Maria a Medjugorje Messaggio del 25 agosto 2007:Cari figli, anche oggi vi invito alla conversione. Che la vostra vita, figlioli, sia riflesso della bontà di Dio e non dell’odio e dell’infedeltà. Pregate, figlioli, affinchè per voi la preghiera diventi vita. Così scoprirete nella vostra vita la pace e la gioia che Dio dà a quelli che sono col cuore aperto verso il Suo amore. E voi che siete lontani dalla misericordia di Dio convertitevi, affinchè Dio non diventi sordo alle vostre preghiere e non sia tardi per voi. Perciò, in questo tempo di grazia, convertitevi e mettete Dio al primo posto nella vostra vita. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Come il Santo Curato d'Ars ha conquistato la parrocchia




Il Curato d'Ars veniva nel paesino vicino a Lione che non vedeva un prete da vent'anni. Quasi nessuno parve accorgersi di lui.

Il popolo non entrava nella chiesa neanche adesso che la porta era aperta e il lumicino acceso. Lavorava nei campi anche di domenica, dannato ad una fatica senza luce di riscatto. Indugiava nelle botteghe, dove si trafficavano soltanto i talenti materiali. Restava chiuso nelle case, prigioniero di un egoismo familiare, tipico dei provinciali e caratteristico dei tempi di aridità e sfiducia.

Il Curato d'Ars non uscì sul sagrato, per chiamare gente. Non corse lungo le strade per scuotere l'indifferenza dei parrocchiani. Non rimproverò, non si dolse. Ricordò - o forse non aveva mai dimenticato - uno dei più difficili insegnamenti di Gesù: quello di pregare e di digiunare. S'inginocchiò davanti al Tabernacolo e restò lungamente in preghiera: senza mangiare e senza dormire, o almeno mangiando appena il necessario per mantenersi vivo - poche patate fredde e mezze marce - e dormendo tre ore per notte sul pavimento o addirittura sui sarmenti. Per quanto distratti e indaffarati, gli abitanti di Ars cominciarono a chiedersi cosa facesse il loro Curato, e come vivesse. Una vecchina, più curiosa che devota, entrò in chiesa. Lo vide immobile, dinanzi al Tabernacolo, con la tonaca stinta che gli scendeva sulle spalle magrissime, la testa appena sorretta da un filo di collo. Un'altra entrò in canonica. La cucina era spenta; la dispensa vuota; il letto senza materasso, né coperte.

"Signor Curato, come vivete?".
"Vedete - rispose - vivo ".

Ed ecco, dopo la prima curiosa, entrare in chiesa altra gente. E vedendo il Curato inginocchiato, inginocchiarsi. E udendolo pregare, pregare con lui. E pregare fino alle lacrime, perché le preghiere del Curato d'Ars erano così commosse che commuovevano.

Ed ecco altra gente entrare in canonica, con la scusa di un consiglio. E i consigli del Curato erano talmente buoni che qualcuno chiese di confessarsi. E la confessione era così angelica, che la gente si sentiva edificata, sollevata finalmente ad altezze da troppo tempo dimenticate. Ars cominciò a cambiar volto. "Ars non era più Ars".

Nel giro di pochi anni era diventato il paese più devoto del Lionese.

Visitare i tabernacoli - "Scrivi che io voglio che si predichi l'adorazione davanti al tabernacolo. Sono tanti coloro che entrano in Chiesa e non mi salutano e non si soffermano un momento per adorarmi. Io vorrei molte guardie fedeli, davanti all'altare per non lasciare accadere tanti e tanti crimini... Di' al tuo padre spirituale che predichi fino a consumarsi che io sia visitato e amato nella SS.Eucaristia: sono Io a chiederlo. Mi chiedano tutto quanto vogliono, stando alla mia presenza: è da lì che viene il rimedio per tutti i mali".
(Gesù ad Alessandrina M. da Costa)

Fonte: Eco di Maria nr.140

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