Maria a Medjugorje Messaggio del 25 giugno 2001: Cari figli, sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna. In modo particolare oggi che Dio vi da grazie abbondanti pregate e cercate Dio attraverso me. Dio vi da grandi grazie, perciò figlioli, utilizzate questo tempo di grazia e avvicinatevi al mio cuore affinché possa guidarvi a mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Una testimonianza di Jelena del 1985




Ci aiuta a comprenderle una ragazzina di 12 anni e mezzo,tutta trasformata dalla Madonna e guida spirituale del numeroso gruppo di giovani per una crescita d’assieme: Jelena Vasilj. Jelena è il ritratto dell’austerità e della contemplazione: occhi azzurri e tersi come uno specchio che riflette Dio, assorti e scrutatori. Il solo guardarla commuove e richiama il cielo. Le stesse cose dicevano di Santa Caterina, loro ”mamma” i discepoli più grandi di lei. Nella sua modestia schiva ci ha parlato nella sua casa, essendo interprete lo stesso Arciv. Franic, di come si è sviluppato in lei il dono della “voce di Maria” che le parlava. c'era stata una spinta a pregare quella mattina e aveva pregato mezz’ora con le amiche prima della scuola. Poi l’angelo si fece sentire a scuola e l'invitava a pregare con gli altri ogni giorno. Per otto giorni era l’angelo che le parlava e la preparava alla veduta dello Madonna ,esortandola “alla preghiera e a una più grande consacrazione e dedizione a Maria”.

Venne poi Maria “e il Suo volto e la Sua voce erano più teneri. L’amore che irradia dal volto di Maria è una cosa indicibile” (qualche volta la vede in visione chiara oltre che sentirla).
“Che effetto fa quando parla l’angelo e quando parla Maria?” le è stato chiesto.
Risponde:“Dalla mia apertura una voce o l’altra fa effetto; inutilmente parla la voce se io non mi sforzo di collaborare”.

“Quali sono i traguardi spirituali che puoi indicare a noi?
risponde:” Conversione con la continua preghiera e il digiuno non solo per noi,che li dobbiamo diffondere agli altri, ma per tutti quelli a cui giunge questa voce. Bisogna imparare a parlare con Dio. nella preghiera, cioè meditare: bisogna anche saper piangere nella preghiera. La preghiera non è uno scherzo, e concentrarsi con Dio. Bisogna stare più attenti a Lui che agli uomini. Nella preghiera bisogno vedere più chiara la vita, come bisogna vivere la nostra situazione concreta. La preghiera è una cosa molto seria, è un contatto con Dio. Bisogna convertirsi: nessuno è convertito veramente”.

“Quali sono le ultime cose che ti ha detto la Madonna?.”
Risponde: ‘Occorre una effusione dello Spirito Santo e la chiesa ,senza la quale il mondo non si può convertire’. Per ottenere questo la Madonna ci ha invitati a un secondo giorno di digiuno durante la settimana”.

In un corpo sazio di tutto non entra lo Spirito Santo. L’accoglienza e la gioia per l’amore di Dio e la sua parola non è possibile se il cuore è aperto a tutte le voci del mondo e alle sue esigenze: è il digiuno del cuore a cui si deve arrivare don il digiuno dei corpo. “Siate sobri per poter attendere alla preghiera”,diceva S. Pietro. Se nell’anima c’è Dio non lo si deve disturbare col chiasso, con le chiacchiere parlate pure ma senza fare rumore diceva Jelena. Non è questo custodire col digiuno della lingua il continuo colloquio intimo col Signore?

Come il ritirarsi sul monte o in disparte o in luoghi deserti o nella propria stanza è costitutivo della vita di Gesù, così dev’essere per ogni discepolo perché Gesù ci abbia a sua disposizione e operi la trasfusione del suo Spirito, che cambia tutto, che ci immette nella vera vita.

Fonte: Eco di Maria

Visite: 450

TAGS: IntervistaJelena VasiljTestimonianza