Maria a Medjugorje Messaggio del 2 marzo 1988: Servite Dio nella gioia! Solo se pregate potete servire Dio nella gioia. La vita per voi sia gioia!

Don Gabriele Amorth: Santi e diavoli




Spesso mi è stato chiesto, durante interviste televisive o giornalistiche, quali doni particolari deve avere un esorcista, quali mezzi usa per liberare gli indemoniati. E forse ho deluso gli intervistatori rispondendo che l'esorcista non ha alcuna qualità particolare, nessun mezzo straordinario; tutta la sua forza è nel nome di Gesù. È così bella la dichiarazione che Pietro fa davanti al Sinedrio, quando viene arrestato perché - si noti il grande delitto! - aveva guarito uno storpio. Quale forza ha usato? Quale era il suo misterioso potere? Pietro proclama a gran voce: "È nel nome di Gesù Cristo che costui sta davanti a voi perfettamente sano. Non esiste altro nome concesso agli uomini perché possano salvarsi" (Atti 4,10-12).

"Nel mio nome caccerete i demoni"
Tutti noi esorcisti vediamo anche la forza di invocare quegli aspetti della passione di Cristo, sul cui valore salvifico insiste la Bibbia. Per cui vediamo l'efficacia di invocare la forza del sangue di Gesù, delle sue piaghe, della sua croce, della sua morte e resurrezione, del suo costato aperto.
Invochiamo prima di tutto lo Spirito Santo, perché nulla avviene se non per opera dello Spirito. E invochiamo la Vergine Santissima, colei che schiaccia il capo di Satana e che intercede tutte le grazie. Se c'è ancora qualche teologo che non crede all'universale mediazione di Maria, ossia che è lei la mediatrice di tutte le grazie, che si metta a fare esorcismi, e toccherà con mano questa verità. Abbiamo l'aiuto degli angeli e degli arcangeli, in particolare di S. Michele, principe delle legioni celesti. E abbiamo l'aiuto dei santi, spesso a sorpresa. Più volte mi sono capitati casi di possessioni diaboliche risolte grazie anche all'intercessione di un santo che non era mai stato invocato, verso cui nessuno dei presenti aveva una particolare devozione, ma che un bel momento, nel mezzo di un esorcismo, faceva sentire la sua presenza; e da quel momento veniva invocato per risolvere il caso. Ma c'è un altro aspetto, riguardo ai santi, che mi preme rivelare. M'illuderò, ma vorrei tanto essere di stimolo a studi storici che ancora non sono stati fatti. Vorrei che si scrivesse una storia: santi e diavoli, ossia la lotta continua che c'è stata tra di loro e che tocca due aspetti, entrambi molto interessanti: da una parte i tormenti che i demoni hanno inflitto ai santi, le persecuzioni, spesso le torture a sangue.
E d'altra parte le vittorie dei santi; e tra queste vittorie è logico che, come esorcista, io sia stato soprattutto colpito dalla frequenza e dalla facilità con cui i santi hanno liberato persone indemoniate. Sono episodi frequentissimi, storicamente provate, che leggiamo nella vita dei santi di tutti i tempi.
Anche nei tre secoli in cui la Chiesa cattolica ha quasi accantonato gli esorcismi, per cui oggi ci troviamo in carenza di esorcisti e della loro preparazione, i santi che hanno liberato persone indemoniate ci sono sempre stati. Se guardo indietro, mi piace ricordare s. Benedetto che non era esorcista, forse non era neppure sacerdote, eppure la sua efficacia contro il demonio era così forte che Onorio III lo proclamò patrono degli esorcisti; ancora oggi è diffusa la sua medaglia de protezione contro il Maligno. Se guardo ai tempi recenti, mi piace ricordare s. Giovanni Bosco, sia per i tremendi assalti che ha dovuto subire dal demonio, sia per la sua efficacia nel liberare le persone, anche con la sola presenza. Venendo poi alle mie esperienze personali, non posso fare a meno di dilungarmi un po' su Padre Pio.

Padre Pio, un grande lottatore
Padre Pio mi aiuta continuamente, nel duro ministero di esorcista, fedele a una vecchia promessa, di oltre quarant'anni fa. Chi conosce la vita del padre sa quanto egli ha dovuto continuamente lottare contro il demonio; e sa quante sofferenze e vendette diaboliche egli ha subito, a motivo del suo ministero volto a strappargli le anime per darle al Signore. È stata una lotta incessante, su cui si possono fissare alcune tappe fondamentali. Padre Pio confidava, in uno scritto prezioso inviato al suo direttore spirituale, p. Agostino da s. Marco in Lamis, che "le apparizioni diaboliche incominciarono verso i cinque anni, e per quasi vent'anni furono sempre in forme oscenissime, umane, ma soprattutto bestiali." La prima grande lotta è narrata in una visione da collocarsi appunto quando Padre Pio aveva cinque anni. La data è incerta, ma l'epoca è quella. Egli allora si sentì inviato a lottare contro un uomo orrido e "di smisurata altezza, da toccare con la fronte le nuvole." Il personaggio splendente che gli stava al fianco (forse s. Michele) lo esortò a battersi con quel gigante mostruoso, assicurandogli la sua assistenza. L'urto fu terribile, ma il piccolo Francesco (come si chiamava Padre Pio) ebbe la meglio, grazie all'aiuto di quel personaggio misterioso che lo aveva incoraggiato; un personaggio misterioso e luminoso. Tale episodio, che Padre Pio ha sempre ritenuto molto significativo, terminò con le parole del personaggio luminoso: "Quella contro cui hai combattuto ritornerà sempre all'assalto. Combatti da valoroso; io ti aiuterò sempre affinché tu riesca sempre a prostrarlo."

"I miei figli spirituali saranno i tuoi"
Quando andai a trovare Padre Pio per la prima volta, nel 1942, non pensavo che sarei tornato da lui per ventisei anni. Ero studente di liceo, mi laureai in giurisprudenza e poi entrai nella Pia Società S. Paolo. Una volta ordinato sacerdote, non mi bastava più essere figlio spirituale di Padre Pio. Incominciavo ad avere anch'io i miei figli spirituali, avrei voluto portarli tutti a lui e intanto glieli raccomandavo.
Fu così che ottenni una promessa. Un bel giorno gli dissi: "Caro padre, ho grosso favore di chiederle." Lui mi incoraggiò a parlare, chinandosi tutto su di me e mostrandomi un largo sorriso. E allora vuotai il sacco." Vorrei che tutti i miei figli spirituali, presenti e futuri, diventino automaticamente anche suoi figli spirituali; se lei se li prende a carico, sto tranquillo." Sorrise ancora di più a chiuse gli occhi per una breve riflessione. Poi mi disse: "Sì, figliolo, va bene." E io: "Ma allora tutti questi non la chiameranno più Padre Pio, ma Nonno Pio." A questa uscita rise di gusto; era davvero divertito.
Da parte mia ho continuato a contare sul suo aiuto e a sentirmelo vicino, nei vari incarichi ricoperti. Ora poi, da quando faccio l'esorcista, non ho il minimo dubbio che tutti quelli che ricorrono alle mie preghiere vengono presi sotto la protezione di Padre Pio, senza saperlo. In alcune occasioni la presenza del Padre è stata sensibile. Talvolta i miei pazienti lo hanno sognato, se lo sono visto accanto, a sostenerli nelle loro sofferenze. In varie occasioni, durante l'esorcismo, è stato il demonio a urlare spaventato: "Via quel frate! Quel frate non lo voglio." E poi, pressato dalle mie domande, era costretto a dire che c'era lì presente Padre Pio.

Fonte: Libro "esorcisti e psichiatri"

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