Maria a Medjugorje Messaggio del 18 novembre 1984:Se è possibile, partecipate ogni giorno alla messa. Ma non come semplici spettatori, bensì come persone che nel momento del sacrificio di Gesù sull’altare sono pronte ad unirsi a lui per diventare con lui un medesimo sacrificio per la salvezza del mondo. Prima della messa preparatevi con la preghiera e dopo la messa ringraziate Gesù rimanendo un po’ di tempo con lui nel silenzio.

La preghiera mentale (o meditazione)




Parlando della preghiera vocale si è detto che essa è uno degli elementi più importanti della vita cristiana. Trattando ora dell’altra forma di preghiera, quella mentale, e cioè della meditazione, bisogna affermare che pure essa è un elemento indispensabile per poter progredire sulla via della santità.

1) Mentre la preghiera vocale è un colloquio dell’uomo con Dio, fatto soprattutto di parole, accompagnate dagli affetti del cuore, la preghiera mentale o meditazione è un colloquio dell’uomo con Dio, fatto soprattutto di pensieri e sentimenti.
Come due fidanzati, per arrivare alla felice conclusione del matrimonio, devono prima incontrarsi, guardarsi in faccia, parlarsi, conoscersi, intendersi ed innamorarsi, così è l’anima con Dio: senza questo colloquio interiore non potrà mai innamorarsi e pervenire al mistico matrimonio nell’anima con Gesù Cristo, Figlio di Dio e Dio lui stesso insieme con il Padre e lo Spirito Santo.
Così, mentre la preghiera vocale si esprime con parole (di qui l’aggettivo «vocale») o con gesti, ed è, pertanto, preghiera non solo la recita del «Padre nostro», ma anche il fare il segno della croce o un atto di genuflessione davanti al SS. Sacramento, la preghiera mentale (o meditazione o anche orazione mentale) si fa soprattutto nell’intimo dell’anima, ed è l’applicazione della mente a una verità religiosa, considerata in se stessa e nei rapporti con noi e nelle conseguenze che ne derivano: utilità o necessità.
La meditazione è una vera preghiera, anzi la migliore delle preghiere: una vera elevazione dell’anima a Dio. Essa non può limitarsi alla sola considerazione della mente, ma deve esprimersi anche con gli affetti della volontà ossia con atti di fede, di amore, di lode, di ringraziamento, di impetrazione e di pentimento e con propositi concreti e coraggiosi.

2) Le parti della meditazione sono cinque:
a) Preparazione adeguata con una preghiera per chiedere luce allo Spirito Santo.
b) Considerazione della verità in se stessa e nei suoi riflessi.
c) Applicazione a noi stessi, esaminando la nostra vita passata e presente con i suoi difetti e miserie spirituali.
d) Sentimenti verso Dio: gratitudine, fiducia, umiltà, contrizione, ardenti richieste.
e) Risoluzioni: non vaghe, ma precise e pratiche accompagnate da seri propositi.
La meditazione vera e propria richiede un certo margine di tempo, almeno dieci minuti.
Agli inizi della vita spirituale nella meditazione prevale il lavoro discorsivo, che, quando l’anima progredisce, tende a semplificarsi mentre la parte affettiva della mente si muta in un rapporto di intimità con Dio, con la SS. Trinità che abita in noi e che l’anima contempla con amore.
Affinché la meditazione sia efficace e porti abbondanti frutti spirituali si richiede una preparazione remota, che si ha soprattutto in una ferma e costante volontà di vivere intensamente la vita cristiana, di farsi santi.
E importantissima anche la preparazione prossima che consiste nel creare attorno a noi l’ambiente interiore ed esteriore adatto alla meditazione: silenzio delle passioni e delle preoccupazioni; silenzio fisico esterno, lontani da tutto ciò che disturba: curiosità, suoni, rumori indiscreti, ecc. ecc.
E molto utile alla meditazione, oltre che la posizione comoda del corpo, la scelta della verità da meditare. Per rendere meno pesante, più facile e più proficua la meditazione è consigliabile scrivere i principali concetti che si sono considerati, annotando le proprie osservazioni personali, le proprie convinzioni e soprattutto i propositi fatti.

3) Devono essere oggetto delle nostre meditazioni le fondamentali verità della nostra vita e i grandi doveri cristiani: il mistero di Dio e i suoi attributi, Dio, Uno e Trino, il suo amore di predilezione, che ci ha creato, scegliendoci fra miliardi di esseri possibili, l’ingratitudine dell’uomo nelle offese a Dio, la malefica natura del peccato nelle sue varie forme e disastrose conseguenze.
Ed ancora: il mistero dell’incarnazione del Verbo, la sua vita terrena, la sua passione, morte, resurrezione e ascensione al Cielo, il mistero della Chiesa, la grazia, i mezzi per evitare il peccato, la preghiera, i Sacramenti, specialmente la Confessione e la SS. Eucaristia, i grandi argomenti liturgici, la S. Messa, la liturgia delle ore, l’adorazione a Gesù Sacramentato, la morte, il giudizio particolare e universale, l’inferno, il purgatorio, il Paradiso, i peccati capitali, le virtù teologali, le virtù cardinali e tutti gli altri temi, che possono avere relazione con questi argomenti principali, la devozione a Maria SS. ecc.
Lo Spirito Santo ci insegna: “In tutte le tue opere medita sulla tua fine e non peccherai in eterno” (Sir.7,40).

4) Grandissimi sono i vantaggi, i benefici e le utilità della meditazione.
a) Ci distacca dal peccato e dalle sue cause, mostrandoci i suoi terribili effetti alla luce di Dio. Ci distacca da noi stessi e dai beni temporali che sono al di fuori di noi, e conseguentemente dal mondo e dai falsi suoi piaceri.
b) Alimenta in noi e accresce il fuoco del santo amore di Dio, necessario alla vita dell’anima come il cibo alla vita del corpo.
c) Ci fortifica la volontà per tenerci lontani dal peccato e per osservare i comandamenti di Dio.
d) Crea in noi solide convinzioni interiori, che sono la forza per farci agire sulla via del bene, per spronarci a fare certe scelte coraggiose nella vita di ogni giorno.
e) Ci spinge all’esercizio delle più belle virtù cristiane, le virtù teologali e cardinali e le altre.
f) Prepara così la nostra unione con Dio e la nostra trasformazione in Lui e ci introduce sulla strada maestra della santità.
Chi non medita, perde l’abitudine al raccoglimento, alla vita interiore e alla presenza di Dio e allora necessariamente subentra la tiepidezza, cancro della vita spirituale.
Per non cadere in una simile disastrosa situazione dedichiamo Con assiduità ogni giorno alcuni momenti alla meditazione, S. Teresa del Bambino Gesù, e, prima di lei, S. Alfonso M. de Liguori ci assicurano la salvezza dell’anima se saremo fedeli a questo pio e santo esercizio.

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