Maria a Medjugorje Messaggio del 9 maggio 2005:Questa sera l'apparizione è avvenuta alla Croce blu. La Madonna è venuta felice e gioiosa. Ha salutato tutti col suo saluto: Sia lodato Gesù, miei cari figli!. Poi Ivan ha raccomandato tutti alla Madonna, tutti i nostri bisogni, desideri e problemi. La Madonna ha pregato su tutti, specialmente i malati. Dopo questo ha chiesto a tutti specialmente in questo tempo di pregare per le vocazioni, le chiamate sacerdotali e religiose. Poi la Madonna se ne è andata nel segno della Croce luminosa dicendo Andate in pace, miei cari figli!.

Don Amorth: Nè falsi allarmismi nè fatue attese La Madonna a Fatima parla di un futuro periodo di pace?




Domanda: Caro Padre,.., si sentono continuamente profezie di castighi e poi siparla di un periodo di trionfo per la Chiesa. C’è chi annuncia addirittura una venuta del Signore, preparata dal trionfo dal Cuore Immacolato di Maria. Cosa dobbiamo attenderci per il prossimo futuro?

Mi sembra utile far riflettere te e chi si pone gli stessi interrogativi su alcune considerazioni, per non prendere abbagli e non giudicare novità dei nostri tempi aspetti del messaggio evangelico che sono comuni a tutti i tempi.

1. Incomincio con i testi evangelici che parlano della seconda venuta di Cristo, la Parusia. Non c’è dubbio che il Maestro Divino vuole che il nostro sguardo sia costantemente rivolto ai fini ultimi, alla conclusione della storia umana e della storia di ciascuno di noi. Siate sempre pronti perchè il Figlio dell’Uomo verrà quando non ve l’aspettate (Lc 12,40). Non importa se questa attesa ha dato luogo, sia nei primi cristiani sia un pò in tutte le epoche della storia, alla convinzione che la Parusia fosse imminente. Ciò che importa al Signore è che la conversione dell’uomo abbia una priorità che non ammette dilazioni: Se non vi convertite, perirete tutti (Lc 13,5).

2. La storia biblica ci presente un’alternanza di periodi in cui il popolo si rivolse a Dio con più fervore e periodi di rilassatezza, di crisi di fede. Forse il momento più esaltante della storia di Israele è stato quello dell’alleanza del Sinai: Tutto quello che Jahvè ha detto noi lo faremo (Esodo 19,8). Ma anche le altre volte in cui il popolo, dopo una sbandata, ha deciso di ritornare a Dio e ha rinnovato l’alleanza. Ad ogni sbandata hanno corrisposto i continui richiami dei profeti, la minaccia dei castighi che sempre hanno tardato a giungere (Dio è paziente, in attesa della conversione!); ma poi c’è stata la prima deportazione, la seconda deportazione... E tutto questo è significativo anche per noi, che stiamo attraversando una robusta crisi di fede.

3. Possiamo vedere in questa prospettiva gli avvertimenti e i richiami della Madonna di Fatima, in cui è detto chiaramente che la guerra è una punizione per i peccati e vengono indicate le vie della pace. Ed è stata annunciata una promessa finale in questi termini: Se ascolteranno le mie richieste la Russia si convertirà e ci sarà pace. Se no, essa spargerà i suoi errori nel mondo, suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire. Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia che si convertirà. E sarà concesso al mondo qualche tempo di pace (o una pausa di pace: questo è ben diverso dal dire: poi ci sarà la pace — ndr —).

4. Mi pare che talvolta, o troppe volte, noi ragioniamo umanamente, riducendo il messaggio evangelico a successo sul piano umano o a quieto vivere senza più il pericolo del male. Gesù è chiaro: Chi vuoi venire dietro di Me, prenda la sua croce e mi segua (Mt 16,24). Contro ogni modo umano di ragionare, Egli ci parla della Sua Passione e Morte e della Sua Glorificazione (Giov 13,31). Ed è questa l’esperienza degli apostoli; quando Paolo e Barnaba concludono il primo grande viaggio apostolico, fanno una breve visita alle comunità appena fondate, e le esortavano a perseverare nella fede, dicendo che è attraverso molte tribolazioni che dobbiamo entrare nel Regno di Dio (At 14,22)

5. E’ questo il faticoso cammino della Chiesa che ha sempre il sostegno del suo Signore, ma non conforme alla mentalità degli umani successi. Si pensi ad esempio al più grande avvenimento ecclesiastico del nostro secolo, al Concilio Vaticano Il. Non bisogna guardare ad esso come ad una conquista umanamente intesa.

Ce lo dice chiaramente Paolo VI: “Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la Chiesa. E’ venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza” (29.6.72). Eppure è stato un grande balzo in avanti. La Chiesa procede, guidata dallo Spirito Santo, in estensione (Rendete mie discepole tutte le genti) e in profondità (14 guiderà alla verità tutta intera). Senza mai trionfalismi umani. Che anzi, quando il Vangelo ci parla degli ultimi tempi, quelli che precederanno la Parusia, ce ne parla di tempi di estrema difficoltà al punto da dire: Quando verrà il Figlio dell’Uomo, troverà fede sulla terra? (Dunque non troverà la pace universale!) Per il cristiano non c’è posto per falsi allarmismi o per fame attese. C’è posto per una fede viva, per una gioiosa speranza, per un animo distaccato dalle cose della terra che periscono, ma teso alla meta definitiva che il Signore gli ha preparato.

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