Maria a Medjugorje Messaggio del 15 maggio 1986:Cari figli, oggi vi invito ad offrirmi il vostro cuore, affinché io possa cambiarlo e farlo simile al mio cuore. Voi mi domandate, cari figli, perché non potete soddisfare le mie richieste; voi non potete fare perché non mi avete dato il vostro cuore affinché io lo cambi. Voi parlate, ma non fate. Vi invito a fare tutto quello che vi dico; così sarò con voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

Beata Anna Caterina Emmerick: La Chiesa militante




Chiesa militante si aprono con un’immagine particolarmente significativa: le venne mostrata la e il mistero del Regno di Dio sulla terra, il e la via della salvezza.
La Veggente così racconta a proposito. Non mi devo meravigliare delle mie pene, ho avuto una grande immagine della colpa e della salvezza attraverso la storia di Gesù Cristo e della condizione del sacerdozio. Da queste immagini ho ricevuto la consapevolezza e il riconoscimento profondo di quante migliaia e migliaia di pene e premure occorrono per riparare i danni e portarsi nell’ambito della salvezza. Ho visto chiaramente i misteri che si celano dietro tutti i peccati e la relativa salvezza, avrei bisogno di un anno per spiegarli nel modo sulla partistoria piano opportuno ma non potrei nemmeno esprimerli. Mi trovavo ancora nella “casa delle nozze” e vidi nelle sue innumerevoli camere, in azioni simboliche, tutte le cause dei peccati. Come quello della caduta degli Angeli e il peccato di Adamo, le innumerevoli colpe che fino ad oggi si sono succedute; allo stesso tempo vidi pure tutti i preparativi per la salvezza del creato fino all’arrivo di Gesù, e la sua morte in croce.

Io vidi la condizione di mancanza e la caduta del sacerdozio e le sue cause; le punizioni, il frutto del compiacimento, la guerra futura e alcuni pericoli. Vidi pure altre minacciose sofferenze incombere su di me. Tutte queste conoscenze mi erano state spiegate come nelle parabole, rappresentate nel modo più chiaro e nel contesto più comprensibile. Tutto scorsi nelle grandi immagini della storia sacra che, come non mai, mi apparve con le visioni. Scorsi ciò come in uno specchio, che ero io stessa. Il mio sposo mi mostrò l’immensa confusione la slealtà interiore di tutte le cose, così pure tutte le sue azioni per la creazione. Alla caduta degli Angeli scesero una moltitudine di cattivi spiriti sulla terra e si diffusero nell’aria. Io vidi nei più diversi aspetti come grande fosse il loro furore, Il primo uomo aveva un’immagine simile a Dio, era come il cielo. Tutto si fondeva con lui e in lui, la sua forma era l’impronta stessa di quella divina. Egli doveva godere e possedere le cose naturali, ma da parte di Dio, e doveva essere grato solo a Lui. Il primo Uomo era libero e perciò più esposto all’esame divino. Il giardino del Paradiso e tutto quello che lo circondava aveva la più perfetta immagine del Regno di Dio. Così era anche l’albero della conoscenza il quale frutto, per il suo contenuto, per le proprietà e gli effetti, non avrebbe dovuto essere mai assaporato dagli uomini, perché attraverso il medesimo l’uomo sarebbe divenuto un creatore di sé stesso e si sarebbe sostituito perfino a Dio nel governo di sé, e avrebbe compreso tutte le cose che in Lui sono infinite, in cose finite. Per questo motivo gli fu proibito di mangiare dall’albero.

All’inizio era tutto uguale e uniforme, poi la collina lucente, sulla quale stava Adamo in Paradiso, si sollevò e si innalzò, e la bianca valle delle colline dove vidi Eva si inabissò e giunse la perdizione. Dopo l’accaduto essi erano diversi. Tutte le forme e la magnificenza del creato erano disperse in loro, tutto l’insieme era in disaccordo, essi vivevano non più di Dio, bensì solo di sé. Erano in due e divennero tre e poi una gran quantità. Siccome volevano divenire come Dio, come tutti in uno, si riprodussero in gran quantità, finendo di separarsi infinitamente da Dio. Costoro, che all’origine erano figure somiglianti a Dio adesso erano divenute solo figure di sé, portando le colpe delle altre figure. Entrarono in rapporto con gli Angeli caduti e si riconobbero in questi. Il mio sposo mi mostrò tutto ciò in modo del tutto chiaro e comprensibile, in un modo che l’avrebbe potuto comprendere perfino un bambino, eppure adesso non lo posso più esprimere nel modo opportuno. Mi ha mostrato il piano e le vie della salvezza fin dal principio, e tutto ciò che Egli ha fatto. Compresi che non è giusto dire che Dio non avrebbe avuto bisogno di morire per noi sulla croce poiché con la sua potenza avrebbe potuto agire in altro modo; Egli agisce usando la sua infinita giustizia, perfezione e misericordia, questo significa che in Dio non c’è nessun obbligo e non si può giudicare il suo agire con l’intelletto, è necessario comprendere che Egli agisce come agisce ed è quello che è. Mi apparve Melchisedech come prototipo di Gesù, sacerdote sulla terra. Costui apparteneva all’ordine eterno del sacerdozio in Dio. Vidi la sua preparazione e la sua azione. Vidi anche Enoch e Noè nel loro significato e nel loro modo di agire. Mi è apparso, nella sua orribile dimensione, anche l’operante regno dell’inferno e delle migliaia di forme delle apparizioni e degli effetti di un servizio d’idolatria terrena, carnale, e demoniaca e dappertutto il riprodursi di certe simili forme impestate per il proseguimento della distruzione e della dannazione del mondo. Così vidi pure i prototipi degli inizi della creazione i quali, nella loro specie, secondo la volontà di Dio, erano sue immagini viventi. Mi apparvero tutti i peccati conseguenti. Mi venne mostrato tutto da Abramo a Mosè, e da Mosè ai profeti e, sempre in immagini, il rapporto vivente e simbolico con i contemporanei. Capii, per esempio, perché i preti oggi non sono più in grado di aiutare e salvare, e il motivo per cui non ne sono più capaci, oppure raramente e in modo così diverso. Mi venne mostrato il dono del sacerdozio tra i profeti e l’origine di questa forma.

Vidi la storia di Eliseo: come costui diede a Giezi il suo bastone per deporlo sul fanciullo morto della donna sunamita . Nel bastone si trovava la forza di Eliseo e il messaggio spirituale in quanto figura del suo braccio stesso, prolungamento del medesimo. Con tale simbolismo appresi pienamente il significato delle origini del bastone dei vescovi e dello scettro dei sovrani e della potenza’ ivi contenuta. Vidi la fede che unisce l’energia del possessore del bastone con l’inviato, e sopratutto la distinzione dagli altri. Giezi non aveva abbastanza fede e la madre del fanciullo credeva solo ad Eliseo come persona fisica dalla quale poteva ricevere aiuto; e così l’energia di Eliseo e il suo bastone furono, in quel caso, separati da Dio dall’umana presunzione, e il bastone non poté guarire. Poi vidi Eliseo stendersi sul fanciullo morto e, mano nella mano, bocca sulla bocca, corpo sul corpo, pregare, richiamando l’anima del fanciullo in vita. Ricevetti poi la spiegazione del simbolismo di questa forma di guarigione e del suo rapporto con la morte di Gesù. In Eliseo erano aperte, attraverso la fede e il dono di Dio, tutte le porte della grazia e della espiazione, quelle porte che erano state chiuse dal peccato di Adamo: capo, petto, mani, piedi. Eliseo si distese come una croce vivente ed esemplare sul fanciullo morto e gli trasmise di nuovo, per mezzo della sua preghiera e della sua fede, la vita e la salvezza. Espiò le colpe dei genitori che avevano peccato col capo, il cuore, la mano e il piede. Io vidi in tutto l’immagine della morte e delle piaghe di Gesù e come in tutto c’era anche una crescita e un equilibrio armonico di tutte le cose. Dalla morte di Gesù in croce vidi l’intera entità del sacerdozio della sua Chiesa, con il dono della creazione e della salvezza; anche quando non viviamo in Lui siamo sempre con Lui crocefissi, e le porte della grazia delle sue sante piaghe sono sempre aperte per noi. Con l’esempio del bastone di Eliseo mi fu spiegato chiaramente l’effetto dell’imposizione delle mani e della benedizione e dell’effetto della mano in lontananza. Il motivo per cui i preti di oggi giorno raramente salvano e benedicono mi venne spiegato con un esempio: vidi tre tipi di pittori, i quali imprimevano figure sulla cera. Uno aveva una cera bella e bianca ed era molto intelligente e abile, ma era pieno di sé stesso e non aveva l’immagine di Cristo in sé, perciò il suo quadro non valeva proprio niente. L’altro lavorava con cera sbiadita ed essendo tiepido e caparbio non era capace di niente. Il terzo era inabile e lavorava con grande imperizia, con la comune cera gialla, ma con diligenza e semplicità, e il suo lavoro diede un’immagine retta sebbene mostrasse dei tratti grezzi. Così vidi anch’io brillanti sacerdoti, pieni di scienza, predicare con grande saggezza però senza alcun effetto concreto per l’aiuto dell’uomo, dall’altra parte preti semplici e poveri mostrare la potenza del sacerdozio nell’ambito della benedizione e della salvezza.

Il mio sposo mi mostrò come dal suo concepimento fino alla morte abbia sofferto e sempre espiato. Vidi poi chiaramente. Mi fu chiaro come fosse possibile salvare e convertire in punto di morte, con le preghiere, atti di dolore e espiazione, le anime che sulla terra non hanno mai atteso alla loro salvezza. Vidi anche gli Apostoli, che vennero inviati su quasi tutta la terra per interrompere il potere di Satana e recare la benedizione al mondo. Quei territori dove essi operarono erano rovinati dai più acerrimi nemici e Gesù offrì la Sua più perfetta espiazione per la salvezza, e i preti, che ricevettero lo Spirito Santo, e lo ricevono tuttora, come gli Apostoli, che vinsero e possono vincere questa violenza. Mi venne mostrato che questo dono, quello cioè di sottrarre la terra e le regioni alla potenza di Satana, è simbolizzato nell’espressione “Voi siete il sale della terra”, e che proprio questo sale è un ingrediente dell’acqua santa. Appresi con attenzione che quei paesi dove il cristianesimo non ha trovato una continuità adesso siano infecondi. Dovrebbero essere benedetti per divenire in futuro di nuovo fertili, in modo da offrire frutta magnifica quando gli altri si saranno inselvatichiti. David capiva la necessità della salvezza mentre Salomone era fortemente legato alla sua saggezza. Molti profeti, specialmente Malachia, conoscevano già il mistero del cristianesimo; vidi innumerevoli altri profeti. Tutto ciò era contestualmente collegato al simbolismo interiore dell’uomo e gli avvenimenti seguivano naturalmente un’armonica successione.

Mentre io venivo in tal modo istruita, vidi venti altre persone camminare e giacere, in differenti condizioni, nei luoghi più lontani e in differenti punti della terra. Queste persone erano per la maggior parte donne e sembrava che prendessero parte alle stesse lezioni. Vidi su di esse propagarsi un campo di energia dalle notizie apprese, ma ognuno accoglieva queste ultime in modo differente. Io avrei parlato volentieri con loro, ma non potevo da quella distanza. Avrei solo voluto sapere se tutto questo veniva accolto da loro in modo puro. Ma poi vidi purtroppo della confusione.

Una volta venne da me una donna morta e mi mostrò una camicia che aveva cucita. Il collo e le braccia erano ben cucite ma il resto era stato trascurato e lavorato male. Pensai subito che fosse qualche mio lavoro, ma poi mi resi conto che per la verità non lavoravo così male. Mi resi conto della mia presunzione e che quel brutto lavoro, proprio la camicia bella e zigrinata, era un’immagine simbolica per insegnarmi la modestia. Questo non l’avevo compreso subito e ne fui rattristata.
Vidi pure i comportamenti della vita materiale del mondo per il quale la maledizione non è altro che una benedizione e i segni del regno di Satana: la superstizione, l’incantesimo, il magnetismo, la scienza mondana, l’arte e tutti i mezzi per dipingere la morte, truccare i peccati e addormentare la coscienza con minuziosa superstizione. Tutte queste cose impegnano gli uomini del mondo carnale, i quali vogliono diffamare i misteri della Chiesa cattolica tentando di marchiarli come chiare forme di superstizione. Questa gente esercita pienamente tutta l’attività mondana e carnale nel modo che credono più giusto, trascurando e allontanando sempre più il Regno di Dio. Mi fu data una chiara percezione di come essi siano al servizio del mondo e della materia e come invece il servizio a Dio fosse così tanto schivato! Sarebbe pauroso se le anime potessero esporre e reclamare tutti i loro diritti e tutte queste cose al clero che, con un comportamento indifferente, invece le ignora».

Prima di raccontare le visioni di Anna Katharina Emmerich sul rinnovamento della santa Chiesa sulla terra, non dimentichiamo quelle in cui le venne mostrata l’attività e l’effetto delle forze delle tenebre contro il Regno di Dio. Nella prima settimana dell’Avvento dell’anno 1819 così ella raccontava: «Sono spossata per le tristi immagini dì stanotte. La mia guida mi portò intorno a tutta la terra e attraverso larghe cavità, edificate tra le tenebre, vidi innumerevoli persone disorientate dalle tenebre. Andai in tutti i luoghi abitati della terra e non vidi altro che depravazioni. Vidi ovunque più uomini che donne, bambini non ce n’erano. Spesso non potevo sopportare questa desolazione e allora la mia guida mi portava alla luce. Uscivo su un prato, in una bella zona dove il sole splendeva e non c’erano persone. Poi dovetti di nuovo calarmi nell’oscurità e contemplare la perfidia, la cecità, la cattiveria, le insidie, la brama di vendetta, la superbia, l’inganno, l’invidia, l’avarizia, la discordia, l’omicidio, la prostituzione e l’ateismo, con cui gli esseri umani non guadagnavano nulla e divenivano sempre più ciechi e miserabili cadendo nelle tenebre più profonde. Ebbi la sensazione che intere città si trovassero su una sottilissima fascia di terra con il pericolo di cadere presto nel baratro. Non vidi però nessun essere buono cadere nel baratro. Tutta questa gente cattiva si portava in luoghi oscuri per peccare l’uno con l’altro, e impaurirsi e immergersi nel peccato che si diffondeva sempre più tra le masse. in un tale orrore si trovavano popoli di tutte le razze e in tutti i possibili abbigliamenti.

Spesso colta dalla paura e dal terrore di tali visioni mi svegliavo e vedevo dalla finestra lo splendore tenue e tranquillo della luna, e mi lamentavo con Dio per quelle tremende immagini. Più volte dovetti scendere di nuovo nei sogni tremendi della notte e vedere l’orrore. Mi trovavo in un mondo di peccati cosi orrendo, che credetti di essere nell’inferno e iniziai a lamentarmi ad altavoce. Allora la mia guida mi disse: “Io sono con te, e dove io sono l’inferno non dura a lungo”. Io mi rivolsi, con una grande nostalgia nella mia anima, alle povere anime nel Purgatorio, allora queste vennero e mi portarono in un luogo che mi sembrava fosse accanto alla terra dove non mancavano indescrivibili sofferenze, ma queste anime non peccavano perché erano votate a Dio. Vidi quanto desiderio esse avessero di fame e sete di salvezza. Tutte avevano la consapevolezza della rinuncia e sapevano a cosa dovessero rinunciare e aspettare con pazienza. Le loro pazienti sofferenze, dovute al riconoscimento delle proprie colpe e l’impossibilità di aiutarsi era infinitamente commovente. Vidi anche i loro peccati e, secondo la loro gravità, le anime erano affondate in differenti gradi di sofferenza, alcune fino alla gola, altre al petto ecc. ed imploravano aiuto. Dopo aver pregato per loro mi destai, sperai di essere liberata dalle immagini orrende e pregai per questo sinceramente Dio. Ma appena mi addormentavo ero di nuovo guidata nel mondo delle tenebre. Ricevevo rinnovatamente innumerevoli minacce e immagini orrende da Satana. Una volta ebbi di fronte un demonio insolente che mi disse pressappoco così: “È proprio necessario che tu scenda qua e veda tutto, solo per vantarti e prenderti il merito di aver fatto conoscere questo?”. Gli dissi che avrebbe dovuto lasciarmi in pace con le sue inezie.

Mi trovai poi in un luogo, simile ad una grande città, la quale era particolarmente piena di cattiverie ed era insidiata da molti diavoli al lavoro. Questi erano gi inoltrati nel lavoro ed io credetti che la città dovesse presto sprofondare a cominciare dagli edifici pesanti. Ho avuto spesso la sensazione che Parigi avrebbe dovuto sprofondare poiché vedo molte caverne sotterranee, le quali non sono come quelle scultoree di Roma. Vidi anche un luogo che era molto grande, come l’immagine di una città nella nostra parte del mondo. Qui mi fu mostrata un’orrenda tragedia: il nostro Signore Gesù Cristo crocefisso. Tremai nell’intimo e nelle gambe, poiché intorno a Lui c’erano chiaramente persone del nostro tempo. Era un rabbioso e orrendo martirio del Signore, così come avvenne al tempo dei giudei. Dio sia ringraziato, era solo un’immagine simbolica. “Così sarebbero essi” disse la mia guida “se Egli potesse ancora oggi soffrire questi patimenti sulla terra. Vidi con mio orrore molta gente in quel luogo che io conoscevo; persino dei preti.

Mi apparvero allora anche i miei persecutori, ed il modo con cui si sarebbero comportati con me quando mi avessero avuto in loro potere, costringendomi con la tortura a confermare la loro opinione». Concludendo questa Visione tremenda il cuore di lei prese a battere in modo convulso, tanto che non poteva nemmeno più muoversi, poi pian piano proseguì: “Adesso hai visto l’orrore della cecità e le tenebre dell’uomo; quindi non brontolare più sulla tua sorte, e prega! La tua sorte è molto dolce”.

In un’altra visione Anna Katharina menziona e descrive la società della massoneria o della pseudo chiesa, oppure meglio, della contro-chiesa: Questa chiesa è piena di fango, dì nullità, è soltanto appiattimento e notte. Quasi nessuno conosce in quali tenebre il maligno lavora. Tutto si svolge in antri oscuri. Le pareti sono scoscese e tutto è vuoto.

Una sedia fa le veci dell’altare. Su un tavolo c’è una testa di morto tra due luci, spesso coperta ma qualche volta viene scoperta. Gli aderenti sguainano spade nel rito di consacrazione. Questa è la società dei miscredenti dove tutto è infinitamente cattivo. Io non posso dire quanto la loro attività sia disgustosa, rovinata, senza valore. Molti di loro non si rendono conto di ciò, essi vogliono divenire un unico corpo in tutto fuorché nel Signore. Uno di loro si è allontanato dalla società, e per questo motivo sono in collera contro di me. Quando la scienza si separò dalla religione, questa chiesa abbandonò il Salvatore e si compiacque della mancanza di fede, così emerse la società di coloro che si compiacevano del puro egoismo, senza fede e valori.

Tale fu la contro-chiesa, centro della malvagità, dell’errore, dell’inganno, dell’ipocrisia, della debolezza, che può accogliere l’elenco di tutti i demoni. Il pericolo più grande si cela dietro la loro apparente innocenza. Agiscono e vogliono tutt’altro di quello che, con fare innocente, mostrano di volere. Se questo pericolo non viene percepito gli uomini affluiscono inconsciamente con le loro attività in un centro comune. Tale centro ha come origine e viene diretto dal maligno. Ogni azione e attività di questo centro diabolico è volta contro i principi di Gesù Cristo, per mezzo del quale ogni vita può essere salvata e al di fuori del quale ogni azione resta un’opera della morte e del diavolo.
Tutto quello che Anna Katharina vide sulla massoneria venne poi pienamente confermato dall’Enciclica di Leone XIII: Humanum genus, del 20 aprile 1884.

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