Maria a Medjugorje Messaggio del 25 gennaio 2004:Cari figli, anche oggi vi invito a pregare. Pregate, figlioli, in modo particolare per tutti quelli che non hanno conosciuto l’amore di Dio. Pregate affinchè i loro cuori si aprano e si avvicinino al mio cuore e al cuore di mio Figlio Gesù, così che possiamo trasformarli in uomini di pace e di amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Ghiaie di Bonate: DECIMA APPARIZIONE





domenica 28 maggio 1944

Adelaide si alzò presto. Venne accompagnata dalle suore dell'asilo perché si occupassero del suo abbigliamento. In chiesa i confessionali erano gremiti fin dall'alba. Lo stesso don Cortesi si mise in confessionale e scrisse poi nei suoi ricordi: « Peccato che le conversioni spirituali non possano addursi come miracoli probativi nell'accertamento delle visioni di Adelaide!»
Alla messa della Prima Comunione la chiesa era strapiena. Confusione e rumore, perché il bersaglio di tutti gli sguardi era la veggente, in mezzo a tutte le sue compagne.
Don Cortesi annota ancora: « Adelaide ricevette per la prima volta il Pane degli angeli: come tutte le altre compagne, come tutte le volte successive. Coloro che in occasione di quel suo primo contatto eucaristico col Figlio della Vergine attendevano straordinari segni celesti, dovettero confessare la propria delusione ».
Sull'immaginetta-ricordo si leggono queste semplici parole: « Adelaide Roncalli a ricordo della sua Prima Santa Comunione: Dona, o Gesù, le tue grazie ai genitori, ai fratelli, a tutti, e al mondo la pace, a me l'amore all'Eucaristia e alla Madonna ». Non sappiamo chi abbia fatto stampare queste parole. Chi lo fece lesse nel cuore della bambina e ne espresse i sentimenti.
Dopo la messa, il corteo dei neocomunicati si snodò con lenta solennità tra battimani e ovazioni. Adelaide indossava un vestito bianco bellissimo, regalo forse della contessa che glielo aveva promesso. Come madrina, la assisteva la cugina Luigia Roncalli.
All'asilo li attendeva un rinfresco. Ma neppure qui fu lasciata in pace. Molta gente si era introdotta assieme ai bambini e chiedeva autografi ad Adelaide. Venne allora riportata in canonica. Ma anche qui visite, domande, preghiere, vezzeggiamenti e tanti oggetti da toccare. Lo stesso papà Enrico, per soddisfare le richieste dei devoti, ne aveva portato un sacco. Poi Adelaide si trastullava in braccio al fratello Luigi, che quel giorno era in licenza militare.
Fuori, sul sagrato, la folla reclama la bambina, che perciò viene mostrata. Sono tutti in attesa di riportare Adelaide a Bergamo dalle suore, ma la macchina tarda ad arrivare. La portano nell'orto del parroco dove va a caccia di fragole di cui è particolarmente ghiotta. Le conseguenze sul vestito bianco sono facilmente immaginabili e, nel vederla così conciata, non tutti rimangono... edificati.
Finalmente verso le 10 giunge Verri con la macchina. Rientrano al convento delle Orsoline. La piccola è felice. Le suore la accolgono festosamente. Non ha più il velo, strappato e conteso dalla pietà dei pellegrini.
Don Cortesi annota questa sua impressione: « Quel giorno fu per lei come ogni altro. Ma il suo volto era soffuso da un insolito pallore: si presentava un po' inquieta e si temette che non stesse bene. Comunque a mezzogiorno pranzò con l'appetito consueto ».
Verso le 17 Adelaide comincia a essere impaziente, irrequieta. Scivola via dalle suore che le adattano il vestito della Prima Comunione, ripulito e rimesso a nuovo; si mette a correre per i corridoi, pesta i tasti del pianoforte; insomma vuole andare a casa e, se la macchina non c'è, a piedi.
Alle 17.30 arriva la macchina e si riparte per Ghiaie. Già a Ponte San Pietro la folla la riconosce e due muraglie umane si curvano verso la macchina e la applaudono. Inutilmente la bambina si rintana per sottrarsi agli sguardi. Nell'ultimo tratto di strada la macchina deve procedere a strappi, a causa della piena: qualcuno salta perfino sul paraurti e sul cofano. A fatica riescono ad arrivare sul luogo. Verri solleva in alto Adelaide e con difficoltà riesce a deporla sul solito masso. Adelaide è in piedi. Attorno a lei parecchi medici e due sacerdoti. Alla sua sinistra l'immancabile Maria con un plico di biglietti. Questa sera c’è anche Vittorio Villa di Concorezzo, che pur fra gli urti e i rimbrotti riesce a fotografare e a cinematografare un preziosissimo documentario. L'ambiente non è certo di preghiera a causa del frastuono, delle grida, del fanatismo e delle suppliche. C'è il rischio che anche la veggente venga travolta dalle ondate intermittenti. Centinaia di ammalati si ammucchiano nel piccolo spazio loro riservato. Verri inizia a recitare il rosario a voce spiegata, ma pochi rispondono in quella confusione.
Adelaide, indifferente a tutto quell'entusiasmo che la circonda, si guarda attorno seria, serena, e sorride se riconosce una faccia amica. Un cruccio aveva rotto la tranquillità del suo viso quando, appena arrivata, si era accorta di uno strappo nel suo velo (il secondo, datole dalle suore, perché è ancora vestita da Prima Comunione!), ma subito dopo non ci pensò più.
Con il braccio destro custodisce delicatamente un mazzo di garofani bianchi. Il viso gocciola abbondante sudore. Il capo disturbato dai fiori si piega leggermente verso sinistra. Le mani, che indossano guanti bianchi, si intrecciano e si chiudono sugli steli di garofani. Tra l'indice e il pollice della destra prende la corona del rosario. Risponde alla recita del rosario con raccoglimento. Poi sbadiglia due volte e si volge indietro. Per due volte alza gli occhi in alto, esplora lentamente una zona del cielo; alla prima volta riabbassa il capo, ma alla seconda rimane fissa in quel punto. Sono le 18.50. Così, senza sforzi, senza segni straordinari, comincia la visione.
La piccola ammicca intensamente e frequentemente. L’occhio tuttavia non resta fisso in un punto, ma vaga entro piccoli limiti, circa all'altezza del pino che le sta davanti. Sgrana regolarmente il rosario e si capisce che lo sta recitando con la visione.
La dottoressa Maggi afferma: « Sentii nettamente dire:" Amen!" mentre scorreva con le dita la corona, poi bisbigliò parole mozze, non precisabili, poiché muoveva le labbra quasi senza emettere suono. Cessa. Riprende ancora. Poi con le mani fa alcuni movimenti ».
« Guardi, guardi », dice la dottoressa Maggi a don Cortesi, « offre i fiori alla Madonna! ». In effetti la bambina protende il mazzo di fiori, cincischiandone gli steli con la sinistra... L'episodio dura una ventina di secondi. Gesto che fu accompagnato dal movimento di tutta la persona, tanto che la dottoressa ebbe l'impressione che Adelaide stesse per cadere, perché barcollò lievemente... Poi ruota gli occhi verso destra, in alto, come per seguire qualche cosa che si allontana lentamente... Abbassa il capo, ritorna in se stessa e, secondo la dottoressa Maggi, subito la bambina esprime la dolorosa constatazione del ritrovarsi ancora i fiori tra le mani: «J’è che amo?!», « Sono ancora qui?! »
Secondo don Cortesi, al termine della visione Adelaide avrebbe detto: « Chi mi ha dato questi fiori? ». Nessuno rispose.
Probabilmente sono due frasi che furono espresse una di seguito all'altra. La prima, per esprimere la meraviglia di ritrovarsi tra le mani i fiori offerti alla Madonna (forse la Madonna fece il gesto di accettarli?). E poi, convinta di averli offerti, pensa che qualcuno gliene abbia posti ancora tra le mani.
Don Cortesi scrive nelle sue memorie che più volte interrogò Adelaide sul significato di quel gesto: « A chi volevi offrire quei fiori? A me? C'ero soltanto io davanti a te... »
Adelaide ride: « No, eh... alla Madonna ».
Certamente dovette essere quella una scena bellissima e commovente. In quel gesto di offerta, in quel suo cincischiare gli steli dei fiori e quel suo protendersi in avanti fino a barcollare vi è tutto l'atteggiamento di chi vorrebbe offrire i fiori, ma non è sicuro se la Madonna li accetta e quindi indugia, tormentandone gli steli... poi, forse incoraggiato dal sorriso di Maria, si decide e si slancia per donarglieli: nel gesto della veggente è raffigurata tutta la nostra devozione, il nostro affetto, la gioia che arreca la Madonna in ogni sua visita e la nostra gratitudine...
La visione, quella sera, era durata sui venti minuti circa. E quante cose si possono dire in venti minuti! Ma la maggior parte di esse è rimasta e probabilmente rimarrà sempre nell'intimità delle due protagoniste. Succede sempre così nelle apparizioni. Non tutto può essere rivelato al pubblico.
Non dimentichiamo, del resto, che quel giorno era quello della Prima Comunione di Adelaide e che ogni visione riserva sempre una parte, sia pure minima, alla Madonna e alla veggente. A conferma, riportiamo le parole del suo direttore spirituale, padre Raschi: « Il Signore le concesse grazie singolari e il giorno della sua Prima Comunione ebbe "segrete tenerezze" che con ammirabile serietà di carattere tenne tutte per sé. La bambina con una modestia e semplicità apprezzabilissima cela ogni cosa ».
Ora, pensiamo noi, se il Signore in quel giorno le concesse « segrete tenerezze », poteva la sua Madre del Cielo essere da meno?
Dopo l'apparizione comincia l'odissea del ritorno. Gli uomini riescono a riportare Adelaide alla macchina e a farvela entrare. La gente le ha strappato nuovamente il velo e i fiori che teneva in mano. La bambina a tratti piange; è un po' graffiata, con qualche ciocca di capelli in meno. Giunti in piazza del Torchio, cercano di imboccare la via per Ghiaie e ritornare a Bergamo, ma papà Enrico li raggiunge e pretende che gli sia ridata la figlia. Questo dimostra che, probabilmente, lui non era d'accordo che la bambina fosse portata via da casa o che, comunque, ha cambiato opinione. Cercano di spiegargli che è necessario portarla via per evitare ammassamenti davanti alla casa, ma Enrico non cede. Adelaide comincia a piagnucolare. Così decidono di fare una breve sosta in casa per calmare la folla; la bambina viene portata sul ballatoio e mostrata alla folla in delirio...
Ma il commissario di polizia e il maresciallo (che sparò in aria per farsi largo ed entrare in casa) minacciano di arrestare i responsabili di quella sosta, perché la piccola doveva continuare per Bergamo. Asseriscono di non riuscire più a garantirne la sicurezza a Ghiaie. Si cerca di spiegare loro che è colpa del papà, il quale questa sera e deciso a farsi rispettare e reagisce con parole forti.
Adelaide osserva muta e turbata la scena. Allora, vedendo che la cosa volgeva al peggio, entra in azione don Cortesi. Accenna a Verri di tacere, poi prende in disparte papà Rico e lo calma con buone parole. Cerca di calmare anche il commissario, al quale comincia a fumare il cervello e se ne esce con frasi del genere: « Questi assembramenti non dovranno più avvenire... Fate dire alla folla che la Madonna non viene più...». Ma poi egli stesso si accorge di avere detto una sciocchezza, dato che nessuno può ipotecare la volontà di Maria Santissima, e così si calma, cambia tono, lascia cadere le minacce e alla fine domanda: « Quando viene ancora la Madonna? »
Da allora in poi divenne un simpatico amico di Adelaide e le sarà di grande aiuto con la sua autorità, soprattutto nei giorni successivi. Egli stesso non seppe resistere al fascino della bambina e più volte la protesse dalle pressioni della folla sulle sue forti braccia, scherzò spesso con lei e... si raccomandò alle sue preghiere.
Finalmente alle 21 la folla si è abbastanza diradata, per cui è possibile rimettere Adelaide in macchina e proseguire per Bergamo. A ogni buon conto, il commissario, sulla pedaliera destra, con la rivoltella in pugno, apre d'autorità un corridoio fra la gente.
Arrivano al convento delle suore con due ore di ritardo sul previsto. A cena la piccola trova un budino di cioccolato: lo scambia per « Sugoro » (che era un additivo molto amaro del caffè) e non c'è verso di farglielo assaggiare. Comunque è serena, scherza e ride. Dell'avvenimento della sera le rimangono soltanto macchiette rosse che punteggiano il collo, le braccia e le mani.
Prima di coricarsi, Adelaide va a salutare Gesù, in cappellina. Si rammarica di avere fatto il capriccio riguardo al budino e propone: « Se domani me lo portano ancora, lo mangio e invece di sette fioretti, come ho fatto oggi, ne farò dieci! ». Prima di dormire confidò a una suora:
« Domani mattina io dormo; poi salto fuori [dal letto] e vado in chiesa a fare la Comunione ».
Da ciò che si venne a sapere in seguito riguardo all'apparizione di questa sera, giorno di Pentecoste, emersero alcuni particolari nuovi: la Celeste Visitatrice all'appuntamento quella sera ci andò sola, bellissima, solenne, maestosa e regale. La veste che indossava era rosa (o rosso sfumato), con un manto lunghissimo di colore verde e con un diadema sul capo. Nelle mani teneva due piccole colombe di colore scuro, le cui testoline sporgevano dalle dita che reggevano anche la corona del rosario dai grani bianchi. Sui piedi nudi si notavano due roselline bianche. I capelli, coperti dal manto, non si vedevano. Nel bel viso luminoso e dolce brillavano gli occhi azzurri... Il diadema era a punte e aveva una fila di stelle circolarmente alla base. Di fronte a uno spettacolo del genere, come si faceva a non offrirle un mazzo di fiori?
Prima di congedarsi, la Madonna ritornò sulla sua promessa: « Se pregheranno tutti, buoni e cattivi, fra due mesi verrà la pace ».
Il cardinale Schuster di Milano così commentava la scena del 28 maggio 1944: «La fanciulla di Bonate riferisce di avere veduto in quel giorno la Santissima Vergine col rosario in mano e con le tortorelle, precisamente come già a Fatima i tre pastorelli. Per noi è un'indicazione preziosa, questa del rosario. Dio voglia che, in grazia della tanto raccomandata penitenza e preghiera, auspice l'Ausiliatrice dei cristiani, giungiamo finalmente a conseguire quello che il Sacratissimo Rosario ci ripromette ».
Ma ecco cosa rivela Adelaide nel suo Diario che, come abbiamo già precisato, risale a qualche anno dopo.
« 28 maggio. In questo giorno feci la mia Prima Comunione. Come le altre sere fui portata sul luogo delle apparizioni e il punto luminoso apparve di nuovo manifestando la Madonna con gli angioletti e due santi ai fianchi. La Madonna mi disse: "Prega per i peccatori ostinati che fanno soffrire il mio cuore, perché non pensano alla morte. Prega pure per il santo padre che passa momenti brutti. Da tanti è maltrattato e molti attentano la sua vita. Io lo proteggerò ed egli non uscirà dal Vaticano. La pace non tarderà, ma al mio cuore preme quella pace mondiale nella quale tutti si amino come fratelli. Solo così il papa avrà meno da soffrire».
« La Madonna aveva fra le mani due piccioni neri che simboleggiavano l'unione che devono avere i coniugi per formare sante famiglie al vigile sguardo della Madonna. Insegna ancora che non vi può essere santa famiglia senza vivere fiduciosi fra le mani materne della Madonna. La Madonna non mi rivelò il nome di quei due Santi che aveva ai fianchi. Solo per ispirazione interna ebbi chiara intuizione del loro nome: san Matteo e san Giuda. Il nome Giuda ha per me un ricordo triste perché sia pure involontariamente ho tradito la Madonna. In questa apparizione io vedo la carità squisita della Madonna, la quale mostrandomi Giuda Santo ha voluto con questo nome prevenirmi e mettermi guardinga nelle prove che avrei incontrato per affermare la sua parola materna e sicura che purtroppo non seppi sostenere.
« Nel mio cuore sento pesare il mio grosso sbaglio, ma pur avendo imitato Giuda traditore voglio tuttavia santificarmi seguendo l'esempio di Giuda Santo coll'essere apostola e martire per amore a Gesù e alla Madonna.
« San Matteo ispira al mio cuore fiducia di salvezza perché anche lui peccatore ha seguito Gesù e si è fatto apostolo del suo nome. I due santi vestivano di viola con mantello marrone. La Madonna vestiva di rosso col mantello verde, sulla fronte aveva un diadema a forma di corona tempestato da piccole perle luminose a diversi colori. Prima di allontanarsi rivolse il suo sguardo ai due santi, poi lentamente scomparve».

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