Maria a Medjugorje Messaggio del 9 settembre 1982::Oltre al venerdì digiunate a pane ed acqua un'altro giorno della settimana in onore dello Spirito Santo.

Maggio 1992: IL CREDO DI RABBI MYRIAM




Quando abitavo a Gerusalemme avevo due cari amici, due Ebrei messianici: Ruven e Beniamino. Nati da una famiglia ebrea molto osservante avevano abbandonato durante la giovinezza e, dopo qualche anno di completo paganesimo, Gesù si era loro rivelato quale Messia. Avevano il dente avvelenato contro la Chiesa (a causa delle vecchi vicende del passato) e per loro i cattolici riempivano Gerusalemme dei loro usi religiosi, ma in realtà non credevano in Dio. In loro non trovavano quei "credenti" di cui parlano gli Atti degli Apostoli, ricolmati di Cristo e pronti a tutto per Lui. Dato che avevano dei cuori retti (veri Israeliti, avrebbe detto Gesù, uomini senza artifici), hanno deciso di riconciliarsi con i loro peggiori nemici e hanno pregato Gesù di poter incontrare dei cattolici. La mattina dopo, inciampano su di noi! Ho proposto loro di passare la domenica nella nostra casa. Non dimenticherò mai il fuoco che è disceso su di noi quel giorno! Come i pellegrini di Emmaus, affascinati dall'esegesi di Gesù, ascoltavamo i nostri fratelli maggiori nella fede che ci spiegavano come vedere Gesù il Messia nella Bibbia.

I nostri cuori ardevano. La sera è arrivata e prima di lasciarci, abbiamo pregato insieme un'ultima volta. Una lode straordinaria si èlevata allora dalle nostre labbra. In questa preghiera filiale sento ancora Beniamino esprimere così la sua gioia: - Adonai, ti ringrazio per questo incontro meraviglioso con i fratelli cattolici e per tutto l'amore che hai posto tra noi. Ti ringrazio Padre, mi hai fatto capire che tu doni il tuo Spirito a tutti, perfino ai cattolici! - Ecco... una bella lezione per diventare umili! - Quale non è stata la mia gioia, qualche anno più tardi, nello scoprire che la Gospa a Medjugorje insisteva sulla fede, sul fatto che dobbiamo essere dei credenti veri e quanto le fosse cara, per non dire la preferita, la preghiera del Credo! Molte nostre parrocchie hanno sfortunatamente sostituito il Credo con canti insipidi che non proclamano niente della fede. Anche lì la Gospa ci guarisce da questa piaga mortale e da buona, pia ebrea ci grida: "La cosa più importante è di avere una fede salda" "I sacerdoti devono fortificare la fede del popolo".

Che gioia sentire i francescani di Medjugorje che qualche volta iniziano le loro omelie con: "Cari fratelli e sorelle, cari credenti!” in un paese ex comunista questo vale oro. Da noi l'espressione "credo che" significa in realtà "niente è meno sicuro. "Credo che farà bello?", mi riservo un margine di errore. Sul piano spirituale molti dicono: "Credo in Dio ma non sono praticante". Spesso questo "credo in Dio" significa "so che Dio esiste, ma non sono praticante perché il pensiero che Dio esista non ha niente a che vedere con il fatto di cambiare la mia vita. Ugualmente credo che esista la tale costellazione in cielo... e allora? Cosa cambia nella mia vita?" Con molto umorismo Padre Slavko paragona quest'uomo a uno che dica: "Sono un fumatore, ma non fumo mai. Per cogliere la straordinaria attrazione di Maria per il Credo e il suo desiderio violento di fare di noi dei "credenti", dobbiamo condividere con Lei il senso profondo, vero, biblico della parola "credo" in ebraico: ani maamin.

Nella Bibbia le parole più spirituali, le più divine, sono prese dalla realtà più concreta e più incarnata della creazione, il che conferisce alla nostra religione giudaico-cristiana il senso profondo dell'Incarnazione. Ani maamin non vuol dire "so che esiste"; vuol dire "aderisco". Si tratta di un'azione fisica ben reale: mi incollo a questo, faccio corpo con questo come un autoadesivo si attacca al vetro della mia macchina. Se incollo l'adesi vo "Io amo Medjugorje", questo mi segue ovunque io vada, non si può guardare l'auto senza vedere l'adesivo! E per scollarlo...! Se dico "credo in Gesù" vuoi dire che aderisco a Lui con tutto il mio essere, mi "incollo" a Lui e a tutta la sua realtà, faccio corpo con lui, sono dove lui è, vado dove lui va, mi prendo le pietre se lo lapidano, ricevo i baci se lo baciano, in poche parole sono UNO con lui. Se la mia fede è salda (se la colla è buona) niente mi potrà separare da lui. Se la mia fede è incerta (se la colla è cattiva) allora, alla minima prova, alla minima violenza, l'adesione cede, prendo le distanze e vagabondo da solo. Allora siamo lontani da questa falsa interpretazione della parola "fede" che consisterebbe in un pensiero (buono) che Dio esiste. La cultura greco-latina ha razionalizzato; dobbiamo tornare alla sorgente della rivelazione biblica e all'essenza dell'Incarnazione perché anche Satana sa che Dio esiste, lo sa anche meglio di noi, non ne ha alcun dubbio. Però Satana non crede in Dio, Satana non è un credente ma, al contrario, è il perfetto prototipo del non credente: colui che non aderisce, colui che è "scollato" da Dio per sempre.

I cristiani non dicono "credo in Satana" ma "so che Satana esiste", perché non è il caso di aderire a Satana. In questo processo di adesione, la colla è naturalmente la grazia ma, per ottenere una buona colla, non c'è che la preghiera "Pregate per avere una fede salda" ci dice Maria, Nel Credo non affermo solo "credo in Dio", dico anche che credo agli altri misteri della vita di Gesù, alle diverse funzioni dello Spirito Santo, alla resurrezione dei morti, ecc. Quello che meraviglia la Gospa quando i credenti pregano il Credo, è la potenza creatrice, trasformante e vivificante di questa professione di fede. Ancora, ci riferiamo a quello che Lei ha imparato sulle ginocchia di San Gioacchino e di Sant'Anna: quando un credente professa con le labbra una verità di fede, questa verità si fortifica in lui, vive in lui, si attua e diventa reale. Così ogni volta che io professo con tutto il cuore "credo alla resurrezione" è tutta la verità della Resurrezione che si svela in me e io divento un po' più resuscitato in Cristo.

No, non recito un vecchio libro di storia! Vivo la Resurrezione! Se dico "credo nello Spirito Santo", permetto allo Spirito di svelare in me concretamente tutti i suoi doni. Un giorno ho chiesto a Vicka: - Secondo te, perché la Gospa ama così tanto il Credo? Ha fatto un respiro profondo, il suo sguardo è cambiato, vedevo che voleva comunicarmi un tesoro inestimabile ma non trovava parole abbastanza belle. Ha finito per dirmi: - Nel Credo! Se tu vedessi! Il Padre è vivo! Gesù è vivo! Lo Spirito è vivo! - Non aveva in bocca che questa parola: "VIVO!" Grazie Maria di Nazareth, sei un buon rabbino.

Fonte: Suor Emmanuel

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