Maria a Medjugorje Messaggio del 2 maggio 2016:Cari figli, non lasciate che lo scintillio di questo mondo vi seduca: il materialismo, l’invidia, la superbia. Non lasciate che la luce del mondo vi seduca. Apritevi alla luce dell’Amore Divino, all'Amore di mio Figlio. Decidetevi per Lui: Egli è l’Amore, Egli è la Verità. Riportate la preghiera nelle vostre famiglie. Pregate di più! Le vostre preghiere mi sono necessarie, affinché possa realizzare con voi i miei piani. Grazie, cari figli, per esservi decisi anche oggi per Gesù.

INTERVENTO DI KIKO ARGÜELLO ALLA CONSEGNA DELLO STATUTO DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE

Pontificio Consiglio per i Laici - Aula Magna Roma - 28 Giugno 2002




Siamo contentissimi che dopo tutto il travaglio di questi anni si sia potuti arrivare alla approvazione dello Statuto. Perciò non possiamo fare a meno di ringraziare prima di tutto il Santo Padre che ha voluto in prima persona questa approvazione; in secondo luogo ringraziamo Sua Eminenza il Cardinal Stafford che è stato sempre così paterno con noi. Ringrazio anche Mons. Rylko che ha avuto la pazienza di sopportare i nostri peccati e che ci ha dato vera testimonianza cristiana. Ringrazio anche il Sottosegretario, Avv. Guzmán Karrequiry e il canonista, Padre Miguel Delgado, che con tanto amore ci hanno accompagnato nella stesura di questo Statuto.
Nel primo incontro che Giovanni Paolo II ebbe con noi a Castelgandolfo, il 5 settembre 1979, eravamo presenti Carmen, il padre Mario ed io, dopo la messa il papa ci disse che durante la celebrazione aveva visto davanti a sé: ateismo- battesimo- catecumenato.
Lì per lì non capii bene cosa volesse dire, anzi mi sembrava sbagliato anteporre battesimo a catecumenato. Il catecumenato nella tradizione della Chiesa è per coloro che si preparano a ricevere il battesimo.
Oggi, dopo 23 anni, davanti a questo statuto che il papa ha voluto, insistendo personalmente perché fosse approvato, queste parole acquistano il loro vero senso .
La chiave ce la dà forse ciò che il Papa disse in una parrocchia di Roma, parlando alle Comunità Neocatecumenali: "Io vedo così la genesi del neocatecumenato…, uno, non so se Kiko o altri, si è interrogato da dove veniva la forza della Chiesa primitiva e da dove viene la debolezza della chiesa di oggi, molto più numerosa? Ed io credo che abbia trovato la risposta nel catecumenato, in questo cammino".
Dicendo il papa che ha visto davanti a sé: ateismo-battesimo-catecumenato, che cosa ci ha voluto dire?
Penso che dopo l’esperienza dell’ateismo da lui fatta in Polonia, lui, che è un filosofo le cui radici sono nella fenomenologia di Husserl, ha voluto dire che per rispondere alla forza dell’ateismo moderno e alla secolarizzazione i cristiani battezzati hanno bisogno di un catecumenato come aveva la chiesa primitiva, un catecumenato postbattesimale.
Ecco la base dell’approvazione dello Statuto del Cammino Neocatecumenale, non come associazione, ma come un catecumenato postbattesimale, come una iniziazione cristiana, uno strumento che la Santa Sede offre ai vescovi perché si possa rafforzare il battesimo dei cristiani in risposta all’ateismo moderno.
Lui, uomo moderno che soffre vedendo la società lacerata per la distruzione della famiglia; nel VI Simposio dei Vescovi Europei dell’anno 1985, dopo aver fatto una seria analisi della secolarizzazione attuale che distrugge la le radici della fede, ha detto: "Lo Spirito Santo ha risposto già a questa situazione, dobbiamo andare lì dove lo Spirito Santo sta attuando, sta dando segni di vita, dobbiamo avere il coraggio di lasciare i nostri schemi atrofizzati e accogliere le nuove realtà che lo Spirito Santo sta suscitando...
Giuridicamente l’iniziazione cristiana ha il suo cardine nel vescovo, così il canone 788 del Codice di Diritto Canonico dice che corrisponde alle Conferenze Episcopali emanare statuti che regolino l’iniziazione cristiana.
Oggi quasi tutte le conferenze episcopali stanno parlando della necessità di una iniziazione cristiana postbattesimale. E trovano molte difficoltà a realizzarla.
Con questo Statuto il papa con coraggio offre ai vescovi ed alle conferenze episcopali un modo di iniziazione e di catecumenato postbattesimale avallata da più di trenta anni di cammino pieno di frutti.
Non possiamo che ringraziare la Santa Vergine Maria che ha ispirato questo cammino, facendoci fare comunità come la Santa Famiglia di Nazareth, che vivano in umiltà, semplicità e lode, dove l’altro è Cristo.
Ecco il passaggio dalla pastorale della cristianità, possiamo dire, del tempio, alla pastorale della comunità, come corpo di Cristo risorto.
Durante tre secoli la chiesa primitiva ha avuto un catecumenato serio, dove prima di ricevere il battesimo i catecumeni dovevano dimostrare che avevano la fede, che aveno dentro di sé la vita eterna perché facevano opere di vita, opere che dimostravano che in loro abitava Cristo risorto, che avevano ricevuto la grazia della natura divina, attraverso lo Spirito Santo.
Ecco che il battesimo era la gestazione ad una nuova creazione, dove la sintesi dell’annunzio del kerigma, la buona notizia, il cambiamento di vita morale e la liturgia era tutto uno
Questi cristiani erano inseriti in comunità vive, non avevano templi, non avevano altari, non avevano sacerdoti come i religiosi pagani, si radunavano nelle case, ma Dio stesso ha messo queste comunità sul candelabro e mediante la persecuzione hanno potuto dimostrare i segni dell’uomo nuovo che proclama il sermone della montagna: "Non opponete resistenza al male, se qualcuno ti percuote sulla guancia destra offrigli la sinistra, se qualcuno ti fa causa per rubarti la tunica lasciagli anche il mantello, se qualcuno ti ruba quello che è tuo, non glielo reclamare, amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano".
Ecco i segni di Cristo crocefisso: l’amore "come io vi ho amato", in questo amore conosceranno che siete i miei discepoli; "siate perfettamente uno ed il mondo crederà".
Queste comunità hanno convertito l’impero romano; oggi di fronte alla globalizzazione, all’ateismo ed all’apostasia dell’Europa, ecco Giovanni Paolo II dice che bisogna ritornare al modello primitivo.
Ma il punto per noi è uno solo: che si dia l’uomo nuovo, l’uomo celeste, in un itinerario serio di formazione cristiana; quell’uomo che San Paolo dice che porta nel suo corpo il morire di Gesù, perché si veda nel suo corpo che Cristo è vivo, in modo che quando il cristiano muore "il mondo riceve la vita".
Con questi statuti il Papa riconosce il Cammino Neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica valido per la società e per i tempi odierni, e auspica che i vescovi ed i suoi presbiteri valorizzino e aiutino questa opera per la nuova evangelizzazione perché essa si realizzi secondo le linee proposte dagli iniziatori. Con questo Statuto si concretizzano le linee degli iniziatori come "una regola chiara e sicura" per i Vescovi nella loro opera di evangelizzazione, nel mandato che hanno ricevuto da Cristo di evangelizzare a tutte le nazioni
Durante questi anni vedendo la testimonianza di tanti fratelli di queste comunità, molti pagani hanno voluto riavvicinarsi a Cristo e hanno chiesto il battesimo. Noi li abbiano accolti nelle nostre comunità e li abbiamo accompagnati per quattro anni nel loro itinerario dell’ OICA con frutti meravigliosi.
Anche questo viene riconosciuto in questi statuti che saranno accolti con grande gioia da tanti pagani che si stanno avvicinando alle nostre comunità. Siamo lieti di essere un servizio ai vescovi ed ai parroci senza formare nessuna struttura parallela.
Senza dubbio questo statuto è una novità dal punto di vista giuridico, ma speriamo che venga accolto con gioia dai parroci e dai vescovi e che aiutino a dissipare malintesi e pregiudizi, che spesso sono stati frutto di mancanza di conoscenza del Cammino.
Grazie a tutti, anche a nome di Carmen e di Padre Mario.
Pregate per me che sono un peccatore.
Ad Maiorem Dei Gloriam
29 giugno 2002
Solennità dei Santi Pietro e Paolo

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