Maria a Medjugorje Messaggio del 25 giugno 1987:6° Anniversario:"Cari figli! Oggi vi ringrazio e desidero invitarvi tutti alla pace del Signore. Desidero che ognuno di voi sperimenti nel proprio cuore quelle pace che Dio dà. Oggi voglio benedirvi tutti; vi benedico con la benedizione del Signore. E vi supplico, cari figli, di seguire e di vivere la mia strada. Io vi amo, cari figli; e perciò chissà quante volte vi invito. e vi ringrazio per tutto quello che state facendo secondo le mia intenzioni. Vi supplico, aiutatemi, perché vi possa offrire al Signore e perché vi salvi e vi guidi sulla strada della salvezza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!"

I sogni di San Giovanni Bosco: La Madonna predice la guarigione del chierico Olive




Nel dicembre del 1886 il chierico salesiano francese Lodovico Olive si ammalò gravemente di tifo. La vigilia di Natale Don Bosco andò a trovarlo e gli disse:
— Ti assicuro che la Madonna ti guarirà.
Ma i medici Vignolo, Gallenga, Fissore, Albertotti, a consulto, lo avevano dichiarato spacciato.
Nella notte dal 3 al 4 febbraio Don Bosco fece questo sogno. «Non so se fossi sveglio o nel sonno, quando una luce ordinaria cominciò a rischiarare l’ambiente nel quale mi trovavo.
Dopo un rumore prolungato, apparve una persona attorniata da molte e molte altre che andavano avvicinandosi. Le persone e i loro ornamenti erano così luminosi che ogni altra luce restò come tenebre, a segno che non si poteva più tenere lo sguardo fisso sopra nessuno degli astanti.
Allora la persona che pareva di guida alle altre si avanzò alquanto e cominciò a parlare in latino così:
— Io sono l’umile Ancella che il Signore ha mandato a guarire il tuo Lodovico infermo. Egli era già chiamato al riposo; ora invece, affinché si manifesti in lui la gloria di Dio, avrà ancora da pensare all’anima sua e a quella dei suoi. Io sono l’Ancella alla quale ha fatto cose grandi Colui che è potente, e santo è il suo nome. Rifletti attentamente a questo e capirai quello che deve avvenire. Amen. Dette queste parole, l’abitazione tornò nella prima oscurità, e io rimasi tutta la notte tra veglia e sonno, ma senza forza e come privo di cognizione. Al mattino mi sono dato premura di avere notizie del giovane Lodovico Olive e mi venne assicurato che, dopo una buona notte, egli era entrato in reale miglioramento».
La notte appresso Don Bosco rivide la stessa apparizione che gli diede, per il bene della Congregazione e dei giovani, parecchi avvertimenti in latino: eccoli tradotti fedelmente:
— Continuano le parole di Colei che si era detta l’Ancella del Signore. Negli altissimi cieli io ho la mia stanza, per far ricchi coloro che mi amano e riempire i loro tesori. Tesori dei giovani sono la purezza dei discorsi e delle azioni. Perciò voi, ministri di Dio, alzate la voce e non stancatevi mai di gridare: fuggite le cose contrarie, ossia i cattivi discorsi. I discorsi cattivi corrompono i buoni costumi. Coloro che hanno un parlare insensato e lubrico assai difficilmente si correggono. Se volete farmi cosa molto gradita, procurate di tenere buone conversazioni tra voi e datevi scambievolmente esempio di bene operare. Molti di voi promettono fiori e porgono spine a me e a mio Figlio.
Perché fate confessioni così frequenti e il vostro cuore è sempre lontano da me? Dite e fate il bene, e non il male. Io sono Madre che amo i miei figli e detesto le loro colpe. Ritornerò a voi per condurre alcuni al vero riposo. Mi prenderò cura di essi come la gallina custodisce i suoi pulcini.
E voi, artigiani, siate artefici di opere buone e non di iniquità. I cattivi discorsi sono una peste che serpeggia in mezzo a voi. E voi, chiamati ad amministrare l’eredità del Signore, alzate la voce, non vi stancate di gridare, finché venga Colui che chiamerà voi a rendere conto della vostra amministrazione. È mia delizia lo stare con i figli degli uomini; ma il tempo è breve, dunque finché avete tempo, comportatevi virilmente.
La mattina del 5 gennaio Don Bosco manifestò ogni cosa a Don Lemoyne, dando luogo a questo dialogo:
— Ti ho chiamato perché mi dia un consiglio. Debbo far sapere alla famiglia Olive quello che ho sognato?
— Lei sa meglio di me che la Madonna è sempre stata tanto buona con lei.
— Oh, sì, è vero.
— E che tanti di questi suoi sogni si sono avverati a puntino.
— E vero.
— E quindi, se mi permette e per dar gloria a Dio, li chiamo visioni, perché sono tali.
— Hai ragione.
— Dunque noi abbiamo ragione di credere che questo sogno sia cosa soprannaturale e che si avvererà; e che Olive, benché disperato dai medici, guarirà.
— E quale sarebbe dunque il tuo consiglio?
— Per usare, se lei crede, un pò di prudenza umana, io direi di cominciare a far correre la voce che Don Bosco ha sognato di Olive; e che nel sogno gli parve di aver concepito liete speranze.
— Ebbene, si faccia così.
— Ma lei, Don Bosco, faccia il piacere, scriva questo sogno:
si tratta della Madonna. Se il fatto si avvera, ecco un documento della materna bontà di Maria.
— Ebbene, scriverà.
E scrisse come sopra abbiamo riferito.
Merita di essere conosciuta un’altra circostanza. Il chierico Olive, quando stava malissimo, aveva sognato che Don Bosco era entrato nella sua camera e gli aveva detto:
— Sta’ tranquillo: fra dieci giorni verrai tu a trovare me nella mia camera.
La vivezza del sogno lasciò nel malato la persuasione che Don Bosco in persona fosse stato a trovarlo, e rifiutava di credere a chi gli asseriva il contrario.
Il 10 gennaio Lodovico era tanto migliorato che il padre ripartì per la Francia. 1112 si alzò e il 24 comparve nel refettorio dei superiori durante il pranzo, accolto con grandi manifestazioni di gioia.

Possiamo aggiungere che la sua salute si mantenne così buona che gli permise di prendere parte, nel 1906, alla prima spedizione di Missionari salesiani per la Cina, dove esercitò un fecondo apostolato fino al 1921, anno della sua santa morte.

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