Maria a Medjugorje Messaggio del 25 luglio 2012:Cari figli! Oggi vi invito al bene. Siate portatori di pace e di bontà in questo mondo. Pregate che Dio vi dia la forza affinche' nel vostro cuore e nella vostra vita regnino sempre la speranza e la fierezza perchè siete figli di Dio e portatori della Sua speranza in questo mondo che è senza gioia nel cuore e senza futuro perchè non ha il cuore aperto verso Dio, vostra salvezza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Rajco e Ivanka, poi Vicka:Come dei giovani testimoniano la fede




“Uno sguardo ora a Ivanka. sempre più schiva. Parlai con il suocero. Mi disse che hanno affidato a Ivanka la conduzione della casa; per loro è una figlia. Da Milano —se non sbaglio- è già arrivato tutto l'occorrente per il nascituro. Raiko ha studiato per due anni medicina a Sarajevo —difatti quando io fui nel settembre dell’85 ospite in casa Elez sapevo che un figlio faceva l’università— ma poi fu preso di mira dai professori per la crocetta che portava ai collo,e allora, anziché rinunciare a testimoniare la sua fede, rinunciò alla professione di medico. Ora lavora nel chiosco che è del fratello come un qualsiasi dipendente.
Anche Ivanka, mi raccontò una volta, interruppe gli studi per lo stesso motivo. Un giorno un professore le strappò la catenina con la croce che portava al collo e la gettò nel cestino delle carte. Lei pianse, il professore si pentì e le diede una manciata di denari perché ne comperasse un’altra, ma lei preferì lasciare la scuola. Così pure Vicka, derisa per la “sua Madonna” dai professori atei, non si presentò agli esami di riparazione e rinunciò a prendersi un diploma sia pure modestissimo. Se questi gesti da un lato rivelano il carattere di questi ragazzi, dall’altro ti dicono il tono irreligioso e antireligioso della scuola, per cui testimoniare la propria fede vuol dire esporsi a qualsiasi angheria e ingiustizia. La Madonna sapeva dove scegliersi i suoi angeli, portatori coraggiosi dei suoi massaggi ” (Sr. Margherita)

Ben diverso il trattamento riservato a Ivan militare: a Lubiana, in caserma, si trovò benissimo: era amato dai compagni e al suo arrivo il generale —certamente credente l’aveva chiamato per dirgli che ricorresse a lui in qualsiasi necessità: forse non prevedeva l’accoglienza fraterna dei commilitoni. Una tregua inattesa negli affronti quotidiani che lui e i veggenti subiscono dall‘inizio delle apparizioni. Ma di Ivan si sa che è molto addolorato per lo stato della gioventù, specialmente dopo il suo recente viaggio in Germania.

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