Maria a Medjugorje Messaggio del 25 luglio 2015:Cari figli! Anche oggi con gioia sono con voi e vi invito tutti, figlioli, pregate, pregate, pregate perchè possiate comprendere l' amore che ho per voi. Il mio amore è più forte del male perciò, figlioli, avvicinatevi a Dio perchè possiate sentire la mia gioia in Dio. Senza Dio, figlioli, non avete ne futuro, ne speranza, ne salvezza, perciò lasciate il male e scegliete il bene. Io sono con voi e con voi intercedo presso Dio per i tutti vostri bisogni. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

FENOMENI MISTICI DELLA CHIESA - CRITERI MEDICI E SCIENTIFICI

Dr. Luigi Frigerio - Dr. Giacomo Mattalia





«Dio se c'è non c'entra con la vita» afferma una mentalità oggi assai diffusa nella nostra società. Logica conseguenza di questo atteggiamento, che nasce dalla professione dell'appartenenza dell'uomo a se stesso, risulta l'enunciazione: «Dio non c'è».
Proprio nel tentativo di superare questo «a priori» razionalistico inconfessato che talora ha impregnato anche l'atteggiamento degli uomini di scienza, abbiamo voluto sottoporre al vaglio del metodo scientifico gli avvenimenti di Medjugorje.
Se è possibile che Dio intervenga in modo diretto nella storia (anche oggi) non sarà pure possibile attraverso la serietà della ragione un'indagine su questi avvenimenti?
Al di fuori di qualsiasi preclusione culturale, risulta documentabile questo incontro straordinario che comporta una tangibile modificazione del «recettore-uomo»?
Il tentativo, operato principalmente attraverso la psichiatria, di definire ciò che è «normale» e ciò che è «patologico» ha finito per trasformarsi in una operazione riduttiva della capacità conoscitiva della mente umana. Frequentemente il concetto di normalità non viene riferito a dati scientifici, ma a valutazioni culturali e sociali rispettose del pensiero dominante ovverossia ultimamente succubi del potere politico.
Tuttavia nonostante l'ottundimento della coscienza religiosa nell'uomo moderno, con insistenza si ripete, in maniera sconcertante, l'incontro fra l'umano e il divino.


ESTASI SOGGETTIVA O OGGETTIVA?


Il mercato della droga oggi è in rapida espansione e consente un facile accesso al bisogno di «felicità» insito in ciascun uomo. Come afferma Margnelli la religione ha sempre offerto un suo modello di estasi, perseguibile talora a prezzo di grandi sacrifici.
La scienza ha frequentemente negato l'esistenza di un ampio spazio interiore, mentre la droga offre evasione, divertimento, esplorazione, viaggi e tutto ciò che le altre due sembrerebbero negare. I veri mistici religiosi raggiungono infatti le più alte vette dell'interiorità talora a prezzo di grandi rinunce, mortificazioni severe e auto discipline che, ovviamente, fanno dell'esperienza chimico-farmacologica un puro surrogato commerciale. In realtà l'estasi cattolica è un fenomeno poco conosciuto dal momento che, secondo le tradizioni agiografiche, in molte occasioni (anche nei veggenti di Medjugorje), l'estasi si verifica in maniera repentina, indipendentemente dagli stati d'animo e al di fuori di qualsiasi predisposizione.
La questione fondamentale consiste allora nello stabilire, a riguardo delle visioni e delle apparizioni, se il veggente crede in ciò che vede oppure vede ciò che crede.
Nel primo caso la fisiologia del fenomeno conoscitivo viene pienamente rispettata (pur nella straordinarietà dell'incontro), mentre nel secondo caso ci si troverebbe di fronte ad una proiezione allucinatoria di carattere francamente patologico.
Lo studio delle condizioni soggettive del veggente per la recezione delle visioni ed apparizioni costituisce un elemento fondamentale per la valutazione del fenomeno estatico. Margnelli ancora ha scritto:
«In rare occasioni la comunità scientifica si è organizzata appositamente per compiere osservazioni approfondite, nominando commissioni di studio composte da ricercatori qualificati (menti cioè educate all'osservazione sperimentale) e ha potuto allestire qualche verifica strumentale e di laboratorio che ha arricchito il quadro delle informazioni.
E' auspicabile che in futuro la scienza si muova sempre con maggior competenza, organizzazione e chiarezza di intenti in questo campo talmente vasto e intricato che è il «fenomeno estatico».


SETTE SECOLI DI ESTASI


Un medico francese del secolo scorso Antoine Imbert-Gour-beyre ci ha lasciato uno studio qualificato e attendibile sulla descrizione sintomatologica, fisica e mentale dell'estasi mistica, con criteri moderni di statistica clinica. Egli scelse un campione umano molto particolare, quello degli stigmatizzati: sono, naturalmente, mistici che hanno abbondanza di estasi, anzi nella stragrande maggioranza dei casi le stigmate vengono ricevute proprio in estasi, ma in tal modo il ricercatore francese ha eliminato dal materiale d'indagine moltissimi casi altrettanto importanti e ben descritti quanto quelli di cui si è occupato.
Il Gourbeyre raccolse un campione di 321 qasi: praticamente tutti quelli segnalati da S. Francesco in poi comprendendo anche casi incompleti e imperfetti che non avevano superato l'esame dell'ortodossia.


SINTOMATOLOGIA DELL'ESTASI


Lo stesso Antoine Imbert-Gourbeyre riassumeva la sintomatologica dell'estasi in una triade:
1) Anestesia
2) Catatonia
3) Espressione estatica (di gioia) del volto.


In effetti si tratta dei sintomi più salienti e vistosi che manifestano questi strani «malati» che sono gli estatici.
Del primo cardine della triade, ovvero dell'anestesia totale, abbiamo moltissime constatazioni assai convincenti; innumerevoli sono le testimonianze sull'anestesia soprattutto dolorifica degli estatici. E', in genere il primo tentativo che gli osservatori fanno per svelare la frode: oggi si può affermare con sicurezza che l'anestesia dolorifica in estasi è totale, sia per il dolore di tipo meccanico che per quello termico, sia per quello chimico che per quello evocato mediante stimolazione elettrica. Quanto alla sensibilità profonda anche questa sembra del tutto assente nella fase mistica e ciò è stato abbondantemente dimostrato dagli studi di Warlomont e Lefebvre. Abbondanti sono poi gli accenni allo stato della sensibilità retinica: infatti molti di questi mistici ricevettero direttamente nelle pupille forti luci di illuminazione senza manifestare fastidio o reazioni riflesse involontarie dimostrando così i segni di una completa ma transitoria amaurosi. L'anestesia olfattiva fu dimostrata più volte ponendo sotto le narici dell'ammoniaca: lo stimolo non provocò né reazioni comportamentali, né soprattutto riflesse e cioè la lacrimazione.
Dal momento che anche la funzione uditiva è stata dimostrata abolita nei gradi più elevati di estasi, si potrebbe concludere che questo stato di coscienza si accompagna alla perdita temporanea e reversibile delle sensibilità retinica, olfattiva, uditiva, gustativa e anche vestibolare come dimostrato in altre occasioni.
Molto sicura, perché ha ricevuto innumerevoli conferme e perché è un sintomo neurologico di primaria importanza, è la midriasi estatica (dilatazione pupillare). Nel massimo stato di coscienza, la pupilla è completamente aperta, spalancata, e non reagisce più alla luce (questo dato, insieme a molti altri precedentemente descritti è stato parzialmente riscontrato anche dai nostri studi sui veggenti di Medjugorje).
Per ciò che riguarda poi un'altra triade sintomatologica spesso rilevata, ovvero la frequenza cardiaca, respiratoria e la temperatura cutanea si è assistito ad un aumento sensibile di questi tre parametri. Per quanto l'estasi sia un fenomeno dinamico, e quindi la frequenza cardiaca e respiratoria possano variare da un momento all'altro tuttavia ciò serve a confermare che l'estasi cattolica è uno stato di iperattivazione ergotrofica.


IL CONTENUTO MENTALE


Il terzo elemento della triade sintomatologica di Imbert-Gourbeyre è il contenuto mentale.
Solitamente i teologi mistici identificano tre livelli differenti di psichismo estatico: raccoglimento, preghiera intcriore e rapimento dello spirito; tuttavia a questa generica classificazione si contrappongono alcuni esempi di estatici in cui il contenuto mentale non era riconducibile alla sopracitata suddivisione. L'incapacità poi di ricordare il contenuto delle estasi è un fatto assodato in tutti i veggenti quando il contenuto mentale raggiunge il terzo livello e cioè: il rapimento dello spirito. In questo caso l'esperienza viene detta ineffabile. Resta soltanto un vago ricordo di gioia, di pace, di luminosità e un senso di fusione con l'Assoluto.
A livelli inferiori, nelle cosiddette estasi parlate, il contenuto mentale è stato indagato a fondo. In passato le registrazioni di questi colloqui mistici, in mancanza del magnetofono, venivano fatte col cosiddetto metodo tachigrafico: cinque o sei persone che assistevano all'estasi erano munite di carta e penna; la prima persona trascriveva la prima frase, la seconda la seconda e così via, fino a poter ricostruire tutto il discorso estatico.


CONSIDERAZIONI NEUROFISIOLOGICHE


Da un punto di vista strettamente scientifico, l'estasi cattolica si presenta come un soggetto di studio ideale, perché è preciso, uniforme, ripetitivo nel tempo e nello spazio: individui di diverse epoche e di differenti provenienze sociali, diversi per età e sesso, una volta abbracciato un credo religioso unico ed esercitate le stesse pratiche mistico ascetiche, hanno manifestazioni psicofisiche uguali. In questo senso il campione è statisticamente omogeneo e in questo senso si è attuata la selezione operata dai giudici dei tribunali ecclesiastici.
Prese nel loro insieme, le caratteristiche neurologiche dell'estasi cattolica richiamano l'attenzione su due aree del sistema nervoso centrale: vari nuclei del tronco encefalitico e il sistema limbico. Per ciò che riguarda le anestesie e in particolare quella dolorifica, questa è quasi sicuramente dovuta all'attività massimale del cosiddetto sistema intrinseco di controllo del dolore che ha sede nella struttura reticolare del tronco encefalico. Le altre anestesie, non sono così semplicemente spiegabili, anche se probabilmente le medesime strutture reticolari hanno una notevole importanza perché sede dimostrata di strutture filtranti l'afflusso dei messaggi sensitivi verso la coscienza.
Quanto alla rigidità estatica e all'opistotono, che talora si osserva, si è constatato che le strutture reticolari e i nuclei di Deiters hanno un ruolo cruciale.
Lo stato di coscienza che più sembra avvicinarsi all'estasi, è la trance ipnotica. Il paragone però, deve essere contenuto al puro aspetto neurofisiologico perché indubbiamente lo psichismo dei due stati diverge notevolmente» (*).
La scienza sperimentale non è in grado di spiegare in maniera esauriente i fenomeni estatici che la clinica talora ha frettolosamente definito come «condizioni isteriche».
La mistica non è probabilmente riducibile al fenomeno della storia delle religioni né ad un fenomeno psicologico. Come afferma H. U. Von Balthasar «nella mistica cristiana non si tratta né di "religione" né di "psiche", bensì della rivelazione di Dio in Gesù Cristo trasmessa in uno stato particolare, provocato dallo Spirito Santo, di un recettore e mediatore ecclesiale».
Sarebbe presuntuoso l'atteggiamento di chi volesse ridurre ogni fenomeno alla propria capacità di misurarlo. Il metodo per conoscere un oggetto è determinato dall'oggetto stesso e non è stabilito dal soggetto (adequatio rei et intellectus: S. Tommaso). Così la ragione può divenire come una finestra spalancata su una realtà più grande che può essere tangibilmente sperimentata, ma i cui estremi non possono essere drasticamente definiti. Lo studio scientifico del recettore umano di una esperienza mistica non deve cedere alla tentazione di un giudizio esauriente, riducendo la valutazione del fenomeno, al proprio punto di vista, necessariamente limitato.
Così crediamo fermamente che il compito della scienza e della medicina nei confronti dell'estasi cattolica consiste nel contribuire all'identificazione dell'autenticità di questa condizione, escludendo allo stesso tempo la frode e la patologia organica o comportamentale.
Successivo compito dell'Autorità nella Chiesa sarà quello di stabilire un limite ovverossia la sponda di quel fiume dove viva è solo l'acqua che vi scorre dentro.


* Marco Margnelli, La droga perfetta, Riza scienze N. 3, marzo 1984.

Visite: 382

TAGS: Dossier