraverso la preghiera e la conversione personale. Grazie per avere risposto alla mia chiamata!

Medjugorje é....




Medjugorje è il luogo più santo del mondo. Se l'osservazione teologica non è un orientamento introverso, agglomerato senza via d'uscita nelle strettoie del razionalismo teorico, allora lo sguardo verso Medjugorje non può che essere contraddistinto dalla meraviglia e dal ringraziamento.
Meraviglia, poiché se onesto, lo sguardo dell'osservatore viene sconvolto, nel proprio razionalismo di partenza, dalla profondità della luce divina, che a Medjugorje oltrepassa ogni ragione, ogni preambolo, ogni limite umano, semplicemente manifestandosi nella sua Trascendenza, tanto ineffabile quanto viva, reale, concreta.
Ringraziamento, perché se si riesce ad oltrepassare l'ostinata forza d'urto del proprio ego, tanto più quello talora invulnerabile proprio del Teologo, si può aprire il cuore verso Dio, espressione ultima di ogni sapienza, di ogni ragione e di ogni benevolenza, comprendendo così la fallibilità del proprio posizionamento fra i sapienti mondani.

A Medjugorje, inconfondibilmente, è presente da 31 anni la Madre di Dio, Maria di Nazareth, colei che ancora oggi, umilmente, convoca all'appello i suoi figli dispersi fra le troppe "autonomie" del vivere umano: incredulità, razionalismo, vanità, carnalità, materialismo, superbia, consumo, tutto confluente nel mare magnum della depressione e del vuoto esistenziale.
Troppi, purtroppo, sono ancora oggi i cristiani incapaci di comprendere l'imparagonabile evento delle apparizioni mariane di Medjugorje, bloccati nell'a-priori di un'apertura di significato, barricati dentro le coordinate misere di una teologia mariana ancora ferma all'incipienza, spesso boicottata da teologumeni insignificanti dal punto di vista evangelico e talora addirittura vicini all'eresia in quanto al loro senso dogmatico.
Un aut-aut senza sconti confina ancora, in buona parte della nostra cristianità, le apparizioni di Medjugorje fra le leggende fantasiose, proprio laddove, invece, l'evento salvifico realizzato una volta per sempre da Gesù Cristo, come non mai, viene a risvegliare con forza il peso indomabile della nostra pochezza, della nostra leggerezza, della fragilità del nostro Apostolato e della nostra Evangelizzazione.
Il Cristianesimo, oggi, tra le sue varie problematiche, ha proprio una mancanza di contenuti mariani. Maria dovrebbe essere il cuore pulsante di ogni iniziativa cristiana, l'elemento vetta di ogni investimento spirituale, il senso più profondo di ogni atto e, ancora, il fondamento principale di ogni ricerca teologica, di ogni apertura razionale verso il Mistero di Dio. Tutto questo a motivo della sua Maternità divina, della sua compartecipazione all'opera Redentrice, della sua Mediazione unica presso il Figlio, del suo essere Sede della Sapienza, Madre, quindi, di ogni fondamento di ragione.

Qui sta la forza immensa dell'annuncio mariano di Medjugorje, qui sta il senso di quella continua invocazione, nei suoi continui messaggi, che Maria fa ad ognuno di noi affinché preghiamo e non giudichiamo i nostri sacerdoti. La carenza vocazionale, infatti, è dovuta alla carestia mariana che intacca tutto l'emisfero sacerdotale, dal momento che proprio lei, la Madre, è forse la più teologicamente e storicamente sconosciuta, nell'ambito degli studiosi, fra i personaggi biblici salienti che popolano l'economia del nostro Testo Sacro e, ancora, troppo drammaticamente ignorata. Medjugorje è in grado, a motivo dell'appello pressante di Maria, di risvegliare la fede, di promuovere le vocazioni sacerdotali e di indirizzare verso un nuovo cammino pastorale tutta quanta la vita della Chiesa. Il problema è la chiusura tout court con la quale, buona parte del mondo cattolico, ancora oggi, dopo 31 anni, si rivolge all'evento Medjugorje.
Non credere ostinatamente a queste apparizioni, tuttavia, interpella seriamente la credibilità della fede cristiana. Il rischio è quello di cadere nella superbia, rivelandosi di fatto semplicemente e tuttavia mostruosamente ignoranti. Quale altro evento nella storia, infatti, ha manifestato una così radicale adesione all'economia evangelica? Quali altri testimoni di Cristo, fra quelli contemporanei, rispecchiano una tale coerenza fra kerygma ed esistenza privata come fanno i sei veggenti di Medjugorje?
Quale altra sorgente di guarigioni spirituali e corporali, nella storia del Cristianesimo, ha prodotto dei numeri impressionanti come quelli registrati a Medjugorje? Quale teologo, quale sacerdote, e soprattutto in virtù di quale presunta competenza, può parlare di Medjugorje come di un falso?
Conoscere dogmaticamente Maria, così come la Divina Rivelazione la manifesta, non può non indurre all'identificazione esatta fra quella donna storica, la Madre di Dio, e Colei che da trentuno anni, per mezzo di sei prescelti veggenti, si rivela all'umanità. L'economia dell'una e dell'altra, infatti, è la medesima economia di Salvezza, fondata sull'umiltà perfetta e sulla perfetta adesione alla volontà divina, finalizzata alla salvezza di ogni uomo.

Medjugorje, del resto, non durerà per sempre. I dieci segreti sono il corollario dell'ostinata incredulità umana. La pazzia, l'allucinazione, l'alterazione psichica e quant'altro sono le nuove forme di blasfemia introdotte da una interpretazione psichiatrica di superficie, da una cecità degli addetti ai lavori, orfani di un riferimento Trascendente, chiusi nell'oblio di una professionalità destinata inesorabilmente alla gravitazione immanentistica.
In realtà, nessuno dei sei veggenti, pur sottoposto al travaglio psicofisico di molti esami neuropsichiatrici, ha manifestato mai alcuna forma minima di patologia alcuna. Neppure le persecuzioni militari hanno mai fatto deviare la loro perseveranza rispetto alla meta mariana di riferimento. Niente e nessuno, nonostante il peso specifico della sofferenza subita, ha mai fatto minimamente eclissare il sole cocente della loro tensione mariana, del loro grido verso Maria, la Madre.
Quale ragione, allora, può dare ancora legittimità ad un'opposizione frontale rispetto alla verità di queste apparizioni? Chi può dire ancora, perlomeno fra gli intellettuali, che Medjugorje è un falso?
Evidentemente può dirlo solamente colui che, paradossalmente, sa benissimo che a Medjugorje la Verità si è fatta vedere, sentire e toccare, ossia Satana, e lui soltanto. Proprio Satana, infatti, è colui che contemporaneamente alla pace, alla meraviglia della presenza di Maria, a Medjugorje incalza in ogni metro quadrato, in ogni piccolo spiraglio, in ogni minima latitudine del piccolo paese bosniaco.
La lotta, del resto, è più che mai accesa. Ciò nonostante continuiamo a combattere per l'imminente vittoria di Maria, per il compimento dell'economia di Medjugorje, per la salvezza di tutte le anime possibili e per la ricapitolazione di tutte le cose in Cristo Gesù, il Figlio Unigenito del Padre.

Fonte: La Casa di Miriam Torino

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