Maria a Medjugorje Messaggio del 9 marzo 1986:Venite in chiesa per tempo! A volte sarebbe meglio non venire piuttosto che arrivare di corsa e riandarsene in fretta appena finisce la messa.

Beata Anna Caterina Emmerick: La Chiesa trionfante e quella militante




La Comunità della Chiesa trionfante e quella militante. Il bilancio. Il duro lavoro del Cardo. Il lavoro prezioso della S. Vergine Maria per l’equilibrio della Chiesa militante. I sette Mistici devoti. Il sangue dei Martiri. L’Angelo consolatore delle povere anime. Il Purgatorio e l’inferno.
Le visioni che Anna Katharina ebbe sul meraviglioso Mistero della nostra santa Fede e sul contesto di tutti i membri del corpo di Gesù Cristo, sono varie e ricche d’insegnamento:
Sono toccata da un sentimento inesprimibile di gioia e illuminazione quando, alla luce dello sguardo interiore, vedo la Comunità dei Santi e la loro azione d’amore verso gli altri. Mi sento attratta da tutti gli esseri umani che mi appaiono come figure scure vicine e lontane. Mi assale per loro un amore irresistibile e voglio supplicare, per tutti, Dio e i Santi, i quali sono pronti ad aiutarli con tanto dolce amore. A questi pensieri e visioni sento palpiti d’amore bussare prepotentemente al mio petto, come se fosse già giunto il momento di vivere tutti nella comunità dei Santi, e fossimo tutti insieme in contatto permanente con loro come un unico corpo. Queste percezioni di gioia profonda sono però seguite anche dalla sofferenza, poiché sento che gli uomini sono molto ciechi e duri. Ardimentosamente e con impeto chiamo il Salvatore e gli dico:
“Tu che hai tutta la potenza e questo grande amore che abbraccia l’universo, Tu che puoi tutto non lasciarli perdere, salvali. Aiutali!” Egli, allora mi rispose mostrandomi quanta pena per loro si era preso e si prendeva: “Vedi — così udii — quanto io sono vicino a loro per aiutarli e per salvarli ed essi mi respingono!” Così sentii la sua giustizia come intrisa nella dolce grazia dell’amore.

Il mistero della comunità della Chiesa militante terrena, e di quella trionfante celeste, apparve chiaramente dinanzi agli occhi interiori di Anna Katharina Emmerich, alla quale venne mostrato come annualmente, alla fine di ogni anno ecclesiastico, entrambe le Chiese vengano alla chiusura dei conti.
In questo contesto, il 3 dicembre 1821 la Veggente così raccontava: Ebbi una grande visione sul bilancio tra la Chiesa terrena e quella celeste di quest’anno. Dalla Chiesa celeste (che vidi non come un edificio ma come la quinta essenza di tutte le apparizioni e manifestazioni spirituali), fluiva la S.S. Trinità e Gesù stava alla destra, c’era anche Maria, ma in un piano più basso. A sinistra vidi, in gruppi, i Martiri e i Santi. In un susseguirsi d’immagini mi scorse davanti tutta l’esistenza terrena di Gesù, i suoi insegnamenti e sofferenze. Vidi così che questi insegnamenti e tutte le sue sofferenze contenevano i simboli più alti dei Misteri della misericordia di Dio e gli atti della nostra salvezza, come pure le fondamenta delle celebrazioni religiose della Chiesa militante. In tutte le stazioni della vita temporale di Gesù vidi l’azione salvifica come nostro conforto e sostegno eterno, che ha la base e la fonte eterna della grazia nella Chiesa trionfante e celeste. Questi Misteri sono celebrati dalla Chiesa militante terrena con sacrifici e celebrazioni devozionali, e l’offerta del Santo Sacramento li rinnova alla comunità. Potetti percepire che gli influssi e gli effetti della S. Trinità e delle sofferenze di Gesù si diffondono nell’infinito e si propagano su tutte le cose. Vidi pure tutte le celebrazioni dei Misteri della vita di Gesù fino all’invio dello Spirito Santo, e compresi che la Chiesa dei giorni nostri riceve lo Spirito Santo su tutti i suoi membri puri e preparati, per il rinnovamento della sua missione. Ognuno può pregare per ricevere lo Spirito Santo, a condizione però che sia pronto a prendere su di sé le sofferenze di Gesù e portare questo sacrificio unendosi con Lui, per la sua gloria, e per la Chiesa. L’uomo deve fare tanto quanto può per Gesù Cristo e la sua Chiesa. Vidi poi lo Spirito Santo discendere e passare su tutte le azioni degli Apostoli, dei discepoli, dei Martiri e di tutti i Santi che avevano saputo e sapevano soffrire per Gesù e sacrificarsi per il Suo Corpo mistico: la Chiesa.

Tutti questi formavano le vene viventi del Redentore, dove scorreva il flusso della grazia e della sua sofferenza conciliatrice. Soffrivano in Gesù e Gesù in loro e con loro; di tutto ne prendeva profitto la Chiesa militante terrena. Per mezzo dei martiri ci furono innumerevoli conversioni. I martiri rappresentano i canali mistici. Essi portano il sangue vivente del Salvatore a migliaia e milioni di cuori umani. Tali canali sono percorsi dai dolori della militanza e del martirio. Le sofferenze dei martiri sono come molteplici grazie ecclesiali che operano a pieno profitto per la salvezza della Chiesa militante e terrena che, nelle ricorrenze dei Santi, celebra e commemora queste sofferenze inserendole nel patrimonio comune della cristianità. Tali sacrifici recano un valore eterno di beni inestimabili alla Chiesa, e perciò la stessa dovrebbe celebrarli immedesimandosi negli stessi, animata dalla fede con la preghiera, le opere devozionali e di suffragio. Vidi purtroppo che la Chiesa militante amministra male questi immensi beni, indicibili tesori di grazie della Chiesa celeste. Vidi la Chiesa terrena come un giardino magnifico che cela mille tesori da cogliere, ma questi non vengono raccolti, e con il passar del tempo il campo diviene sterile e arido. Così ebbi la misura della effettiva condizione della Chiesa terrena, cioè la comunità dei fedeli, il gregge di Cristo: tutto era senza vitalità, sonnolento le celebrazioni senza sentimento, e le grazie che dovrebbero essere ricevute in conseguenza di tali celebrazioni cadono sulla terra senza essere colte, trasformandosi in colpe. Ricevetti la consapevolezza che la Chiesa militante avrebbe dovuto espiare tali manchevolezze con esercizi di riparazione per pareggiare i conti con quella celeste e trionfante.

Per colpa delle mancate espiazioni, e dei riconoscimenti delle proprie mancanze, la Chiesa militante per quest’anno non potrebbe regolare i conti con quella trionfante e cadrebbe ancora più in basso. Per questo motivo la S. Vergine Maria, con un assiduo lavoro e avvalendosi della collaborazione nel mondo di sette mistici, si occupava di compensare questa condizione di caduta della Chiesa, degli uomini e della natura. Tra questi sette mistici fui scelta anch’io a partecipare a questa missione di soccorso per il risanamento del bilancio della Chiesa terrena. Nel giorno di S. Caterina, nella casa della “celebrazione delle nozze”, intrapresi con la santa Vergine una faticosa raccolta di tutta la frutta e le erbe necessarie. Iniziammo così tutte le difficili preparazioni. Mi venne affidato il compito di pressare il miele con le mani dal cardo’ e portarlo alla santa Vergine Maria, la quale lo lasciava cuocere e poi lo faceva pervenire dall’alto dove mancava. Nell’amministrazione della Chiesa terrena la colpevolezza si era fatta sempre più evidente, anzi era aumentata. I membri della medesima, durante le loro riunioni nell’anno ecclesiastico, avevano lasciato scorrere quella grazia di Dio, quell’amore, senza saperlo cogliere; avevano dissipato, perduto e guastato questo rifocillante dolce nettare, e molte anime che ne avrebbero avuto bisogno sono state lasciate a languire e inselvatichire nella dimenticanza. Il Signore però aveva preso ciò che mancava dalla Chiesa trionfante, adesso quella militante doveva rendersi conto e rimborsare con gli interessi i doni ricevuti. Le manca molto miele nel bilancio della resa dei conti sull’utilizzazione e l’amministrazione dei tesori della Chiesa trionfante. Questa Grazia dissipata che, simbolicamente, appare nel corpo del mondo come miele, era stata donata da Dio, e questo miele deve essere a Lui ridato. Non bisogna dimenticare, però, che se il raccolto viene fatto nell’epoca della fioritura basta un minimo impegno per un’accurata apicoltura, ma se viene fatto in ritardo, e con trascuratezza, occorrono pene e fatiche. Quando i fiori non ci sono più può essere utilizzato solo il cardo. La compassione di Gesù si avvale dei membri della Chiesa affinché espiino e portino il sacrificio delle pene e dei dolori per le mancanze degli altri. A questo fine uno di questi volontari, scelto da Cristo, spreme con mani insanguinate i pungenti cardi, traendo il miele che viene cucinato e preparato dalla Santa Vergine, la Madre della Chiesa. Il martirio del mio duro lavoro proseguì per giorni e notti. Poi potei vedere la situazione di entrambe le Chiese. In conseguenza a questo duro lavoro ci fu una riduzione del debito, e così quella in basso emerse dall’oscurità e i membri della Chiesa militante si avvicinarono sempre più a quella trionfante.

Come ho già detto, nello stesso modo in cui io lavoravo per servire la Madonna con il fine di sorreggere la Chiesa terrena, operavano nel mondo anche altre tre donne e tre uomini: la stigmatizzata di Cagliari, Rosa Maria Serra, una donna molto malata con grandi infermità corporali; un francescano nel Tirolo, che ho visto spesse volte, e un giovane religioso, in una casa dove si trovavano altri sacerdoti, in una zona montuosa. Quest’ultimo è particolarmente elevato nell’anima, soffre molto per la condizione della Chiesa oberato da dolori immensi. Ogni sera supplica, con cuore sincero rivolto a Dio, di lasciarlo soffrire per tutte le mancanze che oggi appaiono nella Chiesa. Il terzo è un uomo distinto, ammogliato e con molti bambini, ha una moglie cattivissima e confusa, e presa da una pressante occupazione per l’amministrazione della casa. Vive in una grande città, nella quale ci sono cattolici, protestanti, giansenisti 2 e liberi pensatori. Il suo modo di vivere è nel più grande ordine, è sempre pieno di buone azioni verso i poveri e sopporta con sofferenza la moglie cattiva, ma in nobilissimo modo. Nella città in cui vive c’è una strada abitata da giudei e segregata, è chiusa da una parte all’altra con portoni e c’è molto commercio ambulante. Quando poi finii con il mio lavoro mi apparvero, vicino al Salvatore, due grandi tavole dove era raccolto tutto il bene e il male, il bello e il brutto, anche tutti i miei lavori erano rappresentati figurativamente. Su una tavola si trovava tutto quello che era trascurato e annullato, mentre sull’altra c’erano le più belle corone, paramenti e fiori. Le cose più meravigliose di Dio.

Da una parte si potevano vedere ghirlande strappate, brutti vestiti mezzo confezionati ed ogni specie di verdure ed erbe spezzettate, un miserabile mucchio di rovine e cocci: queste sono le rovine che portiamo dentro di noi. A quelle visioni divenni molto triste e non potetti trattenermi dal piangere per due ore a viso chino tanto che sentii il cuore sciogliersi nel petto. Tutti questi frammenti e cose stavano dietro le spalle di Gesù. Allora Egli mi si avvicinò misericordioso, e mi disse: “Solo queste lacrime mi sono mancate, ti ho lasciato vedere tali cose affinché non potessi pensare che fosse imputato a te; ho preso tutto questo sulle mie spalle”. Anche le altre sei persone piangevano e venivano confortate nello stesso modo dal Redentore. Vidi la Santa Vergine avvicinarsi alla Chiesa e stendere su di lei il suo mantello, radunando sotto di esso molti poveri, malati e storpi. Mi apparvero Gesù e gli Apostoli nel più alto Coro della Chiesa e sentii che dalla distribuzione dell’Eucarestia si emanava come una nuova energia tutt’intorno tra i fedeli. In un luogo, che mi sembrò di purificazione, vidi permanere delle anime, altre invece salire in cielo dopo solo un giorno o due. Erano immagini del Purgatorio e della Chiesa sofferente. Mi apparve un altro luogo di attesa, sotto una volta angusta, dove sembrava che le anime avessero la loro prigione. Un Angelo consolatore giunse a confortarle, portando loro un’offerta; vidi la luce rossa di una candela su un altare. Venni a sapere che le povere anime, se non possono aiutare nemmeno se stesse, tuttavia pregano per la Chiesa. Qualche volta mi appare l’immagine della situazione generale della Chiesa, allora vedo tra occidente e settentrione, un buco nero profondo, dove non penetra nessun raggio di luce: mi sembra che questo sia l’inferno. Vidi una grande celebrazione nella Chiesa e molti si univano alla stessa. Vidi allora molte chiese, o meglio sarebbe dire luoghi di preghiera, con banderuole in cima ai tetti. Mi sembra di vedere molta gente senza ordine e relazione con la Chiesa celeste, ma anche senza alcuna relazione con la Chiesa sofferente. Costoro non facevano parte di una comunità fondata e sviluppata, nel senso ecclesiastico della Chiesa militante, sofferente e trionfante e non ricevevano il Corpo del Signore nell’Eucarestia, bensì solo pane. Essi correvano dove si distribuiva il pane. Ma, pur nell’errore, innocentemente, aspiravano in modo devoto e fervente al Corpo di Cristo e venivano appagati nei loro sentimenti religiosi, anche senza il conforto di quest’Eucarestia, mentre i soliti che si confessavano senza vero amore e fervore non ricevevano assolutamente nulla, poiché i veri figli della Chiesa sono coloro che amano il Signore nel profondo del cuore e ricevono da Lui la vera forza.

Visite: 525

TAGS: Beata Anna Emmerick