Maria a Medjugorje Messaggio del 25 febbraio 2013:Cari figli! Anche oggi vi invito alla preghiera.Il peccato vi attira verso le cose terrene ma io sono venuta per guidarvi verso la santità e verso le cose di Dio ma voi lottate e sprecate le vostre energie nella lotta tra il bene e il male che sono dentro di voi. Perciò figlioli, pregate, pregate, pregate affinché la preghiera diventi gioia per voi e la vostra vita diventerà un semplice cammino verso Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Medjugorje, trent’anni di apparizioni. Intervista esclusiva al veggente Ivan




«Madre, com’è possibile che tu sia così bella?». Era da tempo che il giovane Ivan Dragicevic, uno dei veggenti di Medjugorje, teneva in serbo la domanda finché, durante un’apparizione, abbagliato dall’estasi, non poté più resistere dal farla. E la Madonna gli avrebbe risposto: «Sono bella perché amo… amate e sarete belli anche voi». Ricordando l’episodio, oggi Ivan si stupisce ancora: «Non so come abbia trovato il coraggio di rivolgermi a Lei così, perché all’epoca ero timoroso di tutto».

Ivan è uno dei sei veggenti di Medjugorje, uno dei tre che dice di «vedere» ancora la Madonna tutti i giorni, dopo 30 anni dall’inizio delle apparizioni. Le più lunghe della storia, dal 24 giugno 1981. Ci si può credere o non credere, ma certo siamo di fronte a un fenomeno imponente che – anche se non ancora riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa – attira ogni anno milioni di pellegrini nel santuario dell’Erzegovina (ex Jugoslavia).

Ivan oggi non ha più le ritrosie di un tempo. Nel 1993 ha sposato l’americana Laureen Murphy, Miss Massacchussets 1990, da cui ha avuto quattro figli; e da allora si divide tra Boston e Medjugorje, dove lo si può incontrare da maggio a settembre. Nonostante la perdurante timidezza, viaggia molto, fino all’Australia e alla Nuova Zelanda, per raccontare la sua straordinaria esperienza. A fatica siamo riusciti a fargli avere una serie di domande. Ecco le sue risposte, che vi proponiamo così come ci sono pervenute, per quella che si presenta come un’intervista esclusiva ed eccezionale, a tu per tu con il mistero.

Vincenzo Sansonetti

Ivan, tu dici di vedere la Madonna ogni giorno dal 1981… Lei è cambiata in questi 30 anni?
«La Gospa (Madonna in croato, ndr) è sempre se stessa: una ragazza nel fiore degli anni, ma con una profondità di sguardo che la rende ai miei occhi una donna di grande maturità. Ha il manto grigio e il velo bianco e, nelle feste, come a Natale e a Pasqua, indossa vesti d’oro. Gli occhi sono azzurri e le gote appena tinte di rosa. In testa ha una corona di dodici stelle e i piedi poggiano su una nuvola che la sospende da terra, a ricordarci che è creatura del Cielo e immacolata. Ma non posso comunicarvi la sua essenza, rendere quanto sia bella, quanto sia viva».

Che cosa provi quando la «vedi»? Quali sono le tue emozioni?
«Faccio fatica a descrivere le mie emozioni… ogni giorno davanti a me si manifesta qualcosa che non ha pari sulla terra. La Vergine per se stessa è il Paradiso. La sua presenza ti dona una tale gioia, ti trapassa con una tale luce! Ma anche il contesto che la circonda è sublime. A volte mi mostra delle persone felici sullo sfondo, o degli angeli splendenti in un luogo ineffabile, pieno di fiori.

Come vivi il momento dell’apparizione?
«Vivo ogni momento della giornata nell’attesa che Lei venga. E quando l’apparizione finisce, per me è difficile riadattarmi, perché nessuna cosa al mondo, nell’arte o in natura, ha quei colori, quei profumi, e raggiunge una tale perfezione d’armonia».

Cos’è per te la Madonna: un’amica, una sorella…?
«Anche se la vedo giovanissima, la sento come Madre. La mia mamma terrena si è presa cura di me fino a quel giorno sul Podbrdo [il 24 giugno 1981, quando la Vergine è apparsa la prima volta, ndr], poi è toccato alla Gospa, per sua iniziativa. Entrambe sono ottime madri, perché mi hanno educato con passione a ciò che è vero. Ma da quando ho sperimentato l’amore della Madonna, ho compreso che le sue benedizioni, le sue preghiere, i suoi consigli sono nutrimento e cardine per me e per la mia famiglia. Non c’è nulla di più dolce e sconvolgente di quando si rivolge a me dicendo: “Caro figlio!”. È il primo messaggio: siamo figli di Dio, amati. Siamo figli della Regina della Pace, che colma la strada dal Cielo alla terra perché ci ama. E, amandoci, desidera guidarci, perché sa ciò di cui abbiamo veramente bisogno».

Che cosa fa e dice la Madonna durante i vostri incontri?
«Soprattutto prega, mostrandoci la via per comunicare con Dio. E la preghiera può essere di intercessione, anche per le intenzioni e le richieste di grazia che le presento, oppure di ringraziamento o di lode. Talvolta il colloquio si fa personale: in questo caso Lei mi mostra con delicatezza dove ho sbagliato; e, così facendo, porta avanti la mia crescita spirituale. Se all’apparizione assistono altre persone, prega su di loro, con particolare attenzione ai malati, ai sacerdoti e ai consacrati».

Perché appare da così tanto tempo?
«Perfino dei vescovi mi hanno fatto questa domanda. C’è chi dice che i messaggi della Vergine sono ripetitivi e chi obbietta che il credente non ha bisogno delle apparizioni, perché le verità di fede e quanto serve per la salvezza sono già contenuti nella Bibbia, nei Sacramenti e nella Chiesa. Ma la Gospa risponde con un’altra domanda: “È vero: tutto è già dato; ma voi vivete veramente le Sacre Scritture, vivete l’incontro con Gesù vivo nell’Eucaristia?”. Certamente i suoi messaggi sono evangelici; il problema è che non viviamo il Vangelo. Lei parla un linguaggio semplice, accessibile, e si ripete con sconfinato amore, perché sia chiaro che vuole raggiungere tutti. Si comporta come una mamma quando i figli non studiano o li vede perdersi dietro a cattive compagnie… “Voi parlate tanto, ma non vivete”. La fede non è un bel discorso, ma vita incarnata, e la Madonna ci suggerisce: “Siate un segno vivo; pregate, perché si realizzino i progetti di Dio, per il bene vostro e di chi vi è caro, per il mondo intero”. Ci vuole tutti santi».

C’è un incontro con Lei che ricordi in modo particolare?
«Quando è Natale, e la Vergine fa visita alla mia famiglia facendosi vedere con la sua: mostrandosi con San Giuseppe e il piccolo Gesù in braccio. E poi non dimenticherò mai quello che è accaduto il 2 aprile 2005. Giovanni Paolo II era da poco spirato quando è sopraggiunto raggiante, durante l’apparizione, in vesti candide e d’oro».

I tuoi familiari come vivono questi tuoi «appuntamenti» quotidiani?
«Quando sono a casa, la mia famiglia partecipa sempre alle apparizioni. Aspettiamo insieme la Madre celeste recitando il Rosario o meditando le Scritture o pregando. Dopo l’apparizione, ringraziamo insieme. E io racconto ciò che la Madonna ha fatto e ha detto».

Dobbiamo temere i dieci segreti annunciati da Maria? Aspettarci un castigo?
«I segni dei tempi mostrano che il mondo è tribolato. E i segreti di Medjugorje contengono certamente anche profezie di eventi dolorosi. Tuttavia, per esempio, il settimo segreto è stato mitigato dalle preghiere. E ogni volta che Lei mi appare riconosco nel suo sguardo la speranza e la luce del Paradiso. La Madonna non viene per castigarci, per criticarci, ma perché facciamo buon uso della libertà, riallacciando il dialogo e il rapporto filiale con il Creatore di tutto. Non a caso si è presentata a Medjugorje come Regina della Pace e le sue prime parole sono state: “Cari figli, sia pace tra l’uomo e Dio e tra gli uomini”».

Riccardo Caniato

Fonte: http://www.oggi.it/focus/attualita/2011/06/22/medjugorje-trentanni-di-apparizioni-intervista-esclusiva-al-veggente-ivan/

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