Maria a Medjugorje Messaggio del 2 agosto 2013:Cari figli, se solo sapeste, se solo vorreste, in piena fiducia, aprire i vostri cuori, capireste tutto, capireste con quanto amore vi chiamo, con quanto amore desidero cambiarvi, per rendervi felici, con quanto amore desidero rendervi seguaci di mio Figlio e donarvi la pace nella pienezza di mio Figlio. Capireste l’immensa grandezza del mio amore materno, perciò, figli miei, pregate, perché solo attraverso la preghiera cresce la vostra fede e nasce l’amore, amore con il quale anche la croce non sarà più insopportabile perché non la porterete da soli. In unione con mio Figlio, glorificate il nome del Padre Celeste. Pregate, pregate per il dono dell’amore, perché l’amore è l’unica verità, l’amore perdona tutto, serve tutti e vede tutti come fratelli. Figli miei, apostoli miei, grande è la fiducia che il Padre Celeste, attraverso me, la Sua serva, vi ha dato, per aiutare coloro che non lo conoscono, affinché si riappacifichino con Lui, affinché Lo seguano, perciò vi insegno ad amare, perché solo se avrete amore potrete risponderGli. Nuovamente vi invito: amate i vostri pastori, pregate affinché in questo tempo difficile il nome di mio Figlio si glorifichi attraverso la loro guida. Vi ringrazio.

Essere in accordo

Un disaccordo nelle opinioni o causato da diverse questioni della vita, dall’apparenza o da qualcos’altro non deve essere motivo per non essere in accordo, in armonia con qualcuno. Nella maggioranza dei casi la causa del disaccordo sta nel cuore dell’uomo, nelle posizioni interiori. Fra Marinko Sakota




Nel messaggio del 25 Maggio la Madonna ci avverte che non siamo in accordo, che nella nostra vita esiste una disarmonia, un disaccordo: “State bussando alla porta del mio cuore ma senza speranza e senza preghiera, nel peccato e senza il Sacramento della Riconciliazione con Dio” (25.5.2011).

Dunque noi bussiamo, chiediamo qualcosa a Dio, alla Madonna, vogliamo che si realizzino alcuni nostri determinati desideri, ma in noi esiste un disaccordo che impedisce la loro opera, che rovina tutto.

Ad esempio: prego Dio di darmi la pace. Chiedo la pace nel mio cuore o in famiglia, ma non sono nello stesso tempo disposto a perdonare qualcuno. Allora in me c’è disarmonia. Qualcosa in me impedisce l’opera di Dio. Dio mi perdona ma io non perdono: non sono in accordo con Lui. Oppure vado a Messa, ascolto la Parola di Gesù e lo ricevo nella Comunione. Dopo la Messa esco dalla Chiesa e incontro una persona che mi ha offeso o una persona che non mi piace, che per me è pesante, che non sopporto. La vedo e giro la testa. Non voglio vederla, né salutarla, né parlare con lei, figuriamoci se voglio perdonarla. Nella Messa ho ricevuto Gesù (!), ma dopo la Messa non voglio seguire Gesù! Dimentico Gesù e seguo me stesso. Chiaramente non mi trovo in accordo con Gesù. Non sono in accordo con i suoi pensieri, col suo modo di pensare. Ascolto le sue Parole ma non le seguo. Dico: “Sia fatta la tua volontà”, ma faccio solo la mia. Ricevo Gesù solo esternamente. Mi comporto come il fariseo al Tempio.

Decidendomi per la preghiera mi decido per la santità
La Madonna ci avverte che la causa del disaccordo è il peccato. Sono nel peccato quando non voglio perdonare ma chiedo a Dio di darmi la pace. Il non perdonare è, dunque, un peccato poiché esso rovina, crea in noi un disaccordo con Dio, rende impossibile il fluire dell’amore e della pace di Dio nel nostro cuore. Perciò la Madonna ci invita: “Lasciate il peccato e decidetevi per la santità”. Lasciate, quindi, ciò che provoca in voi il disaccordo (peccato) e decidetevi ad essere in accordo con Gesù e col suo modo di pensare (santità). In questo contesto sono comprensibili queste parole di fra Slavko: “Noi non dovremmo neppure poter iniziare la Messa se qualcuno nella comunità non è disposto a perdonare o non è disposto a pentirsi. Perché se non si muovono le cose in quell’ambito, allora viene posta in questione l’intera Celebrazione”.

Riflettendo in questo modo ci si dischiude il senso della preghiera, della Santa Messa, dell’Adorazione, del digiuno, e degli altri atti cristiani. Quando mi decido per la preghiera, per la santa Messa o per l’Adorazione mi decido per la santità, ovvero per l’essere in accordo con Gesù. Guardando Gesù esamino me stesso, mi confronto con Lui, mi domando se esista un qualche disaccordo tra me e Lui, tra il mio ed il suo modo di pensare. Dopo aver visto il peccato (il disaccordo), lo prego di ripararlo. Quegli attimi sono simili a quel momento in cui Pietro, dopo il rinnegamento, si è incontrato con Gesù faccia a faccia. Allora egli ha pianto amaramente perché vedeva di non essere in accordo con Lui.

L’esempio perfetto dell’essere in accordo
Gesù stesso è l’esempio perfetto di accordo. Egli era in accordo col Padre (“Io e il Padre siamo una cosa sola”) e con noi uomini. Egli è divenuto simile a noi in tutto, escluso il peccato. Era simile a noi in tutto, in tutto in accordo con noi, tranne che in ciò che porta il disaccordo, cioè il peccato. Si è posto in accordo con noi per invitarci ed aiutarci ad iniziare ad accordare noi stessi con Lui ed, attraverso di Lui, con il Padre (“Siate perfetti come è perfetto il mio Padre Celeste”).

La preghiera, la Santa Messa e l’Adorazione possono passare senza che in noi accada nulla e noi rimaniamo gli stessi di prima. Una cosa simile è accaduta ai discepoli di Gesù che avevano vissuto tre anni con Lui. Pur avendo lasciato tutto ed avendolo seguito, pur vedendolo ed ascoltandolo, non erano cambiati, non erano in accordo con Lui. Così Pietro risponde a Gesù dopo il suo annuncio che avrebbe dovuto soffrire ed essere ucciso: “Dio te ne scampi, Signore! Questo non ti accadrà mai!”. Gesù si voltò e disse a Pietro: “Via da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio ma secondo gli uomini!” (Mt 16, 22-23). Pietro, dunque, non era in accordo con Gesù, col suo modo di pensare. I pensieri di Pietro e quelli di Gesù non erano una cosa sola. Ora ci è più chiaro il perché Gesù abbia definito Pietro “satana”, perché in quel momento Pietro era in accordo con satana che crea disaccordo, disarmonia in noi e tra di noi. Gesù ha sfruttato quell’episodio per chiarire ai suoi discepoli come sapere di essere in accordo con Lui: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua …” (Mt 16,24).

Maria serbava nel suo cuore le parole di Gesù
Qualcosa di simile è accaduto ai discepoli Giovanni e Giacomo e alla loro madre che aveva chiesto a Gesù che i suoi figli sedessero alla sua destra ed alla sua sinistra nel suo regno. Anche in loro in quel momento regnava il disaccordo con il modo di pensare di Gesù, ragion per cui Gesù li ha corretti spiegando loro quando sarebbero stati in accordo con Lui: “Non sapete quello che chiedete … Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore 27e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo” (Mt 20, 22-27).

Né Maria né Giuseppe hanno mai mancato di essere in completo accordo con Dio e con la sua volontà. Così, a Maria non era chiara la modalità dell’operare di Dio, ma – anche se non le era tutto chiaro – Lei si è decisa ad essere in accordo con Lui: “Ecco la serva del Signore: sia fatto di me secondo la tua Parola!”. All’inizio non capiva neppure nel tempio: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo”. Non capiva, ma sentiamo che desiderava essere in accordo con i pensieri di Gesù: “Sua Madre serbava tutte queste cose nel suo cuore”. Ella serbava le parole di Gesù nel suo cuore, le coglieva, le confrontava, entrava sempre più profondamente nel mistero dell’azione di Dio e cercava così di essere in accordo con Gesù. Una cosa simile è accaduta anche a Giuseppe.

Rispondiamo agli inviti della Madonna?
La preghiera, la Santa Messa, l’Adorazione, il digiuno e gli altri atti simili sono un tempo per accordarci con Gesù. Naturalmente lo è anzitutto il Sacramento della Riconciliazione (la Confessione). Non senza motivo la Madonna l’ha citato nell’ultimo messaggio, poiché esso è una occasione particolare per correggerci ed accordare il nostro cuore, i nostri pensieri, i nostri sguardi e le nostre posizioni con quelle di Gesù.

Per creare davvero un accordo dobbiamo considerare la preghiera, la Messa, la Confessione, l’Adorazione ed il digiuno come una scuola. Quello è tempo di apprendimento alla scuola del Maestro che ci ha invitato: “Imparate da me che sono mite ed umile di cuore” e che nell’Ultima Cena ha detto: “Vi ho dato l’esempio perché come ho fatto io facciate anche voi”. Da trent’anni (trent’anni!) la Regina della Pace ci invita a questa scuola per insegnarci, come Madre e Maestra, come riconoscere e vincere il disaccordo (il peccato) ed accordarci con Lei e con suo Figlio.

Rispondiamo agli inviti della Madonna? Se rispondiamo, gli altri riconoscono il nostro sempre più grande accordo con Gesù? Da cosa lo riconosceranno? Non forse dalle nostre relazioni verso gli altri, verso il fratello, verso Dio e verso la Madonna …?

Fonte: “Glasnik Mira”, Luglio 2011, pagg. 36 – 37. e ML Informazioni da Medjugorje

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