Maria a Medjugorje Messaggio del 25 gennaio 2015:Cari figli! Anche oggi vi invito: vivete nella preghiera la vostra vocazione. Adesso, come mai prima, Satana desidera soffocare con il suo vento contagioso dell’odio e dell’inquietudine l’uomo e la sua anima. In tanti cuori non c’è gioia perché non c’è Dio ne la preghiera. L’odio e la guerra crescono di giorno in giorno. Vi invito, figlioli, iniziate di nuovo con entusiasmo il cammino della santità e dell’amore perché io sono venuta in mezzo a voi per questo. Siamo insieme amore e perdono per tutti coloro che sanno e vogliono amare soltanto con l’amore umano e non con quell’immenso amore di Dio al quale Dio vi invita. Figlioli, la speranza in un domani migliore sia sempre nel vostro cuore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Jelena: Cercare il volto del Signore




Così ha detto Jelena Vasilj ai pellegrini italiani il 2 gennaio 1998:

...La mia esperienza è diversa da quella degli altri veggenti. Io non ho avuto delle visioni nel senso in cui vedono loro, ma comunque anche in questo tipo di esperienza si può parlare di una certa forma di visione. Più che altro è il dono di una presenza forte di Maria nella preghiera...Noi diciamo che è una esperienza del cuore, perché non è solo un'idea, un pensiero che si presenta nella nostra mente, ma veramente una persona.
E siccome per incontrare l'altro ci vuole sempre il cuore, altrimenti l'incontro rimane molto superficiale, così lo è anche con Dio, con questa esperienza nella preghiera. Il cuore veramente viene coinvolto e quindi parliamo di una locuzione del cuore.

L'esperienza è accaduta un anno e mezzo fa dopo l'inizio delle apparizioni, prima con una esperienza dell'Angelo e dopo con Maria. Questa esperienza dell'Angelo oggi la vedo veramente come una preparazione per quello che è avvenuto dopo, anche perché le prime parole dell'Angelo mi sembrano molto significative: per prima cosa ha chiesto la confessione, quindi una purezza del cuore per riuscire a vedere.

Penso che sia il primo passo di una vita cristiana seria: chiedere perdono. Poi la Madonna ci insegnerà anche a pregare nella stessa maniera: cioè quando ci presentiamo davanti a Dio, chiediamo perdono, chiediamo misericordia; è il primo passo verso la nostra conversione. Dopo una quindicina di giorni ho sentito anche Maria e qualche volta anche Gesù. Un'altra ragazza si è unita nella preghiera e anche in questa esperienza del marzo dell'83; si chiama Marjana. All'inizio lei diceva di sentire solo la presenza di Maria, ma nell'ottobre dello stesso anno anche lei ha iniziato a ricevere messaggi. Penso che più o meno questo è stato il nostro compito: di ricevere queste illuminazioni, ispirazioni e poi di passarle soprattutto ad un gruppo di preghiera che la Madonna ci ha chiesto di radunare qui in parrocchia. Eravamo una sessantina di giovani e abbiamo cercato insieme di approfondire, vivere il messaggio che la Madonna naturalmente aveva dato ai veggenti.

Anche perché lo stesso contenuto del messaggio che abbiamo ricevuto noi nel gruppo, non è certamente molto diverso da quello che voi avete già ascoltato dagli altri. Soprattutto è stato un cammino di preghiera. La Madonna mette sempre la preghiera al primo posto, perché la nostra vita cristiana prende la sua forza da questo incontro con Dio. Quindi se non c'è un incontro con Dio, è molto difficile parlare di vita spirituale, perché questo non è un lavoro nostro. Penso che molto presto nella nostra vita cristiana ci accorgeremo che noi possiamo fare poco e che veramente è la grazia che ci conduce. Ecco perché la Madonna ci riporta alla preghiera: perché la preghiera diventi proprio una fonte di grazia per il cammino. Ecco perché ci riporta ai sacramenti: perché solo attraverso la grazia veniamo perfezionati; quindi la Confessione e soprattutto l'Eucaristia, che poi diventa il cuore della nostra vita cristiana. La Madonna ha parlato di diverse forme di preghiera; moltissimo del Rosario. Questa preghiera veramente viene riproposta anche dopo tanti anni. Ma mi sembra che la Madonna lo fa perché questa preghiera dà un grande beneficio alla nostra spiritualità. Se noi siamo chiamati a imitare Cristo, se siamo chiamati a diventare come Lui, non c'è miglior modo del Rosario.

Questo è come una mini-catechesi di tutta la nostra fede. Perché tutti i misteri della fede sono nuovamente richiamati e vissuti attraverso il Rosario: pregare il Rosario penso che ci faccia diventare come Maria, la quale, come ci ricorda l'evangelista, "conservava tutte queste cose meditandole nel suo cuore" (Lc.2,12 e 2,51). Penso che anche noi nella stessa maniera siamo chiamati a conservare questi misteri nel nostro cuore attraverso il Rosario.

Lei ha detto che dobbiamo cercare due cose: prima di tutto il volto del Signore. Molte volte c'è il pericolo di guardare se stessi, di volere anche delle cose buone, giuste, però non ci accorgiamo che c'è la persona accanto. Quindi la Madonna ci chiede di sollevare gli occhi, di guardare Cristo nella preghiera; così la preghiera deve essere cristocentrica. Però il secondo passo è di cercare la volontà del Signore; perché dopo l'incontro con Dio, viene così naturale di chiedersi: cosa vuoi Tu da me? E oltre al Rosario la Madonna insisteva molto sul silenzio, che è soprattutto un ascolto, non certo un momento di passività; per fare di se stesso veramente un dono all'altro in questa capacità di porre l'orecchio e ascoltare. Penso che sia una cosa piuttosto difficile nella esperienza umana, perché abbiamo questa tendenza ad essere protagonisti; ma penso anche che la preghiera dell'ascolto veramente ci insegna ad adorare, a capire chi è l'Autore vero della vita.

Poi la penitenza accompagna sempre questo cammino di preghiera e diventa anche la preghiera del corpo. E' un termine sicuramente quasi non presente nella terminologia moderna; non siamo abituati a fare penitenza, perché pensiamo che soffriamo già abbastanza. Però pare che la penitenza, soprattutto nel momento di una pigrizia, di un sonno spirituale, sia proprio quella che ci scuote, che ci permette di prendere un'altra volta il fiato e di continuare. Quindi la Madonna insiste molto sul digiuno qua, soprattutto quello a pane e acqua. Penso che anche questo ha un grande significato: vivere con questo pane materiale, in un certo senso diventa un'attesa di quel pane vero che riceviamo nell'Eucaristia. Quindi un'interpretazione eucaristica di questa forma del digiuno mi sembra quella più giusta.

Domande e risposte

E' seguito il dialogo con i presenti. Alla domanda se a Roma dove studia teologia segue qualche cammino particolare, lei risponde che conosce poco i gruppi di Roma "anche perché il tipo di studio che faccio non mi permette di girovagare. Ci troviamo con un gruppo di amici a dire il Rosario...". E all'osservazione che la Madonna però l'ha guidata in un cammino di Santità per molti anni, lei risponde che "non si trattava di un movimento. Questa è la bellezza di Medjugorje, che non è un movimento particolare e quindi tutti possono partecipare. A me piace molto l'universalità della Chiesa e quindi non mi ci vedo in un movimento ben definito. Io poi appartengo a Medjugorje; forse è questa la nostra spiritualità: la spiritualità mariana".

Alla richiesta di un chiarimento sul silenzio, lei ammette che è nel silenzio e nella preghiera che sente la presenza fisica di Maria, ma questo non è programmato. Quando si è bambini si chiede sempre: " Mamma, dammi questo, quello". Ma una volta maturi, si sta alla presenza del Signore pronti ad accogliere quello che Lui ci dà. Ma occorre il silenzio e la preghiera continua per non perdere questa presenza che ci accompagna nel cuore.

D. Ma come si può fare ad avere sempre questa presenza nel cuore?
R. Occorre nutrire questo tipo di esperienza, questa preghiera continua con momenti fissi di preghiera, perché anche se c'è una presenza che ci accompagna (quella di Dio), poi svanisce se non viene nutrita. Quindi dobbiamo pregare in momenti fissi.

D. Dato che la Madonna ti ha usata come strumento per il gruppo di preghiera per tanti anni, avresti dei suggerimenti per i nostri gruppi di preghiera?
R. Veramente non ho mai elaborato uno schema da quello che ho vissuto, posso dire solo che il gruppo di preghiera mi sembra un'esperienza quasi inevitabile per una crescita spirituale. Non è possibile immaginare un cammino da soli col Signore. Dio ci chiama a una comunione con altri, quindi siamo sempre chiamati ad essere in un gruppo di preghiera. Questo può essere la famiglia, anzi la famiglia dovrebbe essere il primo gruppo di preghiera, dove ci viene donata la prima spiritualità. Poi a livello di parrocchia, perché questa è la nostra Chiesa immediata; e nella parrocchia anche diversi gruppi. Parlo solo della necessità, poi la forma dipende dal tipo di spiritualità che avete. Il Rosario è sempre molto utile e anche le preghiere spontanee, ma la lettura della Bibbia è importante perché la nostra preghiera non deve essere arbitraria, ma deve avere un contenuto preciso, che ci è stato rivelato, non come nelle religioni orientali dove la mente può sempre vagare. Dobbiamo attenerci al Vangelo. E poi dobbiamo avere un momento per scambiarci le nostre esperienze, per incoraggiarci gli uni gli altri nel cammino spirituale che è una comunione in Cristo, ma anche una vera comunione tra noi.

D. Come fai a riconoscere che è Gesù o Maria a parlarti e non un angelo ribelle?
R. Non è molto difficile distinguere. La presenza di Dio porta sempre molta pace e quiete, senso di libertà e di pienezza; la presenza dell'altro porta molta angoscia e tenebre.

D. Anche attualmente hai queste visioni del cuore?
R. Non sono così frequenti come all'inizio, ma le ho ancora.

Interrogata sulla scelta di studio (prima a Vienna, poi Roma) afferma: "Mi è piaciuto trasferire questa esperienza spirituale anche a livello intellettuale, perché l'intelletto fa parte integrante della nostra persona umana. Anzi direi: se incominciate un cammino cercate di interessarvi un po' su quello che dice la Chiesa, il Magistero perché abbiamo bisogno di una guida, non siamo autosufficienti e Cristo non ci ha voluti così. E' chiaro che Dio ha voluto una Chiesa, una gerarchia, un Santo Padre. E' bellissimo introdurre questa esperienza nell'esperienza di tutta la Chiesa, perché tutti questi doni sono per la crescita della Chiesa. Poi essere a Roma è un cosa speciale perché lì c'è il cuore della Chiesa.

D. Non hai mai pensato di sposarti?
R. Qualche volta ci ho pensato.

Alla richiesta su difficoltà di dialogo nel gruppo, lei risponde che anche a Medjugorje succedeva col gruppo grande di 60. Per poter aver un dialogo ci si divideva in gruppetti, e poi le esperienze dei vari gruppetti si mettevano in comune.

D. Faccio bene a lasciarli camminare da soli nel mio gruppo?
R. No, lei è un sacerdote. Le guide sono troppo preziose. Le persone hanno bisogno di una guida, anche se in questo mondo tutti gridano "libertà e indipendenza". Quando mancano le guide ci attacchiamo a tante cose sbagliate. C'è bisogno di chi ci spinge in avanti, soprattutto per i giovani. E' prezioso avere una persona che riesce a darti un po' di luce. Non dico che deve camminare per te, questo sarebbe negativo. La Madonna a Medjugorje ha sempre chiesto guide spirituali per un gruppo.

(a cura di Alberto Bonifacio-riduzione)

Fonte: Eco di Medjugorje n.139

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