Maria a Medjugorje Messaggio del 17 dicembre 1985: Non importa che vi siano tanti che non credono che io sia venuta qui, ma è necessario che si convertano a mio figlio Gesù.

Agosto 1997: MA CHI PUÒ FARE CONCORRENZA AL SANTO PADRE?

MESSAGGIO del 25 Agosto 1997. "Cari figli, Dio mi concede questo tempo quale dono per voi, perché possa ammaestrarvi e guidarvi sulla via della salvezza. Ora, cari figli, non comprendete questa grazia; ma presto verrò il momento in cui rimpiangerete questi messaggi. Perciò, figlioli, vivete tutte le parole che vi ho dato durante questo tempo di grazia e fate rivivere la preghiera finché essa non diventerò per voi gioia. Invito, in modo particolare tutti coloro che si sono consacrati al mio Cuore Immacolato, a diventare esempio per gli altri. Invito tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose a recitare il Rosario e ad insegnare agli altri a pregare. Figlioli, il Rosario mi è particolarmente caro; attraverso esso, voi mi aprite il vostro cuore ed Io posso aiutarvi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."




Immaginate una nonnina polacca che vi offre dolci fatti in casa, mentre vi racconta la sua personale e meravigliosa storia. Zofia è nata a Wilno nel 1930. Non starò qui a raccontare le privazioni, le umiliazioni e i dolori che ha sofferto insieme alle migliaia di polacchi scacciati dalla Lituania nel 1939... Sposando Marek, diventa la moglie di un gran poeta polacco, pur conducendo la vita di una fervente madre di famiglia che ha il dovere di agire con abilità per proteggere la sua famiglia dall'oppressione comunista. Fin dal 1957 suo marito e lei lavorano a stretto contatto con Karol Wojtyla, allora semplice prete, in un movimento cattolico per i laici. Tra loro si sviluppa una fiducia profonda. Più tardi Marek continuerà a collaborare con il Santo Padre in Vaticano e ancora oggi dalla Polonia mantiene una fitta corrispondenza con lui. Fra un dolcetto e l'altro di Zofia ho potuto vedere con i miei occhi qualcuna di queste lettere... Nella Polonia del 1982 la censura è diventata di nuovo terribile, dopo la grande speranza suscitata da Solidarnosc. Zofia scopre l'esistenza di Medjugorje il i ottobre 1983 e in quell'atmosfera di tristezza, Medjugotje è quel lampo di speranza che le fa dire: "Dio non ci ha dimenticati!" Una nuova speranza di libertà risorge in lei.

A causa della chiusura delle frontiere e dei controlli sulla corrispondenza le è impossibile mantenere legami con i suoi amici stranieri. Ma in quel 1 ottobre, una celebre pianista, che poteva passare le frontiere grazie ai suoi concerti, ha portato buone notizie. Ricordando le insormontabili persecuzioni del regime, Zofia le dice: - "Non potrà durare a lungo, vedrà che Dio farà qualcosa per fermare il trionfo del male." - "Forse ha già cominciato" - risponde la musicista con aria misteriosa. Poi racconta che in Germania, da dove viene, ha sentito che già da due anni la Madre di Dio appare in Iugoslavia. Le hanno offerto un libretto con le parole di Maria ai veggenti. Zofia le chiede allora se può prestarle quel libro. Le due donne si danno appuntamento al convento di Sr. Faustina e Zofia riceve il documento davanti alla sua tomba, il 5 ottobre, anniversario della sua morte. "Ho letto tutto il libro in una notte," dice Zofia. "Il mattino dopo ne ho parlato a un' amica che conosceva il tedesco meglio di me e che, secondo me, avrebbe potuto tradurre rapidamente qualche decina di pagine, le più importanti, perché i Polacchi sapessero che Dio interviene nel destino del mondo, e in che modo poi! La mia amica Marija ha letto il libro tutta la notte. La mattina dopo mi telefona: "Non dobbiamo tradurre soltanto una decina di pagine, ma tutto il libro! Mi ci metto subito." Le dico il mio timore: "Forse per la traduzione ci vorrà troppo tempo?" Mi risponde con tono deciso: "Ci vorrà un mese!" E ha mantenuto la parola. Suo marito Stanislaw ha scoperto con gioia che la Provvidenza parlava al mondo per bocca della Madonna.

Ha allora incominciato a riprodurre quel testo in alcune decine di esemplari, in un posto conosciuto a lui solo, perché allora tutte le pubblicazioni che non erano rivedute dalla censura, anche per una sola pagina, erano strettamente proibite. Questi esemplari circolavano fra i nostri amici. Vivevamo nell'euforia, nella gioia, sforzandoci di mettere in pratica le raccomandazioni di Maria e sognando di potere andare al più presto a Medjugorje. Frattanto la mia amica Marija, non so come è riuscita a trovare un altro libro sugli avvenimenti di Medjugorje, questa volta in francese, quello di Padre Svetozar KraUevic: "Le apparizioni di Medjugorje." Lo ha tadotto in breve tempo. Lo abbiamo diffiiso, segretamente, in pochi esemplari, e abbiamo incominciato a raccogliere i pochi articoli che esistevano nella stampa straniera, così come le foto e i video. Maija, Stanislaw ed io volevamo andare a Medjugorje per pregare per noi e per il nostro paese, ma soprattutto per potere ringraziare Maria e gioire in sua presenza. Alla fine dell' estate '84, Stanislaw ha saputo di una gita non troppo cara a Budva, sulle Montagne Nere (Iugoslavia). Dovevamo chiedere i passaporti individualmente. Ho ricevuto il mio per ultima, un'ora prima della chiusura delle iscrizioni. Arrivati sul posto, all'insaputa degli altri, abbiamo detto all'organizzatore del viaggio che andavamo due giorni a Mostar da alcuni amici. Ha accettato senza fare commenti. Siamo partiti il 4 ottobre in un autobus pieno zeppo con un caldo terribile. Dopo Dubrovnik, abbiamo cambiato autobus con un altro che andava a Mostar. Per cammini alternativi siamo arrivati a destinazione. Quindici minuti prima dell'inizio del Rosario, eravamo in Chiesa a Medjugorje. Ci siamo inginocchiati davanti all'altare dimenticando la fatica. Sapevamo che fra qualche decina di minuti la Madonna sarebbe venuta ed era la sola cosa che contasse.

La mia amica Maija stringeva sul cuore il suo regalo: i due libri in polacco. Che emozione in quel momento: poter pregare con una folla di pellegrini in lingue diverse per la prima volta; aspettare l'arrivo dei veggenti e il loro incontro con la Santissima Madre! Sono segreti del cuore di ciascuno ma, nello stesso tempo, è come se questi segreti fossero comuni per tutti quelli che vengono qui con fede. Non riesco nemmeno a descriverlo. E' semplicemente indescrivibile. Poi le campane hanno suonato e noi abbiamo sentito per la prima volta quel canto: "Doslismo ti Majko Draga" che poi mio marito ha tradotto in polacco.(...)" E' nata così la straordinaria missione di Zofia che appena rientrata in Polonia ha diffuso la parole di Maria nel suo paese, ed è stata come una valanga. Ma torniamo al suo pellegrinaggio di ottobre '84 e all'avvenimento centrale che ha fatto di lei un apostolo infaticabile della Gospa. "Siccome non avevamo il tempo di salire su entrambe le colline ed era venerdì, di nuovo un 5 ottobre (giorno della salita al cielo di Sr. Faustina) abbiamo scelto di fare la Via Crucis sul Krizevac.

A metà strada, mentre ero rimasta un po' indietro rispetto agli altri, sono stata presa di colpo dalla misericordia del nostro Padre Celeste che, per un'estrema compassione per i suoi figli, manda ogni giorno da qualche anno la Madre del suo Unico Figlio, per spiegare la pace, la fede, la conversione e la preghiera, il digiuno e la penitenza. Questa rivelazione della tenerezza del Padre e della sua sollecitudine per noi è durata lo spazio di un secondo, di un battito di ciglia. Esperienza folgorante, che mi ha reso profondamente felice. Il mio cuore aveva incontrato il Padre! Era pomeriggio e stavo per raggiungere la quarta stazione. Ad ogni stazione con altre preghiere dicevamo un Padre Nostro. Mi sono resa conto che questa prima preghiera dei Cristiani, così semplice, viveva ormai in me, che potevo dirla con tenerezza, riconoscenza, adorando... cosa che non avevo mai sentito prima. E oggi dura ancora! E' il più bel dono che ho ricevuto a Medjugoije, un dono che non mi aspettavo e che ha fatto nascere in me la speranza di poter conoscere anch'io un giorno lo Spirito Santo come persona; una persona di cui si può sentire la presenza, ed è quello che mi è successo nove mesi più tardi! (...)

Dopo questo primo pellegrinaggio, ho scritto al Santo Padre quello che ho visto e quello che mi sembrava più importante. Alla fine della lettera ho aggiunto che non ero mai stata così felice né così piena di speranza come a Medjugorje. Mi ha risposto di sua mano, con una immensa bontà, che mi ringraziava per la lettera e che dovevo ricordarmi sempre queste parole: "Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà." E queste parole mi hanno molto sostenuto nelle difficoltà (ricordiamoci della Polonia di quei tempi). Ogni volta che tornavo da Medjugorje aggiungevo alcune frasi alle lettere che mio marito inviava al Santo Padre. Un giorno i membri della redazione del giornale, dove lavorava mio marito, sono andati a Roma con le loro famiglie. Ma io sono partita per Medjugorje! Mio marito era un po' imbarazzato perché non l'avevo accompagnato per incontrare il Santo Padre, ma questi ha indovinato subito dove fossi.

Allora con un bel sorriso ha detto che la Madre di Dio gli faceva concorrenza e che non aveva la pretesa di vincere. Poi ha rassicurato mio. marito dicendogli che avevo scelto bene. Poiché Marek si poneva dei problemi su Medjugorje ne ha approfittato per interrogare il Santo Padre e ha avuto questa risposta: "E' un avvenimento molto importante e molto positivo." Ancora oggi Zofia continua a dare la sua vita perché la voce di Maria si faccia sentire, ma il Signore traccia per lei un nuovo cammino. In effetti durante l'ultimo pellegrinaggio a Medjugorje, la sua cattiva salute le ha impedito di salire con il suo gruppo sul sentiero pietroso del Krizevac. Allora ha deciso di rimanere a pregare in pianura. Sedendosi lungo una vigna ha voltato il viso verso la grande croce di cemento, unendo il suo cuore al cammino della croce dei suoi amici. Mentre stava pregando in quel modo, ha avuto una parola che le si è impressa come un sigillo sulla cera: "Per te ora ci sarà la croce!" Effettivamente le malattie, le operazioni e altre prove le mostrano che i suoi occhi di carne non rivedranno più Medjugorje su questa terra. Ma la luce soprannaturale che emana da lei non fa che aumentare e parla più forte di qualsiasi iniziativa coraggiosa, conferenza o libro. Passa attraverso tutte le frontiere! E per noi "piccoli apostoli in piena salute", Zofia rappresenta una delle più splendide vittorie degli avvenimenti di Medjugorje in un cuore. Siano lodati Gesù e Maria!

Fonte: Suor Emmanuel

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