Maria a Medjugorje Messaggio del 12 ottobre 1981:A Vicka che le chiede di proteggere padre Jozo che è stato ingiustamente imprigionato, la Madonna risponde con un sorriso e poi intona il canto «Cristo, nel tuo nome»

Beata Anna Caterina Emmerick: La casa delle nozze




Nel novembre del 1820 Anna Katharina Emmerich così si espresse: ‘Sono trascorsi venti anni dal momento in cui il mio sposo mi portò nella “casa delle nozze” e mi pose sul duro letto matrimoniale delle sofferenze e dei dolori, dove sono tuttora distesa».
Queste parole simboliche dette dalla pia suora si riferiscono alle sue preghiere e sofferenze in suffragio di tutta la Chiesa, per la quale essa fu chiamata da Dio ad entrare nel convento di Agnetenberg. Fino a quel momento i voti e le espiazioni per la gente in pericolo, i defunti e le anime del Purgatorio, della pia suora, erano state le parti più rilevanti del suo compito. Quel periodo di preparazione era servito a farla entrare nell’ordine religioso e indirizzarsi ad una dura e faticosa via spirituale in una comunità conventuale. Una volta divenuta membro dell’Ordine, assunse simbolicamente il ruolo della Chiesa di Dio, e le fu successivamente affidata da Dio l’azione espiatoria per tutta la Chiesa, con le sue necessità, sofferenze e bisogni temporali. Questo compito totale ella l’aveva indicato così bene con la frase: «Il mio Sposo Divino mi ha portato nella casa delle nozze!» La Chiesa, cioè, intesa come sposa di Gesù Cristo, il suo Sposo e capo, in cui la stessa lo rappresenta in tutto il mondo con le espiazioni e le buone azioni (il simbolo e il compito di Anna Katharina Emmerich). Egli celebra le sue nozze (il suo rapporto di indissolubilità con la Chiesa come eterna, purgante che sempre si rinnova per presentarla degnamente pura e perfetta in tutti i suoi membri, a Dio Padre) e invia ininterrottamente su di essa, e su i suoi membri, la sua grazia. Ma ogni grazia deve essere restituita, e solo pochi di coloro che la ricevono possono garantire questa restituzione. Gesù allora si adopera affinché queste grazie abbiano una contropartita e la Chiesa terrena, sua sposa, attraverso le espiazioni, possa entrare in contatto con la Chiesa celeste.

Gesù è venuto sulla terra per rinnovare il rapporto di Dio con gli uomini e stabilire quello con la Chiesa, mediante il suo sacrificio di sangue. Prima di versare questo contributo lasciò Maria quale modello della Chiesa, concepita senza peccato, per l’eternità. Maria Piena di grazia, pura e fedele, ha concepito Gesù, affinché rimanesse tra gli uomini per la loro salvezza. Ma gli uomini non vollero mai capirlo e accettarlo, gli hanno sempre resistito finché poi lo perseguitarono e uccisero barbaramente. Nei tempi in cui” il buon Pastore” iniziò a radunare il suo gregge, Maria accolse i più bisognosi, mettendosi in contatto con gli abbandonati e i ripudiati per portarli alla salvezza. Perseverò fedelmente e divenne la forza e il punto di riferimento di tutto e di tutti, specialmente nel periodo quando Pietro rinnegò il Signore Gesù Cristo e l’inferno sembrò trionfare. Perciò rimase pazientemente sulla terra per molti anni dopo l’Ascensione di suo Figlio, affinché sotto la sua protezione la Chiesa si potesse rinforzare e la vittoria della Croce potesse essere sigillata con il sangue dei Martiri. Questo sostegno, fonte di benedizione per tutta la comunità, non lascerà mancare fino al secondo ritorno sulla terra di suo Figlio. Questa Madre della Misericordia è invocata dalla sposa (la Chiesa), a sua protezione, per i suoi bisogni e necessità, e si incarica, nel corso dell’anno ecclesiastico, di risolvere i compiti e le mancanze della sposa rimasti irrisolti. Così Anna Katharina Emmerich accoglie con l’inizio di ogni anno nella cosiddetta “casa delle nozze” la sua parte di sofferenze da dedicare al sostegno dell’opera di Maria per la Chiesa. Questo lavoro di sostegno le fu mostrato nei più piccoli particolari, niente avrebbe dovuto restare imperfetto e per nessun lavoro il tempo era dedicato a caso, ma avrebbe dovuto essere circoscritto entro un limite fisso, poiché scelta e durata non dipendono dalla loro propria volontà. Questi ordinamenti di limiti fissi erano già accennati nella “casa delle nozze”, la quale non aveva solo una parte simbolica bensì si riallacciava anche a un significato storico. La «casa delle nozze” rappresentava figurativamente e concretamente quella situata fuori di Bethlemme, la casa natale di David dove venne iniziato, dalla Guida celeste, al suo compito profetico. La medesima era la casa regale in cui ebbe origine l’Immacolata Vergine e Madre della Chiesa e nello stesso tempo la casa dei genitori di Giuseppe. Come nessun altro sulla terra, Anna Katharina Emmerich vide per mezzo di immagini contemplative, le condizioni della Chiesa e accolse, in sua vece tutti i suoi compiti, così come già i vecchi e santi abitanti di quella casa avevano accolto la futura salvezza e il messaggio di Dio. Questa casa con le sue numerose camere e i suoi dintorni, consistenti in giardini, campi e prati rappresentava l’immagine generale e simbolica della Chiesa, della sua organizzazione e amministrazione, con le differenti condizioni negative e positive che gravano su questa. In tale visione entra l’azione del lavoro espiatorio che consiste nella preghiera, nella supplica, e il servizio a Gesù, Maria e alla volontà divina. Un sacrificio basato sui dolori, pene e fatiche con un duplice obiettivo: espiare le colpe ed aiutare le necessità ed i bisogni spirituali di tutti gli esseri umani.

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