Maria a Medjugorje Messaggio del 25 settembre 2003:Cari figli, anche oggi vi invito ad avvicinarvi al mio cuore. Solo così comprenderete il dono della mia presenza qui in mezzo a voi. Desidero guidarvi, figlioli, al cuore di mio figlio Gesù, ma voi fate resistenza e non volete aprire i vostri cuori alla preghiera. Io vi invito di nuovo, figlioli: non siate sordi, ma comprendete che il mio invito è salvezza per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Don Gabriele Amorth: O Dio o i maghi




L'occultismo e le pratiche magiche rovinano tante famiglie e contrastano con i principi della fede. L'esorcista modenese, noto in tutta Italia, ricorda che non si può essere cattolici e credere alla magia.

Dieci milioni di persone in Italia, secondo l'Eurispes, si rivolgono ogni anno a maghi, imbonitori, astrologi e occultisti. Gli italiani affollano le anticamere delle cartomanti, s'incollano davanti alla tv in cerca di consigli da ciarlatani che fanno pubblicità sul piccolo schermo, e corrono ad acquistare libri e opuscoli su oroscopi, magia e cartomanzia. Un giro d'affari valutato in oltre mille miliardi di lire. E intanto vengono arrestate Vanna Marchi, la figlia e la guaritrice mamma Ebe. Intanto si scopre che una maga trasformista pubblicizzava le sue arti con una ventina di nomi diversi, raggirando migliaia di persone per decine e decine di miliardi di lire. Ma questi arresti sono solo la punta di un iceberg. Il fenomeno è trasversale e coinvolge persone d'ogni estrazione e, ahimè, anche tanti cattolici che non avvertono l'enormità di avere più fede nell'occulto che in Dio. Come afferma Don Gabriele Amorth in un'intervista rilasciata a Nostro Tempo, la superstizione aumenta quando cala la fede. Credere nella magia significa anche vivere male e, spesso, rovinare economicamente la propria famiglia. Un problema sociale enorme. Eppure non c'è nessuna pratica magica, occultistica, astrologica o alchemica che si salvi sul piano della logica intellettuale e di una seria sperimentazione scientifica. Nostro Tempo con questo numero inizia una serie di articoli per indagare su un fenomeno radicato anche nella nostra provincia. Intanto è bene ricordare come, tempo fa, il Papa abbia detto che la risposta ai problemi esistenziali non arriva né dagli oroscopi né dalle previsioni magiche, ma dalla preghiera, accompagnata da una vita conforme alla legge di Dio.

Delusioni sentimentali, difficoltà psicologiche, dissapori in casa e anche gravi malattie. Tanti i problemi che qualcuno pensa di risolvere rivolgendosi ai maghi. Un mondo oscuro fatto d'imbrogli e raggiri che, lo stiamo scoprendo soprattutto in quest'ultimo periodo, coinvolge decine di migliaia di persone. Su questa tormentata vicenda abbiamo chiesto un'opinione e qualche consiglio a chi il male lo combatte tutti i giorni. Don Gabriele Amorth, complice il successo dei suoi libri e le interviste sui giornali e in tv, è da tempo l'esorcista più famoso d'Italia. Il suo aspetto fisico e anche il cognome gli conferiscono un alone misterioso. Ma quando iniziamo a parlare scopriamo subito che il sacerdote modenese è una persona pacata e prodiga di consigli.

Cosa pensa del fenomeno dei maghi truffatori?
«Per me c'è in radice una realtà: quando cala la fede, aumenta matematicamente la superstizione. Quindi, il ricorso ai maghi è per me sacerdote un segnale di allarme per il calo profondissimo ed estesissimo di fede in cui ci troviamo, non solo noi italiani, ma tutta la Chiesa latina».

Tra coloro che si rivolgono ai maghi ci sono molti cattolici. Com'è possibile conciliare la fede con questi atti?
«Questo accade perché si vive un cattolicesimo di forma e fasullo. Non si può essere cattolici senza essere praticanti. Il credo degli italiani è: credo in Dio, ma non sono praticante. Al che io rispondo: non ho mai incontrato un diavolo che sia ateo perché tutti i diavoli credono in Dio e non sono praticanti, cioè non osservano le leggi del Signore. Faccio qualche esempio. Gli italiani non vanno mai a messa. Oppure basta pensare a cos'è ridotto il sesto comandamento. E poi c'è lo sfascio delle famiglie. I ragazzi convivono, come se fossero sposati, e dopo dieci anni di fidanzamento o si separano o si sposano e dopo due mesi sono già separati. Direbbe il mio vecchio parroco di Modena, Don Barbolini: arrivano al matrimonio come limoni spremuti. Quindi c'è questa perdita della pratica e della vita cristiana. Credere in Dio e non essere praticanti non serve a niente e crea le condizioni per praticare la superstizione».

Qual è la prova inconfutabile che tutto quello che viene fatto dai maghi è una fandonia?
«Ricevo spesso persone che sono state dai maghi. Noi esorcisti in genere accogliamo persone che prima sono state dai medici, poi dai maghi ed infine arrivano da noi. E ci dicono che non hanno ottenuto nulla. Spendono decine di milioni. Uno mi ha raccontato di aver speso due miliardi senza cavarci nulla. Da questo si capisce che i maghi sono semplicemente dei truffatori. C'è però una conseguenza grave perché, rivolgendosi ai maghi, si apre la porta all'azione straordinaria del demonio. Ricordo che l'azione ordinaria del demonio, a cui tutti siamo sottoposti, è quella di farci cadere nel peccato. L'azione straordinaria del demonio è, invece, di dare mali particolari di salute, degli affetti, impossibilità del lavoro, fallimenti continui. Il culmine di tutto questo è la possessione diabolica. Quando uno si accorge che dopo che è stato da un mago ottiene questi svantaggi, vuol dire che è stato da una mago satanista. Ma la maggior parte dei maghi non sono satanisti, sono semplicemente imbroglioni con un po' di intuito».

Come definirebbe il peccato commesso da chi si rivolge ai maghi?
«E' il peccato di superstizione, ossia si va contro il primo comandamento. Anziché rivolgersi a Dio, si ricorre a qualcuno che non è Dio e che molte volte è Satana».

Che differenza c'è tra un vero satanista e i tanti maghi di cui sentiamo parlare tutti giorni?
«C'è una sostanziale differenza. I maghi tirano solo a fare quattrini. Il vero satanista non tira ai soldi, ma vuole fare dei proseliti. In parole povere cerca di portare la gente verso Satana, cerca di diffondere il culto del demonio e di distogliere dal culto di Dio. In Italia si stima ci siano 150 mila maghi e persone dedite a pratiche di occultismo. La maggior parte di questi pensa solo al denaro e se ne infischia delle convinzioni delle persone».

Anche se molti prendono le distanze dai maghi, notiamo però che i media spesso li tollerano. Quasi tutti i giornali, ad esempio, hanno l'oroscopo. Quanta responsabilità hanno i mezzi di comunicazione nella diffusione di questo fenomeno?
«Hanno una grossissima responsabilità. Perché le trasmissioni televisive trattano di queste cose? Per la curiosità e perché l'uomo ha sempre avuto il desiderio innato dell'occulto. E' la curiosità di conoscere le cose che non si sanno. Però, oltre al divertimento e allo spasso di vedere cose occulte, c'è anche un interesse personale per vedere se si può trovare qualcosa di personalmente utile. Per cui molte persone diventano clienti di questi maghi grazie alla televisione e ai giornali. Se, invece, i responsabili delle trasmissioni avessero un minimo di senso del dovere cioè essere educatori del pubblico rinuncerebbero al guadagno derivante dal reclamizzare i maghi. Visto che le televisioni sono molto costose, raccolgono volentieri la reclame di un mago così come fanno per un prodotto industriale».

Secondo lei il successo di questi maghi è anche un successo di satana?
«Le racconto un episodio. Ho avuto la grazia di andare da Padre Pio per 26 anni. Quando all'epoca si diffuse la televisione lui era furioso. E quando gli si diceva che la TV era un'invenzione meravigliosa, lui rispondeva: "Sì, lo so, è un'invenzione che potrebbe fare un bene immenso, ma vedrete che uso se ne farà". Ed io non esito a dire che la televisione rovina adulti e giovani, e aggiungo che è stata perniciosissima per l'ambiente ecclesiastico perché ha portato dentro casa il mondo visto nelle sue forme peggiori. Basti pensare a tutte le scene di sesso, orrore e violenza che passano tutti i giorni. Tutto questo ha portato ad una perversione generale dei costumi. Crediamo di essere degli uomini liberi e, invece, non lo siamo perché veniamo influenzati dai mass media».

Ma esiste un modo per utilizzare bene la televisione?
«Si certo. Basti pensare a Radio Maria e a Tele Pace. Questi mezzi usati in maniera positiva hanno una grande efficacia. Da nove anni, ogni mese, ho uno spazio di un'ora e mezza su Radio Maria che è molto seguito. Ed è una radio che ha più di due milioni di ascoltatori in Italia. Quindi, se usati bene, questi mezzi possono essere educativi, positivi e fare del bene alle persone. L'esempio migliore è la Bibbia che è stato il primo libro ad essere stato stampato».

Quale consiglio darebbe a tutte le persone che si rivolgono ai maghi?
«Avere il buon senso di capire che hanno a che fare con dei satanisti o con degli imbroglioni. In ogni caso hanno solo dei danni e nessun vantaggio. E' un peccato di superstizione. Quindi se sei un credente e un praticante, ossia uno che ubbidisce alle leggi di Dio, ubbidisci anche al primo comandamento e non avvicinarti a questi mezzi. Se ti rivolgi ad un mago, oltre ad avere dei danni, sei anche un imbecille perché regali fior di milioni per ottenere del male».

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