Maria a Medjugorje Message of July 2, 2015:Dear children, I am calling you to spread the faith in my Son - your faith. You, my children illuminated by the Holy Spirit, my apostles, transmit it to others - to those who do not believe, who do not know, who do not want to know - but for that you must pray a lot for the gift of love, because love is the mark of true faith - and you will be apostles of my love. Love always, anew, revives the pain and the joy of the Eucharist, it revives the pain of the Passion of my Son, by which He showed you what it means to love immeasurably; it revives the joy for having left you His body and blood to feed you with Himself - and in this way, to be one with you. Looking at you with tenderness, I feel immeasurable love which strengthens me in my desire to bring you to a firm faith. Firm faith will give you joy and happiness on earth and in the end the encounter with my Son. This is His desire. Therefore, live Him, live love, live the light that always illuminates you in the Eucharist. I implore you to pray a lot for your shepherds, to pray so as to have all the more love for them because my Son gave them to you to feed you with His body and to teach you love. Therefore, also you are to love them. But, my children, remember, love means to endure and to give, and never, ever to judge. Thank you.

Una testimonianza di Jelena del 1985




Ci aiuta a comprenderle una ragazzina di 12 anni e mezzo,tutta trasformata dalla Madonna e guida spirituale del numeroso gruppo di giovani per una crescita d’assieme: Jelena Vasilj. Jelena è il ritratto dell’austerità e della contemplazione: occhi azzurri e tersi come uno specchio che riflette Dio, assorti e scrutatori. Il solo guardarla commuove e richiama il cielo. Le stesse cose dicevano di Santa Caterina, loro ”mamma” i discepoli più grandi di lei. Nella sua modestia schiva ci ha parlato nella sua casa, essendo interprete lo stesso Arciv. Franic, di come si è sviluppato in lei il dono della “voce di Maria” che le parlava. c'era stata una spinta a pregare quella mattina e aveva pregato mezz’ora con le amiche prima della scuola. Poi l’angelo si fece sentire a scuola e l'invitava a pregare con gli altri ogni giorno. Per otto giorni era l’angelo che le parlava e la preparava alla veduta dello Madonna ,esortandola “alla preghiera e a una più grande consacrazione e dedizione a Maria”.

Venne poi Maria “e il Suo volto e la Sua voce erano più teneri. L’amore che irradia dal volto di Maria è una cosa indicibile” (qualche volta la vede in visione chiara oltre che sentirla).
“Che effetto fa quando parla l’angelo e quando parla Maria?” le è stato chiesto.
Risponde:“Dalla mia apertura una voce o l’altra fa effetto; inutilmente parla la voce se io non mi sforzo di collaborare”.

“Quali sono i traguardi spirituali che puoi indicare a noi?
risponde:” Conversione con la continua preghiera e il digiuno non solo per noi,che li dobbiamo diffondere agli altri, ma per tutti quelli a cui giunge questa voce. Bisogna imparare a parlare con Dio. nella preghiera, cioè meditare: bisogna anche saper piangere nella preghiera. La preghiera non è uno scherzo, e concentrarsi con Dio. Bisogna stare più attenti a Lui che agli uomini. Nella preghiera bisogno vedere più chiara la vita, come bisogna vivere la nostra situazione concreta. La preghiera è una cosa molto seria, è un contatto con Dio. Bisogna convertirsi: nessuno è convertito veramente”.

“Quali sono le ultime cose che ti ha detto la Madonna?.”
Risponde: ‘Occorre una effusione dello Spirito Santo e la chiesa ,senza la quale il mondo non si può convertire’. Per ottenere questo la Madonna ci ha invitati a un secondo giorno di digiuno durante la settimana”.

In un corpo sazio di tutto non entra lo Spirito Santo. L’accoglienza e la gioia per l’amore di Dio e la sua parola non è possibile se il cuore è aperto a tutte le voci del mondo e alle sue esigenze: è il digiuno del cuore a cui si deve arrivare don il digiuno dei corpo. “Siate sobri per poter attendere alla preghiera”,diceva S. Pietro. Se nell’anima c’è Dio non lo si deve disturbare col chiasso, con le chiacchiere parlate pure ma senza fare rumore diceva Jelena. Non è questo custodire col digiuno della lingua il continuo colloquio intimo col Signore?

Come il ritirarsi sul monte o in disparte o in luoghi deserti o nella propria stanza è costitutivo della vita di Gesù, così dev’essere per ogni discepolo perché Gesù ci abbia a sua disposizione e operi la trasfusione del suo Spirito, che cambia tutto, che ci immette nella vera vita.

Fonte: Eco di Maria

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