Maria a Medjugorje Messaggio del 25 ottobre 1996:Cari figli! Oggi vi invito ad aprirvi a Dio Creatore perché vi cambi. Figlioli, voi mi siete cari, vi amo tutti e vi invito ad essermi più vicini; che il vostro amore per il mio Cuore Immacolato sia più fervente. Desidero rinnovarvi e condurvi col mio Cuore al Cuore di Gesù che ancora oggi soffre per voi e vi invita alla conversione ed al rinnovamento. Tramite voi desidero rinnovare il mondo. Comprendete, figlioli che oggi voi siete il sale della terra e la luce del mondo. Figlioli, vi invito e vi amo ed in un modo speciale vi supplico: convertitevi. Grazie per avere risposto alla mia chiamata!

Ma perché Maria viene a noi?




Al compimento del 22° anno di presenza della Regina della Pace in mezzo a noi a Medjugorje, credo sia importante farci una domanda fondamentale: qual è lo scopo di questa sua lunga presenza? Solo comprendendo lo scopo, infatti, potremo comprendere il cammino che Ella ci propone. Maria è Madre e usa una pedagogia materna. Nei primi anni delle apparizioni la curiosità dilagava e l’attenzione di tutti era rivolta a cercare i miracoli più esterni, ma la Gospa stessa ci ha messo in guardia da questo atteggiamento che, in fondo, ci distraeva dal profondo cammino spirituale a cui Lei voleva condurci. Credo che lo scopo delle apparizioni di Medjugorje sia aiutarci a mettere Dio al centro della nostra vita, in una parola, a convertirci a Lui.

Se capiremo questo, scopriremo anche che Medjugorje è soprattutto un cammino verso Dio da vivere, piuttosto che una realtà esteriore. La Parrocchia di Medjugorje, le apparizioni, i veggenti… hanno il solo scopo di farci entrare in un rapporto di amicizia con Gesù, che si sviluppa attraverso i Sacramenti e attraverso la Chiesa. Una delle difficoltà più grandi che ho incontrato nel presentare Medjugorje ai Sacerdoti è stata questa: molti di loro temono che questa esperienza divenga, in qualche modo, "parallela" alla Chiesa; niente di più sbagliato! I messaggi di Maria, infatti, ci invitano ad integrarci attivamente nel cammino delle nostre Parrocchie (mess. 31/10/1985), perché solo nella Comunità Cristiana troviamo l’Eucaristia che, come ci insegna il Concilio, è "fonte e culmine" della vita ecclesiale, ma anche del nostro personale cammino spirituale.

Se invece di dire tante parole su Medjugorje ci impegniamo a percorrere il cammino indicato da Maria e lo testimoniamo con la nostra vita, molti problemi nell’accoglienza di questo fenomeno spariranno. I frutti testimoniano più efficacemente delle parole e la Gospa desidera che noi siamo testimoni viventi della sua presenza (mess. 20/9/1985). Anche se sono passati 22 anni, il pericolo della dispersione è sempre dietro l’angolo e allora Dio ci educa attraverso le circostanze della vita quotidiana di Medjugorje che sono molto mutate. Ad esempio, le apparizioni oggi avvengono nelle case private dei veggenti e molto raramente i pellegrini possono assistervi. Molti si dispiacciono di questo, ma io credo che faccia parte di un piano preciso di Maria che desidera insegnarci che tutti noi dobbiamo accoglierla nel nostro cuore più che vederla coi nostri occhi. La veggente Vicka ha detto che, se noi apriamo il cuore nel momento dell’apparizione, la Madonna viene a noi in modo particolare dovunque siamo (non solo a Medjugorje, ma anche a casa), noi dobbiamo solo accoglierla nel nostro cuore.

La preghiera allora diviene sempre più l’esperienza fondamentale che il pellegrino fa a Medjugorje e questo è ciò che la Madonna desidera. Perché? Perché solo se ognuno dei pellegrini incontrerà profondamente Dio nella preghiera, guidato da Maria, potrà divenire nella vita di ogni giorno vero testimone della presenza della Regina della Pace. La Madonna, quindi, in questi anni ci ha portato a vivere più in profondità i suoi messaggi nel nostro cuore e continua a spingerci a cercarla nel quotidiano, nel normale. Se Lei vivrà nei nostri cuori, potrà servirsi di noi come strumenti e ci guiderà sempre più verso Dio. Così anche la Chiesa potrà accogliere pienamente la grazia della presenza di Maria e rinnovarsi sempre più nell’amore a Dio.

Manuel Reato

Fonte: Eco di Maria nr.170

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