Maria a Medjugorje Messaggio del 2 settembre 2017:Cari figli, chi potrebbe parlarvi meglio di me dell’amore e del dolore di mio Figlio? Ho vissuto con lui, ho patito con lui. Vivendo la vita terrena, ho provato il dolore, perché ero una madre. Mio Figlio amava i progetti e le opere del Padre Celeste, il vero Dio; e, come mi diceva, era venuto per redimervi. Io nascondevo il mio dolore per mezzo dell’amore. Invece voi, figli miei, voi avete diverse domande: non comprendete il dolore, non comprendete che, per mezzo dell’amore di Dio, dovete accettare il dolore e sopportarlo. Ogni essere umano, in maggior o minor misura, ne farà esperienza. Ma, con la pace nell’anima e in stato di grazia, una speranza esiste: è mio Figlio, Dio generato da Dio. Le sue parole sono il seme della vita eterna: seminate nelle anime buone, esse portano diversi frutti. Mio Figlio ha portato il dolore perché ha preso su di sé i vostri peccati. Perciò voi, figli miei, apostoli del mio amore, voi che soffrite: sappiate che i vostri dolori diverranno luce e gloria. Figli miei, mentre patite un dolore, mentre soffrite, il Cielo entra in voi, e voi date a tutti attorno a voi un po’ di Cielo e molta speranza. Vi ringrazio.

CONVEGNO SCIENTIFICO INTERNAZIONALE

Dott. Clotilde Farina




Verbale della riunione del giorno 8/10/1985 inerente i risultati delle ricerche condotte a Medjugorje il mese di settembre '85, giorni 7-8-9.

L'otto Ottobre 1985 in Faina, provincia di Milano, si svolge un convegno per ascoltare l'equipe medica che ha raccolto informazioni scientifiche sui ragazzi di Medjugorje che asseriscono di vedere e parlare con la Madonna. La riunione comincia con una preghiera elevata allo Spirito Santo preceduta da una breve introduzione del presidente dell'A.R.PA.: «Prima di iniziare vogliamo elevare una preghiera alla nostra Madre Celeste, la Beata Vergine Maria, Regina della Pace, in nome della quale siamo oggi qui riuniti. Preghiamo pure lo Spirito Santo, affinché ci aiuti ad essere al servizio della Verità».
Dopo un indirizzo di benvenuto a tutti i presenti, il Dott. Luigi Farina presidente dell'A.R.PA. presenta le persone che partecipano all'incontro e precisamente:
- Sua Eccellenza Mons. Pavol Maria Hnilica, il quale assume la presidenza della riunione
- Abate Rene Laurentin di Parigi
- Un assistente ecclesiastico della diocesi di Genova, il quale assume l'incarico di moderatore della riunione
- Don Luigi Bianchi di Cera Lario
- Prof.ssa Wanda Poltawska di Crakovia
- Dott. Claes del Belgio
- Prof. Giuseppe Bigi di Milano
- Ing. Saverio Brighenti di Milano
- Dott. Luigi Frigerio di Carate Brianza - Milano
- Dott. Paolo Maestri di Milano
- Prof. Marco Margnelli di Milano
- Dott. Giacomo Mattalia di Torino
- Dott. Raffaele Pugliese di Milano
- Prof. Maurizio Santini di Milano
- Dott. Giorgio Pattaro di Padova


Sono presenti i dirigenti dell'A.R.PA.:
- Avv. Ambrogio Sangalli
- Dott. Dario Maggioni
- Rag. Sandro Barni Sono presenti pure i rappresentanti della Chiesa locale:
- Mons. Luigi Gandini, Prevosto di Seregno e Decano
- Don Franco Resinelli, Parroco della Parrocchia di Faina
- Don Agostino Cerri, Parroco di Giussano-Milano
- Don Ambrogio Mojoli, precedente Parroco di Paina
- Don Mario Galbiati, Parroco di Arcellasco (Co) - responsabile di «Radio Maria», i quali sono stati invitati ad assistere alla riunione quali uditori.


Il Dott. L. Frigerio inizia l'intervento dei medici spiegando come, dopo essere stato diverse volte a Medjugorje sia per osservare che per studiare i fenomeni dal punto di vista scientifico, si sia sentito spinto a fondare insieme a L. Farina, G. Mattalia ed altri, l'associazione A.R.PA., che ha come oggetto sociale lo studio scientifico dei fenomeni che in suddetta località accadono.
La riunione prosegue con gli interventi, sotto riportati, dei diversi relatori.


- Moderatore: «Vi invito alla discrezione assoluta su ciò che qui sarà comunicato. Programma di oggi è di ascoltare l'equipe medica che darà informazioni e giudizi scientifici, non allo scopo di convincere, ma per far cadere alcune obiezioni. Verrà esposta una documentazione scientifica e verranno tratte alcune conclusioni. Si chiede ai medici di concludere solo con ciò che può essere dimostrato con metodo scientifico. Chiedo anche di voler precisare e spiegare in modo tale che tutti possano capire».

- Dott. L. Frigerio: «Ero già stato a Medjugorje allo scopo di studiare i fenomeni, ma nell'ultimo viaggio ho voluto tener conto degli studi già effettuati dal Prof. Joyeux di Montpellier. La complessità della nostra équipe era composta da tre sottogruppi di studio:
1) Il gruppo che faceva capo al Prof. Santini, neuropsicofarmacologo che ha approfondito gli studi soprattutto sulla sensibilità al dolore. Gli strumenti utilizzati sono stati: l'algometro e l'estesiometro corneale. L'uso di questi strumenti ha permesso di studiare rispettivamente: la soglia di sensibilità al dolore e il riflesso corneale (valutati non solo in termini di presenza/assenza di risposte ma anche in termini quantitativi).

2) Il gruppo del Prof. Margnelli, neurofisiologo del C.N.R., già assistente alla cattedra di fisiologia umana all'Università degli studi di Milano. Da questo gruppo è stato utilizzato un poligrafo per la registrazione di alcuni parametri fisiologici: frequenza respiratoria, pressione arteriosa, frequenza cardiaca, potenziali elettrodermici, portata vascolare e resistenza vascolare periferica. L'insieme di tutte queste registrazioni permette di stabilire se il soggetto in esame dice il vero o il falso, per questo lo strumentario viene utilizzato come macchina della verità. Questo tipo di studio è stato effettuato sia per l'estasi che per la locutio cordis.

3) Gruppo del Prof. P. Maestri e dell'Ing. S. Brighenti i quali hanno studiato i potenziali evocati con un ampliphon MK10. Scopo di questa indagine era quello di analizzare la conduzionenervosa nelle vie sensoriali uditive, visive e somato-sensoriali. E' stata eseguita anche la pupillometria che rileva le variazioni del diametro pupillare».

- Prof. W. Poltawska: «C'erano anche psichiatri nell'equipe?»

- Dott. L. Frigerio: «Il Dott. Sanguineti, psichiatra e criminologo, aveva avuto modo di osservare i ragazzi precedentemente».

- Prof. M. Santini: «Mi sono sempre interessato allo studio del dolore e del sistema nervoso vegetativo Orto e Parasimpatico. Abbiamo messo a punto un metodo di indagine che permette di eliminare il fattore emozionalità. Si tratta di una piccola placca (un cm2 di superficie) d'argento che viene messa a contatto della cute e viene scaldata fino a 50°C. La placca può disperdere calore, per questo viene collegata al nostro strumento che la mantiene sui 50°C. La prima fase dello studio è stata quella di raccogliere dei dati preliminari che si riferissero ad una condizione di base. Abbiamo preso dei valori basali, in stato di quiete, a livello della seconda falange del primo, terzo, quinto dito della mano e al polso. Ho esaminato Marjia il sette di Settembre 1985, prima e dopo l'estasi. Ci sono segni di ipoestesia a sinistra compatibili con un TIA (transitory ischemie attact) risalente al Dicembre scorso. I valori risultanti vengono espressi in decimi di secondo. L'esame si svolgeva così: si applicava lo stimolo nocicettivo e si registrava dopo quanto tempo se ne allontanava. I valori o soglie dolorifiche basali andavano da 0,3 a 0,8 secondi. Purtroppo non esistono in letteratura dati comparabili che riguardino stati di estasi, santi o mistici. Bisogna ricordare che lo stimolo a 50°C per la durata di 4-5 secondi provoca una ustione, per questo i tempi di soglia dolorifica sono tempi determinati da me, durante l'estasi, perché volevo evitare di giungere alla lesione. Solo per fare alcuni esempi: al dito medio sinistro la soglia è passata da 0,3 sec. (basale) a 3 sec. e a livello del polso da 0,8 a 4,6 sec.».

- Moderatore: «Esistono casi di analgesia completa non indotta?»

- Prof. M. Santini: «Una analgesia completa si verifica in una malattia congenita che è la disautonomia familiare. In questa malattia però l'analgesia è permanente e non transitoria come nel caso da noi studiato. Durante le mie ricerche sul dolore ho scoperto che il simpatico, oltre che innervare alcuni organi e visceri, si distribuisce anche ai ricettori sensitivi che recepiscono la sensibilità dolorifica. Questa mia osservazione purtroppo contraddice i risultati del Prof. M. Margnelli che ha evidenziato un ipertono ortosimpatico (questo si accompagna ad una depressione del parasimpatico). A confortare la mia ipotesi sull'attività del sistema simpatico c'è poi il dato che nel diabetico affetto da neuropatia, (malattia dei nervi che rende insensibili al dolore) la sensibilità dolorifica ritorna sotto l'azione di un farmaco parasimpaticomimetico. Dopo Marjia ho testato anche Jakov: questi era letteralmente terrorizzato dall'idea di dover sentire dolore. Dopo aver preso qualche valore basale gli ho promesso, prima dell'estasi, che non l'avrei stimolato. Durante l'estasi ho potuto testare una sola volta. La mia idea è che questo ragazzo era così terrorizzato che la profondità dell'estasi non doveva essere quella solita. I valori infatti sono passati da 0,2 sec. a 0,8 sec. (all'indice). Dopo questo tempuscolo il ragazzo ha spostato il dito di 0,5 cm.: ha risposto allo stimolo doloroso. Ma c'è un altro fatto da considerare: la frequenza dell'ammiccamento spontaneo in Jakov era stata frequente durante quell'estasi. Forse la mia presenza lo ha disturbato. In altre estasi aveva avuto valori più bassi di ammiccamento spontaneo. La seconda prova consisteva nella valutazione della estasia corneale (riflesso corneale) con l'uso di un estesiometro. L'ammiccamento spontaneo in Jakov era già piuttosto frequente ma nell'ultima parte dell'estasi non ammiccava più (forse che solo in quel momento fosse entrato in estasi?). In questo stesso istante ho toccato la cornea e non ha reagito con l'ammiccamento. Lo stimolo era piuttosto intenso (ben 190 mg.) rispetto ai valori che usualmente vengono adottati per queste prove (4 mg.). Da notare che i valori basali di Jakov erano molto bassi (risposta a 2 mg.).


Prove su Ivan: siccome le vie acustiche e visive sono aperte ho voluto testare il nervo trigemino. Ho quindi collocato la placchetta sul territorio cutaneo innervato dal trigemino per testarne la sensibilità. E' risultato che mentre a livello corneale la sensibilità era presente, a livello della cute frontale questa era assente. Dopo l'estasi il valore preso alla fronte era di 0,4 sec. durante l'estasi il valore era stato di 2,8 sec., cioè il 700% in più. Al polso i valori erano passati da 0,5 a 2,5 sec. (io stesso ho levato dopo questo tempo). Questi valori sono stati confermati da prove successive sempre su Ivan. Risultato di tutto questo studio è stato di rilevare una anestesia completa e transitoria limitata al periodo dell'estasi. Nella letteratura medica non sono descritti casi di questo genere (forse si può riportare come esempio lo stato di ipertono simpatico tipico della sindrome del soldato in trincea)».

- Dott. P. Maestri: «Su Ivan la sensibilità corneale è stata misurata?»

- Prof. M. Santini: «No, non è stata misurata però, mentre da una parte c'è l'am-miccamento, dall'altra non c'è più sensibilità sul territorio cutaneo innervato dalla I branca del trigemino. Può succedere perché la via visiva è aperta e questo spiega (come verrà meglio illustrato in seguito) la presenza di sensibilità corneale. Il trigemino sarebbe così diviso in una branca funzionante e in una no».

- Prof. M. Margnelli: «Ho portato con me uno strumento: il poligrafo psicofisiologico (Diplomat one), una sorta di macchina della verità. I parametri registrati erano: resistenza costale, Resistenza diaframmatica, Resistenza elettrica della pelle, flusso ematico ad un dito e frequenza cardiaca. Si tratta quindi di indici che vengono registrati e che sono sensibilissimi ad eventi emozionali: test della verità utilizzato negli USA ormai da 20 anni. In pratica questo metodo serve ad indagare il sistema nervoso vegetativo. Ho voluto inquadrare questi dati in un momento definito estasi. Ciò che mi attendevo era di stabilire se i ragazzi mentivano oppure no. Li ho studiati in tre episodi: Jakov il 7-8 Settembre. Ivan il giorno 9 Settembre. I risultati più importanti riguardavano la frequenza cardiaca e il flusso ematico (indice della pervietà o della chiusura del letto capillare). Per quanto riguarda la frequenza cardiaca, si è osservata una tachicardia (frequenza media di 150 battiti/min.) e per il flusso ematico al dito (III dito sinistro) si è notata una riduzione ad un terzo del valore normale (stabilito in condizioni basali nello stesso soggetto: in questo caso specifico, Jakov). Questa riduzione di flusso comportava: pallore cutaneo, secchezza e diminuzione della temperatura. Si tratta quindi di una condizione di ipertono ortosimpatico che comporta la chiusura degli sfinteri precapillari. Purtroppo, non sono riuscito a misurare contemporaneamente la pressione arteriosa perché Jakov riferiva di sentire dolore per lo stringersi prolungato del manicotto (già nel rilevamento basale). Con la macchina della verità, si può valutare ciò che viene definito come riflesso psico-fisiologico. Questo parametro costituisce un indice importante: può svelare la frode, rivelare uno stato diverso di coscienza e informare se il soggetto ha emozioni oppure no. Nella prima estasi di Jakov si assisteva ad una discesa lenta e progressiva della resistenza elettrica cutanea seguita da un graduale aumento poco prima del ritorno dall'estasi (io definisco quest'ultimo fenomeno come alleggerimento dell'estasi). Per valutare correttamente questo indice, bisogna premettere che è sufficiente un rumore perché si inneschi la reazione elettrodermica. Così era avvenuto durante il rilevamento dei valori basali dei ragazzi, prima dell'estasi. Immaginiamo i veggenti durante l'estasi, con i rumori dell'ambiente e la confusione circostante. I valori di base, in Marija, rilevavano almeno cinque reazioni pur in ambiente ottimale tranquillo. Il Prof. Santini, durante l'estasi, eseguiva i suoi tests e io nel frattempo registravo per vedere se avevano paura della stimolazione algogena. Ho potuto stabilire la totale indifferenza ed estraneazione all'ambiente circostante; posso così concludere che non c'è frode o simulazione. Ritornando alla frequenza cardiaca, (media 150 batt./min.) in base a questo parametro si possono identificare quattro momenti durante l'estasi:

1) periodo prodromico: quindici minuti prima dell'estasi. La frequenza cardiaca media, in questo momento, è superiore alla media dell'estasi e raggiunge i 157 batt./min. Anche il pletismogramma da valori superiori. Questo periodo corrisponde al momento in cui i ragazzi pregano, prima di interrompersi.

2) segue il periodo in cui la frequenza cardiaca si eleva a 180 batt./min. per la durata di 2-3 secondi.
3) la frequenza cardiaca si stabilizza sui 130 batt./min. (periodo di stato).
4) periodo caratterizzato da una frequenza cardiaca doppia rispetto ai valori basali normali. Questo avviene prima di uscire dall'estasi e corrisponde al momento in cui i ragazzi emettono un sospiro profondo. In Ivan i risultati erano ancora più evidenti nel confermare una ipertonia ortosimpatica diffusa a tutti i parametri considerati. Voglio ricordare che la resistenza elettrica cutanea è legata alla sudorazione: si fa passare una debole corrente elettrica attraverso il sudore che è una soluzione idro-salina in grado di aumentare la conduzione elettrica. Conclusioni: i ragazzi esaminati, in base alla resistenza elettrica cutanea, frequenza cardiaca, pressione arteriosa e ipertono precapillare, si trovano in una condizione definita come stato di ergotrofismo. Questo è il modo in cui viene interpretata l'estasi nella letteratura medica. Significa stato di stress enorme, riscontrabile solamente in condizioni estreme (come, per esempio, nella sindrome da schiacciamento). Torno quindi a ripetere che non può sussistere frode o bugia. Per estasi si intende uno stato di totale alienazione dei sensi. La sensibilità e l'alienazione dei sensi sono state studiate molto ampiamente con diversi sistemi (aghi, spilloni, ecc.), io preferisco definire questo stato come estasi».

- Dott. L. Frigerio: «Hai avuto modo di studiare altri casi di estasi. Questa estasi è sovrapponibile, come caratteri, alle altre prese in esame dalla Chiesa?»

- Prof. M. Margnelli: «Si, è sovrapponibile e si avvicina, come carattere, alle estasi cosiddette 'parlate'. Nel caso di Gemma Galgani, le estasi sono state registrate. Sarebbe utile fare uno studio su queste registrazioni».

- Ing. S. Brighenti: «In questi anni ho avuto modo di farmi un'esperienza nel settore dei potenziali evocati. Oggigiorno esistono metodiche affinate che permettono di studiare alcune funzioni dell'organismo. Con questa metodica si può studiare il sistema nervoso centrale e periferico. Ci si serve di computers perché questo è un metodo piuttosto sofisticato. Questi calcolatori registrano un segnale in linea istante per istante. Viene dato uno stimolo bioelettrico e si registrano le reazioni correlate. Sono state studiate da noi le vie delle sensibilità uditiva e visiva.


Volevamo studiare quelle vie che gli stimoli prendevano durante le estasi. Il segnale da noi utilizzato è estremamente piccolo (un milione di volte più piccolo di quello di una pila di un volt). In pratica cosa fa questa macchina? (Ampliphon MK10) Coi potenziali evocati visivi permette di studiare la funzione della retina e delle vie nervose fino alla corteccia (queste sono vie preferenziali del sistema nervoso centrale, infatti gran parte delle funzioni nervose avviene sotto il controllo della vista). Avremmo potuto studiare anche la conduzione nervosa a livello degli arti ma non siamo riusciti perché comportava un certo fastidio. Avrebbe dovuto essere stimolato un nervo e Marija si è rifiutata di sottoporsi alla prova. Abbiamo poi utilizzato un impedenzometro che indaga la porzione della cassa timpanica e la trasmissione dello stimolo uditivo. La timpanometria inoltre ci ha dato informazioni sulla capacità della membrana timpanica di raccogliere lo stimolo uditivo».

- Dott. P. Maestri: «I tests messi a punto sono stati i seguenti:
1) Test del riflesso cocleo-stapediale
2) Test della sensibilità uditiva
3) Test della sensibilità visiva.
Sono stati eseguiti su Ivan e Marija. Per il primo test non ci sono state modificazioni: la via nervosa è quindi integra. Per la sensibilità uditiva non siamo riusciti ad arrivare alla corteccia ma siamo giunti a metà strada, dove era già arrivato il Prof. Joyeux nei suoi studi. Con i tests della funzione visiva siamo riusciti a dimostrare che la sensibilità raggiunge la corteccia. Questo test, che è il più completo, può essere esauriente? Per avere una risposta definitiva dovremmo fare un test ulteriore; mi spiego. E' vero che abbiamo esaminato le vie dall'occhio alla corteccia, ma ci siamo fermati alla prima stazione corticale. Potrebbe esserci una interruzione tra la prima e le successive (il test dell'onda P-300 può permetterci di testare cosa succede al di là della corteccia primaria)».

- Ing. S. Brighenti: «Vorrei precisare che l'apparecchiatura rivela un segnale molto lieve. L'attendibilità dei tests è stata provata prima dell'estasi su Marija. Purtroppo un test inoppugnabile dovrebbe durare 3-4 minuti (non siamo mai riusciti ad avere un tempo così lungo di estasi)».

- Dott. L. Frigerio: «La perfetta pervietà del tronco encefalico e della via primaria è in netta contraddizione con lo stato di analgesia. Nell'anestesia e nell'ipnosi si avrebbe comunque una modificazione delle prove dei potenziali evocati. I ragazzi oltretutto sono normali da un punto di vista comportamentale. Ne risulta una autentica estasi».

- Ing. S. Brighenti: «Ho sperimentato i potenziali evocati su pazienti anestetizzati. Ho notato un'assenza assoluta dei potenziali evocati somato-sensoriali solo nei soggetti curarizzati».

- Prof. W. Poltawska: «La psichiatria conosce casi di analgesia transitoria (alcuni di questi studi riguardano ragazzi in prigionia). L'analgesia transitoria episodica esiste però se i ragazzi non sono isterici, la sua comparsa è del tutto eccezionale».

- Dott. L. Frigerio: «Ci sono stati psichiatri a Medjugorje. Questi non hanno evidenziato anormalità dal punto di vista psichico».

- Prof. W. Poltawska: «E' tempo di fare qualche esame di tipo psichiatrico. Vicka, quando l'ho vista, mi è sembrata una ragazza semplice, con una fisionomia per nulla eccezionale, eppure durante l'estasi il suo viso sembrava completamente trasfigurato, più bello. Questi ragazzi sono insieme e senza segnali agiscono in perfetta sincronia. Fuori di Chiesa sono semplici, naturali, normali. Si comportano allo stesso modo di tutti gli altri ragazzi. Il luogo poi irradia pace e serenità. Sono ragazzi sorridenti che non fanno troppo rumore. Pregano e cantano insieme. I giovani vengono in~ questo luogo e si interiorizzano, vanno in introspezione. Di fronte ai conflitti del nostro mondo, la Madonna corre là in aiuto. La Madonna aiuta il gruppo degli uomini più esposti al pericolo: i ragazzi. A loro la Madonna vuole fare catechismo. I ragazzi sono più aperti e dotati di senso critico. La gioventù di oggi è in pericolo: rischiano di perdere loro stessi».

- Moderatore: «Ci sono altre domande?»

- Dott. G. Mattalia: «Durante il periodo di studio, tutte le sere, venivano misurate, ai ragazzi, la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca; i valori erano sovrapponibili a quelli rilevati dal Prof. Margnelli. Con l'aiuto di un laringofono elettrico, è stata eseguita un'altra prova allo scopo di registrare i colloqui durante l'estasi. Lo strumento viene appoggiato alla trachea. Vicka è stata scelta per questa prova perché ha una mimica labiale spiccata. Prima dell'estasi abbiamo provato ad usare il laringofono e con la solo mimica i segnali si trasformavano in suoni udibili e comprensibili come parole. Durante l'estasi, il laringofono dava la modulazione di base (rumori di base) ma non permetteva di distinguere le parole. E' stato compiuto un secondo tentativo: la Madonna ha rimandato il colloquio alla sera successiva».

- Dott. L. Frigerio: «Con questi ultimi dati, si stabilisce che, durante le apparizioni, è presente il riflesso foto-motore, mentre a un precedente esame clinico più sommario era risultato assente. L'ammiccamento spontaneo è presente prima, durante e dopo l'estasi anche se con diverse variazioni della frequenza. Esiste poi una modesta midriasi all'esame pupillometrico».

- Prof. M. Santini: «A mio parere, solo nella fase finale la midriasi può essere indice di ipertono ortosimpatico. La tristezza del distacco potrebbe indurre uno stato di stress che esita in un ipertono ortosimpatico».

- Prof. G. Bigi: «Circa la diminuzione del flusso periferico: questa è sincrona ai movimenti respiratori?»

- Prof. M. Margnelli: «Sì, però può essere interpretato come artefatto tecnico».

- Dr. Fatturo: «Ad un esame clinico che ho avuto modo di eseguire sui ragazzi di Medjugorje, ho notato la presenza di una spasticità del polso, di ipotermia e secchezza cutanea durante l'estasi».

- Dr. Primo: «Anch'io ho misurato la pressione arteriosa. L'estasi è stata molto breve e quando è terminata io stavo ancora sfilando il manicotto dello sfigmomanometro. La veggente (Marija) si è sorpresa molto, ricordo ancora la sua espressione stupita».

- Don. L. Frigerio: «Gli indizi da noi raccolti sono positivi: non c'è frode o simulazione. Non si può parlare di prove perché si tratta di indizi. L'unica vera prova è il cambiamento della nostra vita e la crescita della nostra fede».

- Moderatore: «Tre sono i passaggi da compiere: 1) la Chiesa vuole verificare se c'è o non c'è inganno o costrizione da nessuna parte 2) vuole sapere se c'è o non c'è patologia 3) infine giunge alla teologia: essendo i ragazzi perfettamente normali, si deve trovare una spiegazione soprannaturale».

Il Dott. L. Frigerio chiede se ci sono indizi negativi o contraddittori che risultino ai medici presenti, al fine di stabilire la normalità o la patologicità dei ragazzi di Medjugorje. Non essendoci obiezione alcuna, Padre C.M. Charlot riprende dicendo che le estasi possono assumere aspetti diversi da persona a persona e che non esistono leggi identiche ma si tratta di un fenomeno polimorfo variabile secondo la maturità spirituale dei soggetti.
Il parroco di Giussano, don A. Cerri, confessa di accettare il concetto di estasi, ma chiede che la Chiesa possa confermare la presenza reale della Madonna.
Il moderatore risponde che non è compito dei medici stabilire se la Madonna appare oppure no e aggiunge che esistono criteri morali e spirituali coi quali si deve giudicare il contenuto delle estasi. Si tratta comunque di criteri che non devono giudicare solamente i veggenti ma devono interessare anche la collettività. Ribadisce che occorrerà valutare la Fede e il cammino spirituale di questa gente.
Il moderatore sottolinea che il segno più grande consiste nel numero enorme di conversioni che ha potuto documentare attraverso la confessione sacramentale.
Mons. L. Gandini chiede se, dopo queste relazioni, i testi, cioè, i veggenti, possono essere ritenuti veridici. Il moderatore risponde che in un'epoca come la nostra che rifiuta il soprannaturale non deve insinuarsi il dubbio dell'isterismo per negare i fatti di Medjugorje in nome dello scientificismo. Questi chiede poi all'Abate R. Laurentin quali debbano essere i criteri che devono guidare nella valutazione delle estasi di Medjugorje. L'Abate R. Laurentin racconta la sua esperienza nello studio delle apparizioni di Lourdes. Afferma che nella Lourdes di allora, come a Medjugorje oggi, avvenivano false visioni che facevano distogliere l'attenzione da quelle vere e asserisce che è compito dell'Autorità Ecclesiale fare convergere l'attenzione dei fedeli sulla Verità.
L'Abate ribadisce che l'argomentazione più importante a favore di Medjugorje è costituita dalle numerose conversioni non solo fra i giovani ma anche fra gli adulti.
Conclude l'assemblea Mons. P. M. Hnilica il quale invita tutti ad andare a fondo nella ricerca della verità. Sua Eccellenza si congratula poi con l'equipe dei medici per il servizio all'umanità che hanno saputo rendere con le loro conoscenze.

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