Maria a Medjugorje Messaggio del 25 febbraio 2005:Cari figli, oggi vi invito ad essere le mie mani tese in questo mondo che mette Dio all’ultimo posto. Voi, figlioli, mettete Dio al primo posto nella vostra vita. Dio vi benedirà e vi darà la forza di testimoniare il Dio d’amore e di pace. Io sono con voi e intercedo per tutti voi. Figlioli, non dimenticate che vi amo con amore tenero. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Don Gabriele Amorth: Fuoco dal Cielo sulla Chiesa nascente




La Vergine della Pentecoste è "Regina degli Apostoli" perché con loro e per la loro missione di Salvezza ha invocato l’effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa nascente.

La Pentecoste fornisce a San Luca l’occasione per rilevare ancora una volta la presenza di Maria al nascere della Chiesa. Gli "Atti degli Apostoli" elencano gli Undici riuniti nel Cenacolo e aggiunge: "Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e i fratelli di lui" [At 1, 14].

Vediamo subito il rilievo dato alla presenza di Maria che, oltre agli Apostoli, è l’unica persona di cui si indica il nome, con la precisazione della gloriosa qualifica di madre del Signore. Non molti giorni prima era avvenuto un importante episodio, a cui certamente hanno preso parte tutte le persone menzionate sopra, anche se non è detto espressamente: l’Ascensione di Gesù al Cielo.

Possiamo immaginare con quanta gioia anche Maria abbia assistito a questo ascendere del figlio al Padre, preludio di quando sarebbe venuto a prenderla in modo definitivo, senza più separazioni. Intanto, in obbedienza al figlio, prega invocando la discesa dello Spirito Santo. È preziosa questa sua presenza, espressamente affermata, perché è l’inizio di quella presenza e assistenza che Maria non cesserà più di avere sulla Chiesa e su ciascuno dei suoi figli. Ci piace pensarla così, come ci viene descritta in questa ultima menzione che il Nuovo Testamento fa di lei: presente e in atteggiamento di preghiera.

Il Concilio Vaticano II sottolinea la funzione di Maria nella Pentecoste, per implorare sugli Apostoli "il dono dello Spirito, che l’aveva già adombrata nell’Annunciazione" [LG 59].

È facile supporre che lo Spirito Santo, oltre a un accrescimento di unione con Dio e di pace, abbia donato alla Vergine ancora maggiore luce per comprendere le parole e la vita del Figlio: quegli stessi episodi che l’avevano meravigliata o che non aveva compreso, divenivano ora sempre più chiari. Come è facile pensare che la nuova effusione dello Spirito della Pentecoste le abbia anche dato a profusione le grazie necessarie per il compimento della sua nuova missione di madre della Chiesa e madre nostra.

E mentre la vita della Vergine termina nel nascondimento, per la Chiesa nascente è il momento degli Apostoli e degli Evangelisti: i successi apostolici si alternano alle persecuzioni, ma la Buona Novella prende il largo; e certamente Maria Santissima avrà seguito tutto fino all’ultimo dei suoi giorni, partecipando e incoraggiando.

"Regina degli Apostoli" e "Madre della Chiesa"

La riflessione dei fedeli ha dato a Maria il titolo di "Regina degli Apostoli" proprio perché Ella ha ottenuto con loro e per loro l’effusione dello Spirito Santo nella Pentecoste, affinché fossero abilitati a portare la salvezza in tutto il mondo: "Regina degli Apostoli" – come, fra gli altri, avrebbe poi specificato il Beato G. Alberione – in quanto "Madre della Chiesa" e dell’intera umanità da salvare.

L’invocazione a Maria "Madre della Chiesa", inserita nelle Litanie lauretane da Papa Paolo VI dopo l’invocazione "Mater Christi", si richiama appunto al capitolo VIII della "Lumen gentium", dove si insegna che Maria diviene "Madre della Chiesa" ai piedi della Croce, quando in Giovanni ci accoglie tutti come figli suoi; e nell’effusione dello Spirito Santo della Pentecoste sulla Chiesa nascente, da lei invocato [cfr. At 1, 14; 2, 1.4].

Maria è "Madre della Chiesa" anche perché ne è il modello: è la "Vergine in ascolto" della Parola di Dio, che accoglie e incarna; la "Vergine in preghiera" che ripete l’incessante Magnificat, canto di lode a Dio della Chiesa di ogni tempo e luogo; la "Vergine offerente" che presenta Gesù al Tempio, entrando nel mistero di Dio che si offre al Padre come vittima per i peccati del mondo.

Chiamare Maria "Madre della Chiesa" vuole dire pure invocarla "Madre dell’umanità", già per il fatto che la Chiesa è solo una porzione di umanità ed è chiamata ad essere "sale della terra, luce del mondo" [cfr. Mt 5, 13.14].

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