Maria a Medjugorje Messaggio del 4 giugno 2004:Cari figli, pregate in questi giorni per la pace. Per la Pace nelle vostre famiglie e per la pace nel mondo

Medjugorje, da ventisei anni un popolo in ascolto

Lo scorso anniversario delle apparizioni, lunedì 25 giugno, mi son trovato ad accompagnare un gruppo di fedeli che mi avevano chiesto un aiuto nell'itinerario spirituale del pellegrinaggio al Santuario mariano della parrocchia di Medjugorje.




E' stato per me un vero piacere per molti motivi e soprattutto per l'opportunità, che mi è stata offerta, di trascorrere alcuni giorni di preghiera e raccoglimento ed anche di gioia e di festa da condividere con altri fedeli.

Un popolo gioioso
Fra le diverse proposte offerte a tutti i pellegrini presenti da molte nazioni abbiamo accolto subito l'opportunità di ascoltare una breve riflessione e alcune informazioni da parte di padre Ljubo Kurtovic', che nei pomeriggi si rivolgeva ai presenti in assemblee che si alternavano nelle diverse lingue. Mi sono trovato così in mezzo ad un migliaio di pellegrini.

Guardavo con ammirazione e stupore, riflettendo tra me e me come questo popolo variegato composto da uomini, donne, giovani e famiglie avesse un atteggiamento interessato, attento, sollecito, allegro: un popolo in ascolto. In ascolto del proprio cuore, che reclama spesso risposte vere, in ascolto di Maria, che come Madre parla ai propri figli. Questo aspetto peraltro è anche ciò che caratterizza tutte le esperienze del pellegrinaggio a Medjugorje. Dalla salita alla collina del Podbrdo a quella del monte della Croce, dagli incontri con sacerdoti, come padre Jozo, ai momenti di testimonianza con le varie famiglie religiose sorte a Medjugorje in questi ventisei anni, e soprattutto nel silenzio orante dalla vasta e corale assemblea eucaristica serale nei momenti di intensa adorazione del Santissimo Sacramento e della Croce.

Ogni giorno
Questo ascolto ha però un momento, fra tutti il più singolare, quello che si verifica in alcuni minuti attorno alle ore 18 e 40, durante la preghiera del rosario, quando la Regina della Pace scende a pregare con i veggenti, i fedeli presenti e tutta la Chiesa. E' questo un ascolto che si fissa nella memoria del cuore nel contesto di un silenzio spirituale e pieno d'amore, così palpabile da sentirne quasi il riverbero nell'atmosfera. Ecco, così un popolo ha imparato ad ascoltare, non solo con le orecchie ma soprattutto con il cuore, sull'esempio di Maria che "serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore". In questo ascolto ha incontrato le parole semplici, familiari ed urgenti di una madre che invita alla conversione, guarisce la fede e reca il dono della preghiera.

La Chiesa e Medjugorje
Mentre mi commuovevo per questi pensieri, un giovane si è rivolto a padre Ljubo e gli ha chiesto: "Che cosa pensa la Chiesa di Medjugorje?".

Il padre con il consueto tono pacato, sereno ed essenziale ha ricordato i diversi interventi della Chiesa a riguardo di Medjugorje, dalla prima Commissione diocesana alle indicazioni della Conferenza Episcopale Jugoslava con l'invito ai sacerdoti ad assistere i pellegrini e ha soggiunto: "La Chiesa per quanto concerne l'aspetto soprannaturale finora non si è pronunciata, non ha detto né sì né no. Di una cosa però sono certo e informato, la Chiesa ascolta". Questa espressione mi ha risvegliato interiormente e mi ha profondamente convinto. Certo, la Chiesa osserva Medjugorje, conosce lo scandirsi degli eventi avvenuti in questo luogo, conosce il movimento spirituale e culturale che da questa piccola parrocchia dell'Erzegovina si è diffuso in tutto il mondo. Al suo orecchio arriva l'eco dei fedeli, dei pastori e il contenuto del messaggio e dell'invito che milioni di fedeli raccolgono da Maria.

Una voce intonata
Che cosa cerca la Chiesa in questo ascolto? Cerca nella voce di Medjugorje il timbro della voce del Vangelo, nei messaggi l'intonazione con la dottrina e il Magistero, nei comportamenti la sintonia con la legge di Dio e il comandamento dell'amore, nel cammino ecclesiale l'umiltà, la docilità e la generosità, soprattutto nei confronti delle gravi carenze spirituali e materiali di questa nostra società.

Medjugorje mi pare essere dunque un evento di ascolto da parte di un popolo internazionale e composito, parte di quel grande "popolo di Dio in cammino", che segue la voce che viene dall'alto. Così il noto mariologo padre Stefano De Fiores concludeva una riflessione sul significato e l'importanza delle apparizioni della Vergine in questo nostro tempo: "La Madonnna appare non tanto per illuminare il passato, ma per preparare la Chiesa ai tempi futuri, affinché l'avvenire non la trovi impreparata. Dobbiamo essere molto consapevoli e coscienti delle difficoltà della Chiesa in cammino nel tempo e sempre coinvolta nella lotta tra il bene il male. Essa non può essere lasciata senza aiuto dall' alto. ( ...) Come ha previsto san Luigi Maria di Montfort, innalzando un grido a Dio nella "Preghiera infocata", gli ultimi tempi vedranno come una nuova Pentecoste, un'effusione abbondante dello Spirito Santo sui sacerdoti e sui laici, che produrrà due effetti: una più elevata santità, ispirata alla santa Montagna che è Maria, e uno zelo apostolico che porterà all'evangelizzazione del mondo. A questi scopi mirano le apparizioni della Madonna nei tempi recenti: a provocare la conversione a Cristo mediante la consacrazione al Cuore immacolato di Maria". A voi che amate Medjugorje dico: La Chiesa vi guarda e vi ascolta: portate frutto!" (23 Novembre 2003, Convegno nazionale dell' Associazione "difendere la vita con Maria" presso la Santa Casa di Loreto).

Don Maurizio Gagliardini

Fonte: Medjugorje Torino n. 137

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