Maria a Medjugorje Messaggio del 3 settembre 1984:La preghiera più bella è il Credo. Ma tutte le preghiere sono buone e gradite a Dio, se dette col cuore.

Gli angeli nella sacra scrittura e nella vita della chiesa





Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza?". (Eb 1,14) "Benedite il Signore voi tutti suoi angeli, potenti esecutori dei suoi comandi, pronti al suono della sua parola. Benedite il Signore voi angeli suoi ministri, che fate il suo volere". (Salmo 102, 20-21)

GLI ANGELI NELLA SACRA SCRITTURA

La presenza e l'opera degli angeli compaiono in molti testi dell'Antico Testamento. I cherubini con le loro spade folgoranti custodiscono la via all'albero della vita, nel paradiso terrestre (cfr Gn 3,24). L’angelo del Signore ordina ad Agar di ritornare dalla sua signora e la salva dalla morte nel deserto (cfr Gn 16,7-12). Gli angeli liberano Lot, sua moglie e le sue due figlie dalla morte, a Sodoma (cfr Gn 19,15-22). Un angelo viene mandato davanti al servo di Abramo per guidarlo e per fargli trovare una moglie per Isacco (cfr Gn 24,7). Giacobbe vede in sogno una scala che si erge fino in cielo, con angeli di Dio che vi salgono e scendono (cfr Gn 28,12). E più avanti questi angeli vanno incontro a Giacobbe (cfr Gn 32,2). "L'angelo che mi ha liberato da ogni male, benedica questi giovinetti!", (Gn 48,16) esclama Giacobbe benedicendo i suoi figli prima di morire. Un angelo appare a Mosè in una fiamma di fuoco (cfr Es 3,2). Uangelo di Dio precede l'accampamento di Israele e lo protegge (cfr Es 14,19). "Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato" (Es 23,20). "Ora va', conduci il popolo là dove io ti ho detto. Ecco, il mio angelo ti precederà" (Es 3Z34); "Manderò davanti a te un angelo e scaccerò il Cananeo..." (Es 33,2). L’asina di Balaam vede sulla strada un angelo con la spada sguainata in mano (cfr Nm 22,23). Quando il Signore apre gli occhi a Balaam anch'egli scorge l'angelo (cfr Nm 22,31). Un angelo incoraggia Gedeone e gli ordina di combattere i nemici del suo popolo. Gli promette di restare al suo fianco (cfr Gdc 6,16-22). Un angelo appare alla moglie di Manoach e le annuncia la nascita di Sansone, nonostante la donna sia sterile (cfr Gdc 13,3). Quando Davide pecca e sceglie come castigo la peste: "L'angelo ebbe stesa la mano su Gerusalemme per distruggerla..." (2 Sam 24,16) ma poi la ritira per ordine del Signore. Davide vede l'angelo che colpisce il popolo d'Israele e implora da Dio il perdono (cfr 2 Sam 24,17). L’angelo del Signore comunica a Elia la volontà di Jahvé (cfr 2 Re 1,3). Un angelo del Signore colpì centottantacinquemila uomini nell'accampamento degli Assiri. Quando i superstiti si svegliarono al mattino, li trovarono tutti morti (cfr 2 Re 19,35). Nei Salmi si citano spesso gli angeli (efr Salmi 8;90; 148). Dio manda il suo angelo a chiudere la bocca dei leoni per non far morire Daniele (cfr Dn 6,23). Gli angeli compaiono di frequente nella profezia di Zaccaria e il libro di Tobia ha come personaggio di primo piano l'angelo Raffaele; questi svolge un ruolo di protettore ammirevole e dimostra come Dio manifesti il suo amore per l'uomo attraverso il ministero degli angeli.

GLI ANGELI NEL VANGELO

Troviamo spesso gli angeli nella vita e negli insegnamenti del Signore Gesù. L’angelo Gabriele appare a Zaccaria e gli annuncia la nascita del Battista (cfr Lc 1,11 e ss.). Ancora Gabriele annuncia a Maria, da parte di Dio, 1 incarnazione del Verbo in lei, per opera dello Spirito Santo (cfr Lc 1,26). Un angelo appare in sogno a Giuseppe e gli spiega ciò che è accaduto a Maria, gli dice di non temere di riceverla in casa, poiché il frutto del suo grembo è opera dello Spirito Santo (cfr Mt 1,20). Nella notte di Natale un angelo porta ai pastori il lieto annuncio della nascita del Salvatore (cfr Lc 2,9). L'angelo del Signore appare in sogno a Giuseppe e gli ordina di ritornare in Israele col bambino e sua madre (cfr Mt 2, 19). Finite le tentazioni di Gesù nel deserto... "il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano" (Mt 4, 11). Durante il suo ministero Gesù parla degli angeli. Mentre spiega la parabola del grano e della zizzania, dice: "Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. il campo è il mondo. il seme buono sono ifigli del regno; la zizzania sono ifigli del maligno, e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo, il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi intenda!" (Mt 13,37-43). "Poiché il Figlio dell 'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni" (Mt 16,27). Quando si riferisce alla dignità dei bambini dice: "Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli" (Mt 18, 10). Parlando della risurrezione dei morti, afferma: 'Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo" (Mt 2Z30). Nessuno conosce il giorno del ritorno del Signore, "neanche gli angeli del cielo" (Mt 24,36). Quando giudicherà tutti i popoli, verrà "con tutti i suoi angeli" (Mt 25,31 o cfrLc 9,26; e 12, 8-9). Presentandoci davanti al Signore e ai suoi angeli, dunque, saremo glorificati oppure rifiutati. Gli angeli partecipano alla gioia di Gesù per la conversione dei peccatori (cfr Le 15,10). Nella parabola del ricco epulone troviamo un compito degli angeli molto importante, quello di portarci dal Signore nell'ora della nostra morte. "Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo" (Le 16,22). Nel momento più difficile dell'agonia di Gesù nell'orto degli Ulivi venne "un angelo dal cielo a confortarlo" (Le 22, 43). Il mattino della risurrezione appaiono di nuovo gli angeli, come già era accaduto nella notte di Natale (cfr Mt 28,2-7). I discepoli di Emmaus sentirono parlare di questa presenza angelica il giorno della risurrezione (cfr Le 24,22-23). A Betlemme gli angeli avevano recato la notizia che Gesù era nato, a Gerusalemme che era risuscitato. Gli angeli furono dunque incaricati di annunziare i due grandissimi avvenimenti: la nascita e la risurrezione del Salvatore. Maria Maddalena ha la fortuna di vedere "due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù". E può anche ascoltare la loro voce (cfr Gv 20,12-13). Dopo l'ascensione, due angeli, sotto forma di uomini in bianche vesti, si presentano ai discepoli per dire loro "Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo" (At 1, 11).

GLI ANGELI NEGLI ATTI DEGLI APOSTOLI

Negli Atti viene narrata l'azione protettrice degli angeli nei confronti degli apostoli e proprio a beneficio di tutti questi avviene il primo intervento (cfr At 5,12-21). Santo Stefano cita l'apparizione dell'angelo a Mosè (cfr At 7,30). "Tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto [il volto di santo Stefano] come quello di un angelo" (At 6,15). Un angelo del Signore parlò a Filippo dicendo: 'Alzati, e và verso il mezzogiorno, sulla strada che discende da Gerusalemme a Gaza" (At 8,26). Filippo ubbidì e incontrò ed evangelizzò l'Etiope, funzionario di Candace, regina di Etiopia. Un angelo appare al centurione Cornelio, gli dà la bella notizia che le sue preghiere e le sue elemosine sono arrivate a Dio, e gli ordina di mandare i suoi servi a cercare Pietro per farlo venire lì, in quella casa (cfr At 10,3). Gli inviati raccontano a Pietro: Cornelio "è stato avvertito da un angelo santo di invitarti nella sua casa, per ascoltare ciò che hai da dirgli' (At 10,22). Durante la persecuzione di Erode Agrippa, Pietro viene messo in prigione, ma, un angelo del Signore gli apparve e lo fece uscire dal carcere: "Ora sono veramente certo che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che si attendeva il popolo dei Giudei" (cfr At 12,6-16). Poco tempo dopo, Erode, colpito "improvvisamente" da "un angelo del Signore", "roso dai vermi, spirò" (At 12,23). In viaggio verso Roma, Paolo e i suoi compagni in pericolo di morte a causa di una fortissima burrasca, ricevono l'aiuto salvifico di un'angelo (cfr At 27,21-24).

GLI ANGELI NELLE LETTERE DI SAN PAOLO E DI ALTRI APOSTOLI

Numerosissimi sono i passi in cui si parla di angeli nelle lettere di san Paolo e negli scritti degli altri apostoli. Nella Prima lettera ai Corinzi San Paolo dice che siamo venuti per essere "spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini" (1 Cor 4,9); che giudicheremo gli angeli (cfr 1 Cor 6,3); e che la donna deve portare "un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli" (1 Cor 11,10). Nella seconda Lettera ai Corinzi li avverte che "anche Satana si maschera da angelo di luce" (2 Cor 11,14). Nella Lettera ai Galati considera la superiorità degli angeli (cfr Gai 1,8) e afferma che la legge 'fu promulgata per mezzo di angeli attraverso un mediatore" (Gal 3,19). Nella Lettera ai Colossesi, l'Apostolo enumera le diverse gerarchie angeliche e sottolinea la loro dipendenza da Cristo, nel quale tutte le creature sussistono (cfr Col 1,16 e 2,10). Nella Seconda lettera ai Tessalonicesi ripete la dottrina del Signore sulla sua seconda venuta in compagnia degli angeli (cfr 2 Ts 1,6-7). Nella Prima lettera a Timoteo dice che "è grande il mistero della pietà: Egli si manifestò nella carne, fu giustificato nello Spirito, apparve agli angeli, fu annunziato ai pagani, fu creduto nel mondo, fu assunto nella gloria" (1 Tm 3,16). E poi ammonisce il suo discepolo con queste parole: "Ti scongiuro davanti a Dio, a Cristo Gesù e agli angeli eletti, di osservare queste norme con imparzialità e di non far mai nulla per favoritismo" (1 Tm 5,21). San Pietro aveva sperimentato personalmente l'azione protettrice degli angeli. Così ne parla nella sua Prima lettera: "E fu loro rivelato che non per se stessi, ma per voi, erano ministri di quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno predicato il vangelo nello Spirito Santo mandato dal cielo: cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo" (1 Pt 1,12 e cfr 3,21-22). Nella Seconda lettera parla degli angeli decaduti e non perdonati, così come si legge anche nella lettera di San Giuda. Ma è nella lettera agli Ebrei che troviamo riferimenti abbondanti all'esistenza e all'azione angelica. Il primo argomento di questa lettera è la supremazia di Gesù su tutti gli esseri creati (cfr Eb 1,4). La grazia specialissima che lega gli angeli a Cristo è il dono dello Spirito Santo loro concesso. È, infatti, lo Spirito stesso di Dio, il legame che unisce angeli e uomini con il Padre e con il Figlio. Il collegamento degli angeli con Cristo, il loro ordinamento a lui come creatore e Signore, si manifesta a noi uomini, soprattutto nei servigi con cui essi accompagnano in terra l'opera salvifica del Figlio di Dio. Attraverso il loro servizio gli angeli fanno sperimentare al Figlio di Dio fattosi uomo che egli non è solo, ma che il Padre è con lui (cfr Gv 16,32). Per gli apostoli e i discepoli, invece, la parola degli angeli li conferma nella fede che il regno di Dio si è avvicinato in Gesù Cristo. L'autore della lettera agli Ebrei ci invita a perseverare nella fede e porta come esempio il comportamento degli angeli (cfr Eb 2,2-3). Ci parla anche dell'incalcolabile numero degli angeli: "Voi vi siete invece accostati al monte Sion e alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli..." (Eb 12, 22). E, infine, dice una cosa che dovremmo tenere sempre presente quando incontriamo un fratello bisognoso: "Non dimenticate l'ospitalità: alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo" (Eb 13,2).

GLI ANGELI NELL'APOCALISSE

Nessun testo è più ricco di questo, nel descrivere il numero incalcolabile degli angeli e la loro funzione glorificatrice di Cristo, il Salvatore di tutti. "Dopo ciò, vidi quattro angeli che stavano ai quattro angoli della terra, e trattenevano i quattro venti" (Ap 7,1). 'Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo: Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen' "(Ap 7,11-12). Gli angeli suonano la tromba e scatenano piaghe e castighi per i malvagi. Il capitolo 12 ci descrive la grande battaglia che ha luogo in cielo tra Michele e i suoi angeli da una parte, e Satana e il suo esercito dall'altra (cfr Ap 12,7-12). Chi adora la bestia sarà torturato "con fuoco e zolfo al cospetto degli angeli santi e dell'Agnello" (Ap 14,10). Nella visione del Paradiso l'autore contempla "le dodici porte" della città e su di esse "i dodici angeli" (Ap 21,12). Nell'epilogo Giovanni sente: "Queste parole sono certe e veraci. Il Signore, il Dio che ispira i profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi ciò che deve accadere tra breve" (Ap 2, 26). "Sono io, Giovanni, che ho visto e udito queste cose. Udite e vedute che le ebbi, mi prostrai in adorazione ai piedi dell'angelo che me le aveva mostrate" (Ap 2,28). "Io, Gesù, ho mandato il mio angelo, per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese" (Ap 22,16).

GLI ANGELI NELLA VITA DELLA CHIESA DAL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA

Il Simbolo degli Apostoli professa che Dio è "il Creatore del cielo e della terra" e il Simbolo niceno-costantinopolitano esplicita: "...di tutte le cose visibili e invisibili". (n. 325) Nella Sacra Scrittura, l'espressione "cielo e terra" significa: tutto ciò che esiste, l'intera creazione. Indica pure, all'interno della creazione, il legame che ad un tempo unisce e distingue cielo e terra: "La terra" è il mondo degli uomini. "Il cielo", o "i cieli", può indicare il firmamento, ma anche il "luogo" proprio di Dio: il nostro "Padre che è nei cieli" (Mt 5,16) e, di conseguenza, anche il "cielo" che è la gloria escatologica. Infine, la parola "cielo" indica il "luogo" delle creature spirituali, gli angeli, che circondano Dio. (n. 326) La professione di fede del Concilio Lateranense IV afferma: Dio, "fin dal principio del tempo, creò dal nulla l'uno e l'altro ordine di creature, quello spirituale e quello materiale, cioè gli angeli e il mondo terrestre; e poi l'uomo, quasi partecipe dell'uno e dell'altro, composto di anima e di corpo". (n.327)

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