Maria a Medjugorje Messaggio del 14 gennaio 1989: Figli cari! Vi invito a rinnovare il vostro digiuno in tutti i sensi: digiuno della gola e degli occhi, delle orecchie e della lingua. Fate mortificazioni. In questo modo rinnoverete la preghiera del vostro corpo. E state attenti che Satana in questo tempo cerca di distruggere tutto ciò che avete ottenuto nel giorno di Natale e nelle altre feste.

Don Gabriele Amorth: Che cosa teme satana




In passato don Amorth ci ha parlato più volte del dramma "unico" di una posseduta, Giovanna, raccomandandola alle nostre preghiere. Alcuni lettori ci hanno scritto per aver notizie su di lei.

«Giovanna -scrive il fratello missionario padre Ernesto - non è ancora liberata e soffre sempre di più. Su di lei si scagliano ininterrottamente gli strali del nemico di Dio... Vogliamo aiutare questa sorella crocifissa che paga specialmente per i sacerdoti? ("Me ne ha strappati tanti ed è per questo che è la mia disperazione" ha confessato satana). Ma in che maniera possiamo aiutarla? Soprattutto con la S. Messa e il Rosario, possibilmente intero e recitato in comune...» Ecco che cosa accadde durante un esorcismo condotto da p. Candido, il famoso esorcista di Roma:

«Stavamo pregando il Rosario quando, presa da satana, Giovanna mi strappa la corona facendola a pezzi, sibilando: "Voi e la vostra devozione da vecchiette!" Allora padre Candido le mette al collo una grande corona, ma Giovanna non la può sopportare e torce collo e testa in tutte le direzioni, ansimando furiosamente. "Come mai hai paura della devozione delle vecchiette?" lo sfida p. Candido. Satana risponde gridando: "Mi vince". Il Padre incalza: "Poiché hai osato offendere il Rosario di Maria, ora devi tesserne le lodi. In nome di Dio, rispondi: E' potente il Rosario?" Risposta: "E' potente nella misura in cui si recita bene". "Come si fa a recitarlo bene?" R. "Bisogna saper contemplare". "Cos'è contemplare?" R. "Contemplare è adorare". "Ma Maria non si può adorare!" R. "E' vero, si, ma è adorabile (?!)". E prendendo con grazia tra le dita un grano della corona dice: "Ogni grano è una luce e bisogna dirlo così bene che nemmeno una stilla di questa luce vada perduta". Strano predicatore che, contro voglia e contro se stesso, ha dovuto ammettere la potenza del Rosario!»

Fonte: Eco di Maria nr.142

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