Maria a Medjugorje Messaggio del Giovedì santo 27 marzo 1986:Cari figli, Desidero ringraziarvi per tutti i sacrifici e vi invito al più grande sacrificio: il sacrificio dell'amore. Senza amore non potete accettare né me né mio Figlio. Senza amore non potete trasmettere agli altri le vostre esperienze. Perciò vi invito, cari figli, a cominciare a vivere l'amore nei vostri cuori. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

La Madonna permette a Lucia di scrivere il segreto e le dà nuove indicazioni




La tanto attesa risposta del vescovo di Leiria tardava ad arrivare e lei sentiva l'obbligo di tentare di eseguire l'ordine ricevuto. Anche se malvolentieri, e nel timore di non riuscirci di nuovo, il che la lasciava veramente perplessa, tentò di nuovo e non fu in grado. Vediamo come ci narra questo dramma:

Mentre aspettavo la risposta, il giorno 3-1-1944 mi inginocchiai vicino al letto che, a volte, mi serve da tavolo per scrivere, e provai di nuovo, senza riuscire a fare niente; quello che più mi impressionava, era che riuscivo a scrivere senza difficoltà qualsiasi altra cosa. Chiesi allora alla Madonna che mi facesse sapere qual era la volontà di Dio. E mi diressi alla cappella: erano le quattro del pomeriggio, ora in cui avevo l'abitudine di andare a far visita al Santissimo, perché era l'ora in cui di solito è più solo, e non so perché, ma mi piace di stare da sola con Gesù nel tabernacolo.

Mi inginocchiai davanti al gradino dell'altare della Comunione e chiesi a Gesù che mi facesse sapere qual era la sua volontà. Abituata com'ero a credere che gli ordini dei superiori sono l'espressione inoppugnabile della volontà di Dio, non potevo credere che questo non lo fosse. E perplessa, mezza assorta, sotto il peso di una nuvola scura che sembrava incombere su di me, con il volto tra le mani, aspettavo, senza sapere come, una' risposta. Sentii allora una mano amica, affettuosa e materna che mi toccava la spalla, sollevai lo sguardo e vidi la cara Madre celeste. «Non temere, Dio ha voluto provare la tua obbedienza, fede e umiltà; stai serena e scrivi quello che ti ordinano, tuttavia non quello che ti è dato intendere del suo significato. Dopo averlo scritto, mettilo in una busta, chiudila e sigillala e fuori scrivi che può essere aperta solo nel 1960 dal cardinale patriarca di Lisbona o dal vescovo di Leiria».

E sentii lo spirito inondato da un mistero di luce che è Dio e in Lui vidi e udii - la punta della lancia come una fiamma che si allunga fino a toccare l'asse terrestre e questa sussulta: montagne, città, paesi e villaggi con i loro abitanti vengono sepolti. Il mare, i fiumi e le nubi escono dagli argini, debordano, inondano e trascinano con sé in un vortice un numero incalcolabile di case e persone: è la purificazione del mondo dal peccato in cui si è immerso. L'odio e l'ambizione provocano la guerra distruttrice! Nel palpito accelerato del cuore e nel mio spirito udii risuonare una voce soave che diceva: «Nei secoli, una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, santa, cattolica, apostolica. Nell'eternità, il Cielo!». La parola Cielo riempì la mia anima di pace e felicità, a tal punto che, quasi senza rendermene conto, continuai a ripetere a lungo: «Il Cielo! Il Cielo!». Non appena passò quella soverchiante forza soprannaturale mi misi a scrivere e lo feci senza difficoltà, il giorno 3 gennaio 1944, in ginocchio, appoggiata sul letto che mi servì da tavolo.

Fonte: Un cammino sotto lo sguardo di Maria - Biografia di Suor Lucia - Edizioni OCD (pagina 290)

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