Maria a Medjugorje Messaggio del 2 marzo 2012:Cari figli, per mezzo dell’immenso amore di Dio io vengo tra voi e vi invito con perseveranza tra le braccia di mio Figlio. Vi prego con Cuore materno ma vi ammonisco anche, figli miei, affinché la sollecitudine per coloro che non hanno conosciuto mio Figlio sia per voi al primo posto. Non fate sì che essi, guardando voi e la vostra vita, non desiderino conoscerlo. Pregate lo Spirito Santo affinché mio Figlio sia impresso in voi. Pregate affinché possiate essere apostoli della luce di Dio in questo tempo di tenebra e di disperazione. Questo è il tempo della vostra messa alla prova. Col Rosario in mano e l’amore nel cuore venite con me. Io vi conduco alla Pasqua in mio Figlio. Pregate per coloro che mio Figlio ha scelto, affinché possano sempre vivere secondo Lui ed in Lui. Vi ringrazio.

Don Gabriele Amorth: "Allontanati, spirito immondo,dalla vista dell’Immacolata!"

La liberazione di due innocenti creature, Teobaldo e Giuseppe Burner, dovuta alla potenza della ‘Grande Signora’, la Vergine Maria.




Uno degli Esorcismi più famosi è quello che liberò dal Demonio i due fratelli Burner, Teobaldo di 10 anni e Giuseppe di 8. Abitavano a Illfurt, un villaggio dell’Alsazia.

Non si contano i fenomeni strani legati a loro. Coricati sul dorso, si voltavano e rivoltavano per ore, con la velocità di una trottola e senza poi sentire stanchezza. Parlavano molte lingue e dialetti, preannunciavano eventi futuri, annunciavano fatti lontani. Talvolta, il loro corpo si gonfiava in maniera smisurata, per cui diventavano furiosi.

Se qualcuno avvicinava loro un oggetto sacro [un crocifisso, una medaglietta, una corona del Rosario] , si arrabbiavano da forsennati. In compenso, pronunciando vicino a loro i nomi di Gesù e di Maria, tremavano come foglie al vento.

Durante un Esorcismo fu chiesto loro: "Che cosa odiate di più, voi Demoni, dei Cristiani?" – "La devozione alla Grande Signora", fu la risposta. – "E che cosa vi fa più paura, nelle case dei Cristiani?" – "L’immagine della Grande Signora". E ancora: "Contro chi non potete fare nulla di male?" – "Contro i devoti della Grande Signora che invocano il suo nome".

Il Vescovo di Strasburgo, mons. Raess, al corrente dei fatti, rimaneva incredulo e lasciò passare cinque anni prima di autorizzare gli Esorcismi su queste creature. Il primo fu fatto a Teobaldo. Portato a forza in una Cappella e tenuto fermo da tre uomini, si dimenava come un forsennato. L’esorcista, Padre Souquat, recitò le preghiere prescritte e poi iniziò l’interrogatorio.

"Ti ordino – ingiunse – in nome di Dio, dimmi chi sei!" – "Che te ne importa, cornacchia?", fu la risposta poco elegante del Diavolo, che aggiunse: "Lo dirò a chi vorrò!". L’esorcismo continuava: "Ti ordino, Satana, esci da questa creatura!" – "Non posso; la mia ora non è ancora giunta". Dopo tre ore, l’esorcista, madido di sudore, interruppe e rinviò il seguito dell’Esorcismo al giorno dopo. Terminate le preghiere del Rituale, riprese l’interrogatorio: "Ti ordino, in nome della Chiesa Cattolica, in nome di Dio e nel mio nome di ministro di Dio: dimmi quanti siete!" – "Cosa te ne importa, ignobile zucchetto!". – "Ritorna all’Inferno, dove il tuo posto è sempre pronto…" – "La mia ora non è venuta. Non me ne vado!".

Il Padre Souquat prese in mano una statuetta della SS. Vergine e ricominciò a ordinare al Diavolo: "Allontànati, spirito immondo, dalla vista dell’Immacolata! Parti al più presto". Il Demonio gettò allora un grido e poi gemette: "Adesso sono costretto a cedere". Il fanciullo si contorse come un serpente e poi cadde a terra come morto. Il Demonio era fuggito. Senza difficoltà il povero bambino si risvegliò e si guardò attorno. La madre piangeva commossa e accompagnò a casa il figliolo liberato.

Poi fu la volta di Giuseppe. Fissato il giorno, si procedette all’Esorcismo.

Durante la Messa il fanciullo gridò: "Io non partirò!". Si ripeterono più volte le formule di Esorcismo, per circa tre ore. Alla fine l’esorcista esclamò: "In nome di Maria Vergine Immacolata, ti ordino di abbandonare questo fanciullo!" . E il Demonio cedette: "Adesso bisogna che io me ne vada…". Dopo alcune convulsioni, il piccolo Giuseppe si calmò; per un po’ rimase immobile, poi, come svegliandosi dal sonno, si dimostrò sbalordito di trovarsi in quel luogo e con quelle persone. La commozione e la gioia dei presenti si può ben immaginare.

Si volle che questi fatti straordinari venissero ricordati. A Illfurt, in un giardino di fronte alla casa dei Burner, è stata innalzata sopra una colonna di granito una statua dell’Immacolata in bronzo dorato, alta 10 metri. Alla sua base un’iscrizione recita: "A perpetuo ricordo della liberazione dei due fanciulli indemoniati Teobaldo e Giuseppe Burner, dovuta all’intercessione della Beata Vergine Immacolata, nell’anno del Signore 1869".

Fonte: Mensile mariano "Madre di Dio"

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