Maria a Medjugorje Messaggio del 1 gennaio 2013:Cari figli io conto su di voi, pregate per le mie intenzioni.

Novembre 1996: LA MESSA DEL PICCOLO MARIO

MESSAGGIO del 25 Novembre 1996. "Cari figli, oggi v'invito di nuovo al/a preghiera, perché con la preghiera, il digiuno e ipiccoli sacnfici, vi prepariate alla venuta di Gesù. Che questo tempo, figlioli, sia per voi un tempo di grazia. Approfittate di ogni momento e fate il bene, perché solo cosipofrete sentire nei vostri cuori la nascita di Gesù. Se voi, con la vostra vita, date l'esempio e diventate segno dell 'amore di Dio, la gioia prevarrà nei cuori degli uomini. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".




Seduta sul bordo del nostro divano a Medjugorje, Rita Delbon piange a calde lacrime e a mala pena riesce a raccontarmi la sua incredibile Via Crucis. Modesta e riservata di natura, avrebbe preferito tacere, ma le ho promesso che il suo racconto avrebbe aiutato altre coppie. Allora, per puro amore, ripercorre ogni tappa del suo passato. Rita era una solida fiamminga del paesino di Brasschaat in Belgio, affettuosa, bella e mai malata fino al giorno in cui ha atteso un bambino. "Il mio primo bambino è nato morto, a otto mesi di gravidanza - spiega. - Quando l'ho saputo il mio cuore si è lacerato dal dolore, tanto più che non ho potuto nemmeno vedere la mia bambina che pesava solo un chilo. Dato che le mie amiche avevano anche loro partorito, vedevo costantemente foto di lattanti e io non avevo niente, nemmeno una foto, nemmeno un ricordo! I medici avevano diagnosticato un'insufficienza placentare e molti altri problemi".

L’incubo doveva continuare per lei e ripetersi ancora sei volte: sette bimbi morti nel seno o alla nascita. Ogni volta nuove cure mediche per tentare di proteggere queste piccole vite, trattamenti però nocivi alla madre per i loro effetti secondari, fra l'altro l'aumento di peso. Ogni volta nuovo colpo affettivo, nuova trafittura per Rita. Poi Rita scopre Medjugorje tramite la sua amica Anna Maria e decide il pellegrinaggio. Là impara di nuovo a pregare, cosa che non faceva più dalla prima giovinezza. La sua fede si rafforza e comincia a vedere Dio come amico, alleato, padre. Nell'intimo del suo cuore gli chiede un bambino che viva pronunciando queste parole che tracciano la linea di demarcazione fra la non conversione e la conversione: "Signore sia fatta la tua volontà e non la mia!". Ritorna a Medjugorje quattro mesi dopo e Vicka le promette di pregare perché le sia concesso un bambino. Va a Tihaliana e quel giorno Padre Jozo propone di benedire tutta l'assemblea.

I pellegrini si mettono in fila e ricevono da lui l'imposizione delle mani sulla testa. Arrivato a Rita, senza sapere niente della sua sofferenza, il Padre non la benedice come gli altri ma le impone le mani sul grembo e prega a lungo in silenzio prima di passare al pellegrino successivo. Quello che Rita non sapeva ancora è che era incinta di quattro settimane. La gravidanza è stata difficile come le altre ma... il bambino è nato pieno di vita! Passa un giorno, due, tre, dieci, cinquanta, cento, è sempre vivo! Rita gli dà il nome di Mario per ringraziare la Madonna. La sua gioia è indicibile.

Oggi il ragazzino ha 8 anni. Ha appena saputo qui a Medjugorje da quale miracolo è nato e la ragione del suo nome. Sua madre ci racconta che fin dall'età di quattro anni, trovandosi solo in camera, passa ore intere a "fare la messa". Raccoglie alcuni pezzetti di stoffa bianca di sua scelta, qualche utensile, qualche libro con figure di cui gira le pagine con molta serietà e pronuncia a mezza voce preghiere inventate, frasi di quello che ricorda dalla chiesa e formule rimaneggiate, immaginate e arricchite da parole del suo vocabolario personale. Sarebbe sbagliato dire che gli angeli ascoltano restando seri! Non si sogna neppure di dimenticare un'elemento importante della messa: la presenza attiva e orante dell'assemblea; suppone che leoni, giraffe, leopardi diano le risposte! Non si stufano a sentire una, due o tre omelie delle più morali.

Al momento della Comunione tutto il serraglio è ben allineato davanti all'altare e il bambino passa religiosamente davanti a ogni bestiolina di peluche, a ogni soldato romano, a ogni pilota di reattore, per dare la comunione. Sua madre aggiunge con la tenerezza caratteristica di coloro che hanno molto sofferto: - Non ho mai capito, perché desse la Comunione ad alcuni e ad altri no...! - Forse pensava che alcuni fedeli non si fossero confessati da troppo tempo!! - Rita sorride e aggiunge. - Cosa diventerà questo bambino? Lo affido ogni giorno a Maria. Suo padre mi ha lasciata, mi ritrovo sola e con poca salute... - Ma ora, Rita, grazie alla sua testimonianza avrà migliaia di amici che la sosterranno con la preghiera! - Sa, Sorella, la Madonna di Medjugorje mi ha condotta a suo figlio Gesù. Mi rendo conto che nella gioia come nel dolore, posso contare su di loro, mi danno più aiuto di chiunque!

Fonte: Suor Emmanuel

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