Maria a Medjugorje Messaggio del 21 marzo 1988: Figli cari! Anche oggi vostra madre vi avverte che Satana sta provando a soffocare tutto ciò che c’è di buono in voi. Ma la vostra preghiera non gli consente di riuscirci. Pregando voi riempite tutti i vuoti e così impedite a Satana di entrare nella vostra anima. Pregate, figli cari, e vostra madre pregherà con voi per vincere Satana. Questo è il tempo nel quale tutti noi dobbiamo donare la pace agli altri. Quindi, vi prego, diffondete la pace nelle vostre famiglie, per le strade, dovunque. Sono contenta perché la vostra preghiera è forte e continua.

O MARIA, più giovane del peccato




Un giorno un uomo, presentandosi come ateo, chiese alla piccola Bernadette di Lourdes di parlargli delle apparizioni. Bernadette, finiva per essere stufa di raccontare sempre la stessa cosa, e quindi disse semplicemente: "Signore, visto che siete un grande peccatore vi mostrerò il sorriso della Santa Vergine". È un sorriso di nascita, un sorriso di umiltà che lascia trasparire Dio. Era questo uno degli argomenti più convincenti per il vescovo di Tarbes, incaricato di dare un giudizio sulle apparizioni: la testimonianza di Bernadette. "Avete visto questa bambina?" diceva ai suoi consiglieri dopo averla interrogata. "Maria non trattiene nulla per se stessa, ma condivide la parte più segreta della sua vocazione con i più piccoli". "È perché io ero la più povera che la Santa Vergine mi ha scelta..." Bernadette, sottoposta alle pressioni delle autorità civili che cercavano di convincerla a testimoniare il falso, si contentava di ripetere ciò che aveva da dire; lei evitava le trappole, quasi come in un gioco, facendo finta di non vederle e così faceva passare la semplice luce della verità.

Troppo spesso cerchiamo di essere convincenti attraverso l’esteriorità. Dio ci insegna a corrispondere alle ricerche e alle aspettative dei nostri fratelli in modo che a loro sembri di ascoltare ciò che è dentro il loro stesso cuore. È questo il metodo della grazia: non si impone, non schiaccia, rivela l’altro a se stesso. Senza dubbio questo sguardo era quello di p. Kolbe rinchiuso, per poi morirci, nel bunker della fame del Campo di concentramento di Auschwitz. Quando i guardiani venivano per portare via i cadaveri, padre Kolbe semplicemente li guardava: "Non guardarci con quegli occhi!". Erano occhi che in essi rianimavano una fiamma che i loro gelidi cuori non potevano più sopportare. Il padre li invitava a rinascere. È il modo con cui il padre del Figliol prodigo accoglie il proprio figlio al suo ritorno da una vita dissipata. Non lo giudica, lo abbraccia e lo restituisce alla sua dignità di figlio. Gli sguardi più belli sono quelli di coloro che sperano in te, quelli che ti vedono così come sei nel cuore di Dio.

Maria si è lasciata guardare in questo modo. Ella non tentava di farsi avanti, neanche quando l’angelo venne ad affidarle la missione di generare il Messia. Semplicemente rispose: "Non conosco uomo! Conosco solo Dio!". Allora Dio in persona può agire, e il Figlio di Davide sarà il Figlio di Dio.

Giovane d’oggi, vuoi tu lasciare che questo sguardo che in te spera si posi su di te? Vuoi lasciarti amare? Qualunque siano le tue sofferenze, qualunque siano le sconfitte, domani ti aspetta una nascita. Nel fondo del punto nero dove la tua vita può sprofondare ti è offerto un sorriso. Dal buco di quel fango sul quale rischi di scivolare, vuole zampillare una sorgente.

A te si chiede solo una cosa: quella di credere. Affinché l’amore non si imponga c’è bisogno di una piccola fessura nel tuo cuore. Non ti deve dispiacere di essere imperfetto: Dio si carica della tua santità. Ma non può farlo senza di te. Allora afferra la mano che ti è tesa. È quella di un mendicante d’amore. Dio ha teso la mano a Maria perché voleva venire nel nostro mondo e cercava una porta che gli fosse aperta. Gesù ha teso la mano alla Samaritana sull’orlo di un pozzo nell’ora più calda del giorno: Egli aveva sete del desiderio della donna e sapeva risvegliare la sua attesa. Gesù lanciava sulla croce il suo ultimo grido: ho sete! Sentirai tu risuonare questo grido nel fondo del tuo grembo? Anche tu hai sete di un amore vero e di una vera felicità.

Il tuo cuore assomiglia la cuore di Dio, tu hai bisogno di amare. Il tuo cuore assomiglia a quello di Maria, lei si è lasciata amare. Entra semplicemente nella grazia di questo incontro unico. Lascia che il fango si rischiari, lascia che si sciolgano le durezze che ancora ti soffocano. Tu sei un povero come Bernadette, un povero come Maria, un povero come un Dio dal cuore ferito. Qualunque sia la tua età, semplicemente sorrdi, e tu diventi più giovane del tuo peccato, vivrai la gioia della tua nascita, quella vera. Tu non vai più verso la morte, entrerai nella vita.

p. André Cabes

Fonte: Eco di Maria nr.165

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