Maria a Medjugorje Messaggio del 4 novembre 2004:Cari figli, vi invito nuovamente a rinnovare la preghiera in famiglia perchè un fiume di pace cominci a scorrere attraverso di essa. Satana desidera distruggere la famiglia. Vivete i miei messaggi. Pregate, pregate, pregate, e io pregherò con voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Grande Convegno a Firenze dal 17 al 19 maggio: MEDJUGORJE ANNO DECIMO

di P. Barnaba Hechich




Nell'agosto del 1990, a Medjugorje, una ragazza di Firenze mi propose un incontro di preghiera, di riflessione e di testimonianza nella sua città, sul tema: “I fatti di Madjugorje”. Giudicai avventato e irrealizzabile quel proggetto. Lei persistette, pregò e organizzò. L'incontro ebbe lugo il 5 gennaio 1991, nella chiesa della SS. Annunziata. Temevo scarsissima partecipazione; ci fu il... tutto esaurito! La chiesa era stracolma di gente. Pregammo con fede, e il Signore toccò molti cuori. In quell'occasione mi sentii dire: “Questo incontro aprirà la strada a qualcosa di ben più grande per Firenze”.

Non passò molto, che già si cominciò a parlare di una celebrazione a vasto raggio, che coinvolgesse tutta Firenze, e non solo Firenze. L'idea prese corpo per iniziativa di alcuni laici, che a Medjugorje erano stati particolarmente toccati dalla grazia. Si coagularono, sotto l'impulso dello Spirito, varie persone, di cui alcune neppure si conoscevano fino a quel momento, persone dotate provvidenzialmente di qualificazioni professionali e sociali differenziate, quasi a significare che ciascuno era stato scelto per svolgervi un compito specifico. Si costituirono in gruppo, che prese il profetico nome di “Primavera dello Spirito”. Pregarono e lavorarono sodo, in umiltà e amore, guidati dello Spirito Santo e dalla mano materna di Maria SS. Fare qualche nome significherebbe fare torto agli altri, perchè tutti sono stati meravigliosi. Scelsero il Palasport come luogo del convengo. La curia fiorentina, in ossequio alla ben nota prudenza della Chiesa in situazioni come questa, nè è stata direttamente coinvolta, né ha fatto obiezioni di alcun genere. Ha lasciato fare, anzi il duomo ci ha prestato di buon grado calici, una cinquantina di pissidi e paramenti sacri per le celebrazioni eucaristiche.

Fu un sucesso: non degli uomini, ma di Maria SS. Un giovane osservò: “La Madonna ha chiamato la gente in numero esatto: hanno riempito il Palasport. Se ne avesse chamati di meno, l'immenso anfiteatro ovale —mezzo vuoto— avrebbe prodotto un'impressione deprimente”. Si calcola che circa 10000 persone si siano avvicendate al Palasport (ne contiene 7000) nei tre giorni del convengo. La partecipazione di numerosi sacerdoti fu un'altra grazia donata al convegno. La gente, attenta e devota, ascoltò con attenzione, pregò a lungo e col cuore, si confessò, cantò con gioia le lodi del Signore.

Tra i convenuti, moltissimi non erano mai stati a Medjugorje. Qualcuno ha osservato: “Siccome la situazione politica in Jugoslavia non ha permesso a molti pellegrini di recarsi a Medjugorje, la Madonna in un certo senso ha trasferito per un momento Medju— gorje a Firenze”.

I mass—media si interessarono ampiamente al convegno. I giornalisti, che parteciparono a due conferenze stampa, appositamente organizzate per loro, si meravigliavano dell'imponenza della manifestazione, dell'efficienza organizzativa, della compostezza e serietà di fede manifestate dal pubblico. Ci hanno chiesto: “Chi c'è dietro questo convegno?”. Abbiamo candidamente e sinceramente risposto: “Lei, la Madonna', la cui immagine (m. 4x3) troneggiava sorridente sopra il grande palco.

E' stato un convegno di studio: D. Mario di Radio Maria, D. Bianchi, l'abbé Laurentin, i medici dell'ARPA, io stesso, abbiamo cercato di illustrare il fenomeno Medjugorje sotto il profilo umano, psicologico, medico, teologico, ecclesiale.

Ma è stato soprattutto un momento di fede, di preghiera profonda, un autentico incontro con Dio, mediato e reso possibile dalla parola suadente e dalla testimonianza commossa di P. Jozo, dalla sua preghiera profetica, dal suo carisma inconfondibile e denso di soprannaturale. La parola e la testimonianza di Vicka hanno più volte polarizzato l'attenzione del pubblico e hanno suscitato commozione. Le testimonianze di persone ritornate alla fede, di persone guarite a Medjugorje hanno destato ammirazione e sentimenti di riconoscenza alla Madre di Dio.

Toccante e indimenticabile la mattinata di Pentecoste; con la presenza di Mons. Paolo Hnilica, che ha recato al convegno una statua della Madonna di Fatima, benedetta dal Papa. La parola calda di “P. Paolo”, come lui ama farsi chiamare, la testimonianza della sua opera apostolica e caritativa in favore dei cristiani dell'Est europeo, la processione da lui promossa con la statua della Madonna, lo sventolio di miglaia e migliaia di fazzoletti bianchi e azzurri, la consacrazione di tutti i presenti al Cuore Immacolato dl Maria, la raccolta delle offerte per la ricostruzione di chiese nei paesi dell'Est , la celebrazione liturgica con l'offerta corale delle intenzioni di preghiera, scritte su fogliettini di carta e recate all'altare da Vicka, ecc. Tutto è stato meraviglioso e pieno di grazia. Si sentiva aleggiare in mezzo a noi lo Spirito del Signore.

Ciò che è stato detto al convegno verrà riassunto nel prossimo numero di Eco. Per ora basterà dire che il Signore ha voluto darci anche dei segni tangibili del suo amore, con la guarigione di Anna Conti da osteoporosi, con il dono del “riposo nello Spirito” concesso da alcuni pellegrini, con il ritorno alla fede e ai sacramenti da parte di molte persone.

Il P.Jozo, prima di ripartire per Tihalijna, ha detto: “OK, anzi OKissimo! In tutti i luoghi dove finora sono stato, non ho mai visto un'assemblea così devota e una preghiera così profonda”.

Vicka, che nei giorni della sua permanenza a Firenze, ha avuto la visita quotidiana della Madonna nella stanza del monastero dove era alloggiata, ci ha detto che al termine del convegno la Vergine SS. ha espresso la sua grande gioia e il suo vivo ringraziamento per l'ottima riuscita del convegno.

P. Barnaba Hechich

Fonte: Eco di Medjugorje nr.83

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