Maria a Medjugorje Messaggio del 18 agosto 2014:Cari figli miei, anche oggi gioisco insieme a tutti voi. Io vedo i vostri cuori gioiosi, vedo anche questi campi che sono arati, che sono ben coltivati, perciò cari figli, altrettanto lavorate sui vostri cuori, aprite i vostri cuori all'azione dello Spirito Santo, perché voglio chiedere e impetrare grazie divine per voi. Perseverate nella preghiera, particolarmente in questo tempo, quando Satana desidera distruggere i miei piani. Sappiate, cari figli, che la Madre è sempre così vicina a voi. Prego insieme a voi e intercedo presso mio Figlio per tutti voi. Grazie cari figli perché anche oggi avete risposto alla mia chiamata.

Don Gabriele Amorth: SIATE FORTI IN DIO




Chiedo scusa ai lettori: pensavo di poter fare un articolo finale, ma i richiami della Vergine sono troppo frequenti e troppo importanti per essere esauriti in una volta sola. Continuo a commentare i riferimenti a satana contenuti nei messaggi della Madonna, che sto seguendo in ordine cronologico.

“Pregate, figlioli, perché satana non vi scuota come rami al vento; siate forti in Dio... Pregate incessantemente perché satana non possa trarre vantaggio da voi (25.5.1988)”. Il richiamo evangelico, che sempre è presente in ogni parola della Vergine, qui è evidente. Gesù aveva messo in guardia gli apostoli perché “Satana ha ottenuto il permesso di passar al vaglio come il grano (Luca 22,31)”; ma Gesù ha pregato perché la fede di Pietro non crollasse e perché lui a sua volta confermasse la fede dei fratelli.

A parte l'importanza di questo brano evangelico circa il primato di Pietro, è affermato chiaramente il potere di satana che ci vaglia tutti. La Madonna ce lo ripete; e ci ripete che con le sole nostre forze soccombiamo; occorre la preghiera, e tanta preghiera, per ottenere quell'aiuto di Dio che solo può darci vittoria. Anche nei casi di possessione diabolica, uno può liberarsi anche senza benedizioni particolari, come è accaduto a D. Calabria; ma non può liberarsi senza tanta preghiera.

“Non abbiate paura, perché io sono con voi anche quando pensate che non esista via d'uscita e che satana regna” (25.7.1988). Anche questa è una grossa tentazione. Quando tutto va male (salute, affetti familiari, lavoro...), ci si perde d'animo e si ha l'impressione che il male sia più forte del bene. “Perché i perversi trionfano? Perché alle canaglie tutto riesce bene?”; già il salmista si poneva queste domande. La Madonna ci invita al coraggio, alla fiducia, assicurandoci la sua materna presenza e quindi il suo intervento. Ma vuole da noi un abbandono pieno e tanta preghiera: “Satana è forte; perciò, figlioli, accostatevi al mio Cuore materno con una preghiera incessante” (25,10.1988). Gesù, tra i tanti doni, ci ha dato Maria SS.; coraggio, quindi, e cacciamo via ogni tentazione di pessimismo.

Ma occorre anche la nostra scelta decisa per il Signore. “Pregate affinché possiate decidervi solamente per Dio, senza alcuna influenza satanica” (25.11.1989). Gesù ci ha detto chiaramente che non possiamo servire due padroni; la Madonna insiste su questa decisione, di essere interamente dalla parte di Dio, perché sa che ognuno di noi è un artista del compromesso. Ognuno di noi è tentato di fare andare d'accordo la sua fede religiosa con le idee del mondo, l'egoismo, la ricerca dei beni terreni, l'accondiscendenza alle passioni, e via di questo passo. Prendo ad esempio dei casi—limite. Quando benedico ossessi, molte volte il punto di partenza è una buona confessione, un cambiamento di vita. Spesso sono colpite persone che vivono una posizione matrimoniale irregolare, che hanno commesso il delitto d'aborto, che covano in cuore un rancore a cui non sanno rinunciare. Occorre una vera conversione e ho trovato molto utile il rinnovo delle promesse battesimali, insistendo sulla rinuncia a satana e ad ogni legame con lui, volontario o involontario (quando è stato causato da altri). Il Vangelo è esigente; non tollera compromessi, o, come si esprime il profeta Elia, non tollera che si cammini zoppicando, un po' col Signore e un po' col mondo.

Il demonio cerca poi di entrare in noi anche attraverso vie particolari, molto comuni, che la Madonna ci segnala: “Pregate e non permettete a satana di operare nella vostra vita attraverso i malintesi, le incomprensioni e la mancanza di accoglienza tra gli uni e gli altri” (25.1.1990). Gesù ci vuole un cuor solo e un'anima sola. Ma noi siamo tutti deboli, difettosi, permalosi; facili al pettegolezzo e a legarci le cose al dito, se ci sembra che qualcuno ci abbia fatto un torto, I malintesi e le incomprensioni sono inevitabili, dato che non siamo perfetti. Dobbiamo sapere passarci sopra, perdonare, compatire, dimenticare; e renderci conto che abbiamo anche noi tanto da farci compatire e perdonare. Perché se si spezza la carità tra noi è impossibile che resti l'unione con Dio: i due grandi precetti dell'amore sono interdipendenti. Il demonio lo sa bene; cerca allora di creare divisioni tra noi per arrivare poi ad allontanarci da Dio. Occorre, in spirito di preghiera, avere gli occhi ben aperti su questi pericoli.

D. Se Cristo ha sconfitto satana con la sua morte, perché sembra che questi abbia ancora tanto potere?

Qui davvero ci vorrebbe un lungo discorso. Satana è fortissimo, ma noi abbiamo da Cristo la forza per vincerlo. Per brevità, mi limito a citare il Vaticano Il: “Tutta intera la storia umana è pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre, lotta incominciata fin dalle origini del mondo... La lotta contro gli spiriti maligni continua e durerà, come dice il Signore, fino all'ultimo giorno” (Gs 37); “I fedeli debbono sforzarsi di stare saldi contro gli agguati del demonio e tenergli fronte nel giorno cattivo... Prima infatti di regnare con Cristo glorioso, finito l'unico corso della nostra vita terrena (non esiste altra prova!), compariremo tutti davanti al tribunale di Cristo, per riportare ciascuno quello che fece nella sua vita mortale, odi bene odi male. E alla fine del mondo ne usciranno: chi ha operato il bene, per la risurrezione di vita; e chi ha operato il male, per la risurrezione di condanna” (Lg 48).

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