Maria a Medjugorje Messaggio del 25 agosto 1991:Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera, adesso come mai prima, quando il mio piano ha cominciato a realizzarsi. Satana è forte e desidera bloccare i progetti della pace e della gioia e farvi pensare che mio Figlio non sia forte nelle sue decisioni. Perciò vi invito, cari figli, a pregare e digiunare ancora più fortemente. Vi invito alla rinuncia durante nove giorni, affinché con il vostro aiuto sia realizzato tutto quello che voglio realizzare attraverso i segreti che ho iniziato a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l'importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Desidero salvare tutte le anime e presentarle a Dio. Perciò preghiamo affinché tutto quello che ho cominciato sia realizzato completamente. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

L'esistenza degli Angeli, una verltà di fede




L’esistenza degli esseri spirituali, incorporei, che la Sacra Scrittura chiama abitualmente angeli, è una verità di fede. La testimonianza della Scrittura è tanto chiara quanto l'unanimità della Tradizione. (n. 328)

CHI SONO?

Sant'Agostino dice a loro riguardo: 'La parola angelo designa l'ufficio, non la natura. Se si chiede il nome di questa natura si risponde che è spirito; se si chiede l 'ufficio, si risponde che è angelo: è spirito per quello che è, mentre per quello che compie è angelo". In tutto il loro essere gli angeli sono servitori e messaggeri di Dio. Per il fatto che "vedono la faccia del Padre... che è nei cieli" (Mt 18,10), essi sono potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola" (Sal 103,20). (n. 329) In quanto creature puramente spirituali, essi hanno intelligenza e volontà: sono creature personali e immortali. Superano in perfezione tutte le creature visibili. Lo testimonia il fulgore della loro gloria. (n. 330)

CRISTO "CON TUTTI I SUOI ANGELI"

Cristo è il centro del mondo angelico. Essi sono i suoi angeli": "Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli..." (Mt 25,31). Sono suoi perché creati per mezzo di lui e in vista di lui: "Poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: troni, dominazioni, principati e potestà". (Col 1,16). Sono suoi ancor più perché li ha fatti messaggeri del suo disegno di salvezza: "Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza?" (Eb 1, 14). (n. 331) Essi, fin dalla creazione e lungo tutta la storia della salvezza, annunciano da lontano o da vicino questa salvezza e servono la realizzazione del disegno salvifico di Dio: chiudono il paradiso terrestre, proteggono Lot, salvano Agar e il suo bambino, trattengono la mano di Abramo; la Legge viene comunicata "per mano degli angeli" (At 7,53), essi guidano il Popolo di Dio, annunziano nascite e vocazioni, assistono i profeti, per citare soltanto alcuni esempi. Infine, è l'arcangelo Gabriele che annunzia la nascita del Precursore e quella dello stesso Gesù. (n. 332) Dall'Incarnazione all'Ascensione, la vita del Verbo incarnato è circondata dall'adorazione e dal servizio degli angeli. Quando Dio "introduce il Primogenito nel mondo, dice: lo adorino tutti gli angeli di Dio" (Eb 1,6). Il loro canto di lode alla nascita di Cristo non ha cessato di risuonare nella lode della Chiesa: "Gloria a Dio..." (Lc Z14). Essi proteggono l'infanzia di Gesù, servono Gesù nel deserto, lo confortano durante l'agonia, quando egli avrebbe potuto da loro essere salvato dalla mano dei nemici come un tempo Israele. Sono ancora gli angeli che "evangelizzano" (Lc ZIO) annunziando la Buona Novella dell'Incarnazione e della Risurrezione di Cristo. Al ritorno di Cristo, che essi annunziano, saranno là, al servizio del suo giudizio. (n. 333)

GLI ANGELI NELLA VITA DELLA CHIESA

Allo stesso modo tutta la vita della Chiesa beneficia dell'aiuto misterioso e potente degli angeli. (n. 334)Nella liturgia, la Chiesa si unisce agli angeli per adorare il Dio tre volte santo; invoca la loro assistenza, così nel "Ti supplichiamo..." (del Canone romano, o nello "In Paradiso ti accompagnino gli angeli") nella Liturgia dei defunti, o ancora nell' “Inno dei Cherubini” della Liturgia bizantina) e celebra la memoria di alcuni angeli in particolare (san Michele, san Gabriele, san Raffaele, gli angeli custodi). (n. 335) Dall'infanzia fino all'ora della morte la vita umana è circondata dalla loro protezione e dalla loro intercessione. "Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore, per condurlo alla vita". Fin da quaggiù, la vita cristiana partecipa, nella fede, alla beata comunità degli angeli e degli uomini, uniti in Dio. (n 336)

LA CADUTA DEGLI ANGELI

Dietro la scelta disobbediente dei nostri progenitori c'è una voce seduttrice, che si oppone a Dio, la quale, per invidia, li fa cadere nella morte. La Scrittura e la Tradizione della Chiesa vedono in questo essere un angelo caduto, chiamato Satana o diavolo. La Chiesa insegna che all'inizio era buono, creato da Dio. "Il diavolo infatti, e gli altri demoni sono stati creati da Dio naturalmente buoni, ma da se stessi si sono trasformati in malvagi". (n. 391) La Scrittura parla di un peccato di questi angeli. Tale "caduta" consiste nell'avere, questi spiriti creati con libera scelta, radicalmente ed inequivocabilmente rifiutato Dio e il suo Regno. Troviamo un riflesso di questa ribellione nelle parole rivolte dal tentatore ai nostri Progenitori: "Diventerete come Dio" (Gn 3,5). "Il diavolo è peccatore fin dal principio" (1 Gv 3,8), 'padre della menzogna" (Gv 8,44) (n.392) A far sì che il peccato degli angeli non possa essere perdonato è il carattere irrevocabile della loro scelta, e non un difetto dell'infinita misericordia divina. "Non c'è possibilità di pentimento per loro dopo la caduta, come non c'è possibilità di pentimento per gli uomini dopo la morte". (n. 393) La Scrittura attesta la nefasta influenza di colui che Gesù chiama "omicida fin dal principio" (Gv 8,44), e che ha perfino tentato di distogliere Gesù dalla missione affidatagli dal Padre. "Il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo" (1 Gv 3,8). Di queste opere, la più grave nelle sue conseguenze è stata la seduzione menzognera che ha indotto l'uomo a disobbedire a Dio. (n.394) La potenza di Satana, però, non è infinita. Egli non è che una creatura, potente per il fatto di essere puro spirito, ma pur sempre una creatura: non può impedire l'edificazione del regno di Dio. Sebbene Satana agisca nel mondo per odio contro Dio e il suo regno in Cristo Gesù, e sebbene la sua azione causi gravi danni, di natura spirituale e indirettamente anche di natura fisica, per ogni uomo e per ogni società, questa azione è permessa dalla divina provvidenza, la quale guida la storia dell'uomo e del mondo con forza e dolcezza. La permissione dell'attività diabolica è una grande mistero, ma "noi sperimentiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio" (Rm 8,28). (n. 395)

GLI ANGELI E IL GIUDIZIO UNIVERSALE

Gesù parla ripetutamente della "geenna" del "fuoco inestinguibile" che è riservato a chi sino alla fine della vita rifiuta di credere e di convertirsi, e dove possono perire sia l'anima che il corpo. Gesù annunzia con parole severe: "Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno [...] tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente" (Mt 13,41-42), ed egli pronunzierà la condanna: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno!" (Mt 25,41). (n. 1034) La risurrezione di tutti i morti, "dei giusti e degli ingiusti" (At 24,15), precederà il giudizio finale. Sarà "l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce [del Figlio dell'uomo] e ne usciranno: quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna" (Gv 5,28-29). Allora Cristo "verrà nella sua gloria, con tutti i suoi angeli [...].E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separerà le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. [...] E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna" (Mt 25,31-33.46) (n. 1038)

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