Maria a Medjugorje Messaggio del 8 gennaio 1987:Cari figli, desidero ringraziarvi per ogni risposta ai messaggi. Specialmente, cari figli, vi ringrazio per tutti i sacrifici e le preghiere che mi avete offerto. Cari figli, desidero dare d'ora in avanti i messaggi non più, cari figli, tutti i giovedì ma ad ogni 25 del mese. E' arrivato il tempo in cui si è compiuto tutto quello che il mio Signore ha desiderato. Da oggi darò meno messaggi, ma sono con voi; perciò, cari figli, vi supplico: ascoltate i miei messaggi e viveteli affinché io vi possa guidare. Cari figli, grazie per aver risposto alla mia chiamata!

Dicembre 1996: ANCHE DIO GIOCA A NASCONDINO!

MESSAGGIO del 25 Dicembre 1996. "Cari figli, oggi sono con voi in modo speciale, tenendo Gesù Bambino in braccio, e v'invito, figlioli, ad aprirvi alla sua chiamata: Lui vi chiama alla gioia. Figlioli, vivete gioiosamente i messaggi del Vangelo, che ripeto da quando sono con voi. Figlioli, Io sono vostra Madre e desidero svelarvi il Dio dell'amore e il Dio della pace. Io non voglio che la vos fra vita sia nella tristezza, ma che si realizzi nella gioia per l'eternità, secondo il Vangelo: solo cosi la vostra vita avrà senso. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".




A Medjugorje i veggenti attendono con impazienza la sera di Natale perché possono rivedere il Bambino Gesù. Ogni anno interrogo l'uno o l'altro per avere notizie del "Piccolo". Quest'anno Marija ci ha spiegato che il Bambino riposava nelle braccia di sua Madre "tutto tranquillo" e la contemplava con amore. Com'è vestito? A dire il vero non è vestito, è avvolto nel velo dorato della sua Mamma. In alcune apparizioni di Natale il Bambino Gesù dorme con i pugnetti chiusi, ma in altre è ben sveglio e guarda con stupore, a turno, ogni persona presente all'apparizione. "E' normale, - dice Vicka - scopre il mondo come tutti i bambini!".

Il Natale più memorabile è stato quello del 1981, il primo Natale: "All'inizio delle apparizioni - racconta Marija - dato che eravamo goffi e intimiditi, il Bambino Gesù a voluto metterci a nostro agio. Mentre sua Madre pregava e parlava con noi, Gesù riposava nelle sue braccia, senza che potessimo vederlo. All'improvviso ha alzato il braccino e si è messo a giocare con il velo di sua Madre, come fanno i bambini. Poi lentamente e con timidezza ha abbassato il velo sotto gli occhi, poi sotto la faccia e ci ha guardati ben in viso. Ci ha sorriso e poi ha nascosto di nuovo la sua testina dietro il velo. E' riapparso di nuovo, ci ha guardato prima di risparire nel suo nascondiglio. Abbiamo capito che il Bambino Gesù giocava a nascondino con noi! L’ha fatto anche una terza volta riempiendoci di una grande gioia. Dopo averci sorriso ci ha strizzato l'occhio e ci ha enormemente commossi. Un bebè non può guardare e sorridere così. Abbiamo capito che era veramente Dio che stava davanti a noi..." Aggiungiamo che Marija ha preso nota di questa biricchinata e ha cominciato a imitare il suo Maestro davanti agli amici. Costernazione nella sua compagnia croata tradizionale! Una ragazza non strizza l'occhio! Ma Marija ha continuato a ripetere sorridendo fieramente: "Ma è il Bambin Gesù che me l'ha insegnato!”.

Non esalteremo mai abbastanza l'atmosfera di semplicità offerta da Medjugoije ai nostri poveri cervelli occidentali, schiacciati da informazioni eccessive, saturati da scartoffie inumane, inariditi da un razionalismo confusionario che ci aiuta più a perdere che trovare la ragione. Come mi piace navigare in questa atmosfera! Che guarigione! I veggenti sono rimasti bambini e sento ancora Marija raccontarci questo episodio: "Era all'inizio. I comunisti ci avevano radunati per interrogarci a lungo a Ljubuski. Ci hanno trattato molto crudelmente, lasciandoci senza bere né mangiare, cercando di farci paura in mille modi, minacciando di metterci in prigione o all'ospedale psichiatrico... eravamo sfiniti. Ma non abbiamo ceduto e hanno finito per rilasciarci.

Quando ci è apparsa la Gospa le abbiamo raccontato tutti insieme l'orribile giornata che avevamo appena passato, spiegandole nei dettagli ogni momento, ogni minaccia, ripetendole ogni parola detta. Lei ci ha ascoltato con grande interesse ed è rimasta con noi quasi un'ora, fino alla conclusione del nostro racconto. Poi ci ha rassicurati e ha detto sorridendo: "C'ero anch'io con voi e ho visto tutto!". Così abbiamo capito che ci aveva ascoltati per puro amore, pur sapendo già tutto. Essendo nostra Madre, era una grande gioia per Lei che le aprissimo il nostro cuore con fiducia per condividere con lei le nostre pene." Medjugorje! Che scuola di semplicità sei per noi! Questo racconto mi ricorda un discorso di Gesù a Sr. Faustina: "Figlia mia, mi dicono che sei molto semplice, perché non mi parli di tutto quello che ti riguarda, anche nei minimi dettagli? Parlami di tutto. Sappi che questo mi dà molta gioia. - Ma se sai già tutto, Signore! - Si, so tutto. Il fatto che io sappia, però, non ti scusa per niente. Dimmi tutto con la semplicità di un bambino, perché ho l'orecchio e il Cuore in ascolto per te e le tue parole mi fanno piacere."

Fonte: Suor Emmanuel

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