Maria a Medjugorje Messaggio del 4 marzo 1988: Vi invito a fare del vostro tempo e di tutta la vostra vita un incontro con Gesù. I colloqui con le persone siano per voi un motivo per avvicinare tutti maggiormente a Gesù. Non permettete che vada perduto neanche un minuto.

Giugno 1996: LEI NON E' FORSE DI GERUSALEMME?

MESSAGGIO del 25 Giugno 1996. "Cari figli, oggi vi ringrazio per tutti i sacrifici che mi avete offerto in questi giornL Figlioli, v'invito ad aprirvi a me e a decidervi per la conversione. I vostri cuori, figlioli, non sono completamente aperti a me; per questo v 'invito di nuovo ad aprirvi alla preghiera, perché lo Spirito Santo vi aiuti a pregate, in modo che i vostri cuori diventi-no di carne e non di pietni. Figlioli, grazie per aver risposto alla mia chiamata e per aver deciso di camminare con me verso la santità."




Il paese di Medjugorje potrebbe trovarsi nei dintorni di Safed o di Cana tanto i suoi paesaggi assomigliano alla Galilea. Stessa flora, stessa luce bianca e splendida che rischiara i paesi mediterranei, le stesse dolci vallate dove si fiancheggiano, pieni di spine, fichi, melograni, vigne e poi gli inevitabili sassi, incubo che ossessiona ancora oggi i contadini israeliani. La Santa Vergine di Nazareth non rischia di essere spaesata come lo sarebbe in Norvegia! Ma lo straordinario richiamo biblico dato dalle apparizioni di Medjugorje non sta solo nella somiglianza esteriore e visibile dell'Erzegovina con la terra d'Israele. Sta nella persona stessa di Maria, nel suo modo di fare, nel suo modo di pregare, nei suoi atteggiamenti e perfino nel suo vocabolario. Tutto il suo essere rispecchia magnificamente la donna biblica generata dalla stirpe di Davide. Rita E, l'assistente americana di Padre Slavko, festeggia-va l'altro giorno il suo compleanno. Per sottolineare l'avvenimento, Marija l'ha invitata ad assistere all'apparizione nella cappellina e Rita ha portato una rosa per la Madonna. Marija non sapeva che Rita fosse di origine ebrea.

La Gospa è apparsa e Marija, dopo aver recitato il Magnificat che segue sempre l'apparizione, ha spiegato a tutti i momenti che aveva appena vissuto, sorridendo con aria birichina: - Questa sera la Gospa ci ha salutati tutti e poi benedetti; subito dopo ha rivolto lo sguardo alla rosa. Era contentissima di questa rosa! Ma poi non ho capito più niente, perché si è messa a pregare nella sua lingua materna! - Gli amici di Rita, loro si che hanno capito il regalo! Soprattutto Bernard Ellis, un nostro amico inglese proveniente da una famiglia ebrea molto praticante e che si trovava fra noi quel giorno. - Ha pregato nella sua lingua materna perché si sentiva in famiglia! - gli ho detto per rallegrarlo. Bernard aveva le lacrime agli occhi: quel mattino stesso aveva chiesto a Dio un segno che gli confermasse che quella che veniva a Medjugorje era veramente la madre del Messia. Questo segno superava ogni sua attesa! La Madonna parla un croato perfetto; perché allora pregare nella sua lingua d'origine con il rischio di sviare la sua piccola Marija che non poteva più capire? Le nostre traduzioni non sono fedeli. E' vero che ci siamo allontanati dal senso delle parole di origine, le parole pronunciate da Dio stesso o dagli angeli, queste parole che provengono da tremila anni di formazione intensa del popolo del Libro e che portano in se stesse il contenuto inviolato del Cuore di Dio.

Che gioia per noi vedere che nei suoi messaggi, Maria utilizza le parole stesse della Bibbia, le parole della Rivelazione! Ma quale risonanza possono avere nel nostro cuore queste parole se l'equivalente francese esprime una realtà completamente diversa?! Come esempio esaminiamo insieme qualche parola del messaggio del 25 giugno esposto sopra: Conversione: la radice ebraica di questo vocabolo che costeggia la storia del popolo d'Israele cerciò la storia di ognuno di noi e delle nostre anime) è a mille miglia dalla connotazione penosa che noi le attribuiamo oggi, con tutto il seguito repellente di rinunzie e di sforzi sovrumani. La parola "Teshouva", ritorno, esprime al contrario l'idea positiva e rassicurante dell'esiliato che ritorna. E dove torna? A casa! Ritorna finalmente nella sua terra, dai suoi, nella casa in cui è stato concepito da suo padre e sua madre; là dove è bello vivere e amare, là dove ci sono le sue sorgenti. Ha fatto la dolorosa esperienza di essere allontanato dalla casa paterna, l'esperienza del vuoto a livello di cuore ma anche a livello materiale, l'esperienza della schiavitù presso popoli barbari ed ecco che ritrova i suoi, riprende possesso dei suoi domini, è infine al sicuro, colmo di tutto. La conversione orienta di nuovo i miei passi verso la casa natia e torno ad abitare dai miei. Nella preghiera, trovo la mia bussola interiore, mi rendo conto che sbagliavo, stavo deviando, e correggo la direzione.

A Medjugorje Maria ci dice che il suo messaggio più importante è la conversione. Certamente! Se non abito nel seno del Padre (Giovanni 1, 16) con Gesù, sono un uomo morto! "Il mondo è lontano da Dio e perciò non ha pace", "Sono venuta per avvicinarvi al cuore di Dio" dice a noi e lo fa. Santità: per la maggior parte dei cristiani, è orrore. E' da fuggire perché: rinuncia al mattino, rinuncia a mezzogiorno, rinuncia ancora la sera e rinuncia la notte! Ma noi, noi vogliamo respirare, vivere, espanderci! Quei poveri santi nelle nicchie, che prove hanno passato! Agonia dell'anima e del corpo... no! Vogliamo gioire delle cose buone della vita, vogliamo la felicità! Poi, chi mi credo di essere? La santità è inaccessibile, totalmente fiori della mia portata! Farò miracoli, leviterò, moltiplicherò i pani? Niente sogni! Tutto questo è per gente molto rara, molto speciale che è nata nell'acqua benedetta. Io sono normale, come tutti. Poi sarebbe orgoglio pensare che un poveretto come me possa diventare santo! Perché non Napoleone! "Cari figli, diceva Maria al gruppo di preghiera, so che fra voi molti hanno paura della santità..." Dio separa la luce dalle tenebre, come si separa il buon "Kadosh" (santo) vuol dire "separato" in ebraico. Come grano dalla zizzania. Sono "santo" quando non sono "del mondo" benché nel mondo. Sono "messo da parte" dal mio battesimo, per appartenere a Dio. E' Lui che mi fa partecipare alla Sua santità, poiché lui solo è Santo.

La Gospa domanda al gruppo di Jelena di non imitare gli altri giovani che vanno alla ricerca dei piaceri. Lungi dall'implicare una privazione, questo implica al contrario l'idea di abbondanza: perché dilapidare stupidamente i tesori preziosi della mia eredità scendendo a patti con il ladro, il mentitore, l'omicida, mentre scegliendo la santità, ho tutto quello che Dio ha, perché sono unito a lui? A Medjugorje la Gospa rassicura tutti coloro che hanno paura della santità: invece di essere qualcuno "privato del dolce" il santo è colui che ha nel suo cuore la pienezza dell'amore. Non è questo il desiderio più viscerale, il più lancinante, il più profondo dell'uomo? "Senza la santità non potete vivere!" dice. Cito spesso ai giovani queste parole di Maria: "Vi mettete inconsciamente nelle mani di Satana" e aggiungo: "Volete conoscere il mezzo migliore per mettervi nelle mani di satana? E' molto facile! Basta fare come tutti: così non si sbaglia mai. Al contrario, se fate come il Vangelo e la Gospa ci dicono di fare, andate a colpo sicuro, vi mettete nelle mani di Dio e avrete tutto ciò che cercate. Se vivete la santità,il mondo affamato di Dio sarà come aspirato. Verrà a voi e vi chiederà, come quei giovani comunisti atei di Sarajevo a Miijana: "Vediamo che hai qualcosa che non abbiamo. Una pace, una serenità...Vogliamo averle anche noi! Dicci, come fai? Cuore: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore...".

Levav, cuore, in ebraico, include la tendenza al bene e al male. Questo versetto del Deuteronomio citato da Gesù significa: nel tuo cuore ci sono carne e pietra. Nessun cuore umano è solo carne o solo pietra; c'è invece una carne dominante o una pietra dominante. Dio è colui che cambia il sasso in sorgente. Ama Dio con tutto te stesso e a poco a poco Lui trasformerà in carne quello che in te era pietra. Questo vuoi dire Maria nel messaggio. Oh, ma mi accorgo che sono partita in quarta per un secondo libro con tutte queste radici ebraiche! Devo smetterla... ma voi no! Non accettate mai più di leggere i messaggi pensando: ma è incolore, inodore e insapore... no! Cercate fra i vostri pastori chi vi apra i tesori della Bibbia e vi riveli il sapore di ogni minimo particolare! E quando parlate con Nostra Signora di Lourdes, Nostra Signora di Fatima, Nostra Signora di Guadalupe, Nostra Signora di Czestochowa, Nostra Signora di Parigi, domandatele sempre: - Ma in fondo Signora... Lei non è forse di Gerusalemme?

Fonte: Suor Emmanuel

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