Maria a Medjugorje Messaggio del 25 febbraio 2009:Cari figli, in questo tempo di rinuncia, preghiera e penitenza vi invito di nuovo: andate a confessare i vostri peccati affinchè la grazia possa aprire i vostri cuori e permettete che essa vi cambi. Convertitevi, figlioli, apritevi a Dio e al suo piano per ognuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

IN UN RECENTE INCONTRO CON I PELLEGRINI, JELENA VASILIJ CI HA PARLATO DELLA PREGHIERA E DEL DIGIUNO






Come già dissi in altre occasioni la mia non è un'esperienza di "visione" ma una esperienza tutta interiore frutto della preghiera.

Di cosa esattamente si tratta? Sono ispirazioni che ricevo nella preghiera. Il Signore non mi dà la capacità di capire il futuro del mondo, non sono intuizioni che riguardano i segreti… Questo "dono" è anche molto condizionato dall'apertura e dalla crescita che la persona vuole fare: quindi diventa sempre più profondo e più profonda la vita spirituale della persona.

Da sempre intendiamo la fede come un "lume" una luce che illumina la nostra esistenza e i nostri passi, perché noi davvero siamo nella "famiglia di Dio". Questa fede va nutrita se noi vogliamo crescere nella vicinanza di Dio, soprattutto con tanta preghiera! Perché nella preghiera noi ci apriamo completamente a Lui e diventa un momento esclusivo per Dio.

Oggi sento molto dire: "Ma non è meglio fare qualche atto di carità?", "Forse è meglio che facciamo la carità e preghiamo di meno" oppure "Preghiamo tanto e facciamo meno carità". E' come se esistesse un contrasto tra le due cose. Quindi c'è chi fa tanta attività nella Chiesa: questo è molto bello; altri preferiscono una vita più contemplativa. Ma se noi leggiamo i Vangeli, se leggiamo le Lettere di S. Paolo e ascoltiamo i messaggi dati qui, vediamo che è possibile arrivare a questo equilibrio. Senz'altro un amore nutre l'altro: più noi amiamo Dio, più noi siamo capaci di amare il fratello; e se noi siamo chiusi verso il fratello, certo siamo chiusi anche verso Dio.

Non possiamo pensare di essere trasformati dalla preghiera, mentre dentro di noi abita l'odio. Dio lo dobbiamo cercare nella verità. Quindi penso che il rapporto con Lui nella preghiera ci aiuta a liberarci da tutte le falsità che noi spesso ci portiamo dietro nei nostri rapporti umani. Noi davanti agli altri possiamo anche nascondere le cose, però davanti a Dio dobbiamo aprire il cuore completamente se vogliamo che Dio lo trasformi.

Ecco perché la Madonna sempre ci ha insegnato che la prima tappa, è la contrizione. Noi veramente dobbiamo chiedere al Signore di liberarci da tutti gli ostacoli, perché è stato detto: Cristo è l'unico ospite che quando entra nella tua casa non lascia niente come era.

Quindi, quando iniziamo a pregare, dobbiamo cercare di "morire" un po' a noi stessi, chiedere al Signore di liberarci dal nostro egoismo, dal nostro orgoglio, di liberarci da tutto ciò che è negativo, di darci la forza…

Questa è la preghiera dell'abbandono. E' veramente necessario riuscire a trovare la pace nella preghiera! A Dio non interessa tanto quello che noi possiamo recitare, ma a Dio interessa la persona. Dio vuole il nostro cuore, non ci domanda di essere soggettivi e fare le cose come vogliamo noi: vuole la nostra totale adesione, la nostra partecipazione.

Quindi, per questo, se noi cerchiamo Dio, dobbiamo legarci soprattutto alla vita sacramentale, alla Grazia; particolarmente alla S. Messa. Noi cattolici spesso viviamo affamati, quando abbiamo questo Cibo che si dona tutti i giorni… E se noi abbiamo dimenticato di andare a Messa, o se non pensiamo che sia necessario parteciparvi spesso, allora penso che ci dobbiamo preoccupare, perché la nostro fede è in crisi…

Chi vuole crescere nella vita spirituale deve allenarsi tanto con la sua volontà, con la sua capacità di dire di sì e di morire a se stesso.

Dobbiamo veramente fare questo atto di fiducia; e i frutti poi verranno. Abbiamo Dio come nostro garante e non dobbiamo preoccuparci se vedremo o no i frutti della nostra vita spirituale.

La Madonna sempre ci consiglia di prepararci alla S. Messa arrivando almeno cinque minuti prima, per preparare il nostro cuore. E ci consiglia anche di ringraziare dopo la Messa, perché ognuno di noi diventa un "tabernacolo vivente" per Dio nel mondo.

La Madonna ci ha dato un consiglio: imparare ad offrire anche noi stessi durante la Messa. Offrire ciò che noi siamo dentro e presentarlo con il Sacrificio di Cristo.

Poi la Madonna ha chiesto il rosario, tre rosari con tutti i misteri; per una ragione molto semplice: perché più noi meditiamo Cristo, più lo interiorizziamo, più diventiamo come Lui. Quindi, non abbiate paura di ripetere, noi abbiamo bisogno di ripetere tanto, prima di riuscire a capire qualche cosa…

La Madonna ci chiede soprattutto di ringraziare. Anche Lei ci ringrazia ogni volta quando ci parla… Penso che il nostro rapporto con Dio deve essere soprattutto fondato sul ringraziamento: un ringraziamento che è il vero frutto dell'incontro con Dio, nella fede. Il che vuol dire rendersi conto del grande dono che il Signore ci fa; innanzitutto del grande dono della vita che ci dà ogni giorno…

Pensate: se Dio smettesse di animare questa creazione, essa cesserebbe di esistere in un attimo! Quindi Lui è talmente presente nella nostra realtà! Quando ci ha creati, lo ha fatto perché potessimo ringraziarlo e lodarlo. Questa è la nostra vera vocazione: vivere per la Gloria di Dio!

Penso che questa fede veramente ci libera e ci dà la gioia di cui parla la Madonna nell'ultimo messaggio (25.6.99), senza la quale è davvero impossibile vivere in questo mondo!

Con la preghiera, senz'altro ci aiuta tanto anche il digiuno: digiuno che oggi è molto meno di moda. E' bello pensare tra le opere positive anche il digiuno. Senz'altro è una privazione, ma mai solo per se stessa; cioè: io mi privo di una cosa piccola, ma per aprirmi ad una cosa grande, immensa, che è Dio!

Non dico che dobbiamo fare una gara eroica tra chi può fare più rinunce e sacrifici, ma se non siamo capaci a morire a noi stessi vuol dire che abbiamo messo forse un po’ troppo il nostro io al centro della nostra realtà.

Penso che il digiuno fa proprio questo: fortifica il nostro spirito, ci aiuta nel profondo a dire di sì alla volontà del Signore.

Il digiuno ci insegna l'umiltà, ci fa capire di quanto poco abbiamo bisogno per vivere veramente nella gioia… Infatti sentiamo come un buco dentro di noi che niente lo può riempire, non siamo mai soddisfatti…

Il digiuno ci fa capire che dobbiamo vivere la povertà spirituale per incontrare Dio. Fare digiuno e penitenza non vuol dire non amare le cose che Dio ci ha donato, ma vuol dire saperle usare nella maniera giusta e con rispetto. Ma soprattutto ci fa capire che noi non siamo stati creati per le cose: noi siamo stati creati per una Persona in particolare, che è Dio e per altre persone, perché la gioia arriva solo attraverso le persone.

Nella tradizione noi sappiamo che il digiuno ci aiuta nella nostra lotta contro il male e Gesù lo dice chiaramente nel Vangelo. Quando i discepoli domandano a Gesù: "Come mai non riusciamo a cacciare via questi demoni?". Gesù risponde: "Questo spirito maligno si può cacciare solo con il digiuno e la preghiera".

Certo, il digiuno a volte può essere una cosa molto delicata, quindi trovate un direttore spirituale che vi segua nel vostro cammino spirituale e consigliatevi con lui.

Un'ultima cosa vi vorrei dire: la Madonna ci ha fatto capire che questo cammino non lo facciamo solo come singoli, non è solo un rapporto mio personale con Dio, ma è un cammino che coinvolge sempre il prossimo. Certo, possiamo anche essere chiamati alla vita dell'eremita, però noi che siamo rimasti nelle famiglie, nella comunità, siamo invitati dalla Madonna a fare dei piccoli Cenacoli di Preghiera e dobbiamo fare insieme vita contemplativa e vita attiva.

Quando noi pensiamo alla vita contemplativa, nei monasteri, pensiamo ad una passività ma non è vero: è una vita molto molto attiva. Una non esclude l'altra e una ha bisogno dell'altra.

Domanda: Come vincere se stessi, passioni e difetti? Basta chiederlo a Dio?

Jelena: Quando si tratta del cambiamento della nostra vita interiore, della crescita nelle virtù, lì soprattutto bisogna cercare una direzione spirituale. Confessarci spesso e cercare l'aiuto e la guarigione da Cristo, perché dobbiamo guarire dentro di noi. Poi, senz'altro è Dio che opera in noi. Ci deve essere cento da parte nostra e cento per cento da parte sua.

Domanda: Per i Gruppi di Preghiera: come fare bene la preparazione alla Messa?

Jelena: Penso che è bello prepararsi con le Letture: leggerle prima. E poi, arrivati in chiesa stare nel silenzio, cercare di raccogliersi e prepararsi per la Messa.

Domanda: Per i Gruppi di Preghiera: la Messa viene vissuta a volte in modo un po' "impersonale". E' bene fare una preghiera sul Vangelo che unisce di più i cuori?

Jelena: E' un argomento importantissimo! Dobbiamo dare una importanza particolare: non c'è niente più della Messa che ci unisce. Non esiste una preghiera comunitaria che ci possa unire di più. Lì stiamo uniti tutti! E chissà quante migliaia siamo… E' il momento quando il Cielo scende sulla terra. Lì c'è la Madonna, ci sono gli Angeli, ci sono i Martiri; perché non è solo il fratello che sta accanto a te con cui devi essere unito, ma tutta la Chiesa Universale! Quindi quella che soffre nel Purgatorio, quella che già è in gloria nel Paradiso… perché c'è anche una realtà oggettiva ed è qui che dovete prestare tanta attenzione. Tutti partecipiamo al Corpo di Cristo: Cristo è il nostro principio di unione. Quindi tutti noi che riceviamo la Comunione abbiamo lo stesso Cristo dentro di noi. Certo, queste cose sono nascoste ai nostri sensi, però è veramente questa la realtà che fa muovere il mondo!

Domanda: Che cosa offrire per le anime del Purgatorio, oltre il sacrificio della Messa?

J. Non c'è cosa più grande della Messa. Però possiamo anche applicare le nostre penitenze, altre preghiere, le indulgenze; però io penso che non c'è niente di più gradito che possiamo presentare al Padre, se non il sacrificio del suo Figlio.

Domanda: La preghiera per la guarigione interiore: vale di più la quantità o la qualità?

Jelena: Penso che il termine di "guarigione interiore" è molto complesso. Sicuramente non è da considerarsi come una forza magica che agisce in un momento… Certo, Dio può fare anche un miracolo, però ognuno di noi porta dentro delle cose di cui deve guarire tutti i giorni. Una cosa è certa: se non preghiamo non è possibile guarire, perché è Dio che entra nella nostra vita e trasforma le cose con la Grazia. Soprattutto abbiamo il Sacramento della Santa Confessione: è quello che veramente ci guarisce. Certo, possiamo fare delle ricerche e cercare di capire, però sicuramente non è solo la consapevolezza che ci rende liberi, ma è la Grazia di Dio. La direzione spirituale è certamente fondamentale. Quindi: qualità e quantità, perché non esiste una qualità senza la perseveranza.

Domanda: Come risolvere il problema delle distrazioni durante le preghiere ripetitive, anche durante la Messa…

Jelena: A me personalmente aiuta molto chiudere gli occhi. Non è facile combattere le distrazioni. Se si tratta di distrazioni che ci portano al peccato, allora bisogna tagliare subito il pensiero. Diversamente cerchiamo di parlare a Dio delle nostre distrazioni. Sei preoccupato per tuo figlio? Presenta tuo figlio a Dio, perché a Dio interessa tanto quello che è dentro di noi!… Le distrazioni sono anche legate alla vita che noi viviamo: movimentata, stancante... Quindi, cercate di vivere una vita tranquilla, più in pace. Se siete stanchissimi, che fare? A quel punto potete solo offrire la stanchezza a Dio… non potete meditare…Cercate di offrire queste distrazioni come preghiere.

Domanda: Come fai a vivere concretamente la vita di preghiera e la vita di famiglia?

Jelena: Ognuno di noi ha bisogno di Dio per riuscire a mantenere una vita quale essa sia. Non è che la vita di preghiera tolga qualche cosa alla vita quotidiana, anzi, penso che è qualcosa che dobbiamo vivere per poterla capire.

Fonte: Rivista Medjugorje Torino nr. 90

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