Maria a Medjugorje

Messaggio del 2 dicembre 2017:Cari figli, mi rivolgo a voi come vostra Madre, la Madre dei giusti, la Madre di coloro che amano e soffrono, la Madre dei santi. Figli miei, anche voi potete essere santi: dipende da voi. Santi sono coloro che amano immensamente il Padre Celeste, coloro che lo amano al di sopra di tutto. Perciò, figli miei, cercate di essere sempre migliori. Se cercate di essere buoni, potete essere santi, anche se non pensate questo di voi. Se pensate di essere buoni, non siete umili e la superbia vi allontana dalla santità. In questo mondo inquieto, colmo di minacce, le vostre mani, apostoli del mio amore, dovrebbero essere tese in preghiera e misericordia. A me, figli miei, regalate il Rosario, le rose che tanto amo! Le mie rose sono le vostre preghiere dette col cuore, e non soltanto recitate con le labbra. Le mie rose sono le vostre opere di preghiera, di fede e di amore. Quando era piccolo, mio Figlio mi diceva che i miei figli sarebbero stati numerosi e che mi avrebbero portato molte rose. Io non capivo, ora so che siete voi quei figli, che mi portate rose quando amate mio Figlio al di sopra di tutto, quando pregate col cuore, quando aiutate i più poveri. Queste sono le mie rose! Questa è la fede, che fa sì che tutto nella vita si faccia per amore; che non si conosca la superbia; che si perdoni sempre con prontezza, senza mai giudicare e cercando sempre di comprendere il proprio fratello. Perciò, apostoli del mio amore, pregate per coloro che non sanno amare, per coloro che non vi amano, per coloro che vi hanno fatto del male, per coloro che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio. Figli miei, vi chiedo questo, perché ricordate: pregare significa amare e perdonare. Vi ringrazio!

Don Gabriele Amorth: A chi il primo posto?

05/01/2009 - Visite: 1804
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“Vi invito alla preghiera e all’abbandono totale a Dio perchè Satana desidera allontanarvi da Dio attraverso le cose quotidiane e prendere il primo posto nella vostra vita” (16.10.86). Ecco un altro importante motivo per pregare sempre e per abbandonarci a Dio: capire che la vita è una continua scelta tra Dio e Satana. Abbiamo fatto questa scelta con le promesse battesimali, mai abbastanza ripetute; e dobbiamo rinnovare questa scelta ogni momento. Perché?

Il demonio è furbo e si serve delle “cose quotidiane”:
c’è il necessario lavoro, il necessario riposo; ci sono necessari i cibi, i vestiti e tante altre cose. Ecco dove s’insinua Satana: dov’è il limite tra ciò che è veramente necessario e ciò che non lo è? Tra il servirsi delle cose e diventarne schiavi perché anche il superfluo non basta più? E allora non si trova più il tempo di pregare, il tempo di andare a Messa, la generosità nel dare largamente a chi ha bisogno... Il Vangelo è chiaro: “Chi non è con me è contro di me”; e poi: “Non potete servire a due padroni”. Non esistono vie di mezzo: o si dà il primo posto a Dio o o si da al diavolo.

E poiche si tratta di una lotta senza tregua, su tutti i fronti, Satana cerca tutte le occasioni e tutti i luoghi. “In qualunque luogo io vada è con me pure mio Figlio; la mi raggiunge anche Satana. Voi avete permesso, senza accorgervene, che prendesse il sopravvento in voi, che vi dominasse... Non cedete, figli miei; asciugate dal mio volto le lacrime che verso osservando quello che fate!” (28.1.87). Non basta andare a Medjugore per diventare migliori; e non ci si meravigli se anche la c'è la presenza del demonio. Sta a noi scegliere ed è una scelta di vita. Prega, tu che leggi, e abbandonati a Dio, alla sua parola, a cio che Lui vuole da te. E' nella tua vita che devi metterlo al primo posto.

Domande e risposte

1. La Madonna parla molto spesso del demonio, ma non parla mai di indemoniati e di liberazioni da Satana. Perché?
Perché bada all’essenziale, per cui non parla neppure di malati e di guarigioni. Eppure a Medjugorje, oltre a un numero enorme di conversioni, ci sono state anche tante liberazioni dal demonio e guarigioni da mali incurabili. Tutto il male, tutto il dolore del mondo, vengono seminati da Satana. Ma poi c’è anche la nostra cooperazione. Per questo la Madonna ci porta a Dio, alla preghiera, alla vita cristiana; così toglie le cause del male. Non bastano le mezze misure: il male va vinto alla radice. Nel Vangelo, come ai nostri giorni, le liberazioni e le guarigioni sono solo “segni” che ci aiutano a credere in Cristo e a osservare le sue parole.

2. Conosco il caso di Rolando Lucchetta di Codogné (Treviso) che libera gli indemoniati senza essere esorcista; è sposato e ha sette figli. So anche di tre casi molto gravi di possessione, da lui risolti. Cosa ne dice?
Più volte ho lamentato nei miei scritti, su vari giornali, la grande carenza di esorcisti oggi. Ne ho fatto colpa al razionalismo e ai sbandamenti in cui anche clero e vescovi si sono lasciati coinvolgere. Non mi meraviglio affatto che lo Spirito Santo dia, in maggior numero che in altre epoche, il carisma della liberazione, con assoluta libertà di scelta circa le persone. Non conosco Lucchetta; dico solo che, nei casi concreti, occorre vagliare le cose con discernimento. Prima di tutto si guardi se la vita del soggetto è retta, se agisce con disinteresse, se usa la preghiera e mezzi buoni, senza stranezze. E si guardi ai risultati poiché “dai frutti si riconosce la pianta”.

3. Lei, padre, ritiene che siano molti gli indemoniati? Non le sembra che si stia creando una psicosi errata e dannosa?
E’ sempre possibile che si esageri nel vedere il demonio dappertutto. Ma ai nostri tempi c’è sicuramente l’errore opposto: di non crederci. Per cui non ci sono quasi più esorcisti e tanto meno esorcisti preparati. Quanto al numero degli indemoniati, credo ancora valido quanto affermava il gesuita francese Tonqudec, noto esorcista: “C’è un grandissimo numero di infelici che, pur non presentando segni di possessione diabolica, ricorrono al ministero dell’esorcista per essere liberati dai loro patimenti: malattie ribelli, avversità, disgrazie d’ogni specie. Gli indemoniati sono assai rari, ma questi pazienti sono legione”. Si aggiunga il diffondersi, specie tra i giovani, delle pratiche di spiritismo, magia, occultismo. Stante anche la mancanza di fede, i rischi di possessione sono assai maggiori oggi che nel passato.