Maria a Medjugorje Messaggio del 25 giugno 2006:Cari figli, con grande gioia nel mio cuore vi ringrazio per tutte le preghiere che avete offerto per le mie intenzioni, in questi giorni. Sappiate, figlioli, non vi pentirete nè voi, nè i vostri figli. Dio vi ricompenserà con grandi grazie e meriterete la vita eterna. Io vi sono vicino e ringrazio tutti coloro che, durante questi anni, hanno accettato i miei messaggi, li hanno trasformati in vita e hanno deciso per la santità e la pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

I sogni di San Giovanni Bosco: L’uomo con la lanterna




Il 25 aprile 1862 moriva improvvisamente nell’Oratorio di Valdocco il giovane Maestro Vittorio. La sua morte era stata prevista da Don Bosco in questo sogno, che il Santo raccontò ai suoi giovani la sera del 21 marzo di quell’anno.
«Mi sembrava di essere appoggiato alla finestra della mia camera e di stare a osservare i miei giovani, che nei cortile si divertivano allegramente, quando vidi entrare dalla portineria un personaggio, alto di statura, con lunga barba bianca, con pochi capelli anch’essi candidi, che dal capo gli scendevano sulle spalle. Era avvolto in un lenzuolo che con la sinistra teneva stretto ai corpo; nella mano destra aveva una fiaccola con fiamma fosco-azzurra. Con passi lenti e gravi percorse il cortile facendo alcuni giri tra i giovani che giocavano, finché si ferma davanti a un giovane, gli avvicina la fiaccola alla faccia ed esclama:
— E proprio lui!
Gli presenta quindi un biglietto che trae dalle pieghe del mantello; il giovane lo legge impallidendo e tremando, e domanda:
— Quando?
Quel vecchione con voce sepolcrale, risponde:
— Vieni, per te l’ora è suonata!
— Almeno posso continuare il gioco?
— Anche giocando puoi essere sorpreso.
Il giovane tremava, voleva parlare, ma l’uomo, indicando con la mano sinistra una bara posta sotto il porticato, gli disse:
— Vedi là? Quella bara è per te. Presto, vieni!
— Non sono preparato, — gridava il giovane, — sono ancora troppo giovane —; ma lo spettro si dileguò ».
Don Bosco concluse:
— Uno di voi deve morire, io io conosco, ma non lo dirò a nessuno. Ciascuno pensi a tenersi preparato.
Sceso dalla cattedra, confidò ad alcuni che il giovane non avrebbe passato due solennità che cominciano per P (Pasqua e Pentecoste), e che la sua morte sarebbe stata improvvisa.
Circa un mese dopo, il 16 aprile, moriva il giovane Luigi Fornasio, ma Don Bosco disse chiaramente che non era questo il ragazzo del sogno. Quella stessa sera i giovani assediarono Don Bosco per sapere chi fosse il giovane che doveva morire.
— Ci dica almeno l’iniziale del nome.
— Colui che ha ricevuto il biglietto da quel misterioso vecchione — rispose Don Bosco — porta un nome che comincia con le iniziali del nome di Maria.
Si voleva indovinare, ma era difficile perché in casa più di 30 alunni avevano un nome che cominciava con la lettera M.
Un mattino Don Bosco incontrò per le scale il giovane Maestro Vittorio di Viora, Mondovì, e gli domandò a bruciapelo:
— Vuoi andare in Paradiso?
— Certo, rispose Maestro.
— Dunque preparati!
Il giovane pensò a una battuta delle solite di Don Bosco e non si turbò. Don Bosco intanto lo andava preparando e lo induceva a fare la confessione generale approfittando della Pasqua.
Ed ecco il 25 aprile morire improvvisamente, colpito da apoplessia, proprio il giovane Maestro. Quella sera Don Bosco rivelò il suo cuore di padre, perché ne parlò con tanta commozione che strappò a tutti le lacrime. Disse tra l’altro che Maestro era il giovane da lui visto nel sogno, che la sua morte era stata repentina, ma non improvvisa, perché era ben preparato. E aggiunse: « Quanto si ingannano quelli che dicono di voler aspettare ad aggiustare le cose della loro coscienza alla fine della vita! E quanto maggiore sarebbe il nostro dolore se il Signore avesse permesso che ci fossero stati tolti altri che nella casa tengono una condotta poco soddisfacente!».

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