Maria a Medjugorje Messaggio del 31 luglio 1983:Voi siete pieni di entusiasmo e vorreste fare grandi cose per l’umanità: ma, vi dico, cominciate dalla vostra famiglia!

Giugno 1990: LE CREATURE DELLA TETKA

MESSAGGIO del 25 Giugno 1990. Nono anniversario delle apparizioni. "Cari figli, oggi desidero ringraziarvi per tutti i sacrifici e tutte le preghiere. Vi benedico con la mia speciale benedizione materna. V'invito tutti a decidervi per Dio e a scoprire, di giorno in giorno, la Sua volontà nella preghiera. Desidero, cari figli, chiamarvi tutti alla conversione totale, perché la gioia sia nei vostri cuori. Sono contenta che oggi siate qui cosi numerosi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata ".




Tetka comincia il suo lavoro di pastorella a sette anni e non lo abbandona più. Appartiene a quella razza nobile e solida che la Gospa ha scelto a Medjugorje, la cui fede è senza compromessi perché Dio è Dio. Il suo cuore vibra costantemente all'unisono con la natura e con il Creatore. Conosce ciascuna delle sue quaranta pecore per nome come pure ogni pietra, ogni cespuglio, ogni angolo della vallata di Medjugorje. Voi la troverete ancora oggi, seduta su una pietra vicino al Sivric, che fila la lana recitando il Rosario e custodisce il suo gregge con occhio vigile. Ogni sera, quando si avvicina l'ora della messa, si fa bella per recarsi in chiesa, percorrendo faticosamente i sentierini rossi, pieni di sassi, che serpeggiano nei campi. Niente la ferma, nè il gelo, nè la "bora", quel vento invernale ghiacciato che gela le ossa, nè la canicola di luglio, perché il suo vero tetto è il cielo e la sua vera sicurezza è il camminare con Dio. Mi godo la sua compagnia e il suo viso luminoso basterebbe da solo per farci capire perché la Gospa ha scelto questo villaggio. Niente teologia, niente sottigliezze di linguaggio, nessuna conoscenza libresca ma secoli di umile ascolto dei sussurri di Dio nel cuore, perché per questo popolo che ha bagnato con le lacrime e il sangue le vallate dell'Erzegovina, Dio è l'unico grande amico, l'amico sicuro, il Dio il cui Credo ha resistito all'Islam e al comunismo.

Vicino a lei imparo a conoscere Dio meglio che nei monasteri, perché tutto diventa semplice e limpido. Come tutti i croati della zona, parla delle cose più dolci con il tono di voce altissimo di chi arringa un'armata pronta per la battaglia; fa parte del suo fascino! La calca dei pellegrini che ha invaso il suo territorio non ha cambiato niente delle sue abitudini. Veramente alcune cose da parte di questi stranieri la stupiscono, ma io suppongo che renda grazie a Dio di essere la più felice delle donne, custodendo le sue pecore lontano dal mondo che " non sa riconoscere la destra dalla sinistra". Abita con i suoi nipoti, Petar, Anka e Mladen, che sono miei grandi amici. Un giorno Petar mi ha detto: - Sorella, molte pecore sono malate, moriranno e si teme che tutto il gregge sia contagiato.. Desolata dalla notizia, ho detto due parole banali per mostrargli la mia tristezza, quando di colpo un'ispirazione folgorante ha colpito la mia povera mente. Mi sono ricordata infatti di un messaggio della Gospa nel quale ci chiedeva di "trasmettere la sua benedizione speciale e materna a tutte le creature" (25.12.88).

Spesso mi ero posta questa domanda: Che cosa intende per "tutte le creature?" Include anche gli animali? Per questa famiglia perdere tutto il gregge era una catastrofe e non potevo più permettermi di dilungarmi in analisi esegetiche.... Bisognava passare all'azione al più presto. - Petar - ho detto per provocarlo - la soluzione al tuo problema te la dà ancora una volta la Gospa nel suo messaggio sulla" Benedizione speciale e materna"... - Di che benedizione parli? - disse Petar. Ne ero sicura, ignorava tutto di questo messaggio! Sarebbe stato un peccato perdere l'occasione di prenderlo in contropiede, così gli ho detto con aria stupita: -Come... tu un croato, nato a Medjugorje, non conosci questo messaggio? Dev'essere proprio una straniera a dirti quello che la vostra Gospa vi ha detto nella vostra lingua, nel vostro villaggio? Ho capito dal suo sorriso che avevo colpito nel segno e che non avrebbe mai più dimenticato il famoso messaggio che stavo per rivelargli. - Maria ha detto: "(...) Oggi vi dò la mia benedizione speciale e materna perché la portiate a ogni creatura, perché riceva la pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata". Quando parla delle "creature" certamente include gli animali (mi ripromisi di verificare poi con Marija).

Questo significa che devi tornare al tuo gregge e pregare perché riceva la benedizione della Gospa... - Petar era ancora più contuso. Ne ero sicura, non ci era abituato e non si cambiano così in fretta le abitudini di un contadino dell'Erzegovina. - Sorella, preferisco che sia tu a farlo. Tu sei una suora e funzionerà meglio con te! - D'accordo! Gli ho promesso di tornare nel pomeriggio con i miei fratelli e sorelle. All'ora stabilita Tetka ha fatto uscire le sue bestie e i sei stranieri" si sono messi a pregare. Era la prima volta che avevo davanti a me, per la preghiera, degli esserini di lana e non degli esseri umani, ma sentivo la gioia del Creatore in mezzo a noi e tutto questo è avvenuto con semplicità infantile.

Ho spiegato a Petar che la Gospa non aveva indicato nè una formula nè gesti particolari per questa benedizione e che si poteva quindi pregare con il cuore, liberamente. Bisogna riconoscere che le pecore malate sono guarite tutte molto presto e che il gregge non si è più ammalato in questi ultimi anni. Certamente Petar e Tetka hanno continuato in segreto (poiché sono molto riservati in queste cose) a trasmettere ai loro animali la benedizione della Regina dell'Universo.

Fonte: Suor Emmanuel

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