Maria a Medjugorje Messaggio del 25 dicembre 2014:Cari figli, anche oggi in questo giorno di grazia, desidero che il cuore di ciascuno di voi diventi la capanna di Betlemme nella quale è nato il Salvatore del mondo. Io sono vostra Madre che vi ama immensamente e si prende cura di ciascuno di voi. Perciò, figli miei, abbandonatevi alla Madre affinché possa posare davanti a Gesù Bambino il cuore e la vita di ciascuno di voi, perché soltanto così, figli miei, i vostri cuori saranno testimoni della nascita quotidiana di Dio in voi. Permettete a Dio di illuminare le vostre vite con la luce ed i vostri cuori con la gioia affinché il vostro cammino sia illuminato quotidianamente e siate esempio della vera gioia per gli altri che vivono nelle tenebre e non sono aperti verso Dio e verso le Sue grazie. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

"E' lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla" (Gv 6,63)




Lo Spirito, dono di Gesù - Tutta la vita di Gesù si snoda sotto l'azione dello Spirito Santo: dalla sua incarnazione nel grembo di Maria, al battesimo, alle tentazioni del deserto, alla sua predicazione con autorità, ai miracoli compiuti con il dito di Dio, fino a quando con uno Spirito eterno offrì se stesso Immacolato a Dio (Eb 9,14). Ma con la sua morte e resurrezione, Gesù effonde il suo Spirito promesso sugli uomini che credono in Lui.

Diceva S.Ireneo: "Gli uomini non erano abituati a vivere con lo Spirito, che è "totalmente altro", completamente fuori dalla nostra esperienza. Perciò era necessario che Egli prima si abituasse a vivere con noi, come in un vaso di alabastro purissimo. Questo vaso è stata l'umanità di Gesù, totalmente piena del suo profumo. Ma al momento della morte il vaso è stato rotto. Anche fisicamente il suo petto è stato trafitto. Allora lo Spirito Santo è stato effuso sul mondo e ha inondato di profumo la sua Chiesa". E' l'irruzione del Divino nell'umano.

Giovanni annota che Gesù sulla Croce emise lo spirito. Queste parole non significano solo che "spirò", ma che "diede lo spirito". Gesù risorto venne ancora tra i suoi discepoli, la sera di Pasqua. Alitò su di loro, quasi evocando il soffio creativo delle origini, e disse: Ricevete lo Spirito Santo. Poi viene la Pentecoste, il momento solenne dell'effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa. Mentre il giorno di Pentecoste (la festa giudaica) stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo (Atti 2). Quest'ultima è una notizia importante: erano insieme. Non solo fisicamente, geograficamente. Poco prima si trova scritto che erano nel cenacolo unanimi e perseveranti nella preghiera. E' una costante. Lo Spirito Santo viene quando i credenti sono unanimi e perseveranti nella preghiera. Gesù l'aveva detto: "Il Padre dà lo Spirito a chi lo prega, a chi glielo chiede". Dunque, mentre tutti erano riuniti, si sente un rombo come di vento gagliardo. Gli apostoli sanno che il vento ha lo stesso nome dello spirito, perché in ebraico e in greco "vento" e "spirito" si esprimono con la stessa parola. Si videro delle lingue di fuoco. Poi, finalmente, la realtà misteriosa: Tutti furono pieni di Spirito Santo, la realtà invisibile che ha cambiato la faccia della terra.

La nostra Pentecoste - La Pentecoste non è semplicemente un avvenimento storico, accaduto una volta per sempre, senza conseguenze per noi e per la nostra vita. E' un avvenimento di famiglia. Qualcosa attraverso cui ogni cristiano deve passare. Una vita cristiana senza una Pentecoste, è come una Messa senza la Consacrazione. Esteriormente tutto può essere perfetto: stessi riti, stesse preghiere, stesse invocazioni...ma non avviene nulla. La Pentecoste è lo Spirito di Gesù in noi, che rinnova tutto il nostro modo di pensare, di sentire, di scegliere, di parlare. E' lo Spirito di Gesù che guida il nostro vivere: diventiamo come Gesù nel mondo.

Che cosa significò per i primi discepoli essere pieni di Spirito Santo? Si sentono improvvisamente trasformati. Fanno cose strane, che prima non avrebbero mai fatto. Perdono la faccia. Si lasciano passare per ubriachi. E' successo che hanno fatto un'esperienza travolgente dell'amore di Dio. Dove arriva, lo Spirito Santo porta sempre l'amore di Dio. Lo dice Paolo: l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato donato (Rom 5,5). La stessa cosa si verifica ogni volta che nella vita di un cristiano avviene una Pentecoste: l'effetto, a volte improvviso, altre volte più lento, è che la persona si scopre amata da Dio. E, scoprendosi amata da Dio, non può che amare come Lui. Ecco cos'è la rinascita nello Spirito. Non è una cosa astratta, ideologica, che avviene nel cervello. E' un'esperienza di vita.

Secondo Luca, l'effetto immediato della venuta dello Spirito nella Pentecoste è la missione della Chiesa. Persone timorose, sbarrate dietro le porte, improvvisamente si sentono animate da un desiderio dirompente di evangelizzazione e scendono in piazza a parlare. A Gerusalemme -riferisce Luca- in quel momento c'erano rappresentanti di tutti i popoli allora conosciuti. Voleva dimostrare così che la Chiesa si rivolge a tutto il mondo, non è legata a un solo popolo, ma proiettata fino ai confini della terra. Lo Spirito è la sua forza, che le consentirà di arrivare ai confini della terra. Prima dell'ascensione Gesù aveva detto: Avrete forza dallo Spirito S. che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra (At 1,8). Diceva il patriarca ortodosso di Antiochia: Senza lo Spirito Santo: Dio, è lontano; Cristo, una memoria del passato; l'autorità, una dominazione; la missione, una propaganda; l'agire cristiano, una morale da schiavi.

Con lo Spirito Santo: Dio è presente; Cristo, vive oggi; l'autorità, servizio liberatore; la missione, una Pentecoste; l'agire dei cristiani, l'agire dei figli di Dio.

Aggiunge uno scrittore francese: "Non c'è comunità cristiana senza lo Spirito Santo, e senza lo Spirito Santo non c'è Chiesa. Un cristiano che non ha lo Spirito non serve a nulla. Può darsi che si agiti qua o là, in parrocchia o in una comunità, ma la sua azione è chiassosa, penosa, piena di se stessa: vi domina lo spirito del mondo con le sue ambizioni, arrivismi, gelosie. Una comunità cristiana che non è portatrice dello Spirito Santo non serve a nulla: è una struttura in mezzo a tante altre, che aggiunge una vana pietà ai modi del mondo, un corpo senza anima. Ciò che è attività materiale, esteriore non ha alcun senso senza lo Spirito che la porta e la anima. E' lo Spirito che dà vita, la carne non giova a nulla (Gv 6,63)". Ma dove c'è lo Spirito Santo si serve e si ama nel nome di Gesù, si sopporta, si accetta la Croce nel silenzio, si lavora ma si crede nella potenza divina e non nelle nostre opere, la preghiera e le pratiche religiose sono incontri d'amore dove lo Spirito intercede per noi. Allora le anime crescono nell'ascolto della Parola di Dio, nella sottomissione, nell'amore fatto di opere, nella correzione fraterna e nella imitazione reciproca e dei santi che ci hanno preceduto. Questa è la Chiesa che vive, nella pace, il frutto dello Spirito Santo (Gal 5,22).

Fonte: Eco di Maria nr.141

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