Maria a Medjugorje Messaggio del 2 giugno 2017:Cari figli, come negli altri luoghi in cui sono venuta a voi, così anche qui vi invito alla preghiera. Pregate per coloro che non conoscono mio Figlio, per quelli che non hanno conosciuto l’amore di Dio; contro il peccato, per i consacrati, per coloro che mio Figlio ha chiamato ad avere amore e spirito, forza per voi, per la Chiesa. Pregate mio Figlio, e l’amore di cui fate esperienza per la sua vicinanza vi darà la forza e vi disporrà alle opere di carità che compirete nel suo nome. Figli miei, siate pronti: questo tempo è un punto di svolta. Perciò io vi invito nuovamente alla fede e alla speranza, vi mostro la via per la quale dovete andare, ossia le parole del Vangelo. Apostoli del mio amore, al mondo sono così necessarie le vostre mani innalzate verso il Cielo, verso mio Figlio, verso il Padre Celeste! E’ necessaria molta umiltà e purezza di cuore. Abbiate fiducia in mio Figlio e sappiate che potete sempre essere migliori. Il mio Cuore materno desidera che voi, apostoli del mio amore, siate piccole luci del mondo. Che illuminiate là dove la tenebra vuole regnare, che con la vostra preghiera e l’amore mostriate agli altri la strada giusta e salviate anime. Io sono con voi. Vi ringrazio!

I sogni di San Giovanni Bosco:«Ma io la casa l’ho già»




Durante una sua permanenza a Marsiglia, Don Bosco al canonico Guiol, che gli faceva vedere la necessità di avere in campagna una casa per mandarvi i giovani di San Leone durante i mesi più caldi, disse:
— Ma io la casa l’ho già a mia disposizione. E uno spazioso edificio situato in posizione amena, cinto da larga pineta, e vi si accede per magnifici viali di platani; un abbondante corso d’acqua attraversa da un capo all’altro tutto il podere.
Il canonico, che sapeva benissimo come Don Bosco non possedesse un bel niente a Marsiglia, poco mancò che non temesse in lui un improvviso squilibrio mentale. Quindi, un po’ sconcertato, lo interrogò per sapere dove fosse quella villeggiatura.
— Dove sia non lo so — rispose Don Bosco —; ma so che c’è e che si trova nelle vicinanze di Marsiglia.
— Questa è curiosa — replicò il parroco —. Ma come fa a sapere che la casa c’è e che è destinata per lei?
— Lo so perché l’ho sognato.
— E come ha sognato?
— Ho visto casa, alberi, podere, acqua, tutto come ho descritto, e per di più i giovani che si divertivano e correvano sotto i viali.
L’abate Guiol che, quando Don Bosco parlava di sogni, non Io credeva affatto un visionario, non prese alla leggera le sue parole, ma le tenne bene a mente e stette a osservare. Qualche tempo dopo, alcuni benefattori offrirono una casa per lo scopo desiderato, ma Don Bosco rifiutò ringraziando e dicendo che non era quella. Intanto gli anni passavano. In ogni incontro Don Bosco e il canonico parlavano tra loro della famosa villa da cambiare in noviziato, e il canonico cominciava a ridere piacevolmente.
Ma Don Bosco ne parlava anche con altri. Infatti nel settembre del 1882 ne fece cenno con il chierico Cartier, che si era fermato a Nizza, dove Don Bosco presiedeva gli Esercizi Spirituali dei Salesiani.
— Noi — gli disse il Santo — avremo nei dintorni di Marsiglia una gran casa in cui metteremo il noviziato e lo studentato filosofico. Tu sarai destinato colà, ma non nel primo anno, essendovi bisogno dite per la scuola a San Leone; tuttavia vi andrai a dare lezione, finché non vi stabilisca la tua residenza.
Nel 1883 la signora Pastré, ricca vedova parigina a cui Don Bosco aveva ottenuto la guarigione della figlia, gli offerse l’uso di una sua villa presso Santa Margherita, poco lontano da Marsiglia; sennonché Don Bosco, per motivo di personali riguardi, senza nem meno verificare le condizioni della casa, declinò l’offerta. Trascorsi alcuni mesi, il direttore di Marsiglia Don Bologna gli scrisse che la signora insisteva nella sua proposta, pregando di accettare. Don Bosco rispose che se vi erano i pini, i platani e il corso d’acqua, sì; se no, no.
Il direttore, andato a vedere, gli notificò che di pini ve n’erano a centinaia, che vi erano i viali di platani e che l’acqua correva per il podere. Allora fu accettata la casa di Santa Margherita in usufrutto per quindici anni e vi si pose il noviziato nell’autunno del 1883, sotto la denominazione significativa di «La Provvidenza».
Il canonico Guiol si recò a visitare la casa con Don Bosco nel 1884 e osservò con stupore che tutto corrispondeva esattamente a quanto il Santo gli aveva detto di aver visto nel sogno.

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