Maria a Medjugorje Messaggio del 25 marzo 1985:Le grazie potete averne quante ne volete: dipende da voi. L’amore divino potete riceverlo quando e quanto ne volete: dipende da voi.

GLI STUDI MEDICI D'EQUIPE FRANCESE





GLI STUDI MEDICI SUI VEGGENTI ESEGUITI DALL'EQUIPE DELL'UNIVERSITÀ DI MONTPELLIER - Dr. Giacomo Mattalia

Oltre al nostro gruppo di studio e a quello del governo jugoslavo che per primo ha analizzato i ragazzi veggenti di Medjugorje, anche una equipe medica francese guidata dal mariologo Rene Laurentin si è recata in Erzegovina quattro volte nel 1984 e precisamente il 24 e 25 marzo, il 9 e 10 giugno, il 6 e 7 ottobre ed infine il 28 e 29 dicembre avendo l'opportunità di incontrare in quest'ultima occasione anche il dr. Mattalia, della Commissione Medica Italiana e di avere con lui uno scambio di opinioni sui risultati conseguiti dai due gruppi di studio. L'esame clinico dei veggenti compiuto prima, durante e dopo l'apparizione permette di eliminare formalmente qualsiasi segno clinico paragonabile a quelli che possono essere osservati nell'allucinazione individuale o collettiva, o nell'isteria, nella nevrosi o in estasi patologica.
Gli studi elettroencefalografici eseguiti su Ivan Dragicevic e Marija Pavlovic permettono di scartare del tutto in questi soggetti nel giorno dell'esame fenomeni di sogno, di sonno o di epilessia. Nel momento delle tre registrazioni, la prova di stimolazione luminosa intermittente (SLI) non ha permesso di osservare scariche elettriche di tipo epilettico prima, durante e dopo l'estasi. La normalità degli esami del fondo dell'occhio permette di escludere una anomalia organica. L'allucinazione visiva derivante da un danno del recettore sensoriale e periferico (che si trova a volte nelle persone anziane o malate) è esclusa. Il sistema oculare è anatomicamente e funzionalmente normale.
Durante l'estasi il funzionamento riflesso delle palpebre alla minaccia e alla luce abbagliante viene inibito; il battito fisiologico regolare delle palpebre è molto ridotto in due veggenti e abolito negli altri due. All'inizio della visione c'è in due veggenti simultaneità ad 1/5 di secondo nella cessazione dei movimenti dei globi oculari e ripresa simultanea degli stessi movimenti al cessare dell'estasi. Uno schermo posto di fronte ai loro occhi non disturba la loro visione che obbliga gli sguardi dei veggenti a convergere verso una medesima direzione.
Anche la funzione cardiaca è stata indagata a fondo dall'equipe di Montpellier: in tutte le fasi dello studio, il ritmo cardiaco appare rapido, sempre superiore a 90 pulsazioni al minuto.
Durante l'estasi si è notato in Ivanka e Marija una leggera diminuzione della frequenza cardiaca mentre in Vicka e Ivan una notevole accelerazione.
Questi risultati secondo i medici transalpini non sono significativi: traducono una differenza nel comportamento emozionale considerando che sia il periodo che precede, quello che segue e l'estasi vera e propria corrispondono ad un evento sempre nuovo, sempre diverso e paranormale per i veggenti.
L'evoluzione della pressione arteriosa in due veggenti permette di osservare durante l'estasi contrariamente ai nostri risultati, una diminuzione della stessa da 4 a 11 mm. di mercurio che non riveste nessun particolare significato. Per ciò che riguarda la prova dei potenziali uditivi che studiano l'influsso nervoso dalla periferia (ovvero dalla coclea che è una parte dell'orecchio interno) fino ai nuclei del tronco encefalico, si può affermare che le vie multiple sono normali fino ai nuclei della base cerebrale. L'andamento regolare del tracciato elimina formalmente un'allucinazione uditiva di tipo epilettico.
Il gruppo medico francese si è anche soffermato sullo studio della funzione fonatoria: le modificazioni di movimento dell'ago sul misuratore di impedenza indicano le variazioni del funzionamento laringeo; inversamente l'immobilità dell'ago indica un'immobilità della laringe. Ebbene, durante i due periodi muti dell'estasi (prima e dopo il Pater e il Gloria che recitano con la Vergine) si ha totale cessazione del funzionamento laringeo (ago immobile) senza modificazione del funzionamento dei muscoli della mimica facciale.

Conclusioni della perizia

Il fenomeno delle apparizioni di Medjugorje in Jugoslavia, studiato in diversi periodi dell'anno 1984 su 5 veggenti, si rivela scientificamente inspiegabile. L'osservazione clinica e strumentale condotta dall'equipe francese permette di affermare che questi giovani sono normali, sani di corpo e di mente.
Gli studi clinici e paraclinici minuziosi realizzati prima, durante e dopo le estasi conducono alla conclusione che scientificamente non esiste nessuna modificazione patologica dei parametri oggettivi studiati: elettroencefalogramma, elettrooculogramma, elettrocardiogramma, potenziali uditivi.
Quindi:
- non si tratta di epilessia, lo dimostrano gli elettroencefalogrammi
- non si tratta di sonno o di sogno, perché anche questo lo dimostrano gli elettroencefalogrammi
- non si tratta di allucinazione nel senso patologico del termine.
Non è una allucinazione uditiva o visiva legata ad un'anomalia a livello dei recettori sensoriali periferici (poiché le vie uditive e visive sono normali).
Non è una allucinazione parossistica: lo dimostrano gli elettroencefalogrammi.
Non è una allucinazione di tipo onirico come possono essere osservate nelle confusioni mentali acute o nel corso dell'evoluzione delle demenze atrofiche.
- non si tratta di isteria, di nevrosi o di estasi patologica, perché i veggenti non hanno alcun sintomo di queste affezioni in tutte le loro forme cliniche.
- non si tratta di catalessi, perché durante l'estasi i muscoli della mimica non sono inibiti ma funzionano normalmente.
I movimenti di attenzione del globo oculare dei ragazzi cessano simultaneamente all'inizio dell'estasi e riprendono immediatamente alla fine. Durante il fenomeno estatico gli sguardi convergono e c'è come un faccia a faccia tra i veggenti e la persona che è oggetto delle loro visioni.
Questi giovani hanno sempre un comportamento non patologico e ogni sera alle ore 17.45 essi cadono in uno «stato di preghiera» e di comunicazione interpersonale. Essi non sono degli emarginati, sognatori, stanchi della vita, angosciati: sono liberi e felici, ben inseriti nel proprio paese e nel mondo moderno.
A Medjugorje le estasi non sono patologiche e non c'è imbroglio. Nessuna denominazione scientifica pare adatta a designare questi fenomeni.
Si potrebbero definire come uno stato di preghiera intensa, separata dal mondo esterno, uno stato di contemplazione e di comunicazione coerente e sana, con una persona distinta che essi solo vedono, odono e possono toccare.





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