Maria a Medjugorje Messaggio del 14 gennaio 1985:Dio Padre è bontà infinita, è misericordia e dona sempre il perdono a chi glielo domanda col cuore. Pregatelo spesso con queste parole: “Dio mio, lo so che sono grandi e numerosi i miei peccati contro il tuo amore, ma io spero che tu mi perdonerai. Sono pronto a perdonare a tutti, all’amico come al nemico. O Padre, io spero in te e desidero vivere sempre nella speranza del tuo perdono”.

Febbraio 1993: LA CAPRA NON VOLEVA CONFESSARSI

MESSAGGIO del 25 Febbraio 1993. "Cari figli, oggi vi benedico con la mia benedizione materna e v'invito tutti alla conversione. Io desidero che ognuno di voi si decida a cambiare la propria vita e che ciascuno lavori di più nella Chiesa. non con le parole o con il pensiero, ma con l'esempio. Che la vostro vita sia una gioiosa testimonianza di Gesù. Non potete dire che siete convertiti, perché la vostra vita deve diventare conversione quotidiana. Per comprendere che cosa dovete fare figlioli pregate; e Dio farà capire che cosa occorre concretamente che facciate e dove avete bisogno di cambiare. Io sono con voi e vi metto tutti sotto il mio manto. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".




18 Novembre 1985. Medjugorje è sotto una pioggia battente... Veronica finisce di cenare nella casa dei Cilic dove è appena sbarcata. Il viaggio l'ha stancata e Mary, una giovane donna americana anch'ella appena arrivata, la raggiunge per il caffè. Una grande simpatia nasce tra le due e la conversazione si prolunga fino a tardi nella notte. Qui ci sono le mie radici, spiega Veronika. Sono nata in Iugoslavia settantadue anni fa!

Con mio marito sono fuggita all'arrivo dei nazisti. Ero incinta e al nono mese. Abbiamo camminato, camminato, verso la frontiera. Per non farci scoprire siamo passati per i boschi. A qualche metro dalla frontiera i cani delle S.S. hanno abbaiato. Ero molto indietro rispetto a mio marito e camminavo con fatica. Le S.S. hanno ucciso mio marito e io l'ho visto cadere. Poi i cani sono venuti nella mia direzione abbaiando; ho pregato la Gospa di proteggermi e i cani si sono accucciati vicino a me senza far rumore. Ho passato una parte della notte così, poi sono scivolata al di là della frontiera senza farmi notare. I cani? Degli agnelli!

Il giorno dopo ho partorito mio figlio. Poi mi sono ritugiata in Australia. E' la prima volta che ritorno in Iugoslavia... Ho sempre amato la Gospa, ma Dio... ho litigato con lui, la mia vita è stata cosi dura! Ho solo un quarto di rene e devo fare la dialisi ogni due giorni per sopravvivere. Quando ho sentito che la Gospa appariva da noi ho deciso di venire, di rivedere la mia terra natale e di riconciliarmi con Dio. Dopo la morte di mio marito non mi sono più confessata. Ho detto alla Gospa: "Verrò da te a Medjugorje: farò la Via Crucis sul Krizevac per ottenere la grazia di una buona confessione. Però ho ancora poche ore!

Dovendo fare la dialisi devo ripartire domani per Zagabria con l'autobus delle 14. Per arrivare qui che epopea! Ho impiegato 22 giorni da Melbourne! Fermata a Hong-Kong per la dialisi, poi a Bombay, a Tel Aviv ecc... Non posso passare neppure ventiquattr'ore a Medjugorje. Poi c'è questa pioggia che non si ferma mai! Questa sera non andrò certo sul Krizevac... - Domani sarà bello!- dichiara Mary. -Venire da lontano, fare un tale viaggio per ottenere la grazia di fare una buona confessione... sicuramente la Gospa fermerà la pioggia perché lei possa salire sul Krizevac ! - Crede?- Certamente! E la posso anche accompagnare. Potrei svegliarla alle cinque; partiremo prima delle sei; sarà bello, vedrà. -La fede di Mary non tendeva tanto a smuovere le montagne quanto ad asciugarle! Alle cinque... pioggia battente. Sveglia Veronika che non vuoi saperne. - Se alle sei la pioggia è cessata mi alzerò, altrimenti no. Ogni mezz'ora Mary metteva il naso fuori... pioveva sempre più forte.

Alle 8 è ritornata alla carica. - Adesso si può andare. Dopo sarebbe troppo tardi per il suo autobus. Piove ancora ma vedrà, appena usciremo, ci sarà il sole. Veronika si alza molto dubbiosa. Fa colazione con il chiasso delle grondaie che sputano il troppo pieno sulla terrazza di cemento... Tutta la faccenda è partita male. - Faccia un atto di fede e lasci qui il suo ombrello - insiste dolcemente Mary, aprendo la porta. Veronika non crede ai suoi occhi: appena ha messo fuori il piede, le nuvole nere se ne fuggono tutte insieme e il sole fa capolino... Le due donne si dirigono verso la montagna ma Veronika fatica: settantadue anni, un quarto di rene, ventidue giorni di viaggio... E dara! Mary la precede per aiutarla.

Improvvisamente, tra la prima e la seconda stazione della Via Crucis Mary vede davanti a sè una croce risplendente di luce. Abbagliata cade in ginocchio e si lascia invadere dalla presenza di Dio, come il profeta sull'Oreb.

Il suo cuore batte all'impazzata dalla grande gioia che la pervade. Girando la testa, vede anche Veronika a terra, completamente prona sul sentiero, che piange a calde lacrime. Dieci minuti passano così, dieci minuti che per questi due cuori resteranno il segreto del Re. Poi la croce di luce scompare e le due donne riprendono la loro arrampicata ma, meraviglia!, non sentono più nè la salita, nè i sassi, nè la minima fatica. Sono trasformate in caprette, la vecchia e la giovane, e arrivano in cima in tempo record. Ai piedi della croce di cemento offrono le loro più ardenti preghiere a Dio e ridiscendono con la stessa stupefacente leggerezza.

Mary rompe il silenzio per comunicare la sua gioia a Veronika: - Questa volta, veramente, ha ricevuto la grazia di una buona confessione! Prima che lei prenda l'autobus troveremo un prete vicino alla chiesa. - No, non voglio confessarmi! Replica Veronika saltando sulle rocce. Riparto subito. - Mary non capisce più niente. A più riprese propone di trovare un sacerdote ma Veronika si chiude sempre più, è irrevocabile, non si confesserà! L’autobus se ne va portandosi una Veronika quasi arrabbiata. Mary va in chiesa e con la morte nell'anima supplica il Signore di non abbandonare la sua cara Veronika. Deve esserci di mezzo il Maligno, dice tra sè, è incredibile ricevere un tal segno, una tale grazia e ripartire bloccata! Passarono lunghe settimane. Una sera, uno squillo di telefono, è Veronika che chiama dall'Australia. - Mary? Lascia che ti racconti! Hai pregato così tanto per me...Voglio darti una grande consolazione!

Ricordi, andando via da Medjugorje, non volevo confessarmi. Ho impiegato tre settimane per il viaggio di ritorno e conservavo in me questo rifiuto. Qualcosa mi bloccava interiormente. Arrivata a Melbourne, però, mentre scendevo i gradini della passerella dell'aereo, improvvisamente sono stata afferrata da un pentimento profondo; tutti i peccati della mia vita mi sono apparsi uno a uno con una incredibile chiarezza ed era una sensazione così forte che non potevo resistere. Dopo aver lasciato l'aeroporto sono corsa verso la chiesa più vicina per cercare un prete. Là mi sono confessata... una confessione straordinaria. Immaginati, quarant'anni di peccati e di peccati terribili! - Dunque, la grazia del Krizevac ha avuto un effetto ritardato! - - Non è tutto.

Dopo la confessione Gesù ha parlato al mio cuore. Mi ha dato la grazia di dire il Padre Nostro con il cuore e mi ha chiesto di passare il resto dei miei giorni a pregare in continuazione il Padre Nostro: ho ricevuto la grazia e da tre settimane questa preghiera abita in me giorno e notte. - Il Padre nostro in continuazione? - E non è tutto. Ricordi che ti ho detto come avevo dovuto lottare duramente dopo la morte di mio marito. Volevo uscirne con i miei soli mezzi. Avendo sempre paura che mi mancasse qualcosa, accumulavo ogni minima cosa matenale che trovavo. Ero diventata di un'avarizia incredibile, tenevo tutto per me. Anche mio figlio non otteneva niente da me. Il denaro, il denaro, dovevo accumulare sempre più denaro e non avevo nessuna carità.

Dopo la mia confessione Gesù ha cambiato tutto: ho avuto la grazia di poter rinunciare a tutti i miei beni, ho liquidato tutto. Una parte è andata a mio figlio e il resto ai poveri. Ho venduto casa mia e ho potuto avere una cameretta in un monastero per finire i miei giorni nella preghiera. Dopo questa telefonata non avrò più niente, le mie tasche saranno vuote perché gli ultimi dollari che mi restavano ho voluto utilizzarli per chiamarti a Medjugorje, dirti la mia gioia e ringraziarti...

Fonte: Suor Emmanuel

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