Maria a Medjugorje Messaggio del 2 dicembre 2007:La Madonna era molto triste. Per tutto il tempo aveva le lacrime negli occhi. Cari figli, mentre guardo nei vostri cuori, il mio cuore si riempie di dolore e fremito. Figli miei fermatevi per un attimo e guardate nei vostri cuori. Il mio Figlio, vostro Dio, è veramente al primo posto? Sono veramente le sue leggi la misura della vostra vita? Vi avverto di nuovo. Senza fede non c'è la vicinanza di Dio, non c'è la parola di Dio che è la luce della salvezza e la luce del buon senso. Mirjana ha aggiunto: io con dolore ho pregato la Madonna di non lasciarci, di non togliere le mani da noi. Alla mi richiesta, Lei ha fatto un sorriso doloroso e se ne è andata. Questa volta non ha detto "Vi ringrazio". Ha benedetto tutti noi e tutti gli oggetti sacri.

Lo Spirito Santo, questo grande sconosciuto




Quando S.Paolo chiese ai discepoli di Efeso se avevano ricevuto lo Spirito Santo venendo alla fede, essi risposero: Non abbiamo nemmeno sentito dire che ci sia uno Spirito Santo (At 19,2). Ma ci sarà anche una ragione per cui pure ai nostri tempi lo Spirito Santo è stato chiamato "Il grande sconosciuto", mentre è il vero conduttore della nostra vita spirituale. Per questo nell'anno dello Spirito Santo cerchiamo di conoscere la sua opera nelle brevi, ma dense note istruzioni di P. Rainero Cantalamessa.

1. Si parla dello Spirito Santo nell'antica rivelazione? - Già all'inizio la Bibbia si apre con un versetto che già ne presagisce la presenza: In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque (Gn 1,1s). Il mondo era stato creato, ma non aveva forma. Era ancora caos. Era tenebre, era abisso. Finché lo Spirito del Signore cominciò ad aleggiare sopra le acque. Allora emerse la creazione. E fu il cosmo.

Ci troviamo di fronte ad un simbolo bellissimo. S. Ambrogio lo interpretava in questo modo: Lo Spirito Santo è Colui che fa passare il mondo dal caos al cosmo, cioè dalla confusione e dalle tenebre, all'armonia. Nell'Antico Testamento i tratti della figura dello Spirito Santo non sono ancora ben definiti. Ma ci viene descritto il Suo modo di agire, che si manifesta principalmente in due direzioni, come se utilizzasse due diverse lunghezze d'onda.

Azione carismatica. Lo Spirito di Dio viene, anzi, irrompe su alcune persone. Conferisce loro dei poteri straordinari, ma solo temporanei, per portare a termine dei compiti precisi in favore di Israele, l'antico popolo di Dio. Viene sugli artisti che devono progettare e realizzare gli oggetti del culto. Entra nei re di Israele e li rende idonei a governare il popolo di Dio: Samuele prese il corno dell'olio e lo consacrò con l'unzione in mezzo ai suoi fratelli e lo Spirito del Signore si posò su Davide da quel giorno in poi (1 Sam 16,13).

Lo stesso Spirito viene sui profeti di Dio perché rivelino al popolo la sua volontà: è lo Spirito di profezia, che ha animato i profeti dell'Antico Testamento, fino a Giovanni Battista, il precursore di Gesù Cristo. Io sono pieno di forza con lo Spirito del Signore, di giustizia e di coraggio, per annunziare a Giacobbe le sue colpe, a Israele il suo peccato (Mi 3,8). Questa è l'azione carismatica dello Spirito di Dio, un'azione destinata principalmente al bene della comunità, attraverso le persone che l'hanno ricevuto. Ma c'è un altro modo in cui si manifesta l'azione dello Spirito di Dio. E' la sua azione santificante, diretta a trasformare le persone dall'interno, a dar loro un cuore nuovo, sentimenti nuovi. Il destinatario dell'azione dello Spirito del Signore, in questo caso, non è più la comunità, ma la singola persona. Questa seconda azione comincia a manifestarsi relativamente tardi nell'Antico Testamento. Le prime testimonianze sono nel libro di Ezechiele, in cui Dio afferma: Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno Spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei precetti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi (Ez 36, 26 27). Un altro accenno è presente nel famoso salmo 51, il "Miserere", dove si implora: Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo Spirito.

Lo Spirito del Signore comincia a configurarsi come una forza di trasformazione interiore, che cambia l'uomo e lo eleva al di sopra della sua naturale cattiveria.

Una forza misteriosa. Ma nell'Antico Testamento non sono ancora definiti i tratti personali dello Spirito Santo. San Gregorio Nazianzeno dava questa originale spiegazione del modo con cui lo Spirito Santo si è rivelato: "Nell'Antico Testamento diceva abbiamo conosciuto chiaramente il Padre (Dio, il Creatore) e abbiamo cominciato a conoscere il Figlio (infatti, in alcuni testi messianici si parla già di Lui, anche se in maniera velata).

Nel Nuovo Testamento abbiamo conosciuto chiaramente il Figlio perché si è fatto carne ed è venuto in mezzo a noi. Ma si comincia a parlare anche dello Spirito Santo. Gesù annuncia ai discepoli che, dopo di Lui, verrà il Paraclito.

Finalmente dice sempre S.Gregorio nel tempo della Chiesa (dopo la risurrezione), lo Spirito Santo è in mezzo a noi e possiamo conoscerlo. Questa è la pedagogia di Dio, il Suo modo di procedere: con questo ritmo graduale, quasi passando di luce in luce siamo arrivati alla piena luce della Trinità."

L'Antico Testamento è tutto pervaso dal soffio dello Spirito Santo. D'altra parte, non possiamo dimenticare che i libri stessi dell'Antico Testamento sono il segno più grande dello Spirito perché, secondo la dottrina cristiana, sono stati ispirati da Lui.

La Sua prima azione è di averci dato la Bibbia, in cui si parla di Lui e della Sua opera nel cuore degli uomini. Quando apriamo la Bibbia con fede, non soltanto da studiosi o da semplici curiosi, incontriamo il soffio misterioso dello Spirito. Non è un'esperienza evanescente, astratta. Moltissimi cristiani, leggendo la Bibbia, avvertono il profumo dello Spirito e si convincono profondamente: "Questa parola è per me. E' la luce della mia vita".

Fonte: Eco di Maria nr. 139

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